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In Consiglio la #SERR2015

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) è un’iniziativa che si terrà il 21-29 novembre 2015 volta a promuovere azioni di sensibilizzazione sulla corretta gestione dei rifiuti e sul rapporto con l’ambiente.

Il M5S di Orvieto sposa questa iniziativa e la porta all’interno del Consiglio Comunale in questi giorni di scandali e di sequestri delle discariche.

settimana-europea-riduzione-rifiutiL’iniziativa si pone l’obiettivo di mobilitare il maggior numero possibile di attori, per attuare azioni di sensibilizzazione sulla riduzione dei rifiuti, il riutilizzo di prodotti e materiali di riciclo.

Le azioni attuate nella SERR si concentrano attorno le “3 R”: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Le “3 R” rappresentano le opzioni che devono essere considerate prima dell’elaborazione di una strategia di gestione dei rifiuti. Ridurre vuol dire in primo luogo effettuare una rigorosa prevenzione e riduzione alla fonte. Il secondo termine è orientato ad un riutilizzo più opportuno dei prodotti. Questo include anche il processo di preparazione per il riutilizzo. Infine, la terza priorità è il riciclaggio dei materiali.

Tema di quest’edizione è la dematerializzazione, ovvero usare meno (o nessun) materiale per fornire lo stesso livello di funzionalità a un utilizzatore, passare dai prodotti ai servizi, condividere dei prodotti oppure organizzare gruppi di servizi per usufruire di un singolo bene.

Il gruppo ECOrvietano del Coordinamento Umbria verso Rifiuti Zero, registrando  l’assenza delle istituzioni e la mancanza di informazione, progetti o partecipazione, ha formalmente richiesto all’Amministrazione di:

  • Aderire all’iniziativa SERR15, Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2015;
  • Pubblicare su apposita area del sito ufficiale del Comune un decalogo per la cittadinanza orientato alla riduzione dei rifiuti sul modello che, a titolo di esempio, allegato qui di seguito;
  • Predisporre un invito alle scuole di aderire al SERR comunicando gli eventuali propri progetti al coordinamento ufficiale http://www.ewwr.eu ed al Comune per la pubblicazione;
  • Pubblicare l’apposito collegamento sulle pagine ufficiali del Comune invitando la cittadinanza a partecipare.
    Informare e, se possibile, coinvolgere i Comuni del circondario (la Zona Sociale 12);

Il tutto fornendo una lista di buone pratiche da sviluppare e seguire in questi giorni rimasta inesitata, ancora una volta le proposte restano senza alcuna risposta da parte del Comune.

«Il tema della riduzione dei rifiuti dovrebbe essere, a nostro avviso, al centro dell’agenda politica delle amministrazioni sul cui territorio insista una discarica, tanto più se grande come “Le Crete” e soprattutto dopo gli stop al revamping ed il rischio concreto d’immediata saturazione stanti i sequestri delle altre discariche regionali. L’occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è stata colta in moltissimi Comuni e territori con grande partecipazione della popolazione con un ritrovato senso di comunità.  Il MoVimento orvietano è favorevole al ciclo virtuoso dei rifiuti, al recupero dei materiali per il riutilizzo ed il riciclo, ma soprattutto punta a diminuirne la produzione. Pertanto porteremo la questione della riduzione come prima “questione” al Sindaco, considerata soprattutto l’occasione della Settimana Europea e le proposte del gruppo ECOrvietano chiedendo un serio impegno all’Amministrazione.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

 

Orvieto dice no agli inceneritori

Unanimità del Consiglio Comunale alla proposta targata MoVimento 5 Stelle per vietare la costruzione di inceneritori sul territorio orvietano. Tutte le forze politiche hanno riconosciuto la necessità di un atto formale, concreto, per tutelare il nostro ambiente e la nostra cittadinanza vietando i cosiddetti “termovalorizzatori” e proponendo una più moderna visione della gestione del ciclo rifiuti.

La città ha una voce sola su questo argomento con buona pace di chi, giocando su più tavoli, ha tentato di favorirne l’istallazione proprio qui da noi e soprattutto di quello (pseudo) ambientalismo che ha provato a colorare di verde le ciminiere ed i cupi fumi che sprigionano.

