
Comunicato Stampa del Movimento 5 Stelle città di Orvieto
Il M5S è da sempre favorevole alle produzioni di energia pulita, pertanto la scelta di combattere l’impianto pilota di geotermia a CastelGiorgio è nata da due considerazioni: la rischiosa tecnica proposta dalle aziende proponenti ed il bizzarro comportamento degli enti locali volto a favorire, inizialmente, queste imprese .
La storia in breve: La regione cambia la propria cartografia sismica riducendo il livello di rischio di CastelGiorgio, immediatamente come se fosser già pronti da tempo a questa opportunità la società con consulente scientifico Franco Barberi (condannato per la sottovalutazione del rischio sismico a L’Aquila) presenta il progetto pilota di sperimentazione, visti le tecniche proposte ed i rischi rappresentati ci mobilitiamo (parallelamente alle associazioni locali e progressivamente istituzioni e personalità ), i comuni della zona ne prendono (lentamente) le distanze ma ne hanno demandato la responsabilità alla conferenza (ente di diritto pubblico sovracomunale), aumenta la pressione politica ed intervengono anche i nostri parlamentari a 5 Stelle assieme a quelli di Sel e Pd, infine un impianto simile a quello proposto genera terremoti in Svizzera, altri causano scandalosi inquinamenti in Usa, si ventilano azioni legali ed inchieste, la società ritira il progetto, le associazioni ambientaliste gioiscono.
A questo punto, a differenza di altri, noi non festeggiamo. Per noi la battaglia non è finita perchè i dubbi sul progetto restano, anzi aumentano visto come prontamente sia stato ritirato prima delle inchieste e degli approfondimenti.
Anche sulla scelta, per noi immotivata, della regione di ridurre il livello di rischio sismico nel nostro territorio il dubbio resta e soprattutto il dubbio resta su quanto siano connessi questi due eventi, tra loro davvero troppo vicini perchè la società avesse potuto sviluppare il progetto valutando rischi e tecnologie.
Per questo chiediamo che sia fatta un’operazione verità su quanto successo, a partire dai momenti in cui le commissioni preposte hanno svincolato il territorio dal rischio sismico.
Solo allora saremmo soddisfatti e potremo finalmente tornare a parlare d’energia pulita, in un sistema trasparente, che a prezzi onesti porti anche opportunità e lavoro sui nostri territori.
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