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Bilancio “Zero Titoli”

Un documento programmatico pluriennale ed un bilancio come quello orvietano che è stato presentato, messo per iscritto, diffuso alla stampa e che andrà in discussione il 30 luglio ad una prima lettura sembra una minestra riscaldata e fa venire voglia di rispondere punto per punto smontandolo nelle sue articolazioni di dettaglio, spiegando che l’apparente taglio fiscale è finanziato spostando i soldi da partite poi, parrebbe, dimenticate e non trascritte, come quelle del lungo elenco dell’ex assessore pizzo che sicuramente da destra presenteranno nella più classica delle opposizioni, quella sui numeri.

Ad una seconda più approfondita lettura però viene tutt’altra voglia, cioè quella di chiamare il bilancio per quello che è: una presa in giro. E così ci siamo ritrovati, con il senso di distacco che ti viene dalla fatica di trovare un senso logico e razionale dove l’aderenza alle normative è utilizzata solo nell’italico modo di strumentalizzarle, dove si fanno palesi errori ed omissioni, stranamente sempre a favore dell’Amministrazione, con l’esperienza del politico navigato a cui è noto che andranno poi corretti dopo il richiamo degli enti preposti alla revisione nella finestra utile del prossimo settembre (od in sede consuntiva), dove il “tirare avanti” sostituisce del tutto la visione strategica e la capacità di controllo e di gestione di lungo periodo.

«Come facciamo a porre una critica seria ad un bilancio ed un documento di relazione programmatica essenzialmente costruiti per essere ridiscussi già tra due mesi, come facciamo a focalizzarci sulle cifre messe a caso per attrarre l’attenzione della categoria che, quegli sgravi tanto pubblicizzati, non li vedrà ne oggi ne mai con questi signori nella stanza dei bottoni. Quale contributo possiamo dare in sede consiliare emendando quello che è un documento già destituito di fondamento?»

Per spirito di servizio raccogliamo alcune semplici osservazioni e considerazioni che non sono il Bignami che Gnagnarini individua (parole sue) come testo di riferimento, ma una lista di basi per l’azione di sindacato ispettivo che seguirà la, purtroppo, scontata approvazione con i voti della maggioranza di questo sciagurato bilancio. Non ci sottraiamo alla discussione consiliare nella quale presenteremo anche altre osservazioni su argomenti che non intendiamo anticipare, che mostrano i limiti anche di competenza tecnica di quest’Amministrazione e per i quali chiederemo risposte immediate all’assessore competente. Non emenderemo questo testo minato da troppe lacune per essere salvato ma, presa in giro per presa in giro, vogliamo anche focalizzarci sulla pietra dello scandalo: l’assoluta assenza di un’agenda europea e di una visione mentre lo stato tagliava i trasferimenti che ormai non è più da denuncia. E’ solo da ridere.

 zerotitoli europeiInfatti non c’è nulla nel bilancio e nella programmazione, anche se nei comunicati stampa del Comune appare la voce Fondi Strutturali, tra l’altro desueta ed erronea terminando con la programmazione 2013 ed ormai sostituiti dal Fondo di Coesione che nella nuova programmazione nel periodo 2014-2020 è accessibile Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, le cui cifre sono anche state presentate in maniera ingannevole (circa 8 milioni per l’accesso a Fondi “ex Strutturali”, della vecchia programmazione, accessibili attraverso il maquiage del dispositivo Aree Interne andranno suddivisi con gli altri comuni che sono 20 e spalmati su più anni. Meglio che niente, ma nulla di risolutivo). In ogni caso non farebbe comunque parte della progettazione comunale e presentarla nei comunicati stampa del bilancio equivale a gettare in confusione i cittadini attribuendosi meriti inesistenti.

In ordine alla programmazione pluriennale, che è il futuro della città, ci limiteremo in Consiglio a mostrare gli incipit dei capitoli di programmazione che, tutti, partono con la dichiarazione “Zero Progetti” ,che secondo noi dovrebbe fare saltare sulla sedia qualunque cittadino, ma più di tutti chi ha creduto alle tante promesse elettorali di cambiamento e sviluppo.

