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Sviluppo: dopo 4 mesi l’assessore risponde.

Dovremmo ringraziare l’assessore Martino, responsabile per il comune di Orvieto delle aree Sviluppo, Cultura, Commercio, Artigianato, Grandi Eventi e Marketing Territoriale?

La dottoressa Martino ci ha risposto ad una interrogazione a Lei nota sin dal 20 ottobre scorso e concernente sui piani di rilancio del distretto industriale di Fontanelle di Bardano. Dopo 4 mesi pieni finalmente ci ha risposto; sappia l’Assessore che mentre ci pensava la storica Tione è fallita, mentre meditava Electrosys, azienda i cui strumenti hanno permesso il Nobel italiano al CERN, passava di mano al proprio diretto (ex) concorrente, che le lavoratrici ex Sphera ed Mmanifatture si sono federate in cooperativa e l’opzione che avevamo lanciato sul il centro fisico d’Italia è stata utilizzata prima dai privati ed infine se ne è appropriata la più sveglia giunta di Narni.

cultura-3Assessore, responsabile anche dell’impalpabile comparto cultura, si informi che negli stessi mesi si perdeva, pignorato via dalla città, il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane. Era possibile intervenire? In presenza di un assessorato capace noi diciamo di si pensando all’accesso ai fondi dell’Art Bonus. In assenza di una politica culturale purtroppo non ne siamo stati protagonisti, anzi siamo, come Comune di Oriveto, risultati lassisti ed incapaci di attrarre risorse aggiuntive al settore  culturale, neanche per interventi di manutenzione, protezione, restauro di beni culturali. Eppure quel dispositivo (ancora attivo per la programmazione 2016) permette anche di consentire ad un numero di soggetti più ampio, pubblico e privato, di decidere quali investimenti finanziare. Ma un piano, sia pure sommario, non ci è mai stato presentato.

Almeno è stata richiesta la partecipazione della “filantropia” come ultima chanche? L’Art Conservation Project di Bank of America ha un plafond interessante per sostenere gli sforzi dei piccoli borghi come il nostro, e non è certo l’unico fondo interessato all’arte italiana non “mainstream”, non sotto i riflettori della ribalta come Pompei o i musei Fiorentini. Nossignori, quella dell’assessorato è una politica per noi troppo misteriosa ma i risultati ad oggi, per fare una metafora calcistica, sono da esonero dell’allenatore.

Che dire dell’impostazione del Marketing Territoriale e la sua ricaduta al comparto turistico? Oppure della situazione del commercio, sia al dettaglio che le grandi e medie superfici? Quali iniziative per i nostri artigiani? Quali grandi eventi sono attesi? Il Sindaco è stato persino costretto a ricorrere a deleghe ulteriori per gestire le iniziative come Expo, Slow Food ed Aree Interne, ed è stato costretto ad agire in prima persona per partecipare come Capitale Italiana della Cultura, con la città di Todi, al bando del ministero.

Caro Assessore Martino stia serena, oggi non le porremo interrogazioni, si risponda da sola se merita di rimanere al Suo posto.

diecimila buoni motivi per evitare gli sbagli

Lo scherzetto delle cartelle pazze ha già fatto delle vittime: la fiducia nel sistema informatico del comune, o della capacità di usarlo, ed i costi sostenuti per inviare le cartelle pazze della Tari, subito sospese dal Sindaco Germani.

cartellepazze orvietoGli errori capitano, succede di dimenticarsi le chiavi della macchina o la macchinetta da caffè sul fuoco troppo a lungo. Queste disattenzioni, questi sbagli si possono facilmente comprendere ed, a volte, giustificare ed accettare.

E’ difficile, invece, accettare gli sbagli sistemici, ripetuti per centinaia o migliaia di cittadini; sbagli commessi da una macchina comunale che comprende numerosi uomini e mezzi, per poi liquidarla come “problema software”. E che problema? Di programmazione? Il software fornito dalla Webred, non solo a questo comune ma praticamente a tutta la regione dove il fenomeno non è impazzato, non funzionava correttamente ed alla somma 2+2 dava risultato 7?

Oppure il software era stato istruito male e non era stato “programmato” per evitare di attribuire ulteriori voci della Tari ai box auto, ai magazzini attrezzi se posti in un numero civico od una via diversa da quella di residenza. Questo non è sarebbe un problema software, ma un errore d’impostazione e, potenzialmente, persino una roba da Corte dei Conti. Chi è dunque il responsabile?

E’ ancora più complesso difficile gli errori alla prima prova sul campo fiscale dell’Assessore Gnagnarini dopo che per anni è stato il fustigatore di Pizzo e della giunta Concina proprio sulla questione tributi.

Inoltre ricordiamoci che il problema delle cartelle incriminate non è una barzelletta, ha un costo per i cittadini ed un costo diretto ed indiretto per il Comune prossimo a quello dello sgravio dei buoni mensa per il secondo figlio eliminato da quest’amministrazione.

Si pensi che il solo invio degli F24 stampati per la Tari superava di costo i diecimila euro, diecimila euro e diecimila stampati che, ironicamente, sono finiti nella spazzatura, diecimila buoni motivi per non approcciarsi ora con superficialità alla risoluzione del problema.

Dopo il caos tariffe bus, gli aumenti dei biglietti del Pozzo di San Patrizio, la questione dell’imposta di soggiorno, il rifiuto del mantenimento degli sgravi mensa, il rifiuto dell’Isee come strumento di cerificazione patrimoniale per le tariffe ai cittadini ci si mette pure la capacità d’inanellare errori tecnici come questo della Tari a far dubitare della capacità della Giunta di affrontare l’amministrazione della nostra città.

All’Assessore Gnagnarini diciamo solo che se c’è un momento per prendere di petto i problemi e dimostrare d’avere i numeri dalla propria parte, ebbene, è proprio questo.