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Posta Sugano: intervento M5S

Le Poste, anzi il gruppo Poste italiane, sono una società per azioni il cui capitale è detenuto al 100 per cento dallo Stato e gestito dal Ministero dell’economia e delle finanze, per svolgere dei servizi essenziali per la società italiana.

Nel tempo di questi servizi se ne sono aggiunti altri tra cui la sciagurata azione del governo Monti che, nell’articolo 12 del decreto Salva Italia, stabilisce l’obbligo di aprire un conto corrente per accreditare il proprio stipendio e pensione. Così hanno fatto i nostri concittadini nelle frazioni più lontane dal centro, quelle senza presenza di banche, rivolgendosi al servizio postale, il Banco Posta.

Oggi vi è una grande responsabilità sociale di quest’impresa a capitale e controllo pubblico. Nel tempo infatti questi rapporti tra clienti e servizio hanno reso gli uffici postali uno dei punti di riferimento della comunità locale oltre che un elemento di vera e propria sopravvivenza per quei pensionati in difficoltà motorie e/o diversamente abili.

La società stessa chiarisce sul proprio sito che “In Poste Italiane questo impegno si traduce nell’adozione e nella promozione di valori e comportamenti attenti ai bisogni e alle aspettative di tutti gli stakeholder: onestà, trasparenza, senso di responsabilità e affidabilità guidano i comportamenti dell’Azienda nelle relazioni interne e nei rapporti con l’esterno, generando fiducia e credibilità.”

Eppure non abbiamo notizie di confronto trasparente con clienti o sul territorio. Reputiamo quindi che la società non solo stia agendo in modo totalmente arrogante come se fosse una ditta privata che bada solo al profitto mentre invece è un prestatore di servizi pubblici, obbligatori per i cittadini, il cui capitale è dei cittadini stessi.

Oltre a ciò il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 gennaio 1996, recante la “Carta della qualità del servizio pubblico postale”, recita che l’ente Poste “promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli”;

Ed anche in questo, Poste Italiane, ci sembra essere stata incauta o manchevole dato che nuovamente in questi giorni è stata annunciata l’ennesima riduzione di sportelli, orari e servizi. In particolare la chiusura del punto di riferimento della frazione di Sugano ci preoccupa non poco e vorremmo scongiurarla, se possibile, o mitigarne gli effetti negativi.

poste_italiane_chiuse

In tal senso il M5S di Orvieto, sta agendo su due fronti:

  1. Al Parlamento Italiano, chiedendo con apposita interrogazione chiarimenti attraverso i senatori portavoce del MoVimento al competente Ministero dell’economia e delle finanze, precisando le questioni suddette e richiedendo che sia sollevata la questione della responsabilità sociale e della carta della qualità in modo da far pressing su Poste Italiane;
  2. Al Sindaco del Comune di Orvieto, anche qui attraverso apposita interrogazione, chiedendo cosa possa mettere in campo a favore dei cittadini depauperati di quel punto di riferimento sociale e quel sistema di servizi essenziali che è l’ufficio postale, nella sciagurata ipotesi che ogni iniziativa volta a scongiurare questa chiusura fallisca, incluse quelle che, siamo certi, in questi momenti l’amministrazione starà tentando;

Ciò ricordando che uno dei principi fondamentali di Poste italiane è dunque garantire un servizio efficiente ed equo per tutti i cittadini, senza distinzioni alcune, ad eccezione di tutte quelle categorie che rientrano a far parte delle fasce considerate più deboli. E che per farlo la presenza o la raggiungibilità sul territorio sono fondamentali.

I proventi delle multe degli orvietani

Il Gruppo Consiliare del M5S Orvieto, in comunità d’intenti con l’impegno nazionale del M5S per la trasparenza economica ed amministrativa, interroga l’Amministrazione cittadina sui proventi delle multe stradali.

multe stradali 2La destinazione della parte spettante al Comune delle sanzioni andrebbe, per buona pratica, indicata nel piano esecutivo di gestione (PEG) ma non solo per aggregati di spesa, caso sin troppo comune in Italia, ma espressa in termini pratici, attraverso la razionalizzazione in singoli progetti e determinate finalità  aderenti alla sorgente particolare. In pratica è fin troppo facile dire che i proventi andranno in azioni volte alla “Sicurezza stradale”, occorre piuttosto indicare le specifiche iniziative e legarle ai luoghi dove avviene il maggior numero di infrazioni ed alla loro tipologia. Questo proprio per evitare che tali fonti economiche vengano trasformate in tappabuchi del bilancio ed i cittadini, anche i più diligenti, sottoposti ad ondate successive di ordinanze e divieti strumentali a render loro impossibile evitare d’essere multati.

La normativa vigente inoltre prevede che una relazione formale su queste scelte di spesa, ovvero una redicontazione dettagliata, venga inviata annualmente al Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti per provvedere all’analisi ed alla sintesi delle necessità territoriali. Cioè ancora una volta individuiamo un documento “leva” a cui legare praticamente le richieste finanziarie presso enti sovracomunali. Chiediamo quindi all’Assessore Vincenti informazioni chiare e complete in tal senso ed invitiamo a renderle disponibili sul sito internet del Comune per la trasparenza che la cittadinanza di Orvieto merita.

Qui di seguito l’interrogazione: Continua a leggere I proventi delle multe degli orvietani