ESERCITIAMO IL DOVERE DI CRITICA A FRONTE DI UN PATRIMONIO CULTURALE DILAPIDATO COL QUALE SI PUÒ ESSERE D’ACCORDO O COMBATTERLO MA LA CUI MANCANZA HA IMPOVERITO TUTTI.
Come può accadere nel quotidiano agire, e nel commentare come vanno le cose, ci si scalda gli animi e ci si polarizza in gruppi contro altri gruppi. Quella del confronto tra i cittadini che si riconoscono del MoVimento 5 Stelle e quelli che si riconoscono invece nel Partito Democratico è da anni qualcosa che va oltre i temi. Si fa fatica anzi a tenere il dibattito semplicemente sulla contingenza cioè sull’argomento specifico senza che diventi il casus belli per rilanciarsi le solite accuse. Per esempio a noi capita di essere accusati di ignoranza e, vabbè, fascismo.
Se ne diranno molte, si dirà che ha vinto la realtà sulla narrazione renziana, vince la voglia di riscatto dei giovani, vince la sinistra, vince la destra, vince il populismo, i grillini…
La verità è che si tornati a votare dopo l’ennesimo governo ad interim, dopo gli scempi di quelli bravi come Monti e la sua legge Fornero, dopo Letta sotto cui si è letteralmente svenduta la Banca d’Italia e dopo il sorridente giovine Renzi che ha esautorato il diritto dei lavoratori dallo Statuto dei lavoratori, che ha comprato aereoplanini per se e per guerre d’attacco, con soldi che servivano ad altro ed ha reso inefficace il referendum sull’Acqua pubblica.
Da Monti a Letta a Renzi sono anni che con arroganza ci impedivano di dire la nostra andando al voto e rispettandolo.
E quando si è tornati al voto quelli che “vogliono bene ai cittadini” e cioè banchieri, capi di stati imperialisti, ricchi e potenti in genere, accademici tutti con lo stesso cognome e potenti in genere hanno detto la loro con la loro prosopopea ed arroganza e, crediamo giustamente, le persone si sono fatte delle domande e da cittadini con la libera espressione democratica hanno dato la propria risposta in modo chiaro. Continua a leggere Perde l’arroganza, vince la partecipazione.→
Domenica 27 mattina ad #Orvieto arriva Alessandro Di Battista e con lui inizia il rush finale per la difesa della Costituzione repubblicana dicendo un sonoro NO contro la “deforma” di Renzi&Verdini che prevede la NON Abolizione del Senato e la nomina dei Senatori tra i Sindaci (come se non avessero nulla di meglio da fare) e tra i consiglieri regionali. Con lui la portavoce di Orvieto Lucia Vergaglia, i portavoce eletti in Regione Carbonari, Ciprini, Gallinella, Liberati e Lucidi e… forse… una sorpresa.
«Venite con noi. Siamo sempre in piazza, sui treni regionali, in metro. Venite con noi. Ascoltate perché diciamo NO a queste riforme e che Paese abbiamo in mente. Noi vogliamo solo diritti per tutti i cittadini. Siamo semplici cittadini come tutti voi. Vogliamo cose semplici, un reddito di cittadinanza perché il reddito é un diritto. Vogliamo tasse umane e vogliamo sostenere la piccola e media impresa, l’agricoltura italiana, la cultura. Vogliamo mezzi di trasporto decenti e acqua pubblica. Vogliamo puntare sul turismo e sull’enogastronomia. Vogliamo che siano i cittadini a scegliere e non i partiti. Vogliamo asili nido e non F35 e vogliamo una vera legge anti-corruzione. Tutto qui. Venite con noi. Conosciamoci meglio poi valuterete le nostre idee. Dateci una mano a costruire un altro Paese.» Alessandro Di Battista
Solidarietà ai lavoratori caricati dalla polizia a Roma. Un abbraccio alle loro famiglie per l’annuncio delle perdite di tanti posti di lavoro. Sostegno ai portavoce Angelica, Federico, Stefano, Tiziana e Valentina che erano con loro. Sdegno per un governo che sta mettendo la scritta “saldi” su quanto di buono c’è in Italia e costringe le forze dell’ordine ad aggredire militarmente cittadini che (ancora) pagano le tasse. Terni è l’Italia. La state ammazzando un poco alla volta, uno slogan alla volta, un crudele tweet per volta.
Ti svegli una mattina e ti ritrovi perugino. Un burocrate, o un astuto alchimista di partito, hanno deciso così e lo hanno scritto nella nuova legge elettorale.
Orvieto adesso è parte della circoscrizione di Perugia, come fosse Città di Castello. E’ l’Italicum, bellezza e tu non puoi farci nulla.
Cos’abbiamo in comune? Quali esigenze territoriali possiamo esprime assieme? Boh. Anche con Terni e tutta la valnerina ci sono differenze, ma Perugia e Città di Castello? Provate a spostarvi con i mezzi pubblici a Città di Castello (http://goo.gl/maps/Qfs7l), così ci capiamo meglio.
Che Burocrati geniali questi di Renzi! Quasi come Monti e La Fornero.
Come i funghi nascono associazioni, comitati, enti promotori.
Funghi velenosi, come certi comitati, enti promotori, associazioni…
La colpa è del clima impazzito, della debolezza della politica istituzionale che rinvia e regala delusioni una dopo l’altra, la colpa è di Beppe Grillo, dei giudici cattivi che inseguono il povero Silvio, la colpa e dei cinquanta poliziotti e di quel funzionario senza nome inviati a rimpatriare, o forse a deportare, una bimba e sua madre, la colpa è del caldo, del fascino di Renzi che neanche fosse Cary Grant con la voce di Alberto Lupo, la visione di Enrico Mattei ed il carisma di Gianni Agnelli seduce e conquista, la colpa è di quelli disperati che cambiano bandiera e idea ogni minuto secondo, la colpa è di internet, dei social network, di twitter dove il tuo “status” può cambiare ogni 15 minuti per 150 persone, la colpa e di chi ha fatto scempio di scuola e di università dove a botte di riforme ci siamo abituati a che storia e la geografia cambino costantemente, la colpa è della tecnologia che ci da comodità ed agisce sotto traccia abituandoci al continuo divenire degli oggetti ed alla continua decadenza, all’obsolescenza degli stessi, la colpa è della scienza che mantiene quello che promette ma sempre per volontà di Dio, la colpa è delle imprese che vanno all’estero a fare il “Made in Italy”, la colpa è del sonno dei giusti, o almeno della loro pennichella davanti alla tv, la colpa è di Bisignani e di degli andreottiani che tessono reti infinite solo per dimostrare d’esser molto più bravi delle massonerie, la colpa è di Papa Francesco che nel fare il proprio mestiere di “pontefice” i ponti li getta dove c’è più bisogno, la colpa è delle banche che armano la debitocrazia che lega individui, territori e stati, la colpa è mia che son stato in ferie questi pochi giorni.
PS
Tutto ciò per chiarire che sono destituite d’ogni fondamento le ipotesi d’accordo con gruppi renziani o pseudopararenziani da parte del MoVimento 5 Stelle di cui si parla qui ad Orvieto.
Movimento 5 Stelle, promotrice Napoli città per la Costituzione, politica e territorio.
Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. H. Marcuse