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Orvieto, Umbria. Maturità 2019

IN BOCCA AL LUPO AI MATURANDI.

Nel mondo attuale ed ancora di più in quello prossimo venturo il valore di una preparazione di base solida ed eclettica è maggiore di quanto non lo fosse nel passato nel quale la erudizione specialistica e le capacità specifiche individuali potevano fare la differenza le prospettive lavorative e sociali dei cittadini. Quel paradigma è di fatto cambiato e pertanto il carico della preparazione ad esprimere il proprio proprio miglior potenziale è almeno in parte tornato alla scuola dell’obbligo, sulla quale occorre un maggiore impegno in termini di investimento infrastrutturale e manutentivo da parte della politica e delle amministrazioni, ma nei confronti della quale è necessario piantarla con riforme che si inseguono come le auto durante un gran premio.

Oggi cominciano gli esami di maturità con la prova più delicata legata all’italiano, vero tessuto connettivo della nostra nazione e primo biglietto da visita nelle nostre relazioni con gli altri popoli. Da parte di tutti noi un grande in bocca al lupo agli studenti maturandi, con l’invito di affrontare questo momento a testa alta, accantonando ogni timidezza e serbando l’emozione per dopo. Coraggio.

Si vis pacem para bellum

LE AMMINISTRAZIONI DEVONO OPTARE PER UNA GESTIONE PRUDENTE ED OPPORTUNA, COME SE IMPREVISTI E PROBLEMI FOSSERO SEMPRE DIETRO L’ANGOLO INVECE DI CROGIOLARSI NEL TUTTO VA BENE…

Il refrain è sempre quello del tutto va bene Madama la marchesa e nel frattempo si danno via i beni pubblici senza alcun tipo di piano, ancora non si vincolano gli organizzatori degli eventi e non si investe nella formazione del personale oppure nella pianificazione con i fondi europei. Sì naviga a vista e campa alla giornata. Una amministrazione non deve aver paura di investire ma deve operare con prudenza e sul lungo periodo, investendo su se stessa e preparandosi al meglio come un esercito che affila le proprie dotazioni di armi, le proprie riserve è la formazione dei propri soldati in vista di una guerra.

Quello che manca è lo spirito con cui almeno un giorno all’anno bisogna immaginare il proprio territorio. Almeno una notte bisogna non dormire e domandarsi cosa fare in caso di una crisi grave. Con l’alluvione ci è andata bene che non ci sono stat vittime ma si vedeva che

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