Archivi tag: ambiente

La proposta M5S Orvieto sui rifiuti

Argomento pregnante di questi giorni con scambi di accuse reciproci e confronti serrati tra le forze politiche sia in regione che nella zona calda di Orvieto, all’ombra della discarica più grande della regione.

Venuto al galla il bubbone dell’inceneritore la discussione si è spostata con i detrattori della cosiddetta Strategia Rifiuti Zero, fautori dell’economia circolare, sul livello di proposta. A corto di argomenti tra chi cerca un improbabile ritaglio di giornale di tanti anni fa in cui un chimico dice che una discarica è più pericolosa di un inceneritore e chi, non senza invettive personali ed accuse di scarsa serietà (o peggio), ci accusa di non avere idea di come risolvere il problema e per questo diciamo sempre no… dobbiamo davvero chiarire le cose? Non lo sanno tutti che siamo per l’economia circolare edi rifiuti zero? Va bene. Qui di seguito uno schemino facile facile.

strategia rifiuti zero orvietoPrimi passi:

Innanzitutto in pieno spirito cinque stelle i primi passi sono quelli della riduzione, del riciclo e del riuso. Azioni educative e pratiche come le misure sugli imballaggi e l’abuso di carta. Il professore americano Paul Connet, teorico della strategia rifiuti zero, afferma: “Se non possiamo riusarlo, riciclarlo o compostarlo, l’industria non dovrebbe produrlo e noi non dovremmo comprarlo. Nel XXI secolo abbiamo bisogno di una migliore progettazione industriale e di una migliore educazione al consumo.”

L’approccio allo smaltimento:

La parte avanzata e moderna del mondo punta sempre di più sul trattamento meccanico biologico (TMB) questo perchè da anni appare essere il più efficiente sistema di smaltimento dei rifiuti. Così flessibile da permettere di guardare avanti e non dover valutarne un post-mortem della struttura. Infatti gli impianti sarebbero ancora utili persino se si raggiungesse un ipotetico 100% di raccolta differenziata. La proposta di inceneritore+discarica, quella della polemica di questi giorni e promossa da Amici della Terra, nel caso di una differenziata particolarmente efficiente diventa antieconomica perchè l’inceneritore andrebbe alimentato a combustibile o spento, e quindi in prospettiva non punta affatto al miglioramento della qualità della gestione dei rifiuti.
Con il TMB, la nostra proposta, il residuo delle raccolte differenziate entra nell’impianto e viene separato meccanicamente in diversi flussi (relativi ai vari materiali presenti: vetro, metalli, plastiche…). La parte organica separata dal residuo inorganico è ulteriormente separata per sottoporla in parte al compostaggio (per creare un compost per riempimenti e opere di copertura di discariche) e in parte alla digestione anaerobica per produrre biogas (impiegato come combustibile). Alla fine del processo rimane una piccola frazione residua da mettere in discarica (attualmente stimabile in un 9% di tutti gli RSU). Ma tale frazione è inerte, 10 volte meno inquinante del caso degli RSU (rifiuti solidi urbani) non trattati nelle discariche tradizionali. E sviluppi contemporanei stanno presentando prospettive di riutilizzo anche per esso.


Maurizio Pallante nel 2008 già illustrava le differenze tra i metodi di smaltimento rifiuti
Continua a leggere La proposta M5S Orvieto sui rifiuti

Sorella Acqua (pubblica)

L’anno scorso, complice anche il recente referendum sull’acqua pubblica stravinto da chi si oppone alle “privatizzazioni” dei beni comuni, quello del ritorno alle municipalizzate, ora chiamate società in house, era uno dei temi di campagna elettorale. La posizione pentastellata è chiara: acqua bene di tutti, nessuno deve lucrarci e nessuno deve rimanere indietro.

acquapubblica1 Noi però non abbiamo vinto. Al ballottaggio andarono Germani con la compagine di centro sinistra e Concina con quella di centro destra. Noi decidemmo di non dare indicazioni di voto ma informazioni precise a chi ci aveva dato fiducia e ponemmo #5domande.
L’attuale sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani, in risposta alla  domanda precisa prima posta dal ‪#‎M5S‬ assicurò che avrebbe lavorato per tornare a rendere pubblica l’acqua degli orvietani.