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«Il bilancio e la relazione pluriennale dicono solo una cosa: Zero Fondi Europei per mancata progettazione.
Il Sindaco fa il giro delle sette chiese tra ditte ed associazioni che hanno fatto almeno un Erasmus per non restare col cerino accesso in mano ed avere qualche minima pezza d’appoggio. L’Assessore Gnagnarini in II Commissione lo scorso 27 luglio ha già addossato implicitamente la responsabilità all’Assessore Vincenti dato che ha lui la delega europea e non è della sua stessa parte politica.
Insomma il problema c’è, ci costa soldi, tempo, perdita di servizi ed opportunità, e non ci interessa se sia dovuto ad incuria, lassismo, incapacità gestionale, mancanza di visione e strategia, pura ignoranza oppure se ci sia chi ci marcia a non far funzionare a dovere la città nel tentativo di accedere a qualche bene a prezzo di saldo od ad essere chiamato con i crismi dell’emergenza scavalcando trasparenza e buone pratiche. Ci sarà tempo per approfondire le responsabilità dei singoli di nomina politica od istituzionale, e lo faremo, ma adesso semplicemente chiederemo:
“Siamo evidentemente senza risultati nonostante i tanti stimoli e gridi d’allarme.
Egregio Sindaco Giuseppe Germani, Lei non pensa che a questo punto si debba almeno fare qualche innesto in squadra, qualche sostituzione, per cambiare marcia o la cittadinanza orvietana deve accontentarsi di quel che c’è?”

E poi bocceremo il bilancio.»

Lucia Vergaglia
portavoce e capogruppo Movimento 5 Stelle

Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Nell’ultimo giorno utile la notifica del bilancio prevenivo arriva ai consiglieri, ed anche a noi del M5S. Si tratta della “bozza” del “previsionale” del 2015, cioè di qualcosa che sarebbe stato opportuno discutere nel 2014 puntando su una seria attività di programmazione e gestione di beni e servizi comunali e di territorio, e non a metà dell’anno in corso senza un piano di riferimento navigando a vista, ma una certa Italia preferisce lavorare così e l’amministrazione orvietana non fa eccezione, non eccelle, in questo come in tanto altro è tipicamente italiana.

In netto anticipo avevamo posto 5 questioni per noi prioritarie su questo documento, nelle anticipazioni fatte dall’Assessore competente non ve n’era traccia e le abbiamo commentate osservando quanto apparisse adagiato e molle sull’impostazione di piccolo cabotaggio. Apriti cielo, sono seguite accuse di “demagogia” alle nostre richieste relative all’Agenda Europea del nostro Comune, apparentemente inesistente, e tanti attacchi personali in un linguaggio che di istituzionale non aveva nulla.

Ora, sul filo di lana, apportando anche qualche minimo correttivo figurativo nelle direzioni che avevamo indicato, arriva il documento programmatico che dovremo emendare e discutere a fine mese, con una parte dell’opposizione che pare intenzionata a far saltare il tavolo ed una parte della maggioranza che non vede con piacere l’essere costretti a far pagare di tutto e di più ai cittadini e si sfilerebbe dal tavolo molto volentieri. Poi ci siamo noi, quelli che era meglio sfruttare l’avanzo, che l’anno scorso pure c’era, per investire in una seria e pervicace programmazione europea, che hanno presentato la mozione contro gli affitti d’oro ed hanno chiesto costantemente la messa a reddito dei beni come l’ex caserma Piave. Chiamatela pure demagogia, se volete, ma un comune che ha rinunciato all’incasso di tributi e multe per milioni, che ha dovuto rinegoziare i propri mutui per avere uno spazio contabile di manovra, e che non ha avuto la lungimiranza di tentare da subito la via d’un “Ufficio Europa” ha davvero, in tempi di crisi, bisogno di tanto aiuto.

Venendo al bilancio, ad una lettura sommaria, i programmi operativi contenuti nella RPP (Relazione Previsionale e Programmatica) sono il vero punto debole, stanche ripetizioni di quanto già visto e fatto, costruiti con uno sconfortante uso del copia e incolla. Per dirne una le analisi dei singoli programmi (punto 5.4 del RPP) sono esclusivamente dei copia&incolla, dicono le stesse parole che si parli di sport, pulizia, tributi o giustizia, istruzione o servizi sociali, cultura od investimenti per pagine e pagine di noiose ripetizioni che privilegiano l’approccio burocratico al moderno e necessario controllo di gestione, pure previsto dal nostro ordinamento.

«Quello che emerge dunque è davvero la mancanza d’innovazione, di idee concrete e di  una volontà che non sia quella di spremere i soliti noti, i tartassati orvietani, per mantenere lo stesso caravan serraglio di sempre.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Proveremo ad incidere su questo documento in Consiglio ma sarebbe demagogia promettere risultati essendo oggi, purtroppo, il M5S la forza di minoranza della minoranza stessa. A noi la demagogia non piace quindi tenteremo un approccio politico e programmatico di lungo periodo.

Il primo correttivo che porremo all’ordine del giorno è il Baratto Amministrativo, già presente in molti comuni italiani, che è un vero e proprio strumento di difesa dei cittadini più indeboliti dalla crisi, delle famiglie, e dei piccolissimi imprenditori, tessuto vitale per la nostra Italia, che potranno, se approvata la nostra proposta, pagare in parte o del tutto il proprio debito con l’amministrazione comunale, a titolo di esempio, potando le siepi lungo via Postierla, imbiancando i locali della scuola materna di Ciconia o aiutando i netturbini a tenere pulito il centro storico.

baratto-amministrativoUn modo pratico di spostare la partita economica dai costi vivi pagati a ditte per gli stessi servizi al pareggio con i contribuenti, qundi a costo nullo per l’amministrazione, tolto il piccolo impegno dell’organizzazione dei servizi e la grande soddisfazione di aver favorito l’inclusione sociale di chi è in difficoltà. Un’amministrazione che poteva ragionare e programmare meglio, con un bilancio che non merita promozione, che ha perso tante occasioni ed è stata lassista nella stesura dei programmi operativi, ma che almeno, accogliendo questa proposta, non sarà del tutto “matrigna” nei confronti dei cittadini.

Qui di seguito il testo della proposta M5S Continua a leggere Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Gnagnarini imbarazzante

Alle anticipazioni sul Bilancio dell’attuale assessore Massimo Gnagnarini, il quale in passato fu gran fustigatore dei precedenti assessori, avevamo risposto evidenziando l’assenza evidente di una  concreta strategia europea ed il mancato avviamento di un’attività di europrogettazione nel periodo 2014 in cui avevamo un avanzo dichiarato di oltre un milione di Euro.

Apriti cielo! L’assessore ha voluto rispondere pubblicamente, in maniera scomposta, confusa ed inutilmente infamante, accusando la portavoce Lucia Vergaglia di ogni e qualsiasi colpa  per l’atto (di lesa maestà?) d’aver espresso considerazioni politiche sul bilancio, in particolare sull’impostazione annunciata dallo stesso assessore, di contro il deludente signor Gnagnarini è scaduto in un turpiloquio indecente e vergognoso, trascinando nel fango con se anche la amministrazione tutta se non vorrà prendere le distanze da tale indecoroso comportamento. Continua a leggere Gnagnarini imbarazzante

Commento alle indiscrezioni sul bilancio preventivo

La dialettica politica orvietana è ricca di gossip ed esche avvelenate.

Il recente tentativo di stanare le posizioni di alleati ed opposizione da parte dell’assessore al Bilancio, Gnagnarini, che con fare tipicamente da salotti della coma capitolina lascia trapelare cifre ed anticipazioni sul bilancio “preventivo” sono di antica scuola e manifestano una certa padronanza dei tatticismi necessari a mettere tutti contro tutti.

Da un lato si incolpa il governo di una quantità sproporzionata di tagli, dall’altro si accusa di immobilismo l’amministrazione precedente. Fin qui niente di nuovo sotto il sole, non fosse altro che in passato Gnagnarini accusava di errori non di immobilismo, ma queste sono rogne dell’ex consigliere ed ex Sindaco Concina, e dell’ex maggioranza che viene chiamata in causa su un terreno minato; infatti l’immobilismo c’è stato, difficile dire il contrario.

