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Commento alle indiscrezioni sul bilancio preventivo

La dialettica politica orvietana è ricca di gossip ed esche avvelenate.

Il recente tentativo di stanare le posizioni di alleati ed opposizione da parte dell’assessore al Bilancio, Gnagnarini, che con fare tipicamente da salotti della coma capitolina lascia trapelare cifre ed anticipazioni sul bilancio “preventivo” sono di antica scuola e manifestano una certa padronanza dei tatticismi necessari a mettere tutti contro tutti.

Da un lato si incolpa il governo di una quantità sproporzionata di tagli, dall’altro si accusa di immobilismo l’amministrazione precedente. Fin qui niente di nuovo sotto il sole, non fosse altro che in passato Gnagnarini accusava di errori non di immobilismo, ma queste sono rogne dell’ex consigliere ed ex Sindaco Concina, e dell’ex maggioranza che viene chiamata in causa su un terreno minato; infatti l’immobilismo c’è stato, difficile dire il contrario.

Ma Gnagnarini questo primo anno che ha fatto invece? Solo aggiustamenti contabili? Solo cercare a chi dare la colpa se non arrivano più i soldi dallo stato e tocca cercarli in Europa e per farlo occorrono idee, impegno, strategia e partecipazione. A proposito se l’avanzo di amministrazione di oltre un milione di Euro dell’anno scorso, in larga parte figlio del pagamento della partita rifiuti da parte della Regione Campania,  è stato veicolato integralmente per tappare il buco del nuovo taglio statale, l’anno prossimo quale santo ci aiuterà? Insomma anche Gnagnarini appare immobile.

La questione che viene da porsi alla lettura di un testo, speriamo incompleto,  che manca completamente della messa a reddito delle nostre infrastrutture come l’ex caserma, del tentativo di accesso a fonti finanziarie europee, che non ha stornato neanche il 5% di quell’avanzo in europrogettazione e che non supera i limiti dello spostamento degli stessi numeri sul partitario contabile, è che forse si vuole puntare all’acuirsi dell’emergenza per mettere sul mercato i beni comunali senza che la cittadinanza protesti, anzi con quel senso di libertà con il quale inizialmente furono accolte quel capolavoro delle privatizzazioni che oggi ci costano le tariffe tra le peggiori del continente ed un servizio di livello decisamente scarso. Alla meno peggio, in sede di consuntivo, se il cavallo di battaglia di Germani della campagna elettorale, la strategia “Aree Interne”, per ora reperibile in tv su “Chi l’ha visto” portasse qualche risultato, forse potrebbe addirittura essere una vittoria di Pirro dell’amministrazione che offrirebbe un bilancio consuntivo da schifo migliore di un bilancio preventivo di guerra come quello che si prospetta nelle anticipazioni, nonostante i tanti sacrifici, le multe e le tasse di scopo e le tariffe varie che paghiamo come tasse occulte.

fondi-europei

Speriamo davvero di essere smentiti. Aggiungiamo un’altra quisquilia da niente domandando: ma sull’agenda europea questo comune, tolta la partecipazione attraverso terzi, come CittàSlow, che sta facendo? Niente?

Aggiungiamoci che con l’aggregazione degli altri comuni, la cosiddetta fusione, avremmo la possibilità di spostare vero l’alto l’asticella della spesa in deroga al patto di stabilità, ed avremmo maggiori trasferimenti statali, ma questi benefici sono frustrati dalla mancanza di fondi freschi come quelli che i bandi europei, in combinazione con l’allocazione del personale in un migliore controllo di gestione orientato anche all’inquadramento dei costi umani quali parte comunale del cofinanziamento europeo, avrebbero permesso investimenti, creazione di attività, sostegno ai servizi e tutte quelle belle cose che un comune moderno dovrebbe fare. Stiamo parlando del minimo, ad arrivare alla “Smart City Europea” ce ne passa. Insomma dal M5S stiamo creando le condizioni per spendere ma oggi diventa inutile se non si fanno i progetti europei, ormai imprescindibili per amministrare e tener vitale un Comune.