«La cosiddetta privatizzazione era disciplinata da una legge dello Stato e fu, a fine anni ’90, un processo ineludibile. Ora, non solo la volontà popolare espressa dal referendum va rispettata, ma è nostra convinzione che oggi ci siano le condizioni per poter ritornare a soluzioni “in house” che garantiscano un buon servizio ad un prezzo adeguato. Ci lavoreremo, perché siamo convinti della validità di questa azione.» (Giuseppe Germani, alla vigilia del ballottaggio 2014 in cui fu eletto Sindaco di Orvieto)

germani vergaglia

Prendemmo nota, pubblicammo per informare della risposta, con quella che impegnava invece il centro destra di Toni Concina, attuale parte della minoranza consiliare, le cui parole, da noi pure pubblicate,  invece furono:

«Come noto, l’acqua è stata privatizzata dalle vecchie amministrazioni. Ne abbiamo discusso molto spesso in sede ATI e stiamo cercando soluzioni percorribili per riaverla indietro.» (Toni Concina, ex candidato Sindaco per Orvieto, ex capogruppo di minoranza ora libero cittadino per sue dimissioni)

Non commentammo durante il ballottaggio, ovviamente preferivamo mille volte l’impegno netto di Germani allo smarcarsi di Concina, ma non volendo dare indicazioni di voto ma solo informazioni per una corretta scelta ci limitammo a domandare ed informare. Tempo ne è passato, la nostra posizione in consiglio è netta e tutti sanno che andiamo per la nostra strada non facendo sconti a nessuno e sostenendo le iniziative meritorie di tutti, rasentando anche il limite dell’apparire ingenui condividendo le nostre proposte o quello di apparire rancorosi quando attacchiamo certe politiche od il lassismo di certi amministratori ed il doppiogiochismo di certi politici. Il tema dell’acqua pubblica è un tema fondante per il MoVimento ed un punto di riferimento vitale per i cittadini tutti. Secondo noi, secondo gli italiani che si sono espressi con un referendum e secondo l’attuale Sindaco, che ha impegnato anche la sua coalizione, è un bene pubblico, deve tornare tale e bisogna seriamente lavorarci. Siamo persone concrete e ci rendiamo conto che il processo sarà lungo ma, detto questo, noi non abbiamo visto alcuna iniziativa concreta o paventata in tal senso.

Per noi è una materia importante e, francamente, crediamo che sia interesse di tutti viste le bollette, visto che sarebbe un diritto, visti i distacchi forzosi e vista la pretesa di deposito cauzionale piuttosto rilevante senza gli acuti miglioramenti di qualità promessi ai tempi delle privatizzazioni dalla politica (di svendita) dell’epoca.
Provocatoriamente vogliamo ricordare che era un argomento tipico della sinistra, quella che dopo gli choc della scomparsa del nemico di Arcore e l’apparizione del Fiorentino non riesce proprio a trovare punti di riferimento.
Oggi abbiamo depositato formale interrogazione al Sindaco se intenda ancora onorare la propria parola rispetto all’acqua pubblica e se intenda proporre un cronoprogramma per il raggiungimento del risultato. 

Oltre a ciò abbiamo consegnato formale istanza al Presidente del Consiglio Comunale, dott. Pettinacci, per far scomparire le bottigliette di plastica dai banchi del Consiglio e lasciare a disposizione dei Consiglieri caraffe d’acqua di rubinetto modificando quindi l’attuale cerimoniale delle convocazioni ed adunanze di Commissioni e consiliare. In generale i portavoce del #M5S fanno questa stessa richiesta con una mozione chiedendo il parere di tutta la politica, noi qui ad Orvieto vogliamo ricordare che se c’è una politica a favore delle bottigliette di plastica debbano essere gli eletti che la sostengono a fare il primo passo esponendosi e dichiarando la necessità di votare per levarle o per farle rimanere. Secondo noi anche questo è una forma di rispetto dei cittadini, di fiducia nella qualità dell’acqua di tubatura ed una dimostrazione di onestà intellettuale.

