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Giornata della Terra 2015

La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera,
Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo ad un appello del senatore statunitense Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica, grande, manifestazione sotto la bandiera della difesa del nostro pianeta.

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Tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal reddito, hanno diritto di vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. La Giornata della Terra si basa saldamente su questo principio.

Da movimento, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

In questi giorni insistiamo nel proporre soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la fine della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Nel nostro piccolo questo modo di fare influenzerà, e non poco, la nostra proposta amministrativa per i territori locali a cominciare dalle scelte di decrescita e tutela ambientale.

Ancora una volta, come MoVimento 5 Stelle Orvieto, ci preme osservare che mentre a chiacchiere tutte le forze politiche locali, ed i candidati alla regione, sono per un ambiente sano ed un’economia sostenibile nei fatti:

  1. Il Comune non ha anticipato, programmato ed organizzato alcun evento in ordine alla Giornata Mondiale della Terra.
  2. I fondi in arrivo per le Aree Interne vengono presentati come leva per l’apertura di un nuovo casello autostradale (Orvieto Nord) e per la conclusione della Complanare. In pratica vengono dirottati al “consumo di suolo” che in una zona idrogeologicamente fragile è sempre un male.
  3. I lavori di messa in sicurezza dell’alveo fluviale si limitano ad un sistema di argini e vincoli al fiume stesso, alla faccia di quanto vorrebbe una sana politica di sostenibilità nel tempo.
  4. Non c’è ancora un assessore all’Ambiente. Il Sindaco non ha ancora dato la delega per quest’importantissima voce dell’amministrazione locale che una volta era in mano allo scienziato Margottini; ciò, a quasi un anno dalla propria elezione e considerato quante altre deleghe ha distribuito a pioggia, desta legittima preoccupazione.
  5. Orvieto ha una superficie di quasi 250 chilometri quadrati (due volte e mezzo la città di Napoli, per intenderci) con soli ventimila abitanti, pertanto potrebbe essere l’esempio di resilienza e sostenibilità. Tuttavia non lo è, e non vediamo in programma alcuna iniziativa in tal senso. Il lassismo che da tempo denunciamo si concretizza in omissioni e futili autocelebrazioni come abbiamo dimostrato nell’ultimo inconcludente Consiglio Comunale e nell’azione amministrativa.

Oggi ancora un’occasione persa per Germani e per la qualità di proposta sia dell’ex maggioranza (anch’essa deficitaria, eccezion fatta per sporadiche azioni di alcuni degli ex assessori come Brugiotti e Margottini) che di quella attuale assolutamente impantanata in attesa di “salvifichi” interventi come il programma Barca “Aree Interne” o la legge mancia in arrivo dalla regione a sostegno dei centri commerciali naturali ovvero dei commercianti dell’investimento in decoro urbano nei borghi.

Geotermico, megaeolico, la proposta del sindaco di Parrano di destinare la progettualità di “Aree Interne” sulla diffusa riqualificazione delle stalle per l’autoproduzione di BioMetano da immettere direttamente in rete gas stroncata sul nascere, la green card che è un permesso di traffico nelle ztl con le auto elettriche scavalcando i diritti dei residenti e togliendo opportunità ai commecianti per favorire ditte private… potremmo andare avanti a lungo per elencare le deficitarie manchevolezze dell’amministrazione in questa Giornata della Terra e per proporre soluzioni davvero alla portata. Ma non è solo questo il nostro ruolo d’opposizione, di minoranza della minoranza. Oggi il nostro ruolo è anche di essere la coscienza ambientalista che manca sia a destra che sinistra da troppo tempo e semplicemente stigmatizzare che il tema dell’Ambiente con la a maiuscola lo hanno portato tutti in campagna elettorale ma poi qui, tirando le somme, non lo ha mai praticato per davvero nessuno di loro.

Il gioco delle maggioranze

In Consiglio Comunale di Orvieto ci sono due maggioranze ed una opposizione. Una attuale, che ha vinto le elezioni al ballottaggio ed ha un sindaco PD, Giuseppe Germani, ed un’ex maggioranza, che ha perso le elezioni al ballottaggio, ed aveva candidato il sindaco uscente, PdL, Toni Concina. Poi c’è il M5S, all’opposizione, che non prende parte a copioni propagandistici come quello andato in scena ieri al Comune ma dichiara in trasparenza e con largo anticipo le proprie iniziative.

