Come MoVimento 5 Stelle abbiamo intrapreso una vera e propria campagna contro quella gigantesca macchina schiacciadiritti che è rappresentata da Equitalia.
Un ciclope, un gigante con un occhio solo puntato verso i cittadini comuni mentre è cieca verso le malefatte dei grandi capitali, della finanza degli swap e soprattutto è cieca verso le persone di potere. Forse avrete sentito di inchieste che incastrano ricchi evasori, di giudici che li perseguiscono e di qualche blitz della finanza (*) contro di questi, ma certamente non avrete mai sentito di un ricco industriale inserito nel mondo dei media o della politica preoccupato da una cartella di Equitalia, interessato dal pignoramento della sua prima casa o dal blocco dei suoi conti voluto da quest’agenzia.
No questo trattamento è quasi un premio esclusivo dei cittadini “comuni”.
Nel nostro piccolo abbiamo portato avanti alcune iniziative locali contro Equitalia [Link] e, soprattutto, per riportare “intra moenia”, cioè all’interno della casa comunale, la gestione dei tributi locali [Link]. Sono seguiti banchetti e raccolte firme [Link] ed infine ci si trova tutti insieme al MoVimento nazionale ed ai comitati dei tartassati stanchi di mantenere i privilegi di una casta al posto di un’efficiente macchina dello stato al servizio di una comunità di cittadini.
Non paragonateci al partito dei condoni, noi siamo solo cittadini. Le tasse si pagano ma per servire la comunità, i cittadini e lo sviluppo. Non si creeranno più mostri come Equitalia per spremere la gente e renderla povera, succube e disponibile a flettersi a mercato, padroni e finanza.
*) A proposito di Guardia di Finanza, ormai sono anni che sembra impegnata esclusivamente sul fronte commercio, sulla caccia allo scontrino voluta da Monti. I negozi aperti ormai stanno finendo e nel frattempo gli industriali più cialtroni hanno avuto tutto il tempo di “delocalizzare” e la finanza più lercia ha potuto sistemare i bilanci od accedere a concordati e ravvedimenti senza che la GdF potesse fattivamente intervenire.







(MOZIONE SEL) impegna il Governo in luogo di provvedimenti temporanei e parziali e nell’attesa dell’approvazione definitiva di nuove norme sul tema del finanziamento delle attività politiche, nonché in vista della proposta governativa sul tema delle lobby, ad istituire una commissione di studio che approfondisca la materia del finanziamento della politica, del funzionamento e del finanziamento delle fondazioni legate alla politica, nonché dell’attività dei gruppi di pressione, con particolare riguardo a quanto previsto dalla legislazione degli altri Paesi europei, e che presenti una relazione finale al Parlamento entro tre mesi dalla sua istituzione.(1-00145) «Migliore, Boccadutri, Pilozzi».