Per fare un esempio Continua a leggere Commento alle indiscrezioni sul bilancio preventivo

In biglietteria i treni regionali non esistono.

Una strana vicenda da analizzare con tutte le cautele del caso, ma che secondo noi vale la pena approfondire.

Il giorno 3 luglio la stampa locale di Legnano in Lombardia ha riportato la lettera firmata della signora Rosy Sergi che raccontava una propria disavventura nata alla biglietteria della Stazione quando ha cercato di acquistare un biglietto diretto per Orvieto e le hanno detto che non era possibile, ed all’insistenza si è sentita rispondere (riportiamo dalla stampa locale): « signora non esiste un treno diretto da Milano a Orvieto deve prendere la Freccia Rossa  da Milano a Firenze S.M.N.    poi cambiare treno  e prendere un regionale…».

La signora Sergi, intenzionata a venire a visitare la nostra città con i propri figli piccoli, non si è persa d’animo ed ha mostrato  stampato della pagina internet di Trenitalia che diceva tutt’altro.

trenitalia milano orvieto

A questo punto chiedendo direttamente il numero di treno, il 2085, Orvieto è finalmente riapparsa sui terminali della compagnia ferroviaria. La signora Sergi avrebbe dovuto sottrarre al budget della propria visita in città, come chiunque si fosse, giustamente, fidato dell’informazione in biglietteria, di oltre 160 euro. Un danno considerevole per un cittadino, enorme se lo moltiplichiamo per la platea di visitatori di Orvieto, soprattutto gli stranieri.

Ora non sappiamo se è un “errore umano” o se è un problema di “software” o se la questione sia un episodio non destinato a ripetersi per chissà quale motivo incidentale. E’ doveroso però un supplemento d’indagine e, secondo noi, scrivere una richiesta d’informazioni ed approfondimenti a Trenitalia è il minimo da farsi da parte dell’Amministrazione a cui indirizziamo la nostra proposta d’attenzionare la vicenda, che potrebbe essere un falso allarme come un problema serio, ma è sicuramente degna di verifica [Link].

«Il nostro dovere di tenere alta la guardia per l’interessa di cittadini e del territorio consta anche di questo, siamo sicuri che l’assessore al Turismo, cioè il Sindaco Germani visto che ha ancora in capo la delega assessorile, con i tanti impegni in questi giorni, tra le feste in piazza e gli incontri con i notabili statunitensi, ha bisogno di tutto il sostegno possibile anche dalle forze d’opposizione per non perdere di vista gli interessi di un territorio ampio come il nostro. Pertanto abbiamo informato anche il Suo staff della questione e contiamo su di un Suo pronto interessamento, per il quale sin da subito, come cittadini, doverosamente ringraziamo.» Lucia Vergaglia, capogruppo M5S

Manifesto per l’Osservatorio “Le Crete”

Il nostro MoVimento, si sa, ha una fortissima matrice ambientalista, nel senso più sano del termine. Nel nostro programma nazionale e locale, per quanto concerne il ciclo dei rifiuti, c’è il chiaro riferimento al superamento delle discariche ed alla messa in sicurezza di ambiente e territorio innanzitutto prevenendo, ed ove necessario depurando e bonificando, da ogni inquinamento. Non solo c’è nel nostro dna il puntare all’obbiettivo RifiutiZero con zero rischi ambientali, ma c’è la coscienza critica di cittadini che non arrivano adesso sui problemi ma da anni sono attivi nel contribuire a cercare soluzioni sostenibili per territori martoriati dalla commistione, spesso anch’essa inquinata, tra affari e politica. In questi ambiti il MoVimento 5 Stelle sostiene le iniziative positive dei cittadini, delle forze sociali ed anche delle altre forze politiche, dalle quali restiamo indipendenti pur convergendo su temi concreti e puntuali.

