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Ballottaggi 2014: 5 domande

Continua il gossip sul fantomatico schieramento del MoVimento 5 stelle per il ballottaggio a Sindaco di Orvieto.

Fra pochi giorni si tornerà alle urne e fioccano le ipotesi riguardo alle posizioni delle forze politiche che sono risultate escluse dalla competizione elettorale per ricoprire anche l’importante ruolo di Primo cittadino. Naturalmente non sono bastate le nostre continue dichiarazioni che escludevano qualsiasi alleanza, apparentamento, simpatia e strizzatine d’occhio ad uno dei due contendenti.

Punto-di-domanda2Da parte di elettori e cittadini disorientati davanti alla necessaria scelta che ci viene posta ci viene rivolta la classica domanda di sempre e con  alcuni, anzi con i molti che non avevano puntato sul M5S, ci scappa anche un ironico :<< L’occasione di cambiare era stata proposta ed eravamo Noi! Siete già pentiti di chi avete votato?>>.
La replica di solito è stata : <<Si va bene, ma comunque chi voterete?>>.
Fermo restando che sono ancora affissi per le vie della città i nostri manifesti elettorali recanti lo slogan “O noi o loro” sarebbe poco serio appoggiare chi, fino a qualche giorno fa, veniva da noi contestato con posizioni completamente avverse.

A coloro che ci suggeriscono meschini giochetti di contabilità elettorale, retaggio di quella vecchia politica che purtroppo non siamo riusciti ANCORA a debellare e la cui prova eclatante ne è il nostro deludente risultato del 25 maggio, rispondiamo che la stella polare, a questo punto, resta l’oggettiva credibilità delle posizioni in campo dei partiti e delle liste che appoggiano i candidati Sindaco. Noi non daremo indicazioni di sorta ma per meglio permettere di decidere a quei cittadini che, crediamo, si fossero anche parzialmente riconosciuti nel programma a 5 stelle, occorre consapevolezza, quindi come aventi diritto al voto e attivisti del MoVimento 5 Stelle rivolgiamo 5 domande fondamentali ai due contendenti (e a differenza degli incontri pubblici ci sarà un po’ più di tempo per articolare le risposte…):

1) Acqua Pubblica: il candidato, e la propria giunta, in ordine al risultato referendario, come programma di ottemperare alla espressa volontà popolare di ritorno all’acqua pubblica?

2) Ambiente: il candidato, e la propria giunta,  in ordine alla spinosa questione rifiuti in cui entreranno presto le ATI intende adottare spingere verso la nota strategia “Rifiuti Zero” o rifugiarsi dietro vincoli normativi e di competenza nell’attesa che si manifestino “emergenze” e che ci giungano conferimenti extraterritoriali?

3) Sviluppo: il candidato, e la propria giunta, in ordine ai paventati lavori pubblici per impegnare “maestranze locali”, tema elettoralmente molto usato, può garantire sicurezza idrogeologica e stop al consumo di suolo?

4) Trasporti: il candidato, e la propria giunta, può articolare una risposta del comune in termini di mobilità pubblica o preferisce rispondere che treni (le cui corse sono acquistate dalla Regione), autobus (Umbria Mobilità ed altri) e viabilità (provinciale e grandi lavori come la trasformazione di E-45 in Orte Mestre) non sono di propria responsabilità?

5) Connettività: il candidato, e la propria giunta, quali azioni concrete intendono proporre per la disponibilità pubblica e gratuita dei servizi di rete, dell’alfabetizzazione informatica e dell’open source sul territorio?

Su questi temi il MoVimento ha le idee ben chiare e manifestatamene espresse in tutti gli ambiti pubblici sia a livello europeo che nazionale e nel corso della recente campagna elettorale orvietana sono state specificate in base alle peculiari esigenze del territorio, purtroppo il nostro ruolo potrà essere solo di salvaguardia, controllo e vigilanza in ordine all’azione amministrativa dell’assise comunale, ma l’attuale attenzione sollevata dai tanti soggetti candidati è l’occasione formidabile per verificare se oltre ad essere fonte d’ispirazione (!) i nostri programmi siano attuabili anche da altri.

L’Autogrill di Fabro

Poche le macchine, segno che l’Italia si sta progressivamente demotorizzando (ne parleremo diffusamente), pochi i viaggiatori in mobilità privata, per lo più gruppi in autobus, divisi tra gite di gruppo, scolastiche e stranieri.

All'autogril di Fabro (ed ai successivi) incontriamo i turisti che hanno saltato Orvieto e facciamo qualche domanda...
All’autogril di Fabro (ed ai successivi) incontriamo i turisti che hanno saltato Orvieto e facciamo qualche domanda…

Quelli che si fermano qui al primo casello dopo Orvieto sono quelli che ci hanno saltato pur rimanendo sull’A1, quelli che non stanno già puntando all’interno dell’Umbria, quelli che però la fermata la fanno lo stesso.

Ci domandiamo perchè la fermata non la fanno ad Orvieto? Perchè costa uscire ad Orvieto, vale la pena di falo solo se si è molto motivati? Perchè lo scalo non è così accogliente e su in Rupe con l’autobus non si arriva senza speciali permessi? Perchè aspettare i tempi della funicolare è un incubo per maestri e professoresse? Perchè il pacchetto accoglienza della città non è adeguato?

In effetti non ce lo siamo solo domandato, abbiamo chiesto ed abbiamo sottoposto delle domande strutturate sia ai professionisti che ai turisti perchè è anche così che si analizzano i problemi, con dati di prima mano non solo con studi e statistiche, non solo con gli open data, con i big data, ed è così che potete fare la seconda domanda, quella che vi porta alle proposte di soluzione, libere, fornite direttamente da chi ne è investito. Infine è così che si costruiscono i programmi per dare soluzioni, guai se ci dovessimo limitare a far protesta. La raccolta e l’evoluzione delle risposte durerà tutto il periodo turistico e messa a disposizione di amministrazione ed operatori del settore, oltre ad essere pubblicata per la cittadinanza.

A presto,

Silvio Torre

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