Bando Piazzole nel Mercatini: pasticcio all’italiana

Un pasticcio, un autentico pasticcio.

La latitanza di un assessore al commercio fino alle decisioni di Giunta del 5 dicembre si vede, eccome! Ora poi con la riorganizzazione dovuta all’arrivo dell’Assessore Cannistrà alcune deleghe sono scomparse del tutto e tra queste quella del commercio prima esistente ed in capo alla dimissionaria dottoressa Martino.

Detto questo richiamiamo l’attenzione proprio della dottoressa Cannistrà perchè c’è una questione grave, un nodo che è venuto al pettine, e che la investirà comunque in quanto in assenza di specifica delega al commercio è in capo all’assessore alle attività produttive la questione della famigerata direttiva Bolkstein che investe i classici mercati popolari come quello di Ciconia, dello Scalo e di Piazza del Popolo oltre al commercio su piazzola fuori mercato. Una questione che potrebbe mettere fuori mercato chi ci lavora da generazioni lasciando la responsabilità a pesare proprio su chi in Giunta è appena arrivato.

bolksteinA suo tempo infatti, nel 2015, chiedevamo tramite formale interrogazione quale fosse la posizione dell’Amministrazione su questa vicenda e se ci fosse l’intendimento di intervenire in via gerarchica chiedendo una moratoria per destinare le licenze ambulanti in via esclusiva alle ditte individuali ed alle società di persone. A nostro avviso infatti le piccole imprese vanno tutelate, sia dalla concorrenza illegale che dai grandi potentati economici. Purtroppo questa impostazione non è stata seguita ed ora si avvicina il momento del bando vero e proprio.

A questo punto giova osservare il lavoro della Giunta e degli uffici comunali che a noi appare non del tutto conforme agli interessi dei cittadini. Innanzitutto osserviamo che, essendo ammesse alla partecipazione anche ditte straniere ed i singoli cittadini anche se privi di partita Iva, la necessità del DURC pone la questione di una discrasia tra i partecipanti o, per converso, di un curioso escamotage per evitare il sanare la condizione di regolarità contributiva permettendo ad i singoli soci di un’impresa priva dei requisiti il poter partecipare come singoli. Sempre sul DURC sarà molto difficile l’equiparazione per le ditte straniere visto che, a differenza delle casse edili, per commercio e terziario in Europa le convenzioni non sono molte.

Detto questo va osservato che la posizione dell’Amministrazione secondo cui “ allo stesso soggetto giuridico (ditta individuale o società), nell’ambito del medesimo settore merceologico (alimentare o non alimentare), non potranno essere assegnati più di due concessioni  sui mercati delle dimensioni di quello di Orvieto” significa semplicemente che se entrano in campo, a titolo di esempio, Coop Centro Italia, Superconti, Eurospin, Lidl, Carrefour, Todis e Conad potrebbero in linea teorica prendere praticamente tutti gli stalli cambiando del tutto la natura dei mercati, della distribuzione e delle tipologie alimentari del territorio con tanti saluti al Km zero ed a molte delle caratteristiche uniche del territorio. Questo senza ipotizzare, come invece sarebbe doveroso fare, la creazioni di nuovi enti, marchi e cooperative ad hoc per questa nuova nascente opportunità d’accesso esclusivo a quote di mercato tradizionalmente legate alla piccola e piccolissima impresa.

«Il nostro dovere, essendo forza di minoranza, non è quello di governare ma di proporre come governare e denunciare anche alla pubblica attenzione ed agli amministratori indipendenti quelle che a nostro avviso sono delle inadempienze o degli sbagli. Noi lo chiamiamo “Fiato Sul Collo” ed è nostro dovere non abbassare mai la guardia e non tirarci mai indietro.» Lucia Vergaglia, Movimento 5 Stelle.

I continui rifacimenti a Porta Romana (interrogazione)

La questione dei lavori ripetuti più volte in certe specifiche aree del territorio, come recentemente in via di Porta Romana, è sicuramente un segnale importante di problemi che potrebbero andare oltre le specificità di una manutenzione ordinaria o straordinaria che necessitano di una impostazione d’insieme, di quella visione di sistema della città. Invece con il QSV fermo da oltre un anno, con la revisione della “pianta organica” su cui è pesantemente intervenuta l’Amministrazione salvo poi rimanere sospesa nel limbo dei problemi da risolvere dopo la recente ispezione ministeriale la città sembra destinata al riproporsi di una serie di interventi a macchia di leopardo senza punti di riferimento e responsabilità da riconoscere.

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