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Orvieto sia il giardino dei cittadini

UNA CITTÀ BELLISSIMA COME ORVIETO NON VA TRASCURATA O LASCIATA SENZA ATTENZIONE PER IL DECORO E PER GLI SPAZI DEI CITTADINI.

Vorremmo che si dicesse degli orvietani che hanno una cura per il verde urbano, che questo sia opulento per varietà, colori e profumi, racconto in forme ordinate intervallate con veri e propri tagli d’arte.

Che si possa scorgere un giardiniere all’opera perché ben riconoscibile con la pettorina col logo del Comune, è che sia indossata con fierezza.

Perché ogni cittadino ha il diritto di godere quotidianamente di uno spazio verde pulito e accogliente. Ad ogni area attrezzata che sia una piazza, una via, un campetto sia associata una varietà arborea, un prato, delle piante in fiore.

Perché ogni stagione dell’anno abbia un suo colore che non sia l’asfalto, un suo profumo che non sia quello degli scarichi delle auto, che sia viva e renda viva la città.

Un sindaco dovrebbe aver cura della propria terra esattamente come un giardiniere, perché anche le vite dei cittadini, delle imprese e del lavoro nei territori hanno i propri tempi, i propri momenti autunnali in cui c’è bisogno di cure, le proprie primavere che non devono limitate o bloccate per poter essere feconde di fiori ed infine prospere di frutti e di raccolti.

un giardiniere sa che c’è un tempo per concimare ed uno per potare, ed un giardiniere non li confonde.

Cittadini ed amministratori concorrono nella responsabilità per la città, il ruolo di coordinamento e la catena gerarchica spettano prima di tutto all’amministrazione e per tanto quando si devono valutare le condizioni cittadine è normale chiederne conto agli amministratori. Dal nostro punto di vista Orvieto deve essere da favola, quel giardino in cui i cittadini possono avere la migliore qualità della vita. (Lucia Vergaglia)

La qualità della vita nell’orvietano

Sono appena uscite le classifiche sulla qualità della vita che vedono la provincia di Terni perdere qualche punto ed il paragone con l’orvietano diventa rapidamente necessario perchè, qui, le cose potrebbero anche andare peggio.

Ad esempio l’indicatore generale del ternano sui tempi di smaltimento delle cause civili, molto buono tanto da portare l’intera provincia in undicesima posizione, per l’orvietano è drammaticamente più grave con i ritardi accumulati per la soppressione del tribunale. Altre differenze restano marcate a danno di Orvieto come l’assenza del multisala cinematografico (ma non era previsto al Fanello?), l’assenza della banda larga od il tasso migratorio dei giovani.

Punti critici restano il tenore di vita, la popolazione ed alcune assenze importanti in termini di infrastrutture e servizi. Eppure vorremmo ricordare che l’incremento del PIL procapite e della densità abitativa erano al centro dei proclami elettorali sia della destra che della sinistra risultata vincente. Eppure ad oggi nulla si è mosso, o neanche messo in cantiere. Quella fotografata dall’istat è la conseguente stagnazione in cui Orvieto non si riesce a distinguere dal resto della provincia di Terni.

«La Giunta prenda atto che ormai non è più solo il giudizio critico della forza d’opposizione maggiormente rappresentativa nel paese a pretendere un cambio di passo, l’impegno immediato dei fondi europei ed iniziative di vero marketing territoriale, ma sono gli osservatorio economici più prestigiosi ad asserverare, a confermare inoppugnabilmente, la nostra richiesta d’agire.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto