Accorpare i comuni piccoli

La questione è semplice.

piccola grande italiaPer ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione, e per meglio gestire le risorse ed i servizi comunali, noi del M5S abbiamo da sempre in programma l’accorpamento dei comuni con meno di 5.000 abitanti. A questo aggiungeremo l’abolizione dell’ormai inutile struttura delle amministrazioni provinciali, la cui residue competenze andranno poi ripartite a comuni e regioni.

Per questi semplici motivi la decisione delle amministrazioni dei comuni di Fabro, Ficulle, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto e Parrano di procedere, dal basso, ad una fusione in un unico nuovo comune ci trova assolutamente in sintonia. Sarebbe auspicabile che si potesse procedere sempre così, partendo dai territori e dal comune sentire delle popolazioni, nel rispetto di storia e tradizioni dei “campanili” d’origine e di quell’immenso patrimonio che sono le identità locali e rurali.

Chapeau

Prove tecniche di “Democrazia Diretta”

Il 10 dicembre scorso, il governo, pressato da media e compagini sociali ha presentato un decreto in relazione ai territori avvelenati della “Terra dei Fuochi” [Vedi].

Il decreto sarà in aula in questi giorni per la discussione ed i necessari interventi. Il M5S si è posto la semplice questione di chi meglio dei cittadini di quei territori possa riscrivere il decreto e, detto fatto, ha organizzato e tenuto il 28 dicembre un incontro pubblico in cui, per la prima volta nella storia residenti, associazioni, professionisti che operano in quelle località, esperti, medici, docenti, contadini, mamme e ragazzi hanno potuto, senza filtri, proporre i propri emendamenti al decreto che saranno poi presentati dai parlamentari del MoVimento. A loro spazio, voce e visibilità mentre noi (si c’eravamo anche noi) attivisti e molti dei nostri parlamentari come Alessandro di Battista, Luigi di Maio (vicepresidente della Camera dei Deputati), Roberto Fico (presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai) solo per fare qualche nome, restavamo comunque defilati ma a disposizione per approfondimenti.

sala gemito - emendamenti decreto terra dei fuochiUna prova tecnica di democrazia diretta, preceduta da giorni di preparazioni in cui veniva analizzato il decreto originale e venivano indicati i criteri d’ammissibilità degli emendamenti contenuti nei regolamenti parlamentari, che ha visto un’ampissima partecipazione ed una produzione di proposte dei cittadini davvero interessanti che saranno presentate e discusse in parlamento.

Fuor di retorica ma quale movimento politico al mondo fa cose del genere?