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Earth Overshoot Day 2016

Earth Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra: la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – disponibili per il 2016, l’anno scorso fu il 13 agosto, siamo riusciti ad esaurirci quasi una settimana prima.

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Di poca consolazione il fatto che non siano tutti come noi infatti calcolando la sola Italia, l’Overshoot day sarebbe ad aprile dato che occorrerebbero 2,7 Terre se la popolazione mondiale vivesse come gli italiani.

Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una CO2 che non può essere assorbita.

A dirlo è il Global Footprint Network, secondo cui per soddisfare la domanda umana servirebbero 1,6 Terre.

E intanto qui nel nostro piccolo del territorio di Orvieto e del circondario orvietano in Umbria stiamo facendo abbastanza?

Per la verità no. C’è molto impegno per la gestione del presente, per il recupero degli sprechi e per avviare al riciclo i materiali, ma per il risparmio nei consumi ed energetico si fa davvero poco. Le stesse associazioni ecologiste, ha denunciato il gruppo ECOrvietano, troppo spesso si lasciano tentare dall’industrializzazione del ciclo dei rifiuti quando la prima e definitiva regola è RIDURRE. Il futuro non è per nulla roseo, neanche un po’.

 

Fitodepurazione del Paglia. Il passo indietro lo facciamo noi.

In accordo con il Meetup locale nella seduta del Consiglio Comunale  la portavoce Lucia Vergaglia (Capogruppo M5S) ha ritirato la sua proposta di ordine del giorno inerente a “Bacino Orvietano del Paglia – Iniziare il risanamento” già accolto nei fatti da Sindaco ed esperti nei due giorni precedenti. Dal Movimento la soddisfazione che si parta sulla falsariga progettuale che per primi avevano indicato e l’amarezza di constatare il ritardo con cui si affronta un problema per troppo tempo conosciuto, minimizzato e trascurato.

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Giornata mondiale dell’Ambiente 2016

In questa Giornata mondiale dell’ambiente è necessario tirare una linea e valutare come il Comune di Orvieto abbia operato, cosa e dove migliorare, quali criticità affrontare. Un bilancio in chiaroscuro che per le parti positive deve tanto al M5S che segna una decisa rottura col passato.

Innanzitutto col dire che cos’è la Giornata dell’ambiente. Su impulso delle Nazioni Unite, ed in particolare del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), la Giornata mondiale dell’Ambiente (World Environment Day-WED) si svolge ogni anno il 5 giugno ed è la più grande e nota giornata volta sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica sui temi ambientali.

giornataambienteFu stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1972 e rappresenta il principale veicolo a disposizione delle Nazioni Unite per attirare l’attenzione pubblica e dei decisori politici sull’ambiente. Il WED ha l’obiettivo di porre le questioni ambientali in una prospettiva umana, dare alle persone la possibilità di essere protagonisti e soggetti attivi dello sviluppo sostenibile e stimolare la creazione di partnership a favore dell’ambiente.

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Quei catenacci ai cassonetti sanitari

In tanti cittadini si sono trovati spaesati in questi ultimi giorni per la strana scelta di blindare cassonetti sanitari, per capirci quelli che fino alla settimana scorsa erano per  pannolini e e pannoloni mentre ora, senza un biglietto di preavviso o dicitura in cui si danno indicazioni, la scritta “pannolini” è scomparsa ed il cassonetto risulta chiuso a chiave.cassonetti pannolini 2La conseguenza, prevedibile, è stata l’abbandono dei presidi sanitari usati al di fuori dei cassonetti non risultando ai cittadini alternative plausibili e sensate. In pochi giorni, in perfetta corrispondenza con i postulati e l’esperienza consolidati nella “Teoria delle finestre rotte” per la quale è il disordine urbano ad avere influenza e capacità di  generare comportamenti anti-sociali, sono arrivati anche i sacchetti d’indifferenziato tanto da essere stati segnalati alle autorità e diffusi sui social network.