«Ricordiamo che questa è la terra di San Francesco di Assisi, patrono d’Italia, che quasi ottocento anni fa nel Cantico delle Creature scriveva “Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta” ed ancora oggi quelle parole sono verità profonde, oggi che i nostri figli nelle scuole bevono dalla fontana, come la maggioranza dei cittadini fa nelle case o sul lavoro.I Consiglieri, la Giunta, il Sindaco ed anche gli ospiti invitati non possono forse fare altrettanto? Noi crediamo di si, anzi siamo sicuri che nella loro veste pubblica, nella casa degli orvietani che è il Comune, debbano essere da esempio.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Ordine del Giorno: No Inceneritori

Inceneritori,

Prendiamo la questione ambiente molto seriamente qui al M5S e cogliamo l’occasione del rinvio al giorno 24 della conferenza stato regioni sullo Sblocca Italia per dare modo alla nostra amministrazione di dire un secco no agli inceneritori, termovalorizzatori o termodistruttori anche qui ad Orvieto. Avremmo voluto presentare questo atto di indirizzo politico assieme ai tanti che si erano avvicinati alla questione discarica ma in queste ore abbiamo visto che l’endorsement allo SbloccaItalia di Renzi è piuttosto trasversale. Adesso la questione andrà ai voti e sarà discussa, noi anticipiamo ogni impegno e disponibilità ad indurire ulteriormente il testo che presentiamo.

«Dal nostro punto di vista la pratica dell’incenerimento è medievale, è una resa agli interessi di pochi, non è sostenibile e mette in pericolo la salute dei cittadini. Noi quindi porremo la questione in Consiglio Comunale nella pia speranza che un ambiente sano, un ciclo dei rifiuti moderno ed un’aria sgombra da fumi e residui pericolosi come i particolati siano punti di riferimento non solo del M5S ma di tantissimi cittadini e che questi si facciano sentire dai propri rappresentanti in Comune. Davvero non vorremmo un domani vedere una cartolina con la rupe sospesa tra i fumi invece che sulla nebbia come accade nelle mattine d’inverno e quindi ci rimbocchiamo le maniche con atti concreti e non solo con il fiato sul collo. L’Ambiente è la nostra prima stella e noi siamo, e saremo sempre, leali al nostro mandato ed ai cittadini.» Lucia Vergaglia (M5S Orvieto)

orvieto_futura_inceneritore

E senza voler estremizzare la situazione il problema dei fumi (smoke) combinati nella valle del Paglia con la nebbia (fog) è una delle nostre maggiori preoccupazioni stante la tendenza di questa combinazione (smoke+fog= smog) ad acuire e moltiplicare effetti che anche minuscole concentrazioni sulla carta non dovrebbero dare. Noi in ogni caso ci batteremo senza nasconderci dietro frasi in politichese perché questo inceneritore semplicemente non si deve fare.

Qui di seguito il testo dell’Ordine del Giorno.


Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
Loro sedi

OdG “No Inceneritori”

Premesso

  • CHE la pratica dell’incenerimento, detta anche termovalorizzazione o termodistruzione, dei rifiuti è sempre meno incentivata a livello europeo vista la scarsa rilevanza economica e gli enormi pericoli per la salute pubblica che tale pratica comporta;

  • CHE paesi come l’Olanda e la Germania tengono spenti molti dei propri inceneritori a causa della riduzione della “materia prima” disponibile e pertanto accettano di buon grado i rifiuti provenienti dal nostro paese

