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L’ostello del PAAO

Il Comune di Orvieto partecipa al bando regionale del POR FESR Umbria 2007-2013 – attività 2.2.2 per la “Tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio ambientale e culturale” con il progetto di valorizzazione del tragitto della via Cassia.

il progetto riguarda la zona di Campo della Fiera e, in particolare, il completamento del Centro di accoglienza del PAAO, l’ex scuola del Tamburino (in parte già restauro con i fondi del Docup 2000/2006) per trasformarlo in Ostello, e la sua conseguente entrata in funzione quale luogo di accoglienza agli archeologi che scavano nell’attigua area ed ai gruppi di turisti interessati. A questo punto ci sorge qualche dubbio sull’effettiva logica di destinare una simile struttura ad un turismo di nicchia e al personale tecnico degli scavi, non vorremmo che si crei una nuova struttura da far gestire ai soliti noti trasformandola in una sorta di bar, e magari con gli stessi risultati di quello della terrazza panoramica, aperto e chiuso in un battibaleno. Continua a leggere L’ostello del PAAO

Cinque Stelle Orvieto

Movimento 5 StelleE bene chiarire che gli autori di Orvieto Civica, cioè del blog che state leggendo, collaborano con il sito di Beppe Grillo e con gli attivisti del MeetUp del Movimento 5 Stelle di Orvieto [LINK].

Per informazioni sul Movimento 5 Stelle Nazionale seguite invece questo link: http://www.beppegrillo.it/movimento

Per seguire Silvio Torre sul sito del Movimento Nazionale potete curiosare su questo [LINK].

Orvieto Civica è, allo stato, un Think Tank [LINK], un raccoglitore di idee, un punto di riferimento online, che raccoglie Idee, Strumenti, Cultura e Passione Civica qui ad Orvieto.

Orvieto Civica

Lipari tra dissesto e silenzio dei media

Lipari, settembre 2012
Lipari, settembre 2012

Siamo alle solite, finisce l’estate con il solito alluvione estivo, quello da film Vanziniano del tipo “Sapore di Mare”, insomma il classico di fine estate. Solo che non siamo più negli anni sessanta che un alluvione significa ripararsi in dolce compagnia in una località estiva prima di darsi l’addio fino alle prossime vacanze estive.

Oggi non solo le vacanze estive praticamente non esistono più, ma ogni alluvione è la stessa storia, vien giù un fiume di fango che seppellisce tutto e tutti. L’anno scorso son venute giù le cinque terre, stavolta invece è toccato alle Eolie, in particolare alla stupenda Lipari. Complice la pessima gestione dell’assetto idrogeologico il temporale, fulmineo ma fortissimo, ha portato nelle cittadine e nei fondi rurali autentici fiumi di fango detriti che hanno travolto e sepolto beni e territorio. Persino la locale scuola media di Canneto è stata travolta, gli alunni, 200 ragazzini, hanno trovato rifugio ai piani superiori ed hanno dovuto attendere i soccorsi.

Lipari, settembre 2012
Lipari, settembre 2012

La cosa imbarazzante è però il silenzio che i media nazionali hanno dedicato alla vicenda, praticamente non ne ha parlato nessuno perchè in Italia, dicono, va tutto bene, e ci mancherebbe che ci si debba accorgere che non è solo la terra dei terremoti, ma che manca ovunque una minima attenzione al territorio, un decente, od almeno appena abbozzato, piano d’assetto Idrogeologico. E questo è un silenzio che spaventa. Noi di Orvieto Civica chiediamo che si ponga seria attenzione alla questione dell’assetto del territorio a che eventi simili non possano essere causati da un semplice temporale, per quanto forte ed improvviso possa essere.

Quello del Rischio Idrogeologico Zero è uno di punti da cui partire.

Che schifo di sviluppo

“L’articolo 29 della proposta di decreto Sviluppo prevede il divieto di opporsi all’installazione di antenne di telecomunicazioni su propri immobili da parte di cittadini e condomini.”

Antennopoli

Personalmente considero questa una idea arrogante, stupida e inutile. Questo semplicemente non fa sviluppo, fa solo schifo.

Piuttosto prevedere una regolamentazione comunale condivisa in merito, in modo da posizionare le antenne nei luoghi dove, col beneplacito di residenti e lavoranti, hanno minor impatto, ed in termini di edilizia sostenibile che oltre la contropartita economica l’azienda proprietari dell’antenna effettui la protezione dell’edificio e di quelli contigui con strategie di abbattimento dell’elettrosmog (ad tessuti e pannellature schermate) e relativi lavori d’estetica.