Ma Gnagnarini questo primo anno che ha fatto invece? Solo aggiustamenti contabili? Solo cercare a chi dare la colpa se non arrivano più i soldi dallo stato e tocca cercarli in Europa e per farlo occorrono idee, impegno, strategia e partecipazione. A proposito se l’avanzo di amministrazione di oltre un milione di Euro dell’anno scorso, in larga parte figlio del pagamento della partita rifiuti da parte della Regione Campania,  è stato veicolato integralmente per tappare il buco del nuovo taglio statale, l’anno prossimo quale santo ci aiuterà? Insomma anche Gnagnarini appare immobile.

La questione che viene da porsi alla lettura di un testo, speriamo incompleto,  che manca completamente della messa a reddito delle nostre infrastrutture come l’ex caserma, del tentativo di accesso a fonti finanziarie europee, che non ha stornato neanche il 5% di quell’avanzo in europrogettazione e che non supera i limiti dello spostamento degli stessi numeri sul partitario contabile, è che forse si vuole puntare all’acuirsi dell’emergenza per mettere sul mercato i beni comunali senza che la cittadinanza protesti, anzi con quel senso di libertà con il quale inizialmente furono accolte quel capolavoro delle privatizzazioni che oggi ci costano le tariffe tra le peggiori del continente ed un servizio di livello decisamente scarso. Alla meno peggio, in sede di consuntivo, se il cavallo di battaglia di Germani della campagna elettorale, la strategia “Aree Interne”, per ora reperibile in tv su “Chi l’ha visto” portasse qualche risultato, forse potrebbe addirittura essere una vittoria di Pirro dell’amministrazione che offrirebbe un bilancio consuntivo da schifo migliore di un bilancio preventivo di guerra come quello che si prospetta nelle anticipazioni, nonostante i tanti sacrifici, le multe e le tasse di scopo e le tariffe varie che paghiamo come tasse occulte.

fondi-europei

Speriamo davvero di essere smentiti. Aggiungiamo un’altra quisquilia da niente domandando: ma sull’agenda europea questo comune, tolta la partecipazione attraverso terzi, come CittàSlow, che sta facendo? Niente?

Aggiungiamoci che con l’aggregazione degli altri comuni, la cosiddetta fusione, avremmo la possibilità di spostare vero l’alto l’asticella della spesa in deroga al patto di stabilità, ed avremmo maggiori trasferimenti statali, ma questi benefici sono frustrati dalla mancanza di fondi freschi come quelli che i bandi europei, in combinazione con l’allocazione del personale in un migliore controllo di gestione orientato anche all’inquadramento dei costi umani quali parte comunale del cofinanziamento europeo, avrebbero permesso investimenti, creazione di attività, sostegno ai servizi e tutte quelle belle cose che un comune moderno dovrebbe fare. Stiamo parlando del minimo, ad arrivare alla “Smart City Europea” ce ne passa. Insomma dal M5S stiamo creando le condizioni per spendere ma oggi diventa inutile se non si fanno i progetti europei, ormai imprescindibili per amministrare e tener vitale un Comune.

Per fare un esempio Continua a leggere Commento alle indiscrezioni sul bilancio preventivo

5 priorità sul bilancio 2015

Come di consueto vogliamo anticipare i tempi della discussione consiliare portando quelli che, a nostro avviso, sono i punti imprescindibili di una bilancio cittadino condiviso.

Siamo consci dei vincoli di legge, di quelli del piano di predissesto orvietano e delle partite economiche impegnate fin qui dall’amministrazione, ed abbiamo seguito quanto pubblicamente anticipato dall’assessore Gnagnarini e raffrontato le informazioni che abbiamo ricevuto in via di interrogazione. Sappiamo bene che la nostra visione della città di Orvieto, in termini di servizi, sviluppo, spesa, orientamento alla crescita anche demografica e, soprattutto,  in termini di partecipazione della cittadinanza è radicalmente diversa da quella espressa sin qui sia dall’amministrazione che dall’ex maggioranza tuttavia non possiamo esimerci dall’indicare alcune priorità.

Priorità
Priorità

Innanzitutto è imperativa la verifica interna del Comune, e delle società a vario titolo ad esso legate, per l’incidenza sui costi che hanno sul bilancio stesso quelle attività che andrebbero sotto un più stretto controllo di gestione; dalla ripartizione delle deleghe all’allocazione del personale, dalla destinazione dei proventi di parcheggi, multe, indennità e tasse di scopo alla necessaria presa in carico di responsabilità specifiche ora terziarizzate o, come nel caso del Palazzo dei Congressi, in via di terziarizzazione appare evidente la scelta di un settecentesco “laissez faire, laissez passer” che proprio non si addice alla pubblica amministrazione. In secondo luogo è fondamentale la messa a reddito di quei beni pubblici non destinati ad un uso di servizio o sociale. Messa a reddito non significa regalarli “a gratis” (o quasi) ad un gestore pur di vederli funzionare.

In questi giorni si da il via ad una rivoluzionaria  riforma del Catasto che Continua a leggere 5 priorità sul bilancio 2015

Pedonalizzazioni e proteste

Quasi tutti i gruppi politici orvietani presenti in Consiglio Comunale hanno deciso di giocare a carte scoperte, anche, soffiando sul fuoco di una protesta locale incentrata sulla pedonalizzazione di  Piazza del Popolo.

I commercianti locali hanno vivamente protestato contro queste iniziative, hanno persino ceduto alla tentazione di farsi strumento delle destre per mettere a rischio l’approvazione del Bilancio nello scorso Consiglio Comunale. Noi capiamo la rabbia per la crisi e la necessità di farsi sentire. Aspettiamo un loro contributo anche perché intanto i cartelli affittasi nei fondi commerciali non sono diminuiti, ma sono aumentati, questo dovrebbe far capire che così sicuramente non va bene. Ma si sa, quando c’è crisi ogni cambiamento viene visto con sfiducia, le posizioni si irrigidiscono e, spesso, arriva anche qualche capobastone che cerca facile visibilità politica.

E’ stata una nostra scelta quella invece di opporci al blocco del Consiglio Comunale richiesto dalle destre. Cedendo in quella sede, è bene chiarirlo, avremmo corso il rischio oggi di avere il Commissario, di veder tornare Equitalia, e di dimenticarci ogni investimento sul turismo per anni ed avere le tariffe e le imposte ancora più care. Forse qualche ricco signore che sostiene la protesta da dietro le quinte ci avrebbe avuto qualche vantaggio per la svendita di questo o quel bene pubblico, ma i commercianti che ci avrebbero guadagnato? Nulla. Ah, si. Una certa minoranza avrebbe gongolato.

E’ opportuno però chiarire la nostra posizione su questa vicenda.

11-06-2007-ID_admin_palazzzo-capitano-del-popolNoi non abbiamo scritto nel programma che vogliamo pedonalizzare Piazza del Popolo. Le soluzioni spot, le pedonalizzazioni a macchia di leopardo e gli esperimenti non ci interessano. Certo Piazza del Popolo ridotta a parcheggio, con una resa minima (meno di 4 euro al giorno per posizione) ci fa pensare che ci sono cento usi migliori che siano al tempo stesso volano d’attrazione valorizzazione e sviluppo.

Nel nostro programma trovate, tra le altre cose questa voce:

Turismo Congressuale (Orvieto città congressuale a piedi). Data la complessità della struttura urbanistica di Orvieto e la posizione geografica del proprio palazzo congressi, vogliamo promuovere Orvieto come “la prima città congressuale tutta a piedi”. Una volta arrivati in città, tutto avviene entro poche centinaia di metri quadrati (convegno, hotel, ristorazione, eventi, ecc). Sviluppo del comparto turismo congressuale nazionale ed internazionale, con relativa incentivazione di eventi e convegni organizzati presso il Palazzo del Capitano del Popolo. Strutturazione di strategie ricettive coordinate fra gli hotel cittadini, per ospitare gruppi congressuali numerosi per tutto l’anno.