Ieri in Consiglio Continua a leggere Orvieto dice no agli inceneritori

A “Le Crete” trattamenti rifiuti innovativi

Il M5S Orvieto e l’associazione Orvieto Civica, punto di riferimento del Coordinamento Umbria verso Rifiuti Zero, con gli enti promotori dell’Osservatorio “Le Crete” organizzano un incontro confronto con l’esperta in trattamenti rifiuti alternativi ai termovalorizzatori dott.ssa Margherita Bologna.

le-crete-globaleDopo gli strappi e le tensioni dovute alla “strana manovra” estiva tesa a favorire l’insediamento di un inceneritore sul territorio è arrivata l’ora di condividere tra tutti gli interessati ed i cittadini le informazioni relative alle alternative come il Thor (sviluppato dal CNR) ed il trattamento biologico meccanico tese al riciclo totale ed a quell’economia circolare, senza sprechi, teoricamente realizzabile in presenza di condivisione e volontà politica. Continua a leggere A “Le Crete” trattamenti rifiuti innovativi

La proposta M5S Orvieto sui rifiuti

Argomento pregnante di questi giorni con scambi di accuse reciproci e confronti serrati tra le forze politiche sia in regione che nella zona calda di Orvieto, all’ombra della discarica più grande della regione.

Venuto al galla il bubbone dell’inceneritore la discussione si è spostata con i detrattori della cosiddetta Strategia Rifiuti Zero, fautori dell’economia circolare, sul livello di proposta. A corto di argomenti tra chi cerca un improbabile ritaglio di giornale di tanti anni fa in cui un chimico dice che una discarica è più pericolosa di un inceneritore e chi, non senza invettive personali ed accuse di scarsa serietà (o peggio), ci accusa di non avere idea di come risolvere il problema e per questo diciamo sempre no… dobbiamo davvero chiarire le cose? Non lo sanno tutti che siamo per l’economia circolare edi rifiuti zero? Va bene. Qui di seguito uno schemino facile facile.

strategia rifiuti zero orvietoPrimi passi:

Innanzitutto in pieno spirito cinque stelle i primi passi sono quelli della riduzione, del riciclo e del riuso. Azioni educative e pratiche come le misure sugli imballaggi e l’abuso di carta. Il professore americano Paul Connet, teorico della strategia rifiuti zero, afferma: “Se non possiamo riusarlo, riciclarlo o compostarlo, l’industria non dovrebbe produrlo e noi non dovremmo comprarlo. Nel XXI secolo abbiamo bisogno di una migliore progettazione industriale e di una migliore educazione al consumo.”

L’approccio allo smaltimento:

La parte avanzata e moderna del mondo punta sempre di più sul trattamento meccanico biologico (TMB) questo perchè da anni appare essere il più efficiente sistema di smaltimento dei rifiuti. Così flessibile da permettere di guardare avanti e non dover valutarne un post-mortem della struttura. Infatti gli impianti sarebbero ancora utili persino se si raggiungesse un ipotetico 100% di raccolta differenziata. La proposta di inceneritore+discarica, quella della polemica di questi giorni e promossa da Amici della Terra, nel caso di una differenziata particolarmente efficiente diventa antieconomica perchè l’inceneritore andrebbe alimentato a combustibile o spento, e quindi in prospettiva non punta affatto al miglioramento della qualità della gestione dei rifiuti.
Con il TMB, la nostra proposta, il residuo delle raccolte differenziate entra nell’impianto e viene separato meccanicamente in diversi flussi (relativi ai vari materiali presenti: vetro, metalli, plastiche…). La parte organica separata dal residuo inorganico è ulteriormente separata per sottoporla in parte al compostaggio (per creare un compost per riempimenti e opere di copertura di discariche) e in parte alla digestione anaerobica per produrre biogas (impiegato come combustibile). Alla fine del processo rimane una piccola frazione residua da mettere in discarica (attualmente stimabile in un 9% di tutti gli RSU). Ma tale frazione è inerte, 10 volte meno inquinante del caso degli RSU (rifiuti solidi urbani) non trattati nelle discariche tradizionali. E sviluppi contemporanei stanno presentando prospettive di riutilizzo anche per esso.

Maurizio Pallante nel 2008 già illustrava le differenze tra i metodi di smaltimento rifiuti
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Ordine del Giorno: No Inceneritori

Inceneritori,

Prendiamo la questione ambiente molto seriamente qui al M5S e cogliamo l’occasione del rinvio al giorno 24 della conferenza stato regioni sullo Sblocca Italia per dare modo alla nostra amministrazione di dire un secco no agli inceneritori, termovalorizzatori o termodistruttori anche qui ad Orvieto. Avremmo voluto presentare questo atto di indirizzo politico assieme ai tanti che si erano avvicinati alla questione discarica ma in queste ore abbiamo visto che l’endorsement allo SbloccaItalia di Renzi è piuttosto trasversale. Adesso la questione andrà ai voti e sarà discussa, noi anticipiamo ogni impegno e disponibilità ad indurire ulteriormente il testo che presentiamo.

