Archivi tag: pil

La Regione fanalino di coda

L’UMBRIA È LA REGIONE DEL CENTRO NORD MAGGIORMENTE IMPOVERITA.

E così mentre i soliti espertoni dell’analisi politica cercano di dare delle risposte e felpate a giustificare un risultato elettorale fatto di giustificata volontà di rinnovo, l’Istat ha diffuso il nuovo dato sulla povertà relativa e la situazione in Umbria è sempre più drammatica. Non solo con il 12,6% la nostra regione è ultima in tutto il centronord con un dato più che doppio rispetto alla vicina Toscana, ma per la prima volta il dato umbro è più alto della media nazionale. Continua a leggere La Regione fanalino di coda

Il “DE” davanti alla parola crescita

Nei nostri programmi locali, innanzitutto nella cosidetta Carta di Firenze, compare spesso la parola Sviluppo e talvolta la parola DeCrescita. Sulla base di questo termine ci accusano di tutto, di volere un’imbarbarimento dell’economia, un ritorno al medioevo di certa letteratura e, peggio, c’è chi effettivamente propone robe simili dicendo di parlare a nome del MoVimento 5 Stelle. Questa è una sciocchezza. Non fatevi mai infinocchiare da quei cialtroni che dicono di parlare a nome del MoVimento proponendo confini, tasse ed il ritorno al baratto, noi siamo per lo sviluppo, per il benessere comune e per l’Italia.

Al M5S usiamo il termine DeCrescita perchè la crescita del PIL comprende tutto il negativo dello sviluppo; il PIL cresce quando lo stato espropria la terra e consuma il suolo, cresce quando l’E-45 diventa a pagamento, il PIL cresce quando si spendono soldi utili per comprare i bombardieri, il PIL cresce quando bisonga intervenire in amergenza per un disastro annunciato, il PIL cresce quando dobbiamo fare la manutenzione ad una strada provinciale fatta male e piena di buche, e cresce ancora quando la manutenzione è fatta male e bisogna rifarla; il PIL comprende la dipendenza dal petrolio, include gli aumenti dei costi dovuti alla cattiva finanza ed è gonfiata da ogni errore od incuria che costi qualcosa nell’essere rimesso a posto; infine comprende i costi sprechi voluti ed ottenuti nel pubblico e nel privato dal malaffare, dalla corruzione e dalla criminalità. invertire la rotta

La “crescita” col “DE” davanti, invece, non viene registrata nel PIL. Ciò perchè riqualificare il consumo energetico di edifici statali e privati riduce i consumi, quindi il PIL si abbassa mentre i soldi restano in tasca e non finiscono nella prossima tassa. A noi piace la Crescita e lo Sviluppo, non lo spreco. Lo spreco per noi è spregio dei cittadini, ed il nostro PIL ne è pieno.

Non fatevi infinocchiare: quando mettiamo il “DE” davanti è perchè noi vogliamo la crescita del benessere di tutti, in spregio allo spreco ed a quei pochi che ci si arricchiscono.

Venite con noi. Iscrivetevi al MoVimento ed al MeetUp di Orvieto:

Il Pil di Kennedy

Ne è passato di tempo ma ancora non recepito questa straordinaria sintesi che fa il rappresentante di un paese che ha per proprio faro proprio il mercato, in quel luogo, gli USA, questo discorso però non è per nulla rivoluzionario.

Strano a dirsi ma in Italia questo si che è un discorso rivoluzionario eppure dovrebbe essere l’abc della corretta politica, dell’interesse comune, una delle prime lezioni di educazione civica o storia contemporanea.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

robert-kennedyNon possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.

(Robert Kennedy)