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Electrosys: l’occupazione venga prima di tutto.

Il M5S è vicino ai lavoratori della Electrosys in questo momento difficile,

La crisi che ci ha colpito qui ad Orvieto non è soltanto economica, ma d’idee e di disponibilità ad affrontare le questioni legate al lavoro, alla produzione ed allo sviluppo. Le recenti questioni dibattute in Consiglio Comunale rigurdanti l’insediamento industriale a Fontanelle di Bardano ed il Centro del Made in Italy hanno evidenziato tutti i limiti che può avere la politica locale nel mettersi al servizio dell’iniziativa e della possibilità dei cittadini di lavorare e contribuire alla prosperità del territorio.

Electrosys_Entrance_2Per Electrosys, ormai stremata e preda facile d’iniziative speculatorie, l’obbiettivo da raggiungere è che l’azienda non vada delocalizzata e che siano al tempo stesso salvaguardati il maggior numero di posti di lavoro.

Chiediamo che siano questi i parametri da pesare maggiormente nelle scelta, comunque dolorosissime, che si andranno a fare ed invitiamo le altre forze politiche orvietane a fare sentire in tal senso la propria voce. C’è l’offerta di della Marfin srl, una delle 130 ammesse ai Pacchetti di Agevolazione Integrata per l’innovazione del 2013, che, svincolata da logiche di fatturati da raggiungere e forte di un accordo internazionale per la distribuzione dei prodotti broadcasting della Electrosys, garantisce il mantenimento di 55 lavoratori, con modalità che sembrano chiare e sostenibili.

Sembra la miglior base di partenza. Da parte nostra non precludiamo nulla ma se gli altri competitori vogliono restare in gara devono mettere in gioco ancora più prospettive ed occupazione, lo sciacallaggio non è ammissibile.

Smentita su Bardano

Il gruppo consiliare del M5S Orvieto intende precisare la questione del “Centro del Made in Italy” di Bardano SMENTENDO che si sia trattata della semplice richiesta dell’apposizione di “pietre miliari” come ha titolato parte della stampa locale.

La nostra proposta era relativa al pubblico riconoscimento dell’area industriale di Bardano quale centro del Made in Italy  impegnava testualmente: « l’assessore alle politiche di Marketing Territoriale a proporre al Consiglio Comunale, in forma di linee guida progettuali, tutte le politiche d’attrazione imprenditoriale, dei capitali di sviluppo e di accesso ai finanziamenti atti a portare nuove imprese ad investire nel “Centro del Made in Italy” entro 30 giorni dall’approvazione della mozione e che queste dovranno contenere proposte per una nuova denominazione dell’area produttiva tale da renderla identificabile come “Centro del Made in Italy”»

wordle cluster bardano

Il riconoscimento era quindi il primo fondamentale atto consiliare a cui agganciare tutta la serie di potenziali iniziative che potevano contribuire allo sviluppo dell’area industriale di Bardano. Tutti i distretti produttivi concorrono con i loro progetti a finanziamenti comunitari, internazionali, regionali e nazionali e li ottengono in funzione di progettualità valide e sostenibili e c’è una graduatoria: ogni singola richiesta di finanziamento europeo, legge nazionale, contributo di una camera di commercio cinese, patto di filiera o contratto “di rete” sul modello standard di confidustria dove appoggiarsi ad un atto simile, ed ai vantaggi che essa potrebbe portare. Per ora Bardano è una zona industriale come un’altra, senza logistica autostradale, senza un’anima o la visione di cui tutti si amano parlare.

Innovation clusterLo scenario è questo: se fosse stata approvata la mozione avremmo un centro amministrativamente riconosciuto quale punto nodale del Made in Italy, proprio mentre si afferma il nascente mercato delle tecnologie indossabili (wearable), la cui parte elettronica è costruita nelle silicon valley di tutto il mondo, per la cui parte estetica sicuramente i nostri designer, stilisti e le nostre aziende potrebbero fare la parte del leone, come ha dimostrato l’acquisizione di gran parte dell’asset Luxottica da Google Inc. Aggiungiamoci che per il secondo anno di seguito l’orvietanissima Vetrya ha ricevuto il premio dell’innovazione e sta costruendo il suo campus proprio in quelle aree, ed in quel campus si studieranno e svilupperanno le App in gran parte proprio per i dispositivi indossabili si sarebbe potuto lavorare per tentare la via dei finanziamenti per un nascente cluster industriale del wearable: nel Centro del Made in Italy di Bardano avremmo avuto, per esempio, software, design e tessuti Made in Italy e solo l’hardware d’importazione. Lo strumento cluster esiste in quarantotto realtà italiane e solo nel 2013 ha intercettato più di un miliardo e duecento milioni di euro di finanziamento (€ 1.215.480,00), e dato lavoro a decine di migliaia di persone considerando l’indotto, scusate se è poco.