«Dal nostro punto di vista la pratica dell’incenerimento è medievale, è una resa agli interessi di pochi, non è sostenibile e mette in pericolo la salute dei cittadini. Noi quindi porremo la questione in Consiglio Comunale nella pia speranza che un ambiente sano, un ciclo dei rifiuti moderno ed un’aria sgombra da fumi e residui pericolosi come i particolati siano punti di riferimento non solo del M5S ma di tantissimi cittadini e che questi si facciano sentire dai propri rappresentanti in Comune. Davvero non vorremmo un domani vedere una cartolina con la rupe sospesa tra i fumi invece che sulla nebbia come accade nelle mattine d’inverno e quindi ci rimbocchiamo le maniche con atti concreti e non solo con il fiato sul collo. L’Ambiente è la nostra prima stella e noi siamo, e saremo sempre, leali al nostro mandato ed ai cittadini.» Lucia Vergaglia (M5S Orvieto)

orvieto_futura_inceneritore

E senza voler estremizzare la situazione il problema dei fumi (smoke) combinati nella valle del Paglia con la nebbia (fog) è una delle nostre maggiori preoccupazioni stante la tendenza di questa combinazione (smoke+fog= smog) ad acuire e moltiplicare effetti che anche minuscole concentrazioni sulla carta non dovrebbero dare. Noi in ogni caso ci batteremo senza nasconderci dietro frasi in politichese perché questo inceneritore semplicemente non si deve fare.

Qui di seguito il testo dell’Ordine del Giorno.


Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco
Loro sedi

OdG “No Inceneritori”

Premesso

  • CHE la pratica dell’incenerimento, detta anche termovalorizzazione o termodistruzione, dei rifiuti è sempre meno incentivata a livello europeo vista la scarsa rilevanza economica e gli enormi pericoli per la salute pubblica che tale pratica comporta;

  • CHE paesi come l’Olanda e la Germania tengono spenti molti dei propri inceneritori a causa della riduzione della “materia prima” disponibile e pertanto accettano di buon grado i rifiuti provenienti dal nostro paese

  • CHE l’unione europea prevede il conferimento in inceneritore solo ed esclusivamente come ultima possibilità preceduta dall’indicazione circa la necessità di incentivazione di politiche quali: riduzione alla fonte, riuso dei materiali, riciclo dei materiali, potenziamento della raccolta differenziata

  • CHE la stessa ‘unione europea, in particolare nel 7° programma ambiente del 2013 prevede il divieto assoluto entro il 2020 di conferimento in discarica di riciclabili e compostabili rendendo quindi ancor meno vantaggioso in termini economici la costruzione di un inceneritore in previsione di un drastica riduzione dei quantitativi di rifiuti conferibili ad incenerimento;

Preso atto

  • CHE è capofila di molte iniziative della comunità territoriale e degli enti amministrativi del circondario e che è il punto di riferimento per le azioni virtuose nel comprensorio;

  • CHE sul Comune già insiste una discarica e relativi impianti industriali per il trattamento rifiuti e tanto è sufficiente a giustificare un aggio per disagio ambientale riconosciuto;

Osservato

  • CHE che la raccolta differenziata unitamente ad altre iniziative possibili per una gestione più virtuosa dei rifiuti consentirebbe un drastica riduzione del quantitativo dei rifiuti che il territorio conferirebbe in discarica con conseguente allungamento della vita operativa delle soluzioni attuale e la possibilità d’integrazione delle soluzioni alternative relative al ciclo dei rifiuti;

  • CHE alla luce di quanto sopra la costruzione di un inceneritore non si renderebbe necessaria per sopperire alle esigenze della popolazione ma per sopperire magari ad emergenze di altri territori e città a tutto svantaggio della salute dei residenti

Impegna

il consiglio comunale, il sindaco e la giunta a non prevedere la costruzione di impianti di incenerimento per il trattamento dei rifiuti solidi urbani ed a mettere in atto, nell’ambito delle proprie competenze, ogni azione volta ad impedire la costruzione di impianti di incenerimento nel territorio del Comune, a promuovere, avviare ed incentivare iniziative volte al trattamento virtuoso dei rifiuti quali, ad esempio, la gestione di raccolta e conferimento a centri di compostaggio del rifiuto umido.