Un prevedibilissimo brutto spettacolo proprio nei giorni di infiorata e corteo storico.

interrogazione pannolini e pannoloniAbbiamo depositato sin dal 21 maggio una interrogazione al Sindaco sperando che intanto l’atto formale portasse ad una immediata risoluzione della situazione ma così non è stato pertanto, dopo avere dato il tempo all’Amministrazione a porre rimedio, siamo costretti a dare informazione ed a chiedere intanto un’azione di ripristino del decoro e dell’ordine urbano in attesa di una risposta in Consiglio sugli intendimenti della Giunta Germani. Continua a leggere Quei catenacci ai cassonetti sanitari

Think global, act local: la nostra Giornata mondiale della biodiversità (2016)

Anche quest’anno, il 22 maggio, la comunità internazionale ha celebrato la Giornata mondiale della biodiversità (in inglese International Day for Biological Diversity) ed è il momento in cui si fa il punto sulle strategie e le politiche a tutela di questo principio di diversità biologica, lo stesso decennio 2011-2020 è stato proclamato “Decennio della Biodiversità”. Nel nostro piccolo anche noi partecipiamo a questo processo facendo la nostra parte localmente.

Si, ma che cos’è la biodiversità e perchè è così importante?

La diversità biologica è semplicemente la varietà di organismi viventi in presenti in termini di geni, specie ed ecosistemi in un determinato ambiente. Minore è questa differenza, maggiore è la vulnerabilità degli ambienti stessi, meno specie esistono meno valore hanno colture e produzioni, ed ovviamente meno opportunità esistono. Ogni estinzione, ogni specie che scompare, per quanto possa sembrare insignificante, può avere conseguenze importanti anche a lunga distanza. Naturalmente l’Italia ha ratificato le convenzioni internazionali a tutela ed in favore del proprio immenso patrimonio di biodiversità che è uno dei nostri punti di forza nelle produzioni di qualità. Quest’anno la manifestazione è incentrata sulla tutela dei grandi carnivori e noi, nel nostro piccolo, abbiamo tentato di fare la nostra parte portando avanti quel processo di aree protette per i lupi dell’orvietano per la quale avevamo fatto avviare gli incontri tecnici tra Comune, Prefettura, Provincia e Regione.

risposta interrogazione lupiQuesto a tutela e per il mantenimento della biodiversità ma anche per la tutela dei nostri allevatori che, in questi anni, hanno subito pesanti perdite in tutto il circondario. Continua a leggere Think global, act local: la nostra Giornata mondiale della biodiversità (2016)

Conferenza stampa congiunta inquinamento del Paglia

Si è svolta a Terni la conferenza stampa congiunta dei portavoce al M5S al Senato, in regione Umbria e dei comuni di Terni ed Orvieto sull’inquinamento dei corpi idrici umbri,  in particolare del Paglia e del Nera che confluiscono nel Tevere sfociando nel mediterraneo.

La questione nerina è  una storia di inquinamenti da metalli pesanti e di residui industriali molto recente ma quella del Paglia è molto più antica.

Si tratta di contaminazioni da mercurio per le quali il M5S, da solo ed assieme ai comitati cittadini, si è interessato sin dal suo ingresso in Comune con la portavoce Avv. Lucia Vergaglia.

conferenza stampa congiunta paglia tevere nera1

«Osservato speciale per le numerose contaminazioni da mercurio rilevate nei sedimenti e per gli sversamenti rossi dovuti probabilmente alle vasche delle miniere di cinabro sull’Amiata non è mai stato oggetto di progetti seri e completi di bonifica o messa in sicurezza, ad Orvieto questa condizione ha creato non poco scalpore quando l’inquinamento di mercurio rilevato in discarica si è sovrapposto ai rilievi nel fiume. Attualmente vige un  pressocchè inosservato divieto di pesca sul bacino nel Comune iniziato nel novembre 2012 ed avente causa il blocco dei depuratori per l’alluvione e, nella distrazione amministrativa, mai revocato. Gli studi americani presentati dal Consigliere regionale Liberati, come quello di Grey del 2013 (Long-distance transport of Hg), rilevano che non solo i sedimenti del Paglia risultano contaminati come già potemmo far rilevare lo scorso anno in occasione dei rilievi di Arpa e della stessa Acea sul fiume all’altezza della discarica di Le Crete, ma che la biodisponibilità e la diffusione del contaminante si è estesa anche alla parte investita dall’alluvione ed alla flora e fauna fluviale.

Metallo inquinante e velenoso, il mercurio si trova in natura in forma di composti di mercurio come il cinabro estratto presso il monte Amiata, origine primaria per la contaminazione di lungo periodo del Paglia e, quindi, del Tevere.
Il mercurio entra negli organismi per ingestione, inalazione, o anche per contatto visto che è in grado di penetrare i tessuti cutanei. Stessa cosa per i sali di mercurio, che generalmente si accumulano attraverso la catena alimentare, in particolare di quelle viventi in ambienti acquatici dove i livelli di accumulo del mercurio sono critici. Un pericolo che riguarda l’intero ecosistema se consideriamo che concentrazioni 2-10 volte superiori alla norma possono alterare significativamente l’attività biologica dell’ambiente.
La salute umana è messa particolarmente in pericolo dal metil-mercurio, un composto del mercurio presente negli organismi viventi, in particolare nei pesci dove si verifica il fenomeno del bio-accumulo. La tossicità del mercurio colpisce principalmente il sistema nervoso centrale e periferico ma, come la maggior parte delle sostanze neurotossiche, agisce anche su cuore, reni e sistema immunitario. Gli effetti di alcuni tipi di contaminazioni da mercurio possono manifestarsi anche dopo diversi mesi in maniera virulenta e con danni permanenti. Il mercurio attraversa facilmente la placenta penetrando nel feto compromettendo lo sviluppo normale del cervelletto del nascituro. Ma non è tutto: tra gli effetti direttamente connessi all’accumulo di mercurio negli organi o nei tessuti, figurano anche patologie diffuse come depressione, epilessie, distrofie, paralisi, asme per le quali, probabilmente, occorrerà effettuare una valutazione dell’incidenza locale rispetto a quella nazionale. Copie degli studi sono state inviate al Comune di Orvieto per gli approfondimenti necessari e per una valutazione da parte del primo cittadino, dott. Germani, responsabile della salute pubblica, da parte nostra continueremo a lavorare con i portavoce regionali e nazionali per portare alla luce questo problema da sempre sottostimato e mai affrontato in maniera organica e sistemica, che investe, nel suo percorso un popoloso bacino fluviale, tre regioni e persino la costa tirrenica. Sappiamo di essere una forza di minoranza di un comune di dimensioni limitate ma non abbiamo alcuna intenzione di restare a guardare.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Pinicidio di Ciconia: due anni dopo

Nello stupore generale in piana campagna elettorale l’Amministrazione Concina volle recepire le richieste di un comitato locale facendo tabula rasa del verde pubblico in specifiche aree del quartiere di Ciconia, a nostro avviso in barba ai principi di equilibrio e vivibilità, alle scelte di piano regolatore. Lo chiamarono il “Pinicidio” e da allora la situazione non è cambiata nonostante l’impegno formale preso dal nuovo sindaco, Giuseppe Germani, interpellato formalmente da Lucia Vergaglia in una delle prime uscite pubbliche del M5S orvietano in Consiglio Comunale.

Era il 29/4/2014, sono passati esattamente due anni e dei pini non c’é più neanche un ombra, nel vero senso della parola. Nel Consiglio Comunale del 28/07/2014 il sindaco interpellato assicurò un ripristino del verde pubblico con la messa a dimora di piante che abbiano il dovuto diametro come previsto dalle norme in materia. Le foto purtroppo parlano chiaro e l’impegno non è stato rispettato. Pertanto richiamiamo pubblicamente il Sindaco anche in quanto assessore all’Ambiente e precisiamo che ne chiederemo l’audizione in Commissione di Garanzia per chiarire i motivi del mancato intervento.

Da parte nostra si deve aggiungere la doverosissima considerazione che basterebbe così poco per mettere d’accordo cittadini residenti ed esigenze pubbliche, per esempio rispettare gli impegni presi.

Giornata della terra 2016: Un nuovo albero ogni neonato.

Anche quest’anno per l’EarthDay, la giornata della terra, in tutto il mondo e tutt’Italia ci sono eventi, attività e manifestazioni. Il verde costituisce un patrimonio comune irrinunciabile per la salute e la qualità della vita dell’intera popolazione e che il patrimonio verde deve essere, dunque, tutelato e sviluppato per concorrere al miglioramento della vivibilità urbana.

Come M5S Orvieto abbiamo atteso questa giornata per consegnare una nuova proposta sul verde urbano, troppo spesso confuso col solo “decoro urbano” che, purtroppo, è spesso frainteso e per il quale la stessa amministrazione si è resa responsabile di eventi particolarmente infausti come il “Pinicidio” a Ciconia, od il taglio di alberi monumentali finendo per far semplicemente spazio a parcheggi.  Ai sensi della legge 113 del 29 gennaio 1992 chiediamo:

  • previa verifica con gli uffici competenti del Comune di Orvieto, individuando i luoghi e pubblicizzandoli sul sito web del Comune, che sia piantato un nuovo albero ogni neonato a seguito della registrazione anagrafica dal 12.3.2010;
  • a valutare, ed a comunicare in Consiglio Comunale, sulla possibilità di promuovere l’iniziativa anche presso privati, tramite sgravi, patrocini non onerosi, o altri strumenti normativi;
  • ad attuare quanto sopraesposto non escludendo la eventuale piantumazione di alberi da frutta;
  • d’illustrare e condividere tale iniziativa alla cittadinanza in apposito incontro del QSV “Quadro Strategico di Valorizzazione” per le aree concernerti la competenza di tale strumento di partecipazione;

«L’azione ha una valenza simbolica e culturale, oltre che permettere un recupero ambientale di specifiche aree. E’ una di quelle azioni integrabili nei normali programmi di manutenzione urbana del nostro CSM, centro servizi manutentivi, che in passato, ricordiamolo, riceveva riconoscimenti importanti dei quali gli operai più avanti con gli anni serbano un caro ricordo.  Ma c’è di più: come madre riporto il sentimento comune che i figli, i nuovi nati appunto, debbano in qualche modo lasciare un eco della loro venuta al mondo, un segno positivo che resti dopo i festeggiamenti privati e venga proprio dalla comunità, dalla società che in qualche modo li accoglie con un atto non consumistico ma di prospera prospettiva. In molte culture è uso piantare un albero da frutto per ogni bambino, noi proponiamo una prospettiva simile, da discutere e sviluppare assieme in quegli incontri partecipativi, come il QSV, che hanno proprio il senso di permettere alla comunità territoriale di partecipare, condividere e rafforzare le scelte della politica. Su un tema del genere, nella Giornata della Terra, spero ci sia la giusta attenzione e massima apertura.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle città di Orvieto

Azioni legali contro chi ci inquina

In Regione, in piena discussione del Documento di Economia e Finanza regionale (DEFR) il consigliere Rometti, dei Socialisti Riformisti, e la Presidente Marini, Partito Democratico, dai banchi della maggioranza si sono sbilanciati esprimendo la disponibilità ad ampliare la discarica di “Le Crete” nonostante la contrarietà degli orvietani espressa dal Consiglio Comunale con apposita delibera.

le-crete-globaleI motivi sono semplici: dato che in regione non si fa abbastanza differenziata e che il piano regionale non viene rispettato da tanti comuni si rischia di dover aprire la discarica orvietana ai conferimenti persino da Perugia, soprattutto considerato gli interventi della magistratura ed il rischio di chiusura per lunghi periodi o definitiva delle discariche di Borgogiglione e Pietramelina.