Basterebbe avere avuto solo voglia di lavore guardando al futuro , invece di fare quella politica di piccolo cabotaggio che nel 2014 non si può permettere nemmeno il paesino più isolato, figuriamoci una realtà internazionalmente nota come la nostra. Continua a leggere Smentita su Bardano

Electrosys, qualcosa si muove.

Non sappiamo quanta sia la parte di merito del M5S, soprattutto del Senatore Lucidi, e quanta quella delle istituzioni sensibililizzate dal pressing che abbiamo provato a fare. Quel che è successo è che la vicenda Electrosys, che pareva scomparsa dalla stampa e dalla scena politica, si è riattivata, che altre offerte si sono affacciate e che l’iniziativa sembra aver smosso le acque.

Electrosys_Entrance_2Quello che possiamo garantire è la nostra presenza ed il nostro sostegno con l’obbiettivo, ribadito in Comune dalla consigliera Vergaglia e rilanciato dal nuovo sindaco Germani: Electrosys deve vivere, mantenere la massima occupazione e continuare le attività sul nostro territorio. Su questo garantiamo anche il nostro fattivo supporto alle iniziative atte a favorire ed incrementare le attività locali con tutti gli strumenti amministrativi a disposizione.

A questo aggiungiamo anche il nostro sprone a che i lavoratori più esperti entrino nelle “stanze dei bottoni” dell’impresa, coinvolti direttamente nei processi manageriali e strategici. Lavoratori che proprio questo lunedì, mentre i propri figli ricominciano le scuole, ancora una volta si riuniscono col cuore pesante per confrontarsi sulla riduzione dello stipendio dando dimostrazione di spirito di sacrificio e comunità. Lavoratori di questo spessore devono partecipare alle scelte produttive, gli deve esser dato modo di contribuire al rilancio di questa storica azienda e di poter in seguito veder premiato tanto sacrificio.

Nelle prossime settimane i committenti internazionali visiteranno i siti produttivi. Dovranno trovare una realtà viva e coesa, senza ombre sul futuro delle grandi professionalità ed esperienze che l’hanno resa così appetibile dai partner internazionali.

Noi ci siamo e faremo la nostra parte. A tutti auguriamo il meritato successo in questo difficile momento.

Consiglio Comunale 8 settembre 2014

Consiglio Comunale di lunedì 8 settembre 2014.
Ci siamo, si ricomincia in vista di un autunno di crisi e di risultati da valutare.

Lucia Vergaglia (M5S)
Lucia Vergaglia (M5S)

In questo pomeriggio l’assessore Gnagnarini presenterà parte del bilancio (il bilancio viene votato con un regolamento che impedisce un numero eccessivo d’interventi) ma qui oggi si parla di tasse e di restrare nel perimetro già tracciato dalla precedente amministrazione con il piano, vincolante, di predissesto. E poi ci sono le proposte (Atti di indirizzo chiamati “ordini del giorno” e proposte vincolanti chiamate “mozioni”) e le denunce (contenute in genere nei questin time e nelle “interrogazioni”) poste dalle forze politiche.
Viviamo un periodo strano d’alternarsi di ruoli, in questo consiglio vedrete, ad esempio, consiglieri importanti del Pd presentare delle proposte tipiche del M5S (software libero open source e partecipazione) ed il M5S parlare di sviluppo industriale e tanto, proprio tanto, di “lavoro” e soprattutto di quello qualificante e qualificato. Niente di strano, siamo contagiosi con le buone idee e NON siamo degli hippy perditempo che parlano solo di dirette “streaming” come certa Tv nazionale ha voluto fare credere (state tranquilli, alla fine la diretta streaming ci sarà).
Si dice che il miglior risultato che possa avere un’opposizione è il veder realizzato almeno parte del proprio programma, noi pensiamo che oltre a questo, in periodi di crisi, nelle comunità come la nostra sia necessario dare una prospettiva vitale e tracciare una strada verso il futuro ma intanto incassiamo che le idee a 5 stelle stiano facendo breccia e vogliamo davvero credere che stiamo contribuendo ad alzare l’asticella della qualità della politica cittadina uscendo dalla sterile contrapposizione, contagiando, portando all’attenzione nuovi possibili obbiettivi da raggiungere, lottando ed opponendoci contro sprechi e cattiva politica.
Solo una parola sui “pochi” atti che presentiamo: ci siamo dati un limite di soli 3/4 atti al massimo per Adinanza del Consiglio, non solo perchè non intendiamo stare ad ingolfare i lavori a parlare di erba alta, di sporcizia o topi quando possiamo interessare gli uffici preposti, e poi avremmo moltissimi interventi da fare ma non possiamo presentarli tutti assieme, il rischio altrimenti è che la presidenza del Consiglio Comunale, che redige l’Ordine del Giorno, respinga proprio quelli più importanti lasciando le cose meno significative in discussione. Quindi o presentiamo solo interventi d’importanza critica (come ad esempio soluzioni per una crisi industriale o ambiantale, interrogazioni su un “malaffare”, interventi sui lavori pubblici) oppure le cose più importanti le affidiamo allo strumento più debole, quello di cui solitamente non preannunciamo in contenuto: Il Question Time.

