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Trasporto pubblico: la visione del M5S

Tra i documenti fondanti del M5S nazionale c’è la “Carta di Firenze” che dal 2009 è il sintetico punto di riferimento per i programmi comunali dei tanti Meetup e delle Liste Civiche Certificate, cioè quelle ufficialmente parte del MoVimento, come la nostra Orvieto 5 Stelle.

La mobilità pubblica è una delle basi su cui costruire la vita e lo sviluppo sostenibile dei Comuni ed è il collegamento trasversale alla capacità delle amministrazioni di operare delle politiche di presenza sanitaria, per il lavoro, per l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, per la scuola, per il turismo, per lo sport e per il commercio. Non c’è quasi alcun aspetto della vita cittadina che non comprenda la variabile della mobilità tra i fattori di efficacia o di insuccesso della politica.

Di motivi d’insuccesso ne vediamo molti, le auto parcheggiate in doppia fila fuori scuola a Ciconia, allo Scalo, a Sferracavallo, a Canonica ed al Centro Storico sono la plateale denuncia dell’inefficacia della mobilità pubblica legata all’istruzione. I negozi chiusi e con la scritta “fittasi” ingiallita dagli anni al Borgo, al Corso Cavour ed al Fanello, cioè nei poli di attrazione commerciale cittadina, non indicano lo stesso problema?

Nello spazio partecipativo previsto dalla legge regionale del 2008 per la valorizzazione dei centri storici, il cosiddetto QSV, il MoVimento 5 Stelle sta depositando delle proposte per la discussione e l’approfondimento anche sul trasporto pubblico.

mobility

In particolare a nostro avviso va ripresa nettamente in considerazione la possibilità di ragionare sugli “autobus del commercio”, con corse che siano organizzate in funzione dei mercati rionali con arrivi nei pressi delle aree di mercato a secondo dei giorni (al Centro il giovedì ed il sabato, allo Scalo ed a Ciconia il martedì) e che inoltre preveda fermate al Borgo, a piazza del Commercio, all’interno del Fanello, e più in generale nei luoghi di concentrazione dei negozi al dettaglio. Quanto al centro storico, oggetto di un’annosa discussione sulle navette/circolari che ruotano all’esterno del centro ignorando completamente Corso Cavour (regolarmente invaso però da auto e furgoni di vario genere e dimensioni) abbiamo proposto nuovamente che i pollicini transitino e permettano le fermate lungo il corso stesso che nei tempi antichi era la via dei mercanti. L’Obbiettivo è duplice: ridurre la pressione delle auto al centro dando la possibilità ai cittadini di raggiungere i commercianti, dando loro, al tempo stesso, la chanche, la possibilità, di essere visti dal turista in visita e non letteralmente scavalcati come accade adesso.

trasporto pubblicoFondamentale poi è il recupero delle frazioni pressoché scollegate come Canale, ormai sempre più isolata e con i pochi collegamenti superstiti gestiti dall’ente laziale non da quello umbro. Questo con le conseguenti difficoltà d’informazione per l’utenza in attesa su eventuali ritardi e soppressione di corse.

Va inoltre data nel biglietto la possibilità del trasporto bici in quelle parti del territorio con grande dislivello (dallo Scalo alla Rupe, da Ponte del Sole a Sugano, a Rocca Ripisena, Prodo ecc…)

E i soldi?

Noi reputiamo che una convenzione parcheggi a pagamento (inclusi quelli a lunga permanenza come il piazzale della Stazione che potrebbe andare ad un euro al giorno sul modello di quello di Orte, e con una tariffa simbolica, ad esempio, dell’ordine di dieci euro mese per chi ha l’abbonamento ferroviario) biglietto dell’autobus possa introitare fondi ulteriori e che la gestione diretta della funicolare e di un servizio sostitutivo serale possano mettere in moto un circuito della mobilità pubblica virtuoso e che porti ricadute positive sull’economia e sulla vita sociale orvietana, contribuendo a tener vive quelle attività che rappresentano posti di lavoro e l’immagine di una cittadina sana e vitale.

Uso ed abuso del potere pubblico.

Il Comune, con la sua Amministrazione, sono l’organismo democratico più vicino ai cittadini, alle loro famiglie, ai loro figli. Ne dovrebbe rappresentare i valori, l’umanità, la casa. Al contrario di uno stato percepito come lontano e “tecnico”, puro meccanismo ed ingranaggio, il Comune dovrebbe venir sentito come espressione delle aspirazioni della popolazione, gli amministratori dovrebbero essere un esempio, un faro della comunità.

Per questo quando leggo cose come questa qui sotto m’incazzo da morire provando un senso di vergogna e schifo, anche perché questi atti insulsi ed incivili vengono fatti nel mio nome, abusando di un potere concesso da quelli come me. La vicenda a cui mi riferisco?

farmacia comunale
farmacia comunale… beh, ormai quasi ex.

L’amministrazione Comunale vuol vendere la Farmacia Comunale (che è in attivo, che minchia ti vendi? Proprio una delle poche cose che funzionano?), i dipendenti impugnano la vendita al Tar, vorrebbero che la farmacia resti pubblica, però perdono l’impugnazione, il Comune allora dichiara che gli farà causa!

Una causa civile con richiesta di danni economici: secondo l’amministrazione questo ricorso ha impedito al Comune di “effettuare pagamenti a terzi in quanto condizionati dall’incameramento del prezzo della compravendita“. Ovvero si ribalta sui lavoratori della farmacia comunale l’incapacità del comune di pagare le ditte del tipo, per esempio, di quelle che si occupano di manutenzione stradale, per il controvalore della Farmacia, oltre 3 milioni di Euro. Soldi che si chiedono a questi lavoratori, oltre gli eventuali altri danni che il Comune reputa di star subendo od aver subito… ci mancherebbero solo danni “morali”.

Per ora siamo ancora all’autorizzazione al Sindaco per l’azione legale eventuale e nel dar mandato all’avvocato; tuttavia osserviamo la grave ammissione d’incapacità amministrativa che si evince nelle stesse motivazioni del documento,inoltre al trovarsi in posizione di forza la reazione del comune non è stata solida e di carattere, è stata quella di chi è spaventato che diviene barbaro e spietato, una reazione da forte con i deboli, e se è solo un deterrente perché la sentenza del Tar non venga appellata, ebbene allora è un minaccioso eccesso di potere, di una violenza che lascia senza fiato. Una cosa è certa, questo non è il modo di amministrare qui, signori avete il tempo di tornare sui Vostri passi risparmiando questa vergogna a tutta la comunità. Inoltre rappresenta un precedente rischioso, Ci si chiede se codesto Ente poi non potrebbe dare la colpa a chiunque della propria incapacità di pagare, ad esempio anche a fronte del non voler “conciliare” una multa per divieto di sosta, che come ben sappiamo è cosa che va in bilancio.

Estratto delle delibere di giunta n°117-2012 Relativa alla Causa alle dipendenti della farmacia comunale
Estratto delle delibere di giunta n°117-2012
Relativa alla Causa alle dipendenti della farmacia comunale

Scarica il documento completo dal Comune di Orvieto
http://www.comune.orvieto.tr.it/delibere/giunta/2012/117-2012.pdf

Alle lavoratori oggetto di una simile ingiustizia va subito tutta la solidarietà di Orvieto Civica. All’amministrazione la ferma richiesta di tornare sui propri passi e comporre la vicenda. Continua a leggere Uso ed abuso del potere pubblico.