Per il M5S la questione neanche dovrebbe esistere, le discariche infatti non dovrebbero trattare quasi per nulla i rifiuti cittadini ma solo parte di quelli speciali (fanghi fognari, ceneri industriali ecc…) e la differenziata dovrebbe essere ai livelli di legge e gestita da un piano rifiuti rispettoso delle direttive europee inclusa quella di fine 2015 detta dell’economia circolare.

Se così non fosse ogni pronunciamento cittadino od addirittura regionale sarebbe superabile in caso di emergenza trasformando gli impianti di “Le Crete” nella pattumiera della regione.

«Per impedire questo scempio non basta la volontà politica, espressa in questo o quell’atto formale o portata avanti in maniera sostanziale e strategica, occorre coinvolgere tutti gli attori della filiera, in questo caso i singoli comuni dell’intera regione, quelli così lontani che poco o nulla potrebbero interessarsi delle remote vicende orvietane. Certo non possiamo contare sulla sensibilità dei singoli esponenti dei potentati politici che ci hanno portato in questa esasperante situazione. Del resto ad Orvieto è noto che dal Capoluogo arrivano più rose che spine e pertanto bene facemmo a non fidarci delle rassicurazioni. Nossignori bisogna agire al livello legale oltre che a quello istituzionale, ragion per cui proporrò l’immediata messa in mora di tutti i comuni della regione che non ottemperino agli obbiettivi di raccolta differenziata e la regione per mancato controllo in modo tale che se, malauguratamente, qualche autorità ritenesse di dover espropriare il Comune della propria potestà sugli ampliamenti della discarica nel territorio sappia anche che ne risponderà economicamente e cospicuamente assieme ai comuni che conferiranno la loro eccedenza qui ad Orvieto, finanche con responsabilità personale degli amministratori. Se fossimo l’Amministrazione agiremo da dopo ma sin da subito poniamo la questione del danno potenziale davanti al giudice ordinario, non al Tar, a cui chiederemo specifica ordinanza restrittiva per il gestore di “Le Crete” fino a quando è in vigore l’attuale piano rifiuti, essendo all’opposizione non possiamo che portare la questione in Consiglio per essere deliberata con un apposita mozione urgente, aperta alla sottoscrizione di tutte le forze politiche della città, per essere immediatamente discussa e resa attiva, per dare anche maggior forza al Sindaco sia nel tavolo Auri che in Regione, come ha sempre garantito di fare. Non è una questione di parti politiche in gioco, è una questione che riguarda tutti e come tale va affrontata con tutti i mezzi, anche i meno convenzionali.» Lucia Vergaglia, MoVimento 5 Stelle Città di Orvieto.

Quindi senza nulla togliere alle tante iniziative, proteste, convocazioni straordinarie e richiami ad indignarsi il M5S propone vie meno ortodosse e, secondo noi, assai più concrete.

Restate sintonizzati e continuate a seguirci per saperne di più.

Per portarci suggerimenti, informazioni ed idee scriveteci ad  info@orvieto5stelle.com

Ambiente: gestire il problema Processionaria

Già avvistata con i primi bozzoli che si sono schiusi in largo anticipo la processionaria, il pericoloso insetto che si muove in gruppo come in una processione un bruco dietro l’altro.

processionariaInsetto lepidottero che nella sua vita larvale, prima di fare il nido e diventare falena, è dotato di peli urticanti sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento, questi volano e si attaccano facilmente ai tessuti come pelle e mucose, provocando una reazione urticante con rilascio d’istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può verificarsi Continua a leggere Ambiente: gestire il problema Processionaria