Ieri noi abbiamo portato avanti una protesta lungamente annunciata ed abbiamo almeno fatto ammettere alla presidenza del Consiglio Comunale che la richiesta di trasformare le interrogazioni, da orali ed immediate in quelle nella forma “a risposta scritta”, era stata fatta dallo stesso presidente Pettinacci all’indirizzo della Consigliera del M5S Lucia Vergaglia che in spirito di leale collaborazione istituzionale ha ottemperato.

Vedere però in ordine del giorno le nostre interrogazioni sostituite da quelle di Forza Italia, e neanche in ordine di arrivo ma semplicemente ad occupare lo spazio da noi lasciato, è stato insostenibile. Così abbiamo annunciato l’Aventino e lo abbiamo fatto perchè certe volte questi atti sono necessari e contano.

Maggioranza ed ex maggioranza hanno colto l’occasione e recitato la loro solita parte già conoscendo in anticipo la nostra posizione. Strumentali e propagandistici il comportamento sia dell’una che dell’altra parte e non ci sarebbe neanche bisogno di parlarne se non fosse che da un lato sui social network l’ex maggioranza lascia sembrare che siamo accomunati alla loro posizione (usciti perchè non c’era l’assessore a rispondere ai loro quesiti, quesiti che non hanno voluto porre per una risposta scritta), mentre c’è il comunicato incauto e sbugiardabile di tutti i gruppi di maggioranza che stigmatizza anche noi con queste parole precise in relazione alla mancanza in aula del Sindaco e di molti assessori: “In Consiglio Comunale si è verificato un increscioso episodio che ha visto i consiglieri di minoranza rinunciare in maniera pretestuosa al dibattito consiliare che vedeva all’ odg 10 interrogazioni, presentate peraltro proprio dalle minoranze e 13 mozioni (7 della maggioranza e 6 della minoranza) che evidentemente non era loro priorità discutere. La protesta posta in essere riteniamo risulti evidentemente viziata da uno strumentale clima pre elettorale. Le interrogazioni avrebbero ovviamente ricevuto risposta, ma si è reso evidente che non fosse avere risposte l’interesse primario di una minoranza che ha rivelato oggi un serio deficit di responsabilità e serietà nei confronti dei cittadini tutti.”.

Ecco innanzitutto ribadiamo alla maggioranza che noi del M5S avevamo, proprio su richiesta del presidente espresso dalla maggioranza ritirato ogni interrogazione in aula ponendola per una risposta scritta agli assessori competenti. Accomunarci all’ex maggioranza ed accusarci di aver scelto l’Aventino, tra le altre cose da noi già annunciato, per questi motivi è una falsità bugiarda, e soprattutto dopo quello che si è detto in aula ieri relativamente all’ostruzionismo dei partiti maggiori, è anche un’atto ipocrita. Quanto all’ex maggioranza si capisca bene che sono i primi destinatari della nostra protesta con il loro continuo presentare interrogazioni futili e superate a risposta in aula, la politica è un’altra cosa.

consiglio comunale orvietoLe nostre interrogazioni già depositate, si tranquillizzino i cittadini che ci hanno dato fiducia, procederanno come annunciato senza ingolfare il Consiglio e con l’ammonimento che stavolta non tollereremo ritardi nelle risposte assessorili interessandone le autorità competenti senza più fair play, e quanto alle mozioni di maggioranza per le quali i partiti maggiori lamentano una nostra manchevolezza nel “confronto politico e contributo democratico” ci teniamo a ricordare che hanno presentato per la quasi totalità atti di puro ostruzionismo e scatole vuote come l’Orvieto Coworking Project fatte apposta per scippare argomenti al “confronto politico e contributo democratico”, e di tale politichetta becera abbiamo parlato a lungo.

