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La risposta all’Associazione Librai Italiani

IL BOTTA E RISPOSTA CON LA ALI-CONFCOMMERCIO CHE RAPPRESENTA I LIBRAI ITALIANI HA COINVOLTO I CONSIGLIERI COMUNALI. ECCO LA RISPOSTA DI LUCIA VERGAGLIA.

In settimana scorsa l’appello del presidente di Ali Confcommercio, Paolo Ambrosini, a difesa della Libreria dei Sette, è stato inoltrato anche ai consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione; in tale missiva oltre all’esortazione a risolvere la contingenza della chiusura della libreria il presidente Ambrosini ricordava l’importanza della politica della città e le vicende della Scuola Librai Italiana, nata ad Orvieto nel 2006 su iniziativa dell’Associazione Librai Italiani (Ali-Confcommercio), dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e della Fondazione Centro Studi della Città di Orvieto.  Nel ricapitolare gli elementi caratterizzanti la propria azione culturale la portavoce del M5S e come segretaria della Consulta per lo Sviluppo economico in seno al comune, Lucia Vergaglia, ha voluto invitare l’Associazione Librai ad un incontro qui in città e discutere anche della Scuola Librai. Proposta che però è stata respinta da Ambrosini. Qui di seguito il testo della lettera e dell’invito. Continua a leggere La risposta all’Associazione Librai Italiani

CULTURA, TURISMO E LAVORO

A PROPOSITO DELLE POLEMICHE SUL SITO TURISTICO DI ORVIETO NON DOVREMMO AVERE MAGGIORI ATTENZIONI PER TUTTO IL COMPARTO?

In #Italia circa la metà dei musei non dispone di un sito web, un account social, contenuti in lingua straniera o personale che parla inglese. Siamo la terza economia del continente, ma siamo anche tra i meno informatizzati d’Europa.

Secondo Oxford Economics, se sviluppassimo l’economia turistica investendo sui contenuti online e allineandoci con la media europea, il Pil crescerebbe di circa l’1% e la domanda turistica del 10%, un dato quantificabile in circa 250mila nuovi posti di lavoro.

Questo al netto delle considerazioni sullo nuovo bilancio europeo che porta i fondi per la cultura a 2,8 miliardi di euro.

Assieme al Csco Centro Studi città di Orvieto) prossimo incontro della consulta per lo sviluppo economico dell’orvietano approfondiremo anche questa tematica con un occhio volutamente di prospettiva che superi le prossime elezioni e che metta a fuoco le situazioni su cui puntare nei prossimi anni.

Istat – Istituto Nazionale Di Statistica: https://goo.gl/JtuzKJ

Oxford Economics: https://goo.gl/omv8JK

Il Sole 24 ORE: https://goo.gl/46xzM4

Corriere della Sera: https://goo.gl/gmS1xY

Il Fatto Quotidiano: https://goo.gl/69BPZX

Gli Stati Generali: https://goo.gl/dWvUfx

#LincMagazine: https://goo.gl/44mtDf

La sfida Csco. Dalla mozione M5S a buoni risultati e grandi prospettive

PUO’ UNA “PARTECIPATA” DIVENTARE UN VOLANO PER LA CITTÀ? NOI CI AVEVAMO SCOMMESSO.

Il Centro Studi Città di Orvieto in occasione della chiusura del bilancio esercizio 2017, ha presentato alla Città il programma delle attività ed i progetti per il prossimo futuro. Eravamo abituati a tutta una’altra impostazione della precedente gestione del CSCO e con risultati decisamente peggiori. Tanto di essere arrivati al punto di voler ribaltare l’impostazione perché qual è il comune si trovava a dover scegliere se andare verso la liquidazione oppure sostenere economicamente il centro stesso oltre che con le infrastrutture e, talvolta, anche con impegni straordinari. Accogliemmo la sfida. Con una delle nostre prime iniziative, la proposta denominata la nuova linfa per il CSCO, che è una vera e propria invasione di campo dato che spostava dal Consiglio Comunale ognuno nel proprio ordine di servizio su come impostare i nuovi corsi procedendo a coniugare assieme alla mission tradizionale del Centro studi, con la Summer School e le altre attività in favore degli studenti università straniere, anche le iniziative di formazione continua obbligatoria per i professionisti del nostro territorio in modo da avere una apertura nuova e diversa sul locale ed avere una base minima non dipendente dai flussi stranieri che, soprattutto in quel periodo, potevano soffrire di quelle dinamiche internazionali legate ai fenomeni terroristici.

Naturalmente tale visione politica non fu colta al volo da tutti gli operatori e da quelle che vengono definite classi dirigenti tuttavia il rinnovato consiglio di amministrazione fece propria questa proposta e la introdusse negli statement, cioè nelle dichiarazioni di presentazione, della nuova governance della nostra partecipata. Oggi A distanza di 4 anni abbiamo visto che questo tipo di impostazione in questo caso ha dato i suoi frutti.

Fossero state colte alla stessa maniera iniziative come il Cluster industriale a Fontanelle di Bardano per il centro del made in italy, la gestione del titolo minerario tione, il centro di recupero rifiuti elettrici ed elettronici negli spazi dell’ex consorzio crescendo , la proposta di viabilità per la rupe, l’avvicinarsi alla condivisione delle produzioni con il teatro stabile dell’Umbria e quelle decine di altre iniziative portate avanti da Lucia vergagli forse la nostra base di occupati e le condizioni economiche locali non sarebbero le stesse di adesso con il triste primato riportato dai dati di opencoesione che non ci vede esattamente tra i primi per finanziamento europeo dei progetti pro capite, né per numero assoluto dei progetti e neppure per la capacità di attrarre investimenti.

Registriamo quindi delle parole di Matteo Tonelli , il presidente del centro studi città di Orvieto , non solo il senso che adesso si può scegliere se galleggiare o investire ma soprattutto la spinta a guardare ad una politica territoriale diversa che non resti a fissarsi l’ombelico e si proponga di aprirsi a quanto potrebbe e nuove economie.

Infine sottolineiamo dall’intervento la nostra portavoce proprio sui banchi dal centro studi che le risorse infrastrutturali non vanno squalificate e svalutate mettendole a disposizione a macchia di leopardo ma bisogna immaginare la città viva e vitale con i propri organi come il CSCO ben collegati tra loro e connessi al tessuto culturale, sociale, imprenditoriale e soprattutto lavorativo del territorio con il comune che funga da facilitatore oltre che da controllore. Invece la fretta che sta dimostrando l’amministrazione in quest’ultimo anno, assegnando in modo gratuito spazi e permessi oltre che le gravi carenze dei bandi per Belvedere o Palazzo del Popolo ad esempio, ci lascia davvero l’amaro in bocca perché è il contrario di ciò che necessita la città se si vuole che diventano davvero un volano per la nostra economia e per il nostro sviluppo.

Nuova linfa al CSCO

Il Centro Studi della Città di Orvieto è da tempo in difficoltà economica e gestionale.

cscoNon staremo qui, oggi, a ripercorrere le alterne vicende che hanno portato questa struttura, una Fondazione di Partecipazione voluta dal nostro Comune, alla situazione attuale. Ci interessa, come sempre, intanto cercare di mettere in sicurezza il bene, i lavoratori e l’indotto e per farlo, da forza di minoranza quale siamo, proponiamo, argomentandole, soluzioni e descriviamo sommariamente i mezzi per raggiungerle; non siamo noi che possiamo dire ai dirigenti del Comune e delle partecipate come operare, ne possiamo stabilire la direzione operativa che è della giunta. Noi facciamo la proposta politica ed in questo caso la includiamo in un atto d’indirizzo raccomandandone la presa in carico da parte dell’Amministrazione, se avremo il beneplacito della maggior parte dei consiglieri.

«Le fondazioni che hanno successo, che cioè producono un buon servizio alla collettività nel rispetto delle intenzioni dei fondatori, debbono potersi valere di almeno due fattori: una fonte autonoma e stabile di reddito (generalmente, ma non esclusivamente, di fonte patrimoniale); l’esistenza di un consenso di fondo sostanziale sugli obiettivi istituzionali e sulle modalità di perseguirli all’interno degli organi di governo e controllo. In mancanza di queste due caratterizzazioni le fondazioni rischiano di vivere una vita grama e di produrre assai più problemi di quanti non riescano a risolverne» (Fonte: monitoraggio del settore in Italia da parte del Centro di documentazione sulle fondazioni della Fondazione Agnelli).

Sulla base di queste considerazioni abbiamo proposto al Consiglio un Ordine del Giorno atto a raccomandare l’aggiunta formale di un nuovo dipartimento nell’alveo formativo del CSCO da dedicare alla formazione continua obbligatoria degli ordini professionali. Gli ordini infatti sono tenuti alla formazione dei propri associati sulle novità normative e dello stato dell’arte. Per fare un esempio l’Avvocatura orvietana, più di cento iscritti, a breve dovrà adeguarsi ai livelli di formazione ed alle metodiche previste dall’avvocatura ternana con cui si sta per fondere. Portare queste ore di formazione obbligatoria e continua, come quelle degli altri ordini professionali, all’interno del CSCO permetterà di mantenere la centralità professionale sul territorio con le relative positive ricadute e rappresenterà parte di quella fonte stabile ed autonoma di reddito per il Centro rivalutandone le potenzialità e ravvivando le iniziative di Orvieto Città degli Studi da tempo trascurate.

Qui di seguito l’Ordine del Giorno Continua a leggere Nuova linfa al CSCO