Recentemente abbiamo partecipato assieme ad altre forze politiche e sociali a molte attività di approfondimento e trasparenza sulla gestione attuale della discarica di “Le Crete”, e sulle prospettive future della gestione dei rifiuti in quel sito che potrebbe diventare un vero e proprio vulcano fumante sul territorio orvietano con i tanti progetti d’espansione verticale, il cosiddetto revamping, d’espansione orizzontale, il terzo calanco, e di espansione termica, con i progetti di produzione di gas, calore ed energia (e relative scorie inquinanti). Tutto questo in presenza d’inquinamenti le cui cause, e la cui portata e responsabilità, sono tutte da approfondire, e di cui gli enti devono fare, ai sensi dei regolamenti e delle convenzioni Europee, corretta e trasparente informazione ad i cittadini. Ciò senza voler considerare che le discariche dovrebbero andare chiuse in forza delle direttive dell’Unione, che l’Acea che la gestisce ci riconosce davvero pochissimi spiccioli per la sofferenza ambientale sul territorio, che dalla differenziata (che paghiamo cara ed amara) non ci torna quasi nulla quando le materie prime “seconde”, ad esempio il vetro, la plastica e la carta, vengono reimmesse sul mercato con guadagno dei soli attori dell’ultimo tratto di filiera e non dei cittadini.

Tuttavia le tante forze politiche che a maggio parteciparono, senza se e senza ma, hanno in questi ultimi giorni esposto punti di vista molto diversi tra loro e quindi, nella diversità di posizioni, è necessario procedere per passi, con decisione, senza fermarsi me senza bruciare alcuna tappa. A fronte della necessità di attivare un “Osservatorio” per la discarica di “Le Crete” sull’esempio di quello di Borgogiglione, per il quale è necessaria la più ampia e trasversale partecipazione della cittadinanza, dei comitati di cittadini, delle associazioni e delle forze politiche noi, MoVimento 5 Stelle città di Orvieto, abbiamo sottoscritto a firma di Lucia Vergaglia il seguente “Manifesto per l’Osservatorio Le Crete”:

Osservatorio Le Crete-logo

Una riflessione e un esame di coscienza si impongono vista l’incapacità delle amministrazioni di intervenire con lungimiranza nell’equilibrata salvaguardia del territorio. E’ necessario un manifesto d’intenti:

«Alle pubbliche amministrazioni a chiediamo di essere in prima linea nella tutela della salute e dell’ambiente, beni comuni e ricchezza cittadina, esposte al rischio di mercificazione.».

In questo quadro diventa di fondamentale importanza la valutazione dell’impatto che avrebbe ogni ipotesi d’ampliamento della discarica di “Le Crete”, soprattutto in considerazione dell’incapacità dimostrata dalla Regione, e dai comuni, della riduzione dei rifiuti da smaltire ed in presenza della possibilità data ai gestori privati di mettere sul mercato gli spazi in discarica con l’avvicinarsi delle nuove liberalizzazioni internazionali come il Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP.

«Per un futuro sostenibile è oggi che si deve vigilare e questo è l’impegno dei sottoscrittori del presente manifesto, e delle forze politiche e sociali da essi rappresentati, che pertanto, fatta salva ogni altra iniziativa, promuovono la nascita dell’Osservatorio per la discarica orvietana di “Le Crete”.»

E chiediamo alle forze politiche e sociali che intendano realmente partecipare Continua a leggere Manifesto per l’Osservatorio “Le Crete”

Limitazioni al diritto delle minoranze. Intervenga il Prefetto.

Abbiamo deferito la questione delle limitazioni che vediamo da mesi poste ai diritti delle minoranze, in particolare del gruppo M5S, e la persona dell’Assessore Vincenti (Mobilità e Politiche Comunitarie) al Prefetto per il (penoso) ritardo con per il quale arrivano le risposte alle interrogazioni, quando arrivano, e per le conseguenze che la mancanza delle dovute informazioni porta alla nostra azione in Consiglio.