Impegna altresì ad inviare copia presente OdG ai comuni contigui di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Ficulle, Montecchio, Porano e San Venanzo, alla Provincia di Terni ed alla Regione Umbria.

In attesa di un pronto riscontro l’occasione ci è gradita per augurare buon lavoro e porgere

Distinti Saluti

Cons. Avv. Lucia Vergaglia

Inceneritori inutili e dannosi

In spregio ad ogni studio scientifico, ai dati epidemiologici, alle considerazioni di sostenibilità di lungo periodo ed alla salvaguardia del territorio c’è chi auspica gli inceneritori. Già, nel 2015, mentre mezzo mondo civile riconverte gli inceneritori che aveva, e punta tutto su recupero e riciclo, sull’economia circolare e su quello che si dovrebbe chiamare “Rifiuti Zero”.

Ultimi in ordine di tempo, in spregio al fatto che saremmo anche seduti allo stesso di promotori dell’Osservatorio Le Crete (anche se a differenza nostra non fanno parte dei firmatari del “Manifesto per l’Osservatorio“) l’associazione “Amici della Terra” ha voluto manifestare il proprio apprezzamento per il recente decreto che sblocca gli inceneritori. Un testo, a nostro avviso, vergognoso privo delle valutazioni minime di incidenza sulla salute dei cittadini per la quale non mette a disposizione che risorse residuali e competenze puramente figurative, con una strategia fuori tempo massimo ed una pessima capacità di creare lavoro e valore.

inceneritori-differenziata a confrontoAmici della Terra non è nuova a queste boutade e non ha aggiunto valore o contributo ai tanti tavoli che in questa ultima stagione si sono succeduti, ne in termini di competenza che hanno sempre ritenuto di dover rimandare a qualche esperto da convocare a pagamento non avendone, immaginiamo, internamente o non volendo condividere conoscenze a titolo gratuito, ne in termini progettuali o fattivi. Sembrano ambientalisti confusi nella migliore delle ipotesi. A questo punto siamo stanchi di chiedere loro l’adesione formale firmando il “Manifesto per l’Osservatorio” e di rispettarne i principi, mentre senza la minima trasparenza lanciano violente accuse contro i sostenitori di Rifiuti Zero, quindi anche contro di noi.

E’ notizia da confermare, e sarebbe gravissima, quella che fa apparire come, nello stesso periodo nel quale sedevano assieme noi, organizzano incontri con l’Acea per perorare l’impianto di un inceneritore sul nostro territorio, aggiungendo al tempo stesso la richiesta di sostituzione di parte dei vertici di Sao, il tutto operando assieme ad un facilitatore, un recente un ex sindaco di Orvieto; tacendo a noi dell’incontro avvenuto e mantenendo su tutto una cappa di silenzio che sembra significare solo la necessità di non divulgare motivi e risultati della visita fatta subito dopo l’endorsement agli inceneritori renziani.

danni causati dagli inceneritoriCome M5S ci opporremo a tutti i livelli ad ogni progetto del genere, per la sua inattualità, insostenibilità nel lungo periodo ed anche sulla scorta dei paragonabilissimi dati epidemiologici che si rilevano presso gli inceneritori delle regioni più avanzate che in questi giorni hanno fatto tanto scalpore e portato alla rimozione di un direttore dell’Arpa per la divulgazione, anticipiamo sin d’ora che coinvolgeremo i nostri portavoce a tutti i livelli e le reti ambientaliste vere per prevenire ogni tentativo d’aggravare la situazione di sofferenza del nostro territorio.

Siamo da sempre in prima linea per l’ambiente, che è appunto una delle nostre 5 stelle. L’Orvieto, l’Umbria e l’Italia che vorremmo è un luogo in cui l’ambiente sia tutelato e rispettato. Con questi “Amici della Terra e degli Inceneritori” non possiamo collaborare, restiamo a disposizione di tutti i cittadini

Manifesto per l’Osservatorio “Le Crete”

Il nostro MoVimento, si sa, ha una fortissima matrice ambientalista, nel senso più sano del termine. Nel nostro programma nazionale e locale, per quanto concerne il ciclo dei rifiuti, c’è il chiaro riferimento al superamento delle discariche ed alla messa in sicurezza di ambiente e territorio innanzitutto prevenendo, ed ove necessario depurando e bonificando, da ogni inquinamento. Non solo c’è nel nostro dna il puntare all’obbiettivo RifiutiZero con zero rischi ambientali, ma c’è la coscienza critica di cittadini che non arrivano adesso sui problemi ma da anni sono attivi nel contribuire a cercare soluzioni sostenibili per territori martoriati dalla commistione, spesso anch’essa inquinata, tra affari e politica. In questi ambiti il MoVimento 5 Stelle sostiene le iniziative positive dei cittadini, delle forze sociali ed anche delle altre forze politiche, dalle quali restiamo indipendenti pur convergendo su temi concreti e puntuali.