  • CHE l’unione europea prevede il conferimento in inceneritore solo ed esclusivamente come ultima possibilità preceduta dall’indicazione circa la necessità di incentivazione di politiche quali: riduzione alla fonte, riuso dei materiali, riciclo dei materiali, potenziamento della raccolta differenziata

  • CHE la stessa ‘unione europea, in particolare nel 7° programma ambiente del 2013 prevede il divieto assoluto entro il 2020 di conferimento in discarica di riciclabili e compostabili rendendo quindi ancor meno vantaggioso in termini economici la costruzione di un inceneritore in previsione di un drastica riduzione dei quantitativi di rifiuti conferibili ad incenerimento;

Preso atto

  • CHE è capofila di molte iniziative della comunità territoriale e degli enti amministrativi del circondario e che è il punto di riferimento per le azioni virtuose nel comprensorio;

  • CHE sul Comune già insiste una discarica e relativi impianti industriali per il trattamento rifiuti e tanto è sufficiente a giustificare un aggio per disagio ambientale riconosciuto;

Osservato

  • CHE che la raccolta differenziata unitamente ad altre iniziative possibili per una gestione più virtuosa dei rifiuti consentirebbe un drastica riduzione del quantitativo dei rifiuti che il territorio conferirebbe in discarica con conseguente allungamento della vita operativa delle soluzioni attuale e la possibilità d’integrazione delle soluzioni alternative relative al ciclo dei rifiuti;

  • CHE alla luce di quanto sopra la costruzione di un inceneritore non si renderebbe necessaria per sopperire alle esigenze della popolazione ma per sopperire magari ad emergenze di altri territori e città a tutto svantaggio della salute dei residenti

Impegna

il consiglio comunale, il sindaco e la giunta a non prevedere la costruzione di impianti di incenerimento per il trattamento dei rifiuti solidi urbani ed a mettere in atto, nell’ambito delle proprie competenze, ogni azione volta ad impedire la costruzione di impianti di incenerimento nel territorio del Comune, a promuovere, avviare ed incentivare iniziative volte al trattamento virtuoso dei rifiuti quali, ad esempio, la gestione di raccolta e conferimento a centri di compostaggio del rifiuto umido.

Impegna altresì ad inviare copia presente OdG ai comuni contigui di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Ficulle, Montecchio, Porano e San Venanzo, alla Provincia di Terni ed alla Regione Umbria.

In attesa di un pronto riscontro l’occasione ci è gradita per augurare buon lavoro e porgere

Distinti Saluti

Cons. Avv. Lucia Vergaglia

Ambiente: lettera aperta ai cittadini orvietani

Geotermia, inceneritori, discarica, costo dei rifiuti, indiscrezioni sulle cooperative che si occupano della pulizia, inquinamento del Paglia, dissesto idrogeologico… sono troppe le vicende di cui parlare, le “provocazioni” a cui rispondere e le informazioni da dare in trasparenza ai cittadini di Orvieto e del suo circondario per parlare solo delle singole questioni. Lucia Vergaglia sintetizza in una lettera aperta la posizione del M5S ed invita gli orvietani di qualunque orientamento politico e estrazione culturale e sociale ad informarsi, approfondire e fare sentire il proprio fiato sul collo ai propri rappresentanti politici ed istituzionali per verificare quanto il MoVimento afferma con forza: il tema dei rifiuti è quanto di più democratico esista!

Fiato Sul Collo Lettera aperta ambiente Continua a leggere Ambiente: lettera aperta ai cittadini orvietani

Inceneritori inutili e dannosi

In spregio ad ogni studio scientifico, ai dati epidemiologici, alle considerazioni di sostenibilità di lungo periodo ed alla salvaguardia del territorio c’è chi auspica gli inceneritori. Già, nel 2015, mentre mezzo mondo civile riconverte gli inceneritori che aveva, e punta tutto su recupero e riciclo, sull’economia circolare e su quello che si dovrebbe chiamare “Rifiuti Zero”.

Ultimi in ordine di tempo, in spregio al fatto che saremmo anche seduti allo stesso di promotori dell’Osservatorio Le Crete (anche se a differenza nostra non fanno parte dei firmatari del “Manifesto per l’Osservatorio“) l’associazione “Amici della Terra” ha voluto manifestare il proprio apprezzamento per il recente decreto che sblocca gli inceneritori. Un testo, a nostro avviso, vergognoso privo delle valutazioni minime di incidenza sulla salute dei cittadini per la quale non mette a disposizione che risorse residuali e competenze puramente figurative, con una strategia fuori tempo massimo ed una pessima capacità di creare lavoro e valore.

inceneritori-differenziata a confrontoAmici della Terra non è nuova a queste boutade e non ha aggiunto valore o contributo ai tanti tavoli che in questa ultima stagione si sono succeduti, ne in termini di competenza che hanno sempre ritenuto di dover rimandare a qualche esperto da convocare a pagamento non avendone, immaginiamo, internamente o non volendo condividere conoscenze a titolo gratuito, ne in termini progettuali o fattivi. Sembrano ambientalisti confusi nella migliore delle ipotesi. A questo punto siamo stanchi di chiedere loro l’adesione formale firmando il “Manifesto per l’Osservatorio” e di rispettarne i principi, mentre senza la minima trasparenza lanciano violente accuse contro i sostenitori di Rifiuti Zero, quindi anche contro di noi.

E’ notizia da confermare, e sarebbe gravissima, quella che fa apparire come, nello stesso periodo nel quale sedevano assieme noi, organizzano incontri con l’Acea per perorare l’impianto di un inceneritore sul nostro territorio, aggiungendo al tempo stesso la richiesta di sostituzione di parte dei vertici di Sao, il tutto operando assieme ad un facilitatore, un recente un ex sindaco di Orvieto; tacendo a noi dell’incontro avvenuto e mantenendo su tutto una cappa di silenzio che sembra significare solo la necessità di non divulgare motivi e risultati della visita fatta subito dopo l’endorsement agli inceneritori renziani.

danni causati dagli inceneritoriCome M5S ci opporremo a tutti i livelli ad ogni progetto del genere, per la sua inattualità, insostenibilità nel lungo periodo ed anche sulla scorta dei paragonabilissimi dati epidemiologici che si rilevano presso gli inceneritori delle regioni più avanzate che in questi giorni hanno fatto tanto scalpore e portato alla rimozione di un direttore dell’Arpa per la divulgazione, anticipiamo sin d’ora che coinvolgeremo i nostri portavoce a tutti i livelli e le reti ambientaliste vere per prevenire ogni tentativo d’aggravare la situazione di sofferenza del nostro territorio.

Siamo da sempre in prima linea per l’ambiente, che è appunto una delle nostre 5 stelle. L’Orvieto, l’Umbria e l’Italia che vorremmo è un luogo in cui l’ambiente sia tutelato e rispettato. Con questi “Amici della Terra e degli Inceneritori” non possiamo collaborare, restiamo a disposizione di tutti i cittadini

Earth Overshoot Day 2015

Earth Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra: la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – disponibili per il 2015.

Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una CO2 che non può essere assorbita. A dirlo è il Global Footprint Network, secondo cui per soddisfare la domanda umana servirebbero 1,6 Terre.

Emergenza Lupi: soluzioni in corso.

Ancora una volta il “Fiato sul collo” del M5S smuove l’Amministrazione e permette sbloccare interventi e risorse per affrontare le questioni come l’annoso problema dell’emergenza lupi.

lupiA fine marzo scorso infatti ponemmo un’interrogazione – azione, cioè ponemmo una questione contenente in se delle soluzioni secondo noi praticabili ed intorno alle quali trasformare la presenza degli ormai rarissimi Lupi in una simbiotica risorsa. L’argomento era “Lupi: pericolo o risorsa” ed è diventato un caso, una sorta di braccio di ferro con la giunta finendo persino nelle mani del Prefetto.

Le cose che chiedevamo all’Amministrazione erano quasi una delibera vera e propria, si trattava di:

  • Farsi promotore presso gli Enti Istituzionali Regionali, Provinciali, Corpo Forestale dello Stato e Prefettura, di un tavolo tecnico od altra formula collaborativa volta a definire e stabilire, attraverso le rispettive conoscenze, il supporto necessario per gli allevatori e per tutti coloro che intendono intraprendere nuove attività legate all’agricoltura e all’allevamento di bestiame, tenendo presente che la nostra città ha tra le principali vocazioni proprio quella dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame, per la sua vasta composizione in forma di frazioni del territorio, e che tali attività potrebbero rappresentare soprattutto per i giovani una nuova fonte da cui attingere lavoro;

  • richiedere alle autorità competenti Provinciali, il contenimento del numero dei lupi presenti nelle nostre campagne attraverso, a titolo di esempio, la cattura degli esemplari e il loro trasferimento in ambiti territoriali diversi dove la loro presenza può essere tollerata;

  • Iniziare un percorso proattivo, insieme agli enti competenti, per identificare, delimitare ed attrezzare un’area protetta, selezionandola tra le zone non destinate alla caccia di cui all’Art 21 della 11/02/1992 num. 157 (Legge sulla Caccia), in cui tale specie possa divenire da problema a risorsa come ad esempio un’oasi od un parco intorno al quale far confluire politiche di sviluppo naturalistico.

Come ripetiamo da ormai più di un anno per noi l’importante è che le cose si facciano e gli interessi dei cittadini vengano tutelati così non possiamo fare altro che ringraziare l’Amministrazione per la convocazione del Tavolo Tecnico con Provincia, Regione, Prefettura e Forestale volto ad ottemperare le richieste (qui sotto la convocazione ufficiale) continuando però a monitorare, seguire e sostenere questa azione positiva dell’Amministrazione.

risposta interrogazione lupi

«Da Ambientalisti convinti reputiamo che la salvaguardia del territorio nella sua biodiversità sia il miglior viatico per durature ed eccellenti produzioni locali, come fu nel passato e come vogliamo sia ancora nel futuro. Il lupo è parte del territorio e va tutelato in un ambito specifico dedicato, e così vanno sostenuti quegli allevatori colpiti duramente dalle feroci razzie del branco. Abbiamo provato ad indicare per trasformare questa minaccia in una opportunità come un’oasi protetta nell’area circumlacuale di Corbara ma la decisione finale non spetta certo a noi opposizione, che però non ci tireremo indietro e proporremo i nostri contributi, come del resto abbiamo sempre fatto.» Lucia Vergaglia, M5S

Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S

In questi giorni si è molto parlato del Contratto di fiume del Paglia, anche in relazione ad una recente polemica ed ad un incontro negli ottimi spazi della Biblioteca comunale. Per cattiva informazione, purtroppo da parte dell’Amministrazione, si è lasciato intendere, in seguito all’osservazione del M5S che mancasse una progettualità europea, che invece questo contratto fosse parte della programmazione comunitaria fatta dai nostri assessorati ed addirittura che si dovesse ringraziare una qualche segreteria politica per aver avuto quest’occasione d’accedere ai fondi europei.

Una corbelleria bella e buona. A questo punto è necessario fare chiarezza su cosa sono questi contratti di fiume e su come il M5S Orvieto ha impostato la propria azione locale nei confronti di questi strumenti.

Innanzitutto sfatiamo una erronea percezione: I “Contratti di Fiume” non sono europrogettazione ma piuttosto un accordo tra enti per un processo di programmazione negoziata per la valorizzazione del sistema fluviale e la riqualificazione territoriale, paesaggistica, dei territori ad essi connessi, attraverso un’azione coordinata. In pratica è un accordo tra enti e portatori d’interesse che opera nell’area vasta del fiume, che va oltre i confini dei comuni, ed a volte di regioni e provincie, la cui attività venga infine ratificata dagli enti partecipanti e diventi definitiva.

Un Contratto di fiume elabora le linee di sviluppo di un territorio fluviale ed include le proposte, anche politiche, dei territori, gli interessi di associazioni ed imprese e, talvolta, le esigenze dei comitati cittadini. Di per se non porta uno straccio di Euro ed il contratto non viene registrato in appositi uffici europei, non esiste un albo dei contratti di fiume e non ci sono automatismi che ne prevedano finanziamenti. Sarebbe demagogia far intendere il contrario.

Noto come ponte dell'adunata è il ponte tra Orvieto Scalo e Ciconia

Volendo approfondire la questione noi del M5S sappiamo bene che in alcune regioni, come il Veneto ad esempio, esistono bandi appositi per i contratti di fiume che esclusivamente insistono in quella regione, specifichiamo però che i destinatari sono quei tanti Enti pubblici aventi competenze in materia di risorse idriche e tutela delle acque quali, per esempio Provincie, Comuni, Consorzi di Bonifica, AATO, AIPO, Autorità di Bacino, ecc… che vengono sostenuti nello sforzo di assumere il contratto di fiume come strumento di gestione integrata per ridurre i centri decisionali. Da noi è così? E’ questo il nostro caso? A noi non pare proprio.

L’Assessore regionale Rometti, ad Orvieto all’atto della presentazione del Contratto del Paglia, diceva testualmente: Continua a leggere Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S

Giornata mondiale dell’Ambiente 2015

Su impulso delle Nazioni Unite, ed in particolare del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), la Giornata mondiale dell’Ambiente (World Environment Day-WED) si svolge ogni anno il 5 giugno ed è la più grande e nota giornata volta sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica sui temi ambientali.

giornataambienteFu stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1972 e rappresenta il principale veicolo a disposizione delle Nazioni Unite per attirare l’attenzione pubblica e dei decisori politici sull’ambiente. Il WED ha l’obiettivo di porre le questioni ambientali in una prospettiva umana, dare alle persone la possibilità di essere protagonisti e soggetti attivi dello sviluppo sostenibile e stimolare la creazione di partnership a favore dell’ambiente.

Nel nostro piccolo ogni anno cerchiamo di riportare l’attenzione su questo tema nella nostra città nel silenzio totale delle nostre istituzioni e nella distrazione generale. L’anno scorso ad Orvieto l’unico evento degno di nota per il WED fu la liberazione di una Poiana curata per un ala spezzata al centro di Formichella, un importante punto di riferimento per la biodiversità gestito dal Corpo Forestale dello Stato. Nessun evento, proposta, premio, od attività fu promossa dal nostro Comune. Allora c’era la scusa dell’avvicendamento tra l’amministrazione Concina e quella di Germani.

Quest’anno avrebbe dovuto essere diverso. L’Italia ne è capofila come paese ospitante l’Esposizione Universale e nel rispetto del tema di questo Expo l’UNEP e la FAO presenteranno le strategie per il tema ambientale concentrandosi sullo spreco di cibo, su cui qui ad Orvieto giace da quasi tre anni la proposta antispreco del #M5S ed intanto si sono sollevate le questioni dell’inquinamento a Le Crete e lo scioglimento annunciato proprio della Forestale per il quale, altrove, c’è stata grande mobilitazione con la consegna di migliaia di firme al Parlamento e l’annuncio di un referendum.

Insomma temi ce n’erano, eccome. Ed ancora una volta invece le nostre autorità non hanno saputo cogliere l’occasione. Non ce ne voglia il Sindaco Germani, titolare della delega all’Ambiente, se insistiamo su una maggiore attenzione a questi temi, su una presenza incisiva ed efficace, se ci troviamo a dover ricordare che negli incontri del QSV sulla mobilità rimaniamo sconcertati quando è il personale della cooperativa COSP, che si occupa della raccolta differenziata, a descriverci che è previsto un nuovo piano rifiuti per i cittadini. La mancanza di un vero assessore all’ambiente si vede ogni giorno di più, ed in questa giornata non possiamo fare a meno di puntualizzarlo.

