A CHI PROPONE TURISMO E COMMERCIO TUTTI UGUALI COME ALTRI BORGHI FOTOCOPIA NOI RISPONDIAMO CON IL VALORE DELLE TANTE DIFFERENZE.
Questo è uno dei punti di forza di Orvieto, lo è stato nel passato e lo è anche oggi. Quel Genius Loci che porta ad avere le strade con l’arredo urbano contemporaneo di Michelangeli piuttosto che quei negozi così diversi e particolari che il turista ne resta affascinato ed il cittadino sa di poter contare su qualcosa che nei centri commerciali non si trova. Non solo un grande passato ma una ricerca ed una sottolineatura delle proprie peculiarità che continua anche oggi.
La massificazione e l’omologazione qui vanno respinte al mittente. C’è rispetto per i grandi Marchi e le mode ma non si subiscono passivamente ed a queste non si oppone ma si propone ogni giorno qualcosa di nuovo è particolarmente ricercato.
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– IL TEMPO E’ GALANTUOMO –
Oggi il direttore Strabioli del Teatro Mancinelli, uomo di sensibilità artistica e profondissima cultura, ha sollevato la questione della necessità di collaborare con il Teatro Stabile dell’Umbria. I più attenti ricorderanno che con grande umiltà proponemmo di valutare ed eventualmente seguire anche questa strada, ma per questo fummo letteralmente aggrediti dalle forze politiche di destra e sinistra, nel silenzio assordante del mondo della cultura orvietana. Era bastato chiedere di prenderci sei mesi per valutare questa possibilità per far scoppiare un putiferio. Ora la proposta del direttore Strabioli, che ricordiamolo lavora pro bono cioè senza retribuzione per rendere grande la proposta culturale del Mancinelli e della città, non significa esattamente entrare domani nello “Stabile” ma è un passo importante in una città che ha voluto praticare una autarchia culturale in uno dei campi che maggiormente vive di contatti e che lo stesso termine “Teatro Stabile” indica una organizzazione teatrale quale servizio pubblico (la diffusione dell’arte e della cultura sono uno degli obbiettivi degli enti locali e dello Stato). Quindi vogliamo ricordare le parole di alcuni illustri consiglieri comunali di maggioranza e di ex maggioranza estratte dal dibattito sulla questione da noi proposta di “valutare” un rapporto con l’ente culturale ed artistico regionale e che oggi, di fatto, vengono smentite dal direttore artistico del Mancinelli. Continua a leggere Teatro: Il tempo è galantuomo →
La DIVERSITÀ CULTURALE che si celebra il 21 maggio parta dal valore delle IDENTITÀ, anche LOCALI.
Il 21 maggio di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo, proclamata dalle Nazioni Unite nel 2002, subito dopo l’adozione da parte dell’UNESCO della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale.
In Italia, le celebrazioni della Giornata si svolgono dal 2009 per impulso e sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.La Giornata dunque è un’occasione per celebrare gli straordinari benefici della diversità culturale, incluso il ricco patrimonio immateriale, e per riaffermare l’impegno della comunità internazionale verso il mutuo intendimento e il dialogo interculturale. Impegno che diventa sempre più gravoso a causa degli estremisti che rivolgono la loro violenza verso le minoranze culturali e distruggono il nostro patrimonio comune per indebolire i legami tra i popoli e la loro storia, ma anche a causa dello sviluppo urbano incontrollato, che tende a standardizzare le nostre città, svuotandole delle loro identità e diversità sociali.(fonte Unesco)

《È proprio in giornate come questa deve apprezzare ogni cultura identitaria dalle profonde radici e riconosciute tradizioni; Infatti è l’assenza ai riferimenti identitari che riconduce quello che può essere la cultura di un popolo o di un territorio ad una massificazione irrecuperabile. Nel nostro piccolo delle dimensioni comunali e locali non dobbiamo mai dimenticare che per poterci confrontare nel mondo globalizzato dobbiamo rafforzare proprio la nostra cultura mantenendone viva la consuetudine del passaggio di testimone tra generazioni e poi soprattutto valorizzando le tradizioni ed i riferimenti tangibili al territorio come le produzioni di qualità e le lavorazioni tipiche. Ma questo non basta. Occorre che si adatta a spinta anche dalle istituzioni ad una Maggiore consapevolezza di se stessi e delle proprie origini, occorre che i più rilevanti stakeholder facciano propria quella che nei consigli di amministrazione chiamerebbero Mission di restituire quanto di bello e positivo hanno respirato nell’orvietano in forma di promozione ed ancora di valorizzazione. Occorre un protagonismo culturale che parta dalle arti più diffuse, È infatti incredibile che un teatro come il Mancinelli non disponga di una propria compagnia stabile così come di una propria scuola. Per contribuire a fare grande la cultura italiana ogni territorio che riconosca una propria identità necta e distinguibile sia protagonista e volitivo. È proprio in giornate come questa che il nostro valore locale dovrebbe essere maggiormente reso visibile così che le altre identità e le altre culture possano averlo a riferimento per confrontarvi si è per una crescita comune della nostra società locale, nazionale e sovranazionale. Bisogna essere della partita e non subire le diversità altrui senza confrontarvisì e senza omologarsi, altrettanto non bisogna restare fossilizzati ad uno specifico periodo del passato. E questo è un processo dinamico in cui nelle generazioni deve esserci Progresso senza dimenticare da dove si viene e chi si è. La diversità culturale si valorizza premiando le identità culturali ed aprendosi al dialogo per costruire un futuro assieme.》 Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle Orvieto
Movimento 5 Stelle, promotrice Napoli città per la Costituzione, politica e territorio.