Deferimento al Prefetto

Si va da interrogazioni sulle Politiche Comunitarie di responsabilità dell’Assessore Avv.Andrea Vincenti, inevase sin dallo scorso ottobre, alle richieste, e da noi lealmente rispettate, pervenute dalla presidenza del Consiglio Comunale di spostare alcune questioni in altra sede, in particolare l’interpellanza sull’emergenza lupi, che invece sono semplicemente scomparse, insabbiate chissà dove. Un malcostume che è proseguito nonostante le sollecitazioni formali ed informali, le proteste nelle commissioni preposte, in particolare la Commissione di Garanzia che potrebbe fare molto di più e nonostante l’interpellanza diretta al Sindaco in sede di Consiglio Comunale. Avevamo ammonito l’amministrazione che avremmo smesso il fair play ed intrapresa la scala gerarchica e così abbiamo fatto. La questione ora è nelle mani dell’autorità prefettizia.

«Adesso basta! abbiamo deferito la vicenda al Prefetto e richiesto un primo intervento di censura e ripristino delle regole democratiche. Per farlo abbiamo, ancora una volta con lealtà, atteso il superamento del periodo elettorale ed il consolidarsi dei nuovi assetti. Non si dica che ci abbiamo voluto fare campagna elettorale, piuttosto ci aspettiamo le scuse doverose dalla maggioranza e dall’amministrazione per l’arrogante atteggiamento fin qui mantenuto ed il ripristino della doverosa dialettica, da troppo tempo sospesa e recentemente sfociata in espressioni assurde con il Sindaco che emenda di persona provvedimenti ed indica tematiche, come quella giubilare, ad esclusivo appannaggio della maggioranza. Inaccettabile, insostenibile, irricevibile. Siamo in democrazia ed è nostra responsabilità ricordarlo alla maggioranza, soprattutto in mancanza assoluta di chi ne avrebbe il dovere perchè nei ruoli di “garanzia” in ufficio di presidenza del Consiglio Comunale. Voglio essere più chiara riferendomi al consigliere Meffi che all’insediamento per arrogarsi tale carica non mise sul piatto della bilancia il senso di responsabilità ma il mero calcolo, anzi come amò dire, peso dei propri voti.»

Ribadiamo che non siamo in Consiglio per farci dei nuovi amici, abbiamo le mani libere e l’intenzione di lavorare e di denunciare lassismi e mancanze, da qualunque parte essi vengano.

Un anno di M5S in Consiglio

Il 26 giugno 2014 entravamo per la prima volta nell’assise Comunale orvietana, con emozione e con lo spirito di attivismo tipico del M5S, ad un anno di distanza è doveroso tracciare un bilancio. Innanzitutto questo primo periodo è passato con la cittadinanza che ha avuto modo di capire bene che le critiche solitamente mosse al MoVimento di fare solo protesta e di essere antipolitica erano solo sciocchezze. In tutta la regione i consiglieri comunali pentastellati hanno offerto una testimonianza di capacità e concretezza e qui ad Orvieto noi abbiamo sicuramente portato iniziative e soluzioni ai problemi, attenzione all’operato della giunta, trasparenza, ascolto e, va detto, uno stile estremamente “istituzionale”.

Fattivamente vogliamo ricordare che qualche risultato lo abbiamo incassato ad esempio sugli affitti d’oro, sulla gestione degli autobus turistici, su Equitalia, sul Centro Studi, sulle Unioni Civili, sulle licenze per i supermercati, sugli impianti a biogas/biomasse e sulle pari opportunità. Altre volte ci siamo visti respingere, non senza sorpresa, alcune proposte sane e di solito a costo zero come la cittadinanza onoraria a Guccini, il Centro del Made in Italy e, più recentemente, le iniziative in favore del Giubileo di Papa Francesco. Certamente in questo primo anno non ce ne siamo stati con le mani in mano, anzi siamo stati accusati spesso di eccedere, travalicando il ruolo di minoranza, ed abbiamo dovuto rispondere che dove c’è mancanza e lassismo non restiamo a guardare ma ci assumiamo la responsabilità di agire da subito, in prima persona. Del resto potendo agire senza ordini di scuderia siamo stati in grado di appoggiare, od addirittura controfirmare le proposte provenienti sia dalla sinistra che dalla destra con l’unico reale criterio di valutazione: l’interesse dei cittadini.