Risulta difficile raggiungere obbiettivi del genere mentre i visitatori descrivono l’antico Palazzo del Podestà, il Palazzo del Capitano del Popolo, come un Castello sommerso dalle auto sulla piattaforma TripAdvisor.

orvieto su trip advisorNoi vogliamo una città in grado di garantire un flusso turistico che non debba zigzagare tra le auto, destagionalizzato e che sia portato a circolare in tutte le aree tradizionalmente commerciali. L’illuminazione urbana, la programmazione degli eventi, le strategie di finanziamento europeo come, ad esempio, quella dei centri commerciali naturali che riportano centralità alle botteghe ed agli artigiani, la tempistica della raccolta rifiuti, la lotta alle serrate selvagge come quella natalizia, e le azioni per favorire la vita nelle piazze (Piazza Cahen, Piazza del Popolo, San Giovenale, Piazza della Repubblica e Piazza del Duomo) avranno certamente il nostro sostegno. Una pedonalizzazione di Piazza del Popolo, invece, che comprenda una programmazione di eventi, una pianificazione per i mercati e per le fiere all’aperto, e soprattutto, un serio utilizzo del Palazzo del Capitano del Popolo come centro congressi noi la vogliamo con decisione.

Non ci interessa una pedonalizzazione senza ritorni, ma utilizzare al meglio quello che c’è. In tal senso il M5S ha chiesto, e già ottenuto, mezzi pubblici gratuiti durante le festività. Ora lavoreremo sulla mobilità alternativa e sugli incentivi alla riduzione del numero di auto. La cittadina di Lucca può essere un primo esempio di buone pratiche da cui mutuare iniziative.

Quindi sosterremo le azioni concrete a favore del turismo e del commercio, sosterremo la mobilità pubblica locale e soprattutto, ci opporremo ad ogni strumentalizzazione volta a far commissariare il Comune.

Non rendiamo vana la partecipazione…

Ieri c’era Consiglio Comunale (si votava l’assestamento del Bilancio),

Di solito in queste sedute la partecipazione è minima, sono pochissimi i cittadini a far sentire il loro #FiatoSulCollo a consiglieri ed Amministrazione. Questa volta no, c’erano tanti commercianti del Centro Storico che chiedevano a gran voce di ritirare il progetto di pedonalizzazione di Piazza del Popolo. Non entriamo nel merito della proposta e delle motivazioni dei commercianti ma due osservazioni le dobbiamo fare.

fiato sul collo commerciantiE’ un bene che la cittadinanza partecipi alle sedute del Consiglio, è davvero un male che la cittadinanza si faccia strumentalizzare a fini politici.

A questo proposito è importante la questione del “bilancio”, se non lo approviamo secondo i crismi corretti questa giunta va a casa ma arriva il commissario (massimo di tasse per tutti, svendita sottocosto dei beni a chiunque abbia un minimo di liquidità, zero serizi a domanda individuale, tariffe verso l’alto, multe sulla differenziata, multe costanti e regolari nei parcheggi, azzeramento di ogni acquisto od incarico sul posto ma piuttosto verso i grandi gruppi romani sempre pronti a questo tipo d’interventi). Poi sulle macerie le nuove elezioni nelle quali si presenteranno anche alcuni dei promotori dell’iniziativa locale. Anche per questo una certa parte della destra ha sponsorizzato (in vari incontri e riunioni preventive) l’iniziativa leggittima dei commercianti, sia ben chiaro.

Noi intanto avevamo invitato le categorie della “Serrata di Natale” a partecipare al QSV, ed il Sindaco ha addirittura invitato con un “Ultima Chiamata” gli interessati ad un incontro in Comune. A giudicare da questo video invece i commercianti sono stati esplicitamente invitati ad incontrarsi dopo, cioè a saltare gli incontri utili.

E’ un paese libero e fate come vi pare ma dovete domandarvi se chi ci guadagna in questo muro contro muro sono i commercianti e la città o solo i politici di minoranza. Pensateci su.

I proventi delle multe degli orvietani

Il Gruppo Consiliare del M5S Orvieto, in comunità d’intenti con l’impegno nazionale del M5S per la trasparenza economica ed amministrativa, interroga l’Amministrazione cittadina sui proventi delle multe stradali.

multe stradali 2La destinazione della parte spettante al Comune delle sanzioni andrebbe, per buona pratica, indicata nel piano esecutivo di gestione (PEG) ma non solo per aggregati di spesa, caso sin troppo comune in Italia, ma espressa in termini pratici, attraverso la razionalizzazione in singoli progetti e determinate finalità  aderenti alla sorgente particolare. In pratica è fin troppo facile dire che i proventi andranno in azioni volte alla “Sicurezza stradale”, occorre piuttosto indicare le specifiche iniziative e legarle ai luoghi dove avviene il maggior numero di infrazioni ed alla loro tipologia. Questo proprio per evitare che tali fonti economiche vengano trasformate in tappabuchi del bilancio ed i cittadini, anche i più diligenti, sottoposti ad ondate successive di ordinanze e divieti strumentali a render loro impossibile evitare d’essere multati.

La normativa vigente inoltre prevede che una relazione formale su queste scelte di spesa, ovvero una redicontazione dettagliata, venga inviata annualmente al Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti per provvedere all’analisi ed alla sintesi delle necessità territoriali. Cioè ancora una volta individuiamo un documento “leva” a cui legare praticamente le richieste finanziarie presso enti sovracomunali. Chiediamo quindi all’Assessore Vincenti informazioni chiare e complete in tal senso ed invitiamo a renderle disponibili sul sito internet del Comune per la trasparenza che la cittadinanza di Orvieto merita.

Qui di seguito l’interrogazione: Continua a leggere I proventi delle multe degli orvietani

Bilancio preventivo 2014

 Un consiglio fiume per l’approvazione a fine settembre del bilancio PREVENTIVO. Un bilancio, a nostro avviso, inchiavardato sul piano di predissesto formulato dall’ex maggioranza (che ha votato contro) e con le scelte residue forumlate dalla nuova maggioranza (che ha votato a favore). Noi vogliamo un “Bilancio Partecipato” siamo equidistanti da entrambi e ci siamo astenuti.

Lucia Vergaglia
M5S Orvieto

 

#AbolirEquitalia: interrogazione M5S Orvieto

Dal 22 maggio 2013, oltre un anno e mezzo fa e molto prima che potessimo sedere negli scranni del Consiglio Comunale, è depositata una nostra proposta per liberarci di Equitalia ad Orvieto.

Alessandro di Battista #AbolirEquitalia
Alessandro di Battista #AbolirEquitalia

Con la nuova amministrazione abbiamo immediatamente posto la questione e raccolto la richiesta di tempo per approfondire la vicenda da parte del nuovo sindaco, Giuseppe Germani. Adesso si è fatta l’ora di tirare una linea e di capire se la gestione dei tributi e soprattutto del “ruolo” esattoriale possa essere svincolata da quella macchina schiacciadiritti che è Equitalia.

Pertanto subito prima di discutere il bilancio cittadino affronteremo il merito della vicenda con un’interrogazione formale posta all’Assessore Gnagnarini ed al Sindaco Germani. La questione è delicata, soprattutto in tempi di gravissima crisi e di necessaria tenuta della coesione sociale; a nostro avviso infatti era da tempo che bisognava trovare un piano B, una strategia d’uscita dal gestore nazionale condivisa e gestita e tanto abbiamo chiesto ma, purtroppo, ci si è spesso rifugiati dietro un rifiuti immotivati e ridicole accuse di demagogia. Francamente vogliamo vedere se la nuova amministrazione intende voltare pagina o mantenere la linea che ha tenuto Piergiorgio Pizzo e, lunedì, vedremo le carte.

interrogazione abolirEquitalia

Qui di seguito il testo dell’interrogazione: Continua a leggere #AbolirEquitalia: interrogazione M5S Orvieto