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La decrescita infelice

Bardano, Orvieto, Umbria, Italia e, forse, Europa.

Questa storia la raccontiamo qui dai capannoni industriali del sobborgo di Bardano, ad Orvieto, dove si puntava a fare una nuova uscita dell’Autostrada del Sole per il transito merci; ora i capannoni se ne stanno abbandonati o con la scritta “Affittasi” in bella vista, ormai ingiallita dal troppo tempo passato.capannoni abbandonati

Simboli, questi, della crisi, ma anche della cronica incapacità di fare filiera e rete sul territorio, di istituzioni senza strategia a lungo termine, di comunità e territorio depauperati, spogliati e “delocalizzati”, simboli della nuova emigrazione e della riduzione della popolazione orma in saldo negativo da anni.

Simboli di una classe manageriale inconsapevole, figlia di una cultura in cui c’erano coperture ed interventi politici, finanziamenti che sembravano elargizioni e la logica di puntare alle emergenze per vedere l’intervento dello stato a giustificare i sindacati, salvare industrie e lavoratori e, soprattutto, di un sistema bancario che sosteneva le imprese, che permetteva scoperti a chi aveva ordinativi e fatture, ma che adesso invece ha strozzato anche le aziende sane.

I capannoni di Bardano sono svuotati della loro energia creativa, della loro capacità di produrre benessere e lavoro, adesso sono rappresentazione di un dramma per imprenditori e lavoratori, per le loro famiglie. Per il territorio sono monumenti all’impoverimento, per la comunità sono causa d’infelicità e rimpianti.

Abbiamo avuto l’occasione ed il tempo di governare la crisi con strategie di decrescita felice e metodo, abbiamo preferito far finta che tutto andasse bene ed ignorare i segnali, si è addirittura riso delle proposte del MoVimento 5 Stelle. Eccoci, oggi a tirare le somme della via che abbiamo intrapreso.

Questa è stata una decrescita infelice, qui come altrove, in questa regione come nelle altre; a Bardano, Orvieto, Umbria, Italia, Europa bisogna raccogliere i cocci ed invertire la rotta.

Qui, adesso, ovunque e per sempre.

Silvio Torre, Orvieto 5 Stelle

Tutela delle eccellenze italiane sul web

Il nostro Deputato Filippo Gallinella in “Commissione Agricoltura” cerca di porre un freno alla speculazioni su nomi e marchi rappresentativi delle eccellenze italiane sul web.

Qui di seguito un suo recente intervento in commissione per pungolare il ministro De Girolamo:

Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

ministro e gallinellaPer sapere – premesso che:
l’utilizzo inappropriato in ambito internazionale delle denominazioni riconosciute alle produzioni agroalimentari italiane di qualità è sempre più ricorrente e la falsificazione dei prodotti italiani DOP e IGP fa registrare un giro d’affari di oltre cinque volte il fatturato realizzato dal mercato autentico;
il fenomeno della contraffazione on-line è particolarmente allarmante posto che la rete offre anonimato, costi bassi e possibilità di una veloce e facile scomparsa dal mercato dati aggiornati evidenziano che il commercio on-line nel settore alimentare risulta quello in maggior crescita, tanto che si stima, per il 2013, un balzo del 18 per cento;
tale situazione genera ancor più preoccupazione alla luce delle nuove iniziative che potrebbero essere intraprese a breve dalla società americana ICANN, ovvero l’Autorità che genera il rilascio dei suffissi internet;
come ormai noto, la suddetta ICANN, organizzazione privata di diritto californiano, ha attivato le procedure per assegnare, dietro pagamento, a soggetti privati e indipendentemente se siano viticoltori o utilizzatori riconosciuti delle denominazioni, domini di primo livello generico tra i quali: «wine» e «vin», oltre a «food» e «organic»;
i titolari dei suddetti domini potrebbero infatti, attraverso l’abbinamento a domini di secondo livello, registrare indirizzi come «baroloclassico.wine» o anche «prosciuttodiparma.food» e sovrapporli agli indirizzi dei prodotti originali generando totale confusione nelle piattaforme di commercio elettronico;
è indispensabile assicurare che l’assegnazione di nomi generici dati in via esclusiva a privati e senza particolari garanzie, quali domini di primo livello, sia improntata al rispetto delle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio posto che il loro utilizzo, peraltro esclusivo, ha implicazioni commerciali, di relazioni tra Paesi e di immagine con effetti potenzialmente devastanti in ambito commerciale internazionale e in grado di attivare infiniti e costosi contenziosi;
richieste di assegnazione di domini provengono da società stabilite in Paesi dichiarati «paradisi fiscali», coperte da anonimato societario e potenzialmente in grado di riciclare denaro di dubbia provenienza;
l’iniziativa in parola contrasta con i principi della proprietà intellettuale che vietano la concessione di un diritto di privativa industriale che abbia ad oggetto un termine di uso comune –:
di quali ulteriori elementi disponga il Ministro in relazione a quanto riportato in premessa e come intenda intervenire presso i competenti organismi internazionali al fine di assicurare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale nel commercio on-line ed impedire che l’introduzione di nomi generici a dominio internet e la loro assegnazione a soggetti privati non utilizzatori delle denominazioni possa in qualsiasi modo danneggiare le produzioni agroalimentari italiane certificate