Tuttavia la maggioranza ha ragione nell’indicarci alcuni limiti dato che i ruoli principali destinati alla minoranza, ruoli non solo prestigiosi ma col potere d’influenzare l’andamento dei lavori di Consiglio e Commissioni, non sono stati assegnati a noi. L’ex maggioranza, in un’antiquata e futile visione della politica da manuale Cencelli ha deciso, a porte chiuse Continua a leggere Un anno di M5S in Consiglio

Trasporto pubblico: la visione del M5S

Tra i documenti fondanti del M5S nazionale c’è la “Carta di Firenze” che dal 2009 è il sintetico punto di riferimento per i programmi comunali dei tanti Meetup e delle Liste Civiche Certificate, cioè quelle ufficialmente parte del MoVimento, come la nostra Orvieto 5 Stelle.

La mobilità pubblica è una delle basi su cui costruire la vita e lo sviluppo sostenibile dei Comuni ed è il collegamento trasversale alla capacità delle amministrazioni di operare delle politiche di presenza sanitaria, per il lavoro, per l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, per la scuola, per il turismo, per lo sport e per il commercio. Non c’è quasi alcun aspetto della vita cittadina che non comprenda la variabile della mobilità tra i fattori di efficacia o di insuccesso della politica.

Di motivi d’insuccesso ne vediamo molti, le auto parcheggiate in doppia fila fuori scuola a Ciconia, allo Scalo, a Sferracavallo, a Canonica ed al Centro Storico sono la plateale denuncia dell’inefficacia della mobilità pubblica legata all’istruzione. I negozi chiusi e con la scritta “fittasi” ingiallita dagli anni al Borgo, al Corso Cavour ed al Fanello, cioè nei poli di attrazione commerciale cittadina, non indicano lo stesso problema?

Nello spazio partecipativo previsto dalla legge regionale del 2008 per la valorizzazione dei centri storici, il cosiddetto QSV, il MoVimento 5 Stelle sta depositando delle proposte per la discussione e l’approfondimento anche sul trasporto pubblico.

mobility

In particolare a nostro avviso va ripresa nettamente in considerazione la possibilità di ragionare sugli “autobus del commercio”, con corse che siano organizzate in funzione dei mercati rionali con arrivi nei pressi delle aree di mercato a secondo dei giorni (al Centro il giovedì ed il sabato, allo Scalo ed a Ciconia il martedì) e che inoltre preveda fermate al Borgo, a piazza del Commercio, all’interno del Fanello, e più in generale nei luoghi di concentrazione dei negozi al dettaglio. Quanto al centro storico, oggetto di un’annosa discussione sulle navette/circolari che ruotano all’esterno del centro ignorando completamente Corso Cavour (regolarmente invaso però da auto e furgoni di vario genere e dimensioni) abbiamo proposto nuovamente che i pollicini transitino e permettano le fermate lungo il corso stesso che nei tempi antichi era la via dei mercanti. L’Obbiettivo è duplice: ridurre la pressione delle auto al centro dando la possibilità ai cittadini di raggiungere i commercianti, dando loro, al tempo stesso, la chanche, la possibilità, di essere visti dal turista in visita e non letteralmente scavalcati come accade adesso.

trasporto pubblicoFondamentale poi è il recupero delle frazioni pressoché scollegate come Canale, ormai sempre più isolata e con i pochi collegamenti superstiti gestiti dall’ente laziale non da quello umbro. Questo con le conseguenti difficoltà d’informazione per l’utenza in attesa su eventuali ritardi e soppressione di corse.

