Propositi per l’anno nuovo degli Italiani (2013)

Il 2012 è stato un’anno durissimo in Italia, che ha lasciato in difficoltà terribili famiglie ed imprese, che ha visto imprenditori suicidi, coppie che reinviano sine die matrimonio e la scelta d’aver figli, che ha visto moltissimi talenti rinunciare agli studi e che ha visto aumentare la flottiglia dei cosiddetti inattivi sfiduciati, che non studiano e lavorano e che non cercano più lavoro. Del resto abbiamo un saldo negativo delle imprese, mi si perdoni, impressionante. Siamo poi in piena demotorizzazione, i saldi tra immatricolazioni e rottamazioni delle auto dovrebbe far tremare davvero i polsi a chi ha investito in una EniStation, a chi ha pensato di costruire una terza corsia, allo stato che si basa su iva e accise dei carburanti… persino nelle feste di natale il traffico si era ridotto. Non ci sono file per i saldi, il commercio langue, i magazzini traboccano.
Forse la decrescita auspicata dall’economista Serge Latouche è già in atto?
Le famiglie sono tornate indietro di molti anni: il loro potere d’acquisto si è ridotto al minimo… tuttavia le case costano ancora decine d’anni di retribuzione per un normale lavoratore NON precario. Si doveva decrescere in maniera felice, controllata, con una condivisione degli obbiettivi, non precipitare tra mutui che marginalmente aumentano lo stesso costo del bene per cui vengono erogati, tra crediti al consumo, tasse sproporzionate, male orientate i cui proventi son peggio gestiti e costi dei servizi in libero aumento se inEquitalia non ti ha schiacciato prima.
Questo è un paese in cui le assicurazioni obbligatorie, da quando son state “liberalizzate”, sono aumentate nel costo di decine di volte, servizi sanitari e civici che progressivamente si allontanano dai cittadini…
No, non va bene. Basta così!

buoni-propositi121. Proposito
Bisogna raggiungere l’equilibrio dinamico tra necessità della cittadinanza, spinte competitive e governo della nazione. Gli appetiti di privati per fare impresa e competere sono sani finchè non cominciano a cannibalizzare se stessi, territorio, cultura, Stato e Cittadini. Le necessità della cittadinanza non sono solo sicurezza, cibo, calore, riparo ma anche libertà, partecipazione, crescita, speranza, gioia e lavoro, lavoro utile, non abrutimento. Il governo della nazione va dal relazionarsi con le altre nazioni o federazioni di stati alla gestione dei servizi ai cittadini, dalla tutela dei territori alla creazione di un’ecosistema economico, sociale e normativo in cui tutti abbiano sia opportunità che una vita libera e felice.

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