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Bando affitti: il comune ci rimbalza in regione

Abbiamo appena ricevuto la risposta del Comune in relazione alle problematiche del “bando affitti” 2013.

In breve ponevamo due questioni:

  1. abbiamo richiesto criteri meglio ordinati ed aderenti all’attuale “geografia lavorativa” in cui è il reddito, non il tipo di contratto, a segnare le opportunità od il disagio sociale in cui versano individui e famiglie.
  2. Inoltre abbiamo richiesto all’amministrazione comunale di sottoporre la questione ad opportuna verifica e nuova valutazione, eventualmente ritirando in autotutela l’attuale bando che crea ed alimenta differenze sociali gravi, soprattutto data l’attuale situazione, creando categorie (es. dipendenti e pensionati) meglio tutelate rispetto ad altre (es. partite iva).

La risposta, laconica, burocratica e pilatesca è stata: Tutto vero, il problema c’è, non ci possiamo fare niente, parlate con la Regione.

Rileviamo a nostra volta che iniziative d’impulso comunale sembrano esserci solo come risposta a sollecitazioni sovracomunali, ringraziamo della risposta e rilanciamo secondo noi che tra i cittadini nessuno rimanere indietro.

nessuno-indietro

Approfondimenti qui di seguito:

 

I problemi del “Bando Affitti” 2013

Dobbiamo ammettere la nostra delusione,

Nella prossima convocazione del consiglio comunale, il cui ordine del giorno è “question time”, non c’è traccia delle nostre proposte. Un’altra occasione persa. Si parlerà di cose nobili come le iniziative sui caduti in guerre inutili o di cose importanti come le alienazioni di immobili e la commissione urbanistica (argomenti che solleticano maggiormente le cosiddette “caste”) e naturalmente del bilancio.

Avremmo voluto che si parlasse anche di cose più immediatamente e direttamente alla portata dei cittadini, per esempio delle gravi lacune del nuovo “Bando per l’assegnazione dei contributi del fondo nazionale per la locazione (art. 11 della legge 9 dicembre 1998 n. 431)”.

Premesso che avendo visionato il bando, incontrato il personale del locale URP ed approfondito la questione con i responsabili dell’Ufficio Casa del Comune di Orvieto abbiamo rilevato una criticità che abbiamo sottoposto all’attenzione dell’amministrazione cittadina: Le famiglie che ricevono reddito da lavoro autonomo, qualunque esso sia, sono letteralmente escluse da tale bando. Tale osservazione è riportata altresì nelle note esplicative al bando stesso. Al di la della componente tecnico burocratica per una tale scelta ricordiamo che la crisi profonda colpisce prima e più profondamente i cosiddetti autonomi che chi ha la certezza di uno stipendio o di una pensione; abbiamo addirittura dei casi in città di autonomi che, pur avendo lavorato, a volte per crediti inesigibili, chiuderanno con saldo negativo e reddito zero l’annata e si troveranno nell’impossibilità di accedere a tali fondi.affitti e soldi

Altri comuni hanno agito diversamente dalla nostra amministrazione, pensiamo a Casamassima (stessi abitanti di Orvieto) che prevede l’accesso a tali fondi ad autonomi, a parità di fasce di reddito, che abbiano pargoli, anziani o persone con disabilità nel nucleo familiare, oppure Ossi (maggiormente illuminata) che invece tende ad equiparare come riportiamo testualmente: “le diverse tipologie di reddito (da lavoro dipendente, autonomo, pensione o altra natura) concorrono alla composizione del reddito complessivo in eguale misura)”.

Essendo attualmente forza extraconsiliare (fuori del consiglio comunale) siamo intervenuti come potevamo: abbiamo richiesto criteri meglio ordinati ed aderenti all’attuale “geografia lavorativa” in cui è il reddito, non il tipo di contratto, a segnare le opportunità od il disagio sociale in cui versano individui e famiglie. Continua a leggere I problemi del “Bando Affitti” 2013