Va inoltre data nel biglietto la possibilità del trasporto bici in quelle parti del territorio con grande dislivello (dallo Scalo alla Rupe, da Ponte del Sole a Sugano, a Rocca Ripisena, Prodo ecc…)

E i soldi?

Noi reputiamo che una convenzione parcheggi a pagamento (inclusi quelli a lunga permanenza come il piazzale della Stazione che potrebbe andare ad un euro al giorno sul modello di quello di Orte, e con una tariffa simbolica, ad esempio, dell’ordine di dieci euro mese per chi ha l’abbonamento ferroviario) biglietto dell’autobus possa introitare fondi ulteriori e che la gestione diretta della funicolare e di un servizio sostitutivo serale possano mettere in moto un circuito della mobilità pubblica virtuoso e che porti ricadute positive sull’economia e sulla vita sociale orvietana, contribuendo a tener vive quelle attività che rappresentano posti di lavoro e l’immagine di una cittadina sana e vitale.

5 priorità sul bilancio 2015

Come di consueto vogliamo anticipare i tempi della discussione consiliare portando quelli che, a nostro avviso, sono i punti imprescindibili di una bilancio cittadino condiviso.

Siamo consci dei vincoli di legge, di quelli del piano di predissesto orvietano e delle partite economiche impegnate fin qui dall’amministrazione, ed abbiamo seguito quanto pubblicamente anticipato dall’assessore Gnagnarini e raffrontato le informazioni che abbiamo ricevuto in via di interrogazione. Sappiamo bene che la nostra visione della città di Orvieto, in termini di servizi, sviluppo, spesa, orientamento alla crescita anche demografica e, soprattutto,  in termini di partecipazione della cittadinanza è radicalmente diversa da quella espressa sin qui sia dall’amministrazione che dall’ex maggioranza tuttavia non possiamo esimerci dall’indicare alcune priorità.

Priorità
Priorità

Innanzitutto è imperativa la verifica interna del Comune, e delle società a vario titolo ad esso legate, per l’incidenza sui costi che hanno sul bilancio stesso quelle attività che andrebbero sotto un più stretto controllo di gestione; dalla ripartizione delle deleghe all’allocazione del personale, dalla destinazione dei proventi di parcheggi, multe, indennità e tasse di scopo alla necessaria presa in carico di responsabilità specifiche ora terziarizzate o, come nel caso del Palazzo dei Congressi, in via di terziarizzazione appare evidente la scelta di un settecentesco “laissez faire, laissez passer” che proprio non si addice alla pubblica amministrazione. In secondo luogo è fondamentale la messa a reddito di quei beni pubblici non destinati ad un uso di servizio o sociale. Messa a reddito non significa regalarli “a gratis” (o quasi) ad un gestore pur di vederli funzionare.

In questi giorni si da il via ad una rivoluzionaria  riforma del Catasto che Continua a leggere 5 priorità sul bilancio 2015

Su proposte chiare e condivisibili noi ci siamo

Lo abbiamo sempre detto che su proposte chiare e condivisibili ci saremmo sicuramente stati ed alla prova dei fatti lo dimostriamo. Su Reddito di dignità (la proposta dell’Associazione Libera già condivisa dal M5S nazionale), geotermia e piano del traffico firmiamo le proposte di SEL ORVIETO. E se le parole del consigliere comunale Tiziano Rosati (SEL) fanno ipotizzare dei progetti in comune tra le due formazioni non staremo certamente a fare del complottismo alla rovescia. Rosati è chiaro quando dice: «Sinistra Ecologia Libertà Orvieto e il M5S con Lucia Vergaglia porteranno insieme in consiglio comunale un ordine del giorno sul reddito di dignità proposto da Libera, una mozione per esprimere la contrarietà dell’amministrazione di Orvieto rispetto all’impianto pilota geotermico di Castel Giorgio. Infine cercheremo, attraverso un’altra mozione, di far inserire nel nuovo piano di circolazione e di sosta nel centro storico alcune iniziative per il decoro urbano, prima fra tutte la rimozione di tutti i borberi in cemento».