Reputiamo veramente pessimo questo rimpiattino partitico, questo gioco delle parti invece che fare il proprio lavoro che non è vera protesta, ne vera politica e non risolve nulla anzi accumula i problemi. Per noi, sia chiaro, maggioranza ed ex maggioranza recitano un copione e sono facce della stessa medaglia. A questo prendere in giro i cittadini noi non ci prestiamo e continuiamo a lavorare, tra le difficoltà che comporta avere ostacoli sia da un lato che dall’altro, ma è nostro dovere e lo facciamo per bene, fino in fondo.

Aventino orvietano

La situazione orvietana è paradossale. Interi Consigli Comunali mandati a perder tempo (e denaro dei contribuenti) su questioni per le quali hanno competenza Giunta e Commissioni. Il dibattito politico ridotto ad essere sterile palcoscenico per le vicine elezioni regionali e gli istituti democratici asserviti all’interesse delle forze politiche.

Abbiamo tenuto un comportamento retto, istituzionalmente esemplare e di grandissima apertura alle esigenze operative dell’assise consiliare. Evidentemente questo non solo non è bastato ma ha offerto la sponda al malcostume dell’ex maggioranza che con malafede cerca visibilità ed all’attuale maggioranza con il suo ridicolo e pessimo modo di fare ostruzionismo alla rovescia in cui subissa gli ordini del giorno con atti informativi ed esecutivi che potrebbero realizzare in pochi minuti schioccando le dita avendo dalla propria sia la macchina amministrativa che la totalità “dei consiglieri delegati”. Adesso basta!

Il M5S oggi sale sull’Aventino e prende platealmente le distanze da questo modo d’occupare gli spazi democratici che tutto è meno che far politica. Oggi è necessario dimostrare d’avere a cuore la città e pertanto avevamo ampiamente avvertito delle nostre scelte.

aventinoSu pressante richiesta della presidenza per la speditezza dei lavori avevamo già ritirato tutti gli emendamenti e le interrogazioni, abbiamo lasciato in Ordine dei Lavori solo quanto da lungo tempo depositato e già calendarizzato e avremmo voluto fare fino in fondo il nostro dovere. Ma alla “impropria”, falsa ed incauta dichiarazione  del Presidente del Consiglio Comunale Pettinacci che ribaltava proprio su di noi responsabilità in ordine a queste scelte abbiamo dovuto, con la rabbia che prova chi è nel giusto, scegliere l’Aventino ed abbandonare l’aula con queste parole: Continua a leggere Aventino orvietano

Pausa Costruttiva

Lunedì 20 c’è Consiglio Comunale, nell’ennesima adunanza fiume fatta da interrogazioni e mozioni tipiche del clima elettorale.

Tante le voci ormai superate dagli eventi, atte solo a redarguire la maggioranza, o dall’altro lato proposte atte alla cura di interessi specifici, sempre di moda sotto elezioni.

Plateale sarà la protesta contro questo modo di fare messa in atto da Lucia Vergaglia e dal gruppo del MoVimento 5 Stelle che non presenterà nessun question time, nessuna interrogazione a risposta in aula, nessun emendamento e nessuna nuova mozione.  Il M5S porterà avanti solo quanto da tempo calendarizzato ed ha già richiesto la trasformazione delle interrogazioni a risposta in aula in interrogazioni a risposta scritta:

«Ho già avvertito alcuni relatori di maggioranza che, in questa occasione, rinunceremo a presentare iniziative ed emendamenti in aula, come gli oltre 15 relativi al CoWorking Project del gruppo Pd. Vogliamo che questo malcostume elettorale termini subito e si torni a discutere di quanto interessa tutta la collettività dei cittadini orvietani. E’ assurdo vedere consiglieri di maggioranza fare un ostruzionismo alla rovescia bombardando il Consiglio di temi che possono tranquillamente affrontare in Giunta, tanto più che quasi tutti hanno la delega per farlo. E’ altrettanto noioso vedere dall’opposizione, incluso dai possibili candidati alle regionali, il non perdere l’occasione per depositare interrogazioni e mozioni con tematiche che definire minori è un eufemismo. » (Lucia Vergaglia, M5S Orvieto)

La poltrona di "Garanzia"Naturalmente l’attività politica del MoVimento subirà un rallentamento dovuto a questa scelta dovendo necessariamente deviare l’azione di sindacato ispettivo (accessi ad informazioni ed interrogazioni) nella forma che non passa per l’aula consiliare ma richiede una risposta scritta entro 30 giorni. Tuttavia vogliamo credere che attuare questa protesta possa scuotere le coscienze di coloro i quali, nel nostro Consiglio Comunale, pensano che si debba far politica al servizio dei cittadini e del territorio e questo risultato vale più di una risposta ad un’interrogazione.

