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Umbria: Orvieto capitale delle città slow

IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE #CITTASLOW SI INCONTRA AD ORVIETO A VENTI ANNI DALLA NASCITA.

Camminando per Orvieto in moltissime attività commerciali troverete dei display di benvenuto e l’invito a partecipare alle iniziative organizzate da Cittaslow International per quest’anno concomitanti con le iniziative tradizionali e religiose legate al Corpus Domini. Quello delle città Slow è un movimento internazionale che ha saputo lavorare con una visione strategica di lungo periodo ed è protagonista della nuova strategia, del nuovo patto dei sindaci, entrerà a far parte delle politiche europee dal 2020. La strategia si fonda su un documento chiamato Carta di Orvieto che è stato fatto proprio dal Comitato delle Regioni a Bruxelles per presentarlo alla Commissione Europea. Noi come cittadini collaboriamo e sosteniamo questo movimento e molti di noi sono iscritti all’albo ufficiale dei sostenitori. Questo è l’ingresso del negozio di Davide che appunto l’iscritto numero 1 all’albo comunale dei sostenitori del Movimento Cittaslow.

Se volete sapere cosa accadrà in questi giorni leggete questo estratto del comunicato stampa ufficiale qui di seguito:

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Interrogazione cantieri disadorni

Tante volte sentiamo ripetere che Orvieto è una città d’arte, turistica ed accogliente.

Nei fatti spesso dobbiamo sollevare questioni sulla gestione di questo che è uno dei focus lavorativi, dei punti di riferimento del nostro territorio. Intanto lo facciamo presentando proposte e soluzioni, altre volte, nostro malgrado, utilizzando le interrogazioni e le interpellanze.

Questo caso è diverso, alcuni cantieri, anzi precisamente alcuni “allestimenti” di cantiere sono stati autorizzati i modo da non prevedere alcuna formula di tutela del decoro e dell’immagine della città. Altri luoghi sono anni luce aventi e gli allestimenti sono quantomeno un tamponare il danno estetico ed in alcuni casi arrivano a rendere quasi fruibile il bene cantierato e non lasciare comunque uno spiacevole ricordo al visitatore e la brutta sensazione dell’incuria.

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Chiediamo quindi al Sindaco se interroghiamo l’Amministrazione se ha chiesto (prima di dare i permessi) elementi decorativi e d’allestimento, e se c’è documentazione almeno della proposta di un allestimento decoroso a Piazza della Pace invece di quel telo verde che è la prima roba che incontrano i turisti, in particolare la proposta d’arricchimento grafico era già stata fatta al Comune dai nuovi gestori dell’accoglienza presso il Museo della Funicolare con un pacchetto di grafiche dell’Orvieto di una volta già pronto a cui, a nostra notizia, non è stato dato seguito. 

M5S Camouflage DuomoLa questione secondo noi va affrontata con la cura che una città candidata come Capitale Italiana della Cultura dovrebbe fare, ed in mancanza dell’azione di Giunta noi,  dall’opposizione, doverosamente solleviamo il problema. Qui di seguito l’interrogazione. Continua a leggere Interrogazione cantieri disadorni

Cabine Telefoniche: tempo scaduto

Immagine consueta e punto di riferimento di tutte le generazioni che hanno preceduto l’avvento dei telefoni cellulari le cabine stanno per scomparire, per sempre.

Piccole edicole luminose nelle notti piovose le cabine non sono state al passo coi tempi, soprattutto per l’inadeguato costo di chiamata, sproporzionato ai tempi attuali, e sono diventate ormai una nostalgica icona del passato in cui le telefonate erano momenti di pausa e relax, fatte da persone ferme,  invece che le rapide istruzioni operative lanciate in movimento dagli smartphone, duravano a lungo e cominciavano con il consueto “Pronto? Chi è?” non essendoci nessun display che avvisava del nome o del numero del chiamante. Qualcosa di profondamente attinente alla Slow life a cui, qui, troppo spesso diciamo di volerci ispirare salvo comportarci diversamente sfoggiando invece l’ultimo modello di Iphone.

Una delle ultime cabine telefoniche di OrvietoIl momento è arrivato anche ad Orvieto. Anche qui ne è prevista la dismissione dal centro storico. Lo specifica ormai da mesi il cartello rosso apposto sui vetri che però spiega anche chi contattare per spiegare gli eventuali motivi per i quali non dovrebbero essere portate via.

Attraverso i social ci fu un tam tam mediatico che però non sappiamo se abbia dato i suoi frutti in questa città che è socio fondatore, capofila e la sede ufficiale di CittàSlow International; cioè uno di quei luoghi che dovrebbe valorizzare e promuovere, od almeno conservare, le cabine e ciò che hanno rappresentato e che rappresentano.

Oggi sono ufficialmente scaduti i termini e chiediamo cosa abbia fatto il Comune, sempre se qualcosa ha fatto, e chi ha la responsabilità per l’amministrazione di curare i rapporti con Città Slow e cosa le altre città slow hanno in mente di fare con i telefoni pubblici.

Considerata poi l’assoluta mancanza nella nostra città di un’alternativa alla telefonia pubblica, come ad esempio il wifi cittadino da anni promesso però mai arrivato, quali piani abbiano per sopperire alla soppressione di questi strumenti d’allerta per le emergenze, situati di solito presso le aree cardioprotette. In pratica con la telefonia pubblica si poteva chiamare il 112 o gli altri numeri di telefono d’emergenza al volo, gratuitamente, con la certezza dell’identificazione automatica ed immediata del luogo e la possibilità di essere richiamati, senza le cabine telefoniche questo non è garantito, soprattutto in una città come la nostra affollata di turisti non europei con il roaming che devierebbe le chiamate d’emergenza, in molti casi, ai propri numeri nazionali rendendo inutile la chiamata.

Insomma come spesso accade registriamo una mancanza di visione condivisa della città ed un netto scostamento tra i tanti, troppi, slogan dell’Amministrazione ed i fatti che sono sotto gli occhi di tutti.