SEL-M5S

Del resto anche il MoVimento Cinque Stelle è chiaro con proprie proposte sul reddito e con  la propria posizione nettamente contraria al Geotermico Speculativo. Quanto alla mobilità ed al piano di circolazione abbiamo espresso soluzioni sullo schema del QSV per quanto riguarda la sosta e la viabilità con il piano Tordi. I nostri obiettivi restano separare la mobilità degli orvietani da quella commerciale e turistica, permettere agli anziani over 65, ai diversamente abili, alle donne in gravidanza Continua a leggere Su proposte chiare e condivisibili noi ci siamo

Sosta in centro per residenti

Nei giorni scorsi, complice il clima politico ed alcune scelte “muscolari” dell’amministrazione, per le quali si è assunto la responsabilità in prima persona l’Assessore Vincenti con un gesto che realmente apprezziamo, è stato difficile lo svolgimento di quegli incontri pubblici, noti come QSV, dai quali dovrebbe nascere la nuova visione del centro storico.

Il problema dei varchi elettronici, dei permessi e della sosta in centro per i residenti sono a nostro avviso strettamente legati ed influenzano non solo la mobilità pubblica e privata, ma lo stesso valore degli immobili cittadini ed il livello dei servizi nella città. La proposta che avremmo voluto consegnare in quella sede all’assessore Vincenti ed al city manager Olivadese era legata alle risposte sul budget a disposizione, purtroppo abbiamo ricevuto la risposta esattamente in chiusura e siamo stati impossibilitati a parlarne in pubblico così ci vediamo messi nella situazione di doverla pubblicare e mettere agli atti.

Dal nostro punto di vista, già esposto dall’ex candidato David Tordi con la presentazione del piano traffico del M5S che tanto interesse sembra riscuotere nella cittadinanza più attiva e presente, le risorse per gestire la sosta dei residenti esistono, sia in termini di spazi e stalli che nell’opportunità di gestione offerta dai moderni sistemi informatici che lavorano in rete.

Principali obbiettivi

  • Permettere agli anziani over 65, ai diversamente abili, alle donne in dolce attesa o con figli piccoli ed in generale al maggior numero di gruppi familiari possibili di disporre di spazi auto nei pressi delle proprie abitazioni, quanto meno per il carico e lo scarico.
  • Ridurre drasticamente il fenomeno della sosta selvaggia lungo il corso e le arterie principali del centro storico.
  • Contribuire a mantenere alto l’appeal del centro storico riducendo l’impatto “visivo” delle auto e razionalizzando il traffico veicolare.

Come procedere da subito

La nostra idea è di utilizzare la logica dei varchi creando con l’arredo urbano opportuno delle aree dedicate alle auto necessarie isolandole dal contesto del borgo antico. Immaginiamo tutti quei luoghi come, ad esempio, Piazza Belisario, Piazza Monaldeschi, Piazza Simone Mosca come aree separate da siepi (od altra formula d’arredo urbano quali pannelli con mappe, anteprime delle bellezze della città ecc…) che celano alla vista del visitatore l’immagine certamente non bellissima del parcheggio nel centro storico, ed un varco con sbarra per permettere la sosta notturna dei veicoli, immaginiamo che l’ingresso sia concesso per gruppi e priorità ai residenti e che sui display all’ingresso in città (Piazza Cahen, Rotatoria di fronte a porta maggiore) siano indicate le disponibilità così come potrebbe anche avvenire su un’apposita app realizzata con gli stessi crismi di quella dell’orvietanissima Vetrya che individuava la posizione dei singoli figuranti del Corteo Storico, immaginiamo gli spazi solitamente occupati per la sosta selvaggia con le rastrelliere per le biciclette, immaginiamo ogni 10/15 negozi delle aree carico-scarico ben delineate, immaginiamo che le siepi separatorie delle piazze possano in seguito ospitare i ripari e le panchine di attesa autobus quando e se decideremo una strategia di trasporto pubblico lungo il corso, od in quelle occasioni speciali con i trenini per i turisti.

