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Arriveremo a Roma, malgrado tutto

Anche ieri, sotto la pioggia battente, c’eravamo.

Dall’Umbria siamo in tanti. C’era Grillo, per il settantaseiesimo (76°) incontro pubblico dello Tsunami a 5 Stelle, che dopo Rieti arrivava a Viterbo.tsunami viterbo

Uno dei candidati alla Camera dei Deputati per la nostra regione, Alessandro Piano, era lassù, sul palco a mantenere vivo il collegamento streaming, con parabola ed impianti che permettono al “telefonino” di Salvo Mandarà, il nostro reporter per caso, di tenere uniti tutto il mondo in una diretta internazionale a 5 stelle. E’ uno che si sporca le mani Alessandro, un cittadino, uno che sotto la pioggia battente si arrampica e tiene su l’antenna per tutti noi.security

Mezzo MeetUp di Orvieto intanto era in giro per l’evento aiutando come poteva, discutendo con la gente, distribuendo programmi e portando quelli più grossi tra i “curiosi” dei vari gruppi locali storicamente più casinisti.

C’erano ben distinguibili un pò tutti, Pd, Sel, ma soprattutto centri sociali e Casapound. Tra di loro anche la stampa straniera, poi concentratasi sotto il palco, tra tutti i Giapponesi. Il fenomeno del MoVimento incuriosisce e va verso il contagio internazionale. Continua a leggere Arriveremo a Roma, malgrado tutto

Buoni propositi

Il programma del MoVimento 5 Stelle ormai lo conoscono quasi tutti, così come sono note la genesi di questo nuovo catalizzatore dell’energia politica Italiana sin dai tempi della nascita del blog di Beppe Grillo e dei primi MeetUp.

maggiQui in Umbria in questi ultimi mesi abbiamo dato una grandissima accellerata alle attività legate al 5 Stelle, prima molto accentrate nel gruppo che provò a partecipare alle precedenti elezioni regionali, senza riuscirci, basato su uno dei MeetUp di Perugia. Oggi l’energia politica è maggiore e si muove in tutti i territori. Qui ad Orvieto ci reputiamo fortunati per la grandissima qualità delle persone, dei cittadini, che partecipando alle attività sia pratiche che elaborative stanno rendendo l’Umbria un laboratorio che ha nel programma attuale del MoVimento 5 Stelle il semplice punto di partenza per una proposta economica e sociale nuova e ricca, armonica con i principi della decrescita, attenta alle proposte della cittadinanza e della rete, orientata a quella società del futuro di cui filosofi, donne ed uomini d’intelletto, immaginazione e cuore tanto hanno scritto e sognato.

Questi buoni propositi sono stati illustrati dal candidato Portavoce Orvietano al Senato della Repubblica, Massimo Maggi, alla Rai in occasione del convegno su “Economia e Lavoro Utile” di Perugia, ma questo è solo il principio, e non dubitiamo che nei prossimi giorni e mesi assisteremo ad ulteriori esplorazioni dell’elasticità del MoVimento, e dei limiti di coloro che, pur da tempo iscritti al 5 stelle, nascono come puri protester, ed essendo meno dotati dal punto di vista della capacità proattiva e propositiva sono, paradossalmente, elemento di resistenza e fossilizzazione, da superare in vista delle successive scadenze elettorali.

Nel frattempo gustatevi la storia “animata” del MoVimento che sta cambiando l’Italia e che non si limiterà all’oggi, ma porterà nel futuro quest’intera parte del mondo.

Movimento 5 Stelle Orvieto: Piazzale della Stazione (Ex Dopolavoro Ferroviario), Orvieto Scalo (TR)

Economia e Lavoro Utile

Da qualche settimana in Umbria si aggira minacciosa una pericolosa minaccia sovversiva intitolata “Economia e Lavoro Utile”.

pietra dello scandaloSi tratta di una “Conferenza itinerante” nata qui ad Orvieto che sta contagiando tutta la regione che in un format quasi televisivo, di poche ore, va a portare nei territori, tra la gente, quei temi specialistici di cui è fatta la vita di tutti i giorni. Partendo da quelle sigle come PIL e Spread usate un pò a caso nei tg come il prezzemolo nelle minestre si potrà parlare di economie informali, valute territoriali, strategie a chilometro zero, banche dei semi e sovranità alimentare, lavoro utile, produzioni locali, reddito di cittadinanza e banca del cittadino; insomma inversioni di rotta per uscire dalla crisi.

La conferenza, che ha già toccato Perugia, Fabro ed Orvieto, parte dal programma a 5 stelle, dalle scelte immediate e necessarie per salvare lavoro, famiglie, imprese e stato da quest’oscena crisi e dalle terribili soluzioni proposte da chi ha già distrutto la Grecia, ma va anche oltre. Come punta avanzata, come laboratorio a 5 stelle proponiamo un mondo che abbia un minimo d’utopia, di sogno, un mondo migliore in cui sia meglio distribuito il carico di sacrificio e fatica per un benessere comune, in cui il denaro non sia più una sorta di divinità a cui sacrificare tempo e vita, ma un mero mezzo di scambio di valori effettivi e non virtualmente gonfiati.