Recentemente abbiamo partecipato assieme ad altre forze politiche e sociali a molte attività di approfondimento e trasparenza sulla gestione attuale della discarica di “Le Crete”, e sulle prospettive future della gestione dei rifiuti in quel sito che potrebbe diventare un vero e proprio vulcano fumante sul territorio orvietano con i tanti progetti d’espansione verticale, il cosiddetto revamping, d’espansione orizzontale, il terzo calanco, e di espansione termica, con i progetti di produzione di gas, calore ed energia (e relative scorie inquinanti). Tutto questo in presenza d’inquinamenti le cui cause, e la cui portata e responsabilità, sono tutte da approfondire, e di cui gli enti devono fare, ai sensi dei regolamenti e delle convenzioni Europee, corretta e trasparente informazione ad i cittadini. Ciò senza voler considerare che le discariche dovrebbero andare chiuse in forza delle direttive dell’Unione, che l’Acea che la gestisce ci riconosce davvero pochissimi spiccioli per la sofferenza ambientale sul territorio, che dalla differenziata (che paghiamo cara ed amara) non ci torna quasi nulla quando le materie prime “seconde”, ad esempio il vetro, la plastica e la carta, vengono reimmesse sul mercato con guadagno dei soli attori dell’ultimo tratto di filiera e non dei cittadini.

Tuttavia le tante forze politiche che a maggio parteciparono, senza se e senza ma, hanno in questi ultimi giorni esposto punti di vista molto diversi tra loro e quindi, nella diversità di posizioni, è necessario procedere per passi, con decisione, senza fermarsi me senza bruciare alcuna tappa. A fronte della necessità di attivare un “Osservatorio” per la discarica di “Le Crete” sull’esempio di quello di Borgogiglione, per il quale è necessaria la più ampia e trasversale partecipazione della cittadinanza, dei comitati di cittadini, delle associazioni e delle forze politiche noi, MoVimento 5 Stelle città di Orvieto, abbiamo sottoscritto a firma di Lucia Vergaglia il seguente “Manifesto per l’Osservatorio Le Crete”:

Osservatorio Le Crete-logo

Una riflessione e un esame di coscienza si impongono vista l’incapacità delle amministrazioni di intervenire con lungimiranza nell’equilibrata salvaguardia del territorio. E’ necessario un manifesto d’intenti:

«Alle pubbliche amministrazioni a chiediamo di essere in prima linea nella tutela della salute e dell’ambiente, beni comuni e ricchezza cittadina, esposte al rischio di mercificazione.».

In questo quadro diventa di fondamentale importanza la valutazione dell’impatto che avrebbe ogni ipotesi d’ampliamento della discarica di “Le Crete”, soprattutto in considerazione dell’incapacità dimostrata dalla Regione, e dai comuni, della riduzione dei rifiuti da smaltire ed in presenza della possibilità data ai gestori privati di mettere sul mercato gli spazi in discarica con l’avvicinarsi delle nuove liberalizzazioni internazionali come il Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP.

«Per un futuro sostenibile è oggi che si deve vigilare e questo è l’impegno dei sottoscrittori del presente manifesto, e delle forze politiche e sociali da essi rappresentati, che pertanto, fatta salva ogni altra iniziativa, promuovono la nascita dell’Osservatorio per la discarica orvietana di “Le Crete”.»

E chiediamo alle forze politiche e sociali che intendano realmente partecipare Continua a leggere Manifesto per l’Osservatorio “Le Crete”

Discarica: stop alla gita ed intervento delle autorità

Tanto tuonò che piovve. Lunedì ci sarebbe dovuta essere la tanto contestata “Gita in Discarica” e non solo non si è fatta ma il sindaco Germani ha, secondo noi giustamente, richiesto un intervento delle autorità preposte alla sicurezza al Comune di Orvieto.

Ufficialmente si parlerà degli impianti di Pian del Vantaggio ma in un’intervista ad Antonello Romano è lo stesso Germani a chiarire che l’argomento inquinamento e contaminazione del sito di “Le Crete” sarà sul tavolo dei lavori.