 

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Avremmo un corso realmente senza auto parcheggiate e con l’afflusso delle sole auto necessarie, senza quel viavai dei residenti alla disperata ricerca di un posto in questo o quell’anfratto, con gli spostamenti solo in specifici orari, con la possibilità di definire dei limiti alle soste di lunga durata “tracciando” informaticamente la posizione delle auto stesse. Al tempo stesso alcune specifiche servitù (il garage e lo spazio dei tavolini in piazza Monaldeschi ad esempio) potrebbero essere gestiti con trasparente efficienza e vantaggio, non disvalore.

Evoluzione futura della mobilità

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Cabine Telefoniche: tempo scaduto

Immagine consueta e punto di riferimento di tutte le generazioni che hanno preceduto l’avvento dei telefoni cellulari le cabine stanno per scomparire, per sempre.

Piccole edicole luminose nelle notti piovose le cabine non sono state al passo coi tempi, soprattutto per l’inadeguato costo di chiamata, sproporzionato ai tempi attuali, e sono diventate ormai una nostalgica icona del passato in cui le telefonate erano momenti di pausa e relax, fatte da persone ferme,  invece che le rapide istruzioni operative lanciate in movimento dagli smartphone, duravano a lungo e cominciavano con il consueto “Pronto? Chi è?” non essendoci nessun display che avvisava del nome o del numero del chiamante. Qualcosa di profondamente attinente alla Slow life a cui, qui, troppo spesso diciamo di volerci ispirare salvo comportarci diversamente sfoggiando invece l’ultimo modello di Iphone.

Una delle ultime cabine telefoniche di OrvietoIl momento è arrivato anche ad Orvieto. Anche qui ne è prevista la dismissione dal centro storico. Lo specifica ormai da mesi il cartello rosso apposto sui vetri che però spiega anche chi contattare per spiegare gli eventuali motivi per i quali non dovrebbero essere portate via.

Attraverso i social ci fu un tam tam mediatico che però non sappiamo se abbia dato i suoi frutti in questa città che è socio fondatore, capofila e la sede ufficiale di CittàSlow International; cioè uno di quei luoghi che dovrebbe valorizzare e promuovere, od almeno conservare, le cabine e ciò che hanno rappresentato e che rappresentano.

Oggi sono ufficialmente scaduti i termini e chiediamo cosa abbia fatto il Comune, sempre se qualcosa ha fatto, e chi ha la responsabilità per l’amministrazione di curare i rapporti con Città Slow e cosa le altre città slow hanno in mente di fare con i telefoni pubblici.

Considerata poi l’assoluta mancanza nella nostra città di un’alternativa alla telefonia pubblica, come ad esempio il wifi cittadino da anni promesso però mai arrivato, quali piani abbiano per sopperire alla soppressione di questi strumenti d’allerta per le emergenze, situati di solito presso le aree cardioprotette. In pratica con la telefonia pubblica si poteva chiamare il 112 o gli altri numeri di telefono d’emergenza al volo, gratuitamente, con la certezza dell’identificazione automatica ed immediata del luogo e la possibilità di essere richiamati, senza le cabine telefoniche questo non è garantito, soprattutto in una città come la nostra affollata di turisti non europei con il roaming che devierebbe le chiamate d’emergenza, in molti casi, ai propri numeri nazionali rendendo inutile la chiamata.

Insomma come spesso accade registriamo una mancanza di visione condivisa della città ed un netto scostamento tra i tanti, troppi, slogan dell’Amministrazione ed i fatti che sono sotto gli occhi di tutti.