Ma questo è solo l’inizio del lungo viaggio a 5 stelle, un viaggio che faremo assieme…

PS
Sul TG3 [Link]
Registrazione dell’evento [Prima Parte] – [Seconda Parte]

Cassa Dis-Integrazione

Tanto tempo fa in un luogo lontano lontano, Basilea, si decidevano le regole tecniche per le quali una banca, locale, potesse o meno sostenere le imprese. Siamo già in crisi, la vita già è durissima, ma allora quando firmavano i trattati questi esperti forse non lo sapevano, forse non l’immaginavano, o semplicemente forse nelle crisi e nel bagno di sangue delle classi medie e basse loro hanno qualche interesse, questo decidetelo voi.povertà

Il 1 gennaio è finalmente partito il nuovo regolamento , fantasiosamente chiamato Basilea III, e prontamente molte ditte si son trovate con l’acqua alla gola ed hanno dovuto fermare le attività o ridurle. Poco male, in Italia ci sono gli ammortizzatori sociali, c’è l’istituto della cassa integrazione… c’era, in effetti i soldi stan finendo anche li, visto che sono stati utilizzati con ampie deroghe per favorire alcune imprese giganti, male interpretate come strategiche, ed adesso per la piccola e media c’è poco.

Con urgenza, i parametri Basilea son stati rivisti, limati, aggiustati un pò dai geni della finanza strategica e del mondo bancario, pungolati dai politici sotto elezioni o forse per semplice spirito civico, questo decidetelo Voi. Intanto registriamo 28 milioni di ore di “lavoro” in cui è intervenuta la Cassa Integrazione solo nella nostra regione, ed osserviamo nel nostro piccolo qui ad Orvieto, il dramma della Mmanifatture cui l’Imps ha negato ‘accesso a queste risorse. Scioccante per le operaie, persuase a resistere e tener duro pare con alcuni sindacalisti che affermavano che i ritardi nell’erogazione dei fondi fossero dovuti a “ritardi burocratici”, in assenza di questi fondi probabilmente dovrebbe pagare l’azienda, ma con i parametri di Basilea come la mettiamo? Continua a leggere Cassa Dis-Integrazione

Siamo sconcertati, ci aspettiamo un pronunciamento dell’amministrazione comunale…

Avatar di Massimo MaggiVisioni in Movimento

A fine Ottobre 2012 si terrà il Consiglio Comunale di Orvieto per l’approvazione del Bilancio di Previsione 2012-2014.

Dalla lettura della Relazione Tecnica al Bilancio di Previsione del 2012 del Comune di Orvieto alle prime pagine (ultimo par. pag. 4) ci viene comunicato che il risultato della gestione finanziaria 2011 ha chiuso con un disavanzo di € 8.442.703,57 salvo poi ritrovarsi a pag. 7 con un disavanzo di € 9.864.236,17 (conforme alla pag. 14 del Bilancio Previsionale 2012). E’ sicuramente un refuso o un errore di lettura ma sarà interessante vedere cosa c’è scritto nella deliberazione GC n° 82 del 05/07/2012.

Inoltre ci viene comunicato (pag. 5 primo comma) che l’introito preventivo con la nuova istituita imposta di soggiorno sarà di € 200.000,00 per il 2012, forse sarebbe stato più esatto parlare di € 40.000,00 per quel che rimane del 2012, diciamo forse poiché, come leggeremo a pag. 21, la…

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Come in Italia?

Christine  Kirchner disse:

“Preferisco avere un’inflazione altissima e spropositata se so che la disoccupazione dal 34% è scesa al 3,5%; che la povertà è diminuita del 55%; che il pil viaggia di un +8% annuo; che la produttività industriale è aumentata del 300%; che c’è lavoro in Argentina, c’è mercato per tutti, e il mio popolo è molto ma molto più felice di prima, piuttosto che avere un’inflazione del 3% come in Italia, dove c’è depressione, disperazione, avvilimento e l’esistenza delle persone non conta più.

E questa è un’affermazione politica. Di principio e sostanziale. Non lo ha ancora capito?”

Nel frattempo l’Argentina prosegue i propri investimenti in infrastrutture, salvaguardia del territorio idro-geologico, salario minimo garantito, credito agevolato alle imprese, protezionismo (con aliquote altissime praticate a tutte le multinazionali che in Argentina producono ma non investono il loro profitto in attività locali per favorire la occupazione) e aumento del proprio disavanzo di bilancio al fine di potenziare istruzione pubblica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. Come in Italia? No, proprio no.

Il Paradosso di Jevons

Nel 1865 William Jevons, nel suo libro The Coal Question, osservava che il consumo inglese di carbone era cresciuto dopo che James Watt ebbe introdotto il motore a vapore (alimentato a carbone), che aumentava notevolmente l’efficienza energetica del precedente motore di Thomas Newcomen. Ci si attendeva secondo buon senso una diminuzione  del consumo dovuta al risparmio di carburante che questi motori permettevano ma non andò così, anzi…

Il “Paradosso di Jevons” afferma che “i miglioramenti tecnologici che aumentano l’efficienza con cui una risorsa è usata possono fare aumentare il consumo totale di quella risorsa, invece di diminuire”.

In realtà nelle teorie economiche attuali non è affatto considerato un paradosso ed è generalmente considerato tacito che l’aumento di efficienza si traduce normalmente in una diminuzione di costi che, in genere, aumenta i consumi. In pratica i consumatori s’ingolosiscono del bene output di questa maggiore efficienza, che avrà quindi adesso un minor costo, e ci si avventano sopra, a condizione che la domanda del bene in questione sia sufficientemente elastica.Il Paradosso di Jevons e le auto ibride

Infatti se la domanda è rigida, una variazione di prezzo non indurrà sensibili variazioni nel consumo dell’output, e quindi indurrà una diminuzione del consumo dell’input della risorsa. Viceversa se la domanda è elastica, quindi variazioni nel prezzo producono significativi aumenti nel consumo dell’output, ci saranno incrementi anche nell’input. Si tratta di quello che viene chiamato ‘effetto rebound’. Ogni politica civica che punti a strategie di efficienza e risparmio dovrà confrontarsi spesso con problematiche che possono sfociare in effetti apparentemente paradossali come quelli che descrive Jevons, facendo tesoro delle esperienze del passato per non trovarsi impreparati in futuro.