Anche se non siate del MoVimento e votate per altri seguiteci, potreste trovare utile che i vosgtri consiglieri di riferimento convergano sulle nostre proposte oppure segnalateci i nostri errori, rimedieremo. Continua a leggere Consiglio Comunale 8 settembre 2014

Mozione: Bardano Centro del Made in Italy

Il Comune, si sa, non può sostituirsi al privato, non può creare lavoro, reddito, non può fare impresa.

E’ convinzione del M5S Orvieto che l’amministrazione possa però favorire una sana attività d’impresa e creare le condizioni di un rapporto azienda lavoratore sano e professionalizzante. In questi nostri primi passi di proposta fattiva per lo sviluppo economico del territorio puntiamo sugli elementi che differenziano la zona produttiva di Bardano, attualmente in una difficle crisi, rispetto alle altre aree d’insediamento industriale. Lo facciamo a costo prossimo allo zero e con un piglio decisamente “italiano”, trasformando una peculiarità in un’esclusiva opportunità da cogliere con lungimiranza.

made in italy

La peculiarità è che la zona industriale e produttiva di Bardano, nel Comune di Orvieto, è il centro esatto dell’Italia. L’Italia, nella produzione è “Made in Italy”. Ne consegue che la nostra zona d’insediamento produttivo è, secondo noi, il “Centro del Made in Italy”.

Pertanto abbiamo depositato una mozione in Comune per certificare d’autorità questo dato ed iniziare le attività di marketing territoriale volte ad attrarre imprese e capitali di sviluppo, oltre alle fonti di accesso ai finanziamenti per investire nel “Centro del Made in Italy”.

mozione centro del made in italy

Qui di seguito il testo della mozione: Continua a leggere Mozione: Bardano Centro del Made in Italy

Orvieto non è solo centro storico…

La Rupe, il centro storico di Orvieto, è il centro economico, lavorativo e decisionale di un territorio immenso.

Altra OrvietoGli stessi Orvietani sono abituati a pensare che la città alta sia in sè la stessa Orvieto, mentre gli immediati dintorni, come la zona residenziale di Ciconia, col suo piccolo distretto artigiano-commerciale, Sferracavallo che poi a Bardano diventa una vera e propria zona industriale e la stessa Orvieto Scalo che dall’uscita dell’A1 fino alla Stazione fu sommersa dall’esondazione del Paglia, sembrano quasi comuni a se, con esigenze diverse ed approcci diversi alle problematiche ed alla vita del territorio.

Il nostro comune è grande, immenso, copre quasi trecento km quadrati e comprende le zone di Bagni, Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta, Ciconia, Colonnetta di Prodo, Corbara (con la sua diga ed il suo lago), Fossatello, Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Ponte del Sole, Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, Sferracavallo, Stazione di Castiglione in Teverina, Sugano, Titignano, Tordimonte e Torre San Severo che quasi affaccia sul lago di Bolsena.

Il programma del MoVimento 5 Stelle prevede anche, tra l’altro, l’accorpamento dei comuni con meno di 5.000 abitanti ed allo stato attuale, con i nostri numeri in parlamento e le necessità di risparmi che l’Italia ben conosce, significa che Orvieto tra pochissimo crescerà ancora ed avrà ancora maggiori responsabilità di manutenzione ed intervento, oltre che la semplice gestione, di territori e realtà sociali molto distanti tra loro.

Queste problematiche noi le conosciamo e già da un  pezzo sono nel nostro programma. Un programma scritto dai cittadini per i cittadini, Un programma che resta aperto a suggerimenti, proposte e miglioramenti.

Orvieto guarda ben oltre la Rupe.
Stay tuned, restate collegati…