Vogliamo però restare all’aspetto non secondario del valore formativo di una gita in discarica. Dobbiamo deciderci su cosa è il piano formativo e cosa quello educativo. Un antropologo, pare dall’America, ha voluto intervenire e scrivere sulla vicenda stigmatizzando la “Politica dell’Ignoranza” che si oppone al mostrare certe realtà ai bambini delle elementari riducendone in qualche modo la consapevolezza d’essere parte del problema rifiuti. Spiace per il distaccato professionista, l’amico americano, ma per quanto concerne le elementari non pensiamo che sia normale, ad esempio, portare le scuole a vedere i morti dopo gli incidenti e spacciarla per educazione stradale, oppure vedere dai veterinari le sofferenze dei cani che hanno inghiottito bocconi avvelenati e raccontare che nella storia erano i primi alleati dell’uomo che ora li maltratta. No, proprio no. Ci sta la visita al museo, una gita in un parco a dire “Non sarebbe meglio senza cartacce?” del resto sono bambini e la letteratura sull’argomento parla chiaro. Spaventare, terrorizzare e colpevolizzare non la nostra idea di formazione e, crediamo, nonostante tutto, non lo sia neanche nel nostro plesso scolastico e certamente non lo è nel resto d’Italia; in ogni caso anche di questo chiederemo conto in tutte le sedi, a partire dall’assessore alla scuola che, vogliamo osservarlo, come il Sindaco stesso, non ha inteso prendere da subito le difese degli organizzatori della gita.

Solo pochi anni fa la formazione procedeva in modo diverso ed è riuscita ad attivare quella coscienza che è servita, quantomeno, ad avviare la raccolta differenziata nella nostra città. Vogliamo ricordare un momento del 2011 con le parole di una delle nostre candidate alla regione Umbria:

“Nel lontano 2011, (17 e 18 settembre) – Serenella Bartolomei, Presidente dell’associazione Ecologicpoint, e candidata portavoce al consiglio regionale Umbria con il M5S – ci si è presentata un’importante occasione d’incontro con i bambini delle scuole elementari locali, all’interno del progetto regionale “DifferenziaTur“, due giornate di informazioni finalizzate all’importanza di far bene la raccolta differenziata, ed esempi concreti di riduzione dei rifiuti, evidenziando infine, che il futuro dei loro rifiuti non poteva continuare ad essere il conferimento nella discarica della loro città, e che per contrastare ciò, ci si doveva impegnare seriamente nel trovare una celere soluzione alternativa.
Per noi attenti ed esperti osservatori, la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente nei bambini, ed indirettamente nei loro genitori, passa soltanto nel perseguimento costante di un unico obbiettivo, quello di ridurre alla fonte i rifiuti, valorizzando le irrinunciabili tematiche delle 4R (ridurre, riciclare, riusare e riparare), questi concetti non possiamo pretendere che giungano alle giovani menti attraverso una semplice, e poco salubre, visita scolastica in discarica, tutt’altro.
Aggiungo concludendo che, l’Europa stessa sta puntando su un grande progetto volto all’azzeramento dei rifiuti, verso un’economia circolare (COM/2014/0398), una nuova politica dei rifiuti, di certo più lungimirante, che porterà notevoli benefici in termini di crescita e occupazione, a costi che dovrebbero essere relativamente ridotti o nulli, contribuendo nello stesso tempo a migliorare l’ambiente e la salute dei cittadini.”

serenella

Sappiamo che non finirà qui questa vicenda e da parte nostra resta la disponibilità a sostenere ogni azione educativa, condivisa, in un quadro di crescita e sostenibilità, al ripario da rischi stupidi ed inutili quale avvicinarsi con dei bimbi in età pediatrica ad un sito dichiaratamente contaminato.

La #BuonaScuola va in discarica

Alla notizia di una visita dei bimbi delle elementari alla discarica de “Le Crete” come tanti, noi del M5S Orvieto, siamo letteralmente sobbalzati. Sono infatti recentissime le vicende tutte da approfondire delle contaminazioni da mercurio della zona ed a fronte di ciò, con le associazioni del territorio, i cittadini e la totalità delle forze politiche di opposizione, interne ed esterne al Consiglio Comunale, abbiamo immediatamente scritto una lettera ad un sindaco di Orvieto su questa gita scolastica “inopportuna” ed incomprensibile. Abbiamo chiesto innanzitutto di fermarla ed anticipato che vