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Orvieto e l’adunata non fascista

Cosa sapete del “ponte dell’adunata”?

Beh… qualche orvietano ha dato la stessa risposta dei turisti: il nome sembra d’epoca fascista, del ventennio delle “adunate” e dei balilla. Non è così.

Premesso che la storia dei ponti del paglia è risalente a tempi lontani, dall’etrusco ponte “della mola” al romano ponte “de subtus” allo stesso ponte Giulio, è sul ponte “dell’adunata” che vorremmo sia fatta un’opera chiarificatrice. La questione è che tale nome è davvero spesso confuso od interpretato dai molti turisti e visitatori come qualcosa di etimologicamente risalente all’epoca del ventennio fascista.

In effetti è il nome che fu dato al ponte costruito da Papa Gregorio VII (nel 1083, due anni prima di morire) nel punto di confluenza, di adunata quindi, tra Paglia e Chiani. Il ponte non è più lo stesso di allora e si potrebbe addirittura valutare l’opportunità di, ad esempio, chiedere alle nostre scuole d’indire una gara per un nuovo nome, ricordando che la natura dei ponti è quella di unire ciò che è separato ed è di tutti noi; questo secondo il principio che la toponomastica costituisca anche il biglietto da visita di una città.

Noto come ponte dell'adunata è il ponte tra Orvieto Scalo e Ciconia

Nel frattempo, semplicemente, segnaliamo l’opportunità dell’apposizione di una targa che descriva l’origine dell’attuale toponimo così da evitare fraintendimenti che ledano all’immagine della città, segnalando al contempo tale peculiarità ai redattori dei materiali turistici che in comune distribuiamo, sul sito istituzionale, quelli ad esso connessi e sui social network di codesta istituzione, nonché comunicandola agli editori delle guide turistiche. Continua a leggere Orvieto e l’adunata non fascista

Primavera sul Paglia

Primo giorno di primavera.

Primavera sul PagliaCon l’equinozio di oggi tradizionalmente parte la primavera e complice la bella giornata siamo andati a dare un’occiata al Parco Fluviale di Orvieto, travolto dall’alluvione del novembre scorso.

La situazione è ancora sospesa nel limbo degli interventi pubblici ed i cittadini un pò più anziani che si affacciano sull’ormai ex campo del tradizionale “ruzzolone”, dal ponte sul Paglia chiuso da pannelli di legno, osservano lo scempio scuotendo la testa e sospirando con rassegnazione. Intanto, poco lontano, proseguono incessanti il lavori per la famosa, e famigerata, via “complanare”.

Cosa dire?

Che era meglio prevenire che curare? Che si doveva già avere certezza di tempi ed interventi condivisi con la cittadinanza? Oppure… oppure oggi facciamo festa, ci rilassiamo ed una volta tanto ci godiamo la bella giornata. Ma si, per oggi ci limitiamo a fare qualche foto, poi ricomincerà il “fiato sul collo” agli enti coinvolti, in tipico stile 5 Stelle, come sempre.

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Orvieto non è solo centro storico…

La Rupe, il centro storico di Orvieto, è il centro economico, lavorativo e decisionale di un territorio immenso.

Altra OrvietoGli stessi Orvietani sono abituati a pensare che la città alta sia in sè la stessa Orvieto, mentre gli immediati dintorni, come la zona residenziale di Ciconia, col suo piccolo distretto artigiano-commerciale, Sferracavallo che poi a Bardano diventa una vera e propria zona industriale e la stessa Orvieto Scalo che dall’uscita dell’A1 fino alla Stazione fu sommersa dall’esondazione del Paglia, sembrano quasi comuni a se, con esigenze diverse ed approcci diversi alle problematiche ed alla vita del territorio.

Il nostro comune è grande, immenso, copre quasi trecento km quadrati e comprende le zone di Bagni, Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta, Ciconia, Colonnetta di Prodo, Corbara (con la sua diga ed il suo lago), Fossatello, Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Ponte del Sole, Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, Sferracavallo, Stazione di Castiglione in Teverina, Sugano, Titignano, Tordimonte e Torre San Severo che quasi affaccia sul lago di Bolsena.

Il programma del MoVimento 5 Stelle prevede anche, tra l’altro, l’accorpamento dei comuni con meno di 5.000 abitanti ed allo stato attuale, con i nostri numeri in parlamento e le necessità di risparmi che l’Italia ben conosce, significa che Orvieto tra pochissimo crescerà ancora ed avrà ancora maggiori responsabilità di manutenzione ed intervento, oltre che la semplice gestione, di territori e realtà sociali molto distanti tra loro.

Queste problematiche noi le conosciamo e già da un  pezzo sono nel nostro programma. Un programma scritto dai cittadini per i cittadini, Un programma che resta aperto a suggerimenti, proposte e miglioramenti.

Orvieto guarda ben oltre la Rupe.
Stay tuned, restate collegati…