Paolo Borrello farà ad Orvieto la sua lista civica.
Si, lo so: “avanti un altro” direte Voi.
Ad Orvieto è pieno di liste civiche e di gente dei partiti che si presentano come fossero il nuovo.
Anzi sembra quasi che cerchino di evitare di far notare la loro appartenenza, per un candore da novizio davvero poco credibile o, forse, preda di un sentimento di stupefatta vergogna dopo aver assistito ai comportamenti dei propri parlamentari di riferimento e delle segreterie di partito.
Non tutti, per amor di verità osserviamo che qualcuno, estromesso di forza dai giochi di potere interni ai singoli vessilli ha, per vendetta o per spirito civico giudicatelo Voi, inteso presentare un proprio manifesto, marchio, simbolo. Insomma uomini di partito presentano una lista civica slegata dall’appartenenza di tessera come fossero comuni cittadini.
Così abbiamo un fiorire di liste ed aggregazioni con i nomi più svariati, ma con le solite facce.
Il MoVimento 5 Stelle, è noto, presenterà una sua lista ed, è noto anche questo, non farà alleanze (desistenze o robe simili) con nessuno.
Poi i nostri rapporti (e quelli personali di chi scrive) erano questi:
- Cosa rispondevamo alla sua proposta di marzo scorso [Link]
- Come rispondeva (piccato) Borrello e come definiva il sottoscritto [Link]
- Cosa usciva sui giornali [Link]
Per questo siamo rimasti davvero molto sorpresi di leggere le sciocchezze quest’articolo sul quotidiano “La Nazione”, un articolo da cui, poi, lo stesso Borrello ha preso le distanze definendolo “falso”. Noi non siamo siamo interlocutori della gente, delle imprese, dell’attivismo, delle associazioni. Ovviamente sui temi concreti discuteremo e persino convergeremo sulle soluzioni che reputeremo valide, ma da qui a immaginare che potevamo contribuire alla lista di un politico si deve essere davvero “distratti”.










Premesso che l’articolo 3 della direttiva 2008/98/CE, recepita dal Governo italiano nel dicembre 2010, indica espressamente la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e di riutilizzo, quali azioni in cima alla gerarchia da adottare nella gestione dei rifiuti stessi; in questo senso sorgono le molteplici iniziative di prevenzione dei rifiuti, estensione del ciclo di vita dei beni e soprattutto riutilizzo per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. Considerando poi il periodo di grave crisi che vede sempre più famiglie in difficoltà e dato che abbiamo sul nostro territorio numerosi enti ed attività legate all’alimentare ed alla ristorazione come bar, ristoranti, take away, mense aziendali e delle scuole (nell’ultimo incontro relativo a queste ultime al viceSindaco Tardani è stata posta la questione spreco del cibo non utilizzato), oltre che supermercati e, da pochissimo, l’Ipercoop, possiamo dire che sono molte le fonti i cui prodotti in eccesso vanno ai rifiuti, e si tratta di ciò che per altri sarebbe “grazia di Dio”. Un autentico peccato!