La #BuonaScuola va in discarica

Alla notizia di una visita dei bimbi delle elementari alla discarica de “Le Crete” come tanti, noi del M5S Orvieto, siamo letteralmente sobbalzati. Sono infatti recentissime le vicende tutte da approfondire delle contaminazioni da mercurio della zona ed a fronte di ciò, con le associazioni del territorio, i cittadini e la totalità delle forze politiche di opposizione, interne ed esterne al Consiglio Comunale, abbiamo immediatamente scritto una lettera ad un sindaco di Orvieto su questa gita scolastica “inopportuna” ed incomprensibile. Abbiamo chiesto innanzitutto di fermarla ed anticipato che vogliamo approfondire questa vicenda.

Come M5S Orvieto vogliamo stigmatizzare alcuni aspetti di questa vicenda davvero tristi.

Il primo è che una discarica non è, per definizione, solo un luogo fisico ma una vera e propria industria classificata come pericolosa e soggetta a precise disposizioni che puntano alla chiusura, messa in sicurezza e successiva bonifica del sito. In pratica un luogo già potenzialmente insalubre per gli adulti, ma sul quale non esistono prove che non lo sia molto di più per chi è in età pediatrica e questa valutazione sottende una superiore assunzione di responsabilità rispetto alla semplice informativa ai genitori sul fatto che è prevista una gita ma, a nostro avviso, sarebbe opportuno un vero e proprio consenso informato quasi come se volessimo mandare i ragazzi in gita in ospedale, reparto malattie infettive, dove il personale lavora ma solo essendo edotto dei pericoli, a fronte della liquidazione di una cospicua indennità di rischio ed in presenza di polizze assicurative specifiche. Questo concerne il comportamento incauto degli organizzatori.

«Se nessuno fa niente e l’indifferenza continua, questo sarà il terreno si cui giocheranno i bambini nel futuro» (SIlvia Colucelli)

In secondo piano considerato che le discariche sono in via di chiusura e che le tecnologie attualmente operanti non rappresentano innovazioni, ma piuttosto quanto di inquinante in tutta Europa si cerca di limitare e ridurre, viene legittimo il dubbio sulla valenza formativa di tale visita. Questo per inquadrare l’iniziativa dal punto di vista della coerenza con il ruolo e gli scopi dell’istituzione scolastica.

Inoltre vorremmo far notare che la stessa Acea, nelle sue attività di marketing, propone visite ai propri impianti alle scolaresche solo ed esclusivamente nei comparti acqua ed energia, in pratica agli impianti idroelettrici, e non si sogna di esporre nel proprio portale le visite a discariche di cui, come nel nostro caso, ha la gestione. Questo per segnalare che questa situazione orvietana rappresenta un’anomalia nei rapporti tra scuole ed enti gestori di discariche.

Ed infine vorremmo inquadrare la scelta di questa gita nelle recenti vicende della cosiddetta #BuonaScuola, il piano Renzi di modifica dell’assetto scolastico, nel quale il ruolo di prestigio e decisionale sarà essenzialmente dato in mano ai presidi, la cui posizione sarà probabilmente molto ambita e per accedere alla quale, ipotizziamo, saranno necessari tutti gli appoggi e sostegni possibili e la dimostrabile capacità di poter fare intervenire il ricco privato nella scuola pubblica. Noi percepiamo in questo avvicinamento ai possibili finanziatori quale il gestore dell’impianto di “Le Crete” e, potenzialmente, i realizzatori degli impianti di trattamento BioGas, BioMasse, BioDigestori e tutti quelli nascosti dietro la parola bio, un probabile primo tentativo di contatto tra gruppi di interesse. Continua a leggere La #BuonaScuola va in discarica