Resta impregiudicata invece la volontà di discutere urgentemente gli ordini del giorno relativi al lavoro ed alle regole del commercio da troppo tempo rinviati per sentir parlare di cassonetti o di ripensamenti sulla svendita dei beni pubblici e calendarizzati per il 20.

Da parte nostra, nella protesta, c’è soprattutto un atto esemplare di buona volontà ma sappiamo bene che qualche marpione ancorato a logiche da prima repubblica potrebbe stigmatizzare il nostro comportamento come mancanza di vis politica o peggio di capacità e di idee. Noi non ci possiamo rivolgere a chi, guardando un cittadino che rinuncia ad abusare di un diritto, lo reputa sciocco ed inconcludente; con costoro non abbiamo nulla da dirci. Noi ci rivolgiamo a chi vuole davvero che le cose cambino in meglio per tutti e contiamo davvero che siano in molti ad accogliere trasversalmente il nostro invito.

Lunedì 12, dalle ore 15, nell’aula consiliare della città di Orvieto, la cittadinanza è invitata a partecipare ed ad interessarsi per capire davvero, oltre le chiacchiere, chi fa cosa.

Regolamento Piazza Duomo: Interrogazione all’Assessore Croce ed altre iniziative…

Inutile, questo regolamento così come è fatto è soprattutto inutile. E’ “confessionale” nel senso che costringe il Comune o l’organizzatore di eventi all’acquisizione del parere della Curia Vescovile e dell’Opera del Duomo (di entrambi) per poter avere l’autorizzazione all’uso della Piazza di tutti i cittadini, e questo non va bene; inoltre, a nostro avviso, è scritto in maniera maldestra, e questo è molto più grave.
Il giudizio sul nuovo “Regolamento per l’uso ed il decoro di Piazza Duomo” è quindi lapidario. L’assessore Vincenti non ha lavorato come si dovrebbe, anzi ha commesso gravi errori, scelte politiche opinabili come quelle del subordinare un bene pubblico ad enti religiosi confessionali e lasciato gravi lacune. Siamo d’accordo che sia necessario regolare l’uso ed il decoro di questa importante piazza, ma non certo in questo modo; solo per questo non abbiamo dato un giudizio negativo in Consiglio, ma l’astensione nella previsione che a brevissimo dovremmo metter mano a numerose modifiche per rendere Piazza del Duomo fruibile in modo vitale e pulsante, nell’interesse di tutti i cittadini e del territorio.
Si tratta di un regolamento scritto in maniera maldestra perchè ci sono continui rimandi all’arbitrio ed alla discrezionalità della Giunta od a criteri (come quello di sobrietà dell’art. 11 o quello della volgarità all’art. 7) assolutamente attinenti alle sensibilità personali del funzionario “controllore”.

«Siamo in palese contraddizione con ogni standard qualitativo della pubblica amministrazione moderna, del dettato costituzionale e dei principi uniformatori dell’Unione Europea. Stiamo nuovamente dando alla burocrazia ed ad enti esterni alla rappresentanza cittadina margini decisionali “imbarazzanti” sulle cose pubbliche e potere sanzionatorio non disciplinato da criteri oggettivi.

In pratica, oltre a ricopiare le norme vigenti, e ci mancherebbe altro, si vede benissimo che non si stabiliscono regole, ma piuttosto si indicano i mezzi d’ostacolo che l’Amministrazione può decidere di porre, applicando le regole “alla lettera” per alcuni ed “interpretandole” per altri. Straordinario poi il potere di veto degli enti confessionali il cui parere, previsto sin dal primissimo articolo del regolamento, è necessario all’avvio di ogni pratica “non religiosa” (sic!)  e non tradizionale. Essi però non sono vincolati in alcun modo nei tempi di risposta; infatti, in linea ipotetica, se la Curia o l’Opera del Duomo danno parere negativo un evento, questo, potrebbe essere realizzato comunque ma se uno dei due non rilascia il parere il meccanismo intero, stando alla lettera del provvedimento, si blocca in un’attesa sine die.»

(Lucia Vergaglia, portavoce M5S)

#NonCiFermateTour
Immagine dal #NonCiFermateTour del 2014

Fin qui un giudizio politico e delle osservazioni tecniche per le quali chiederemo, come spiegato in seguito, i doverosi approfondimenti. Ma troviamo ancora più pesanti le lacune come la mancanza della norma transitoria per le manifestazioni già approvate da tempo ma non ancora realizzate, dato che il regolamento è già entrato in vigore e che quindi sono comunque assoggettate nella realizzazione a queste nuove regole (tecnicamente un dirigente od un funzionario potrebbe revocare gli atti in autotutela bloccando a catena il processo autorizzativo), in questi casi non sono previste ne efficacie retroattive, ne meccanismi di adeguamento in “sanatoria” ne alcuna previsione di comportamento. Continua a leggere Regolamento Piazza Duomo: Interrogazione all’Assessore Croce ed altre iniziative…

I Diversamente Anziani del Pd

Quando i “Giovani Democratici” del ‪#‎Pd‬ parlano di noi lo fanno esordendo con la frase “Questa tossica metodologia del discredito…” e si riferiscono al problemino che abbiamo sollevato con la mozione Talanti sul CoWorking (Ne parliamo qui).  Però poi subito  ci chiamano “grillini” (discredito?) senza rispondere nel merito. Cari diversamente anziani del Pd quello che avete difeso secondo noi è uno scippo perpetrato al dibattito consiliare per chiuderlo nel segreto delle stanze della Giunta, le cui sedute, ricordiamolo, NON SONO PUBBLICHE.

I giovaani Dem contro il M5S che li ha sgamati sulla mozione coworking

Lunedì risponderemo con i fatti, come sempre in seduta pubblica. Per ora lasciamo la parola al principe Antonio de Curtis…

 

Poche idee ma confuse

La prossima convocazione del Consiglio Comunale della città di Orvieto lascia più che perplessi con la sensazione di una confusione che regna sovrana.

Oltre la probabile decina di Question Time dell’ultimo minuto sono registrate ben 15 interrogazioni ed interpellanze, parte delle quali, reputiamo, fuori tempo massimo con tematiche già ampiamente superate dai tempi portate a scapito di questioni attuali. Un vero malcostume di cui dovremo prima o poi discutere in un chiarimento tra le forze di minoranza, anch’esse in ordine sparso come la maggioranza e, forse, troppo impegnate a rendersi appetibili e cercar spazio nei listini partitici di questa campagna elettorale per le prossime regionali.

consiglio comunale orvietoImbarazzanti anche le iniziative, anch’esse scomposte e disorganizzate, della maggioranza che propone mozioni fatte apposta per sottrarre argomenti alle opposizioni. Su tutte evidenziamo la mozione Talanti “Orvieto Coworking Project” presentata due settimane dopo che il M5S locale presentò alla stampa locale il CoWorking nel programma di lavoro per l’anno consiliare 2015. La mozione in questione non contiene alcun progetto ma semplicemente richiede che la maggioranza consiliare, che in questo caso se la canta e se la suona, deliberi che tocchi alla Giunta predisporre un piano di Coworking. In pratica serve ad impedire preventivamente che un progetto in tal senso venga presentato, per esempio dal M5S, per essere anche solo semplicemente discusso in Consiglio. Una politica bassa, e per noi piuttosto torbida, che non porta nulla a nessun cittadino normale, una roba da vecchie scuole di partito da prima repubblica ai cui insegnamenti il Pd attuale sembra ancora troppo legato.

«E le altre mozioni ed ordini del giorno di maggioranza? C’è quella incomprensibile e contraddittoria, quasi schizofrenica, per monitorare il destino dell’ex ospedale fatta da parte di quelli che hanno votato per cederlo. Ci sono quelle quasi grilline da parte del Pd per un Comune libero da OgM e sull’agricoltura sociale a cui siamo favorevoli, facevano parte del nostro programma, attingete pure, grazie e la prossima volta metteteci anche la lotta ai diserbanti chimici e gli orti sociali così vi daremo in omaggio la spilla del MoVimento.» (Lucia Vergaglia)

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Flop pasquale 2015

Archiviate le feste pasquali ci si avvia a grandi passi in direzione della stagione dell’accoglienza navigando a vista, con poche e confuse idee da parte di un’amministrazione figlia di una maggioranza divisa ed eterogenea.

A farne le spese la città nel suo complesso con i problemi di mobilità, scuola, trasporti e tariffe, con l’assenza di un piano di sviluppo industriale, la crisi del commercio ed il crollo delle locazioni. Ma ancora di più nelle festività pasquali è l’appeal turistico di Orvieto che è ridotto al suo minimo storico, la cronica assenza di una programmazione di eventi gestita e diffusa da Comune, l’incapacità delle classi dirigenti di farsi interpreti delle esigenze dei cittadini che con i turisti ci lavorano tutti i santi giorni, l’ingratitudine verso quegli strumenti di amministrazione partecipata come il QSV (del quale il M5S ha richiesto la convocazione) e, soprattutto, la mancanza di una qualunque visione o piano da parte degli assessori competenti che sia stato in qualche modo condiviso con il Consiglio e con i cittadini del territorio.

Orvieto perde la sua centralità; infatti a dispetto delle nostre aspettative la mancanza di un piano parcheggi e della gestione dell’accoglienza non sono stati un problema: non c’è stato nessun pienone, anzi è stato un flop per tutti tranne che per i gestori dei parcheggi “insilati” a pagamento nel giorno di Pasquetta, su cui, con grandi disagi e file per lavoratori e residenti, sono stati concentrati i visitatori.

Immagini emblematiche quelle del “Belvedere” a cui è bastata la presenza del “porchettaro” di turno per prendere a funzionare, e quella della città semivuota nella mattina di Pasqua.

porchettaro belvedere

Dalla Giunta, a nostro avviso, è mancato di tutto. Dal proporre e creare bandi per eventi culturali di richiamo, al presentare a Roma gli eventi pasquali di Orvieto città del Corpus Domini ignorando quasi del tutto il Corteo Storico e le sue potenzialità, con l’unica nota positiva degli eventi organizzati da altri enti che procedono, e grazie al cielo funzionano, nel lassismo dell’assessore competente che almeno non ostacola. La mancata presenza sui social network e la vacuezza del portale istituzionale fanno parte del problema ed i fornitori attuali vanno decisamente cambiati, tutti, per manifesta mancanza di risultati.

Spiegavano negli incontri di fine estate i consulenti del Sindaco Germani che la nostra città stava scivolando via dalle mete turistiche appetibili, ebbene dobbiamo dar loro ragione e constatare che il processo è in stadio ormai avanzato e non si può far finta di nulla ed a poco vale la soddisfazione sbandierata su facebook dell’assessore al bilancio, Gnagnarini: gli incassi dei “suoi” parcheggi sono probabilmente unico indice col segno + rispetto alle feste pasquali scorse, sugli incassi degli altri il consiglio è quello di non sbilanciarsi quando non può, fisicamente, averne dati di alcun genere. In caso contrario lo sfidiamo a mostrarli ai commercianti ed agli albergatori in seduta pubblica.

Dal nostro punto di vista si è creato, quanto di proposito non sappiamo, un traffico irregimentato verso i parcheggi comunali insilati in modo che apparisse un pienone che non c’era. Altro che record.

Tutto da rifare.

Dentro la città: speciale rifiuti ed energia

In questa puntata si parla di rifiuti e di energie (più o meno) rinnovabili con la nostra portavoce Lucia Vergaglia, Ciro Zeno (PdCI), Enrico Brugnoli (CNR) e Stefano Cimicchi (ex Sindaco di Orvieto, imprenditore in impinati a biomasse), conduce Alessandro Li Donni, contributi di Claudio Lattanzi (La Nazione) e Leonardo Brugiotti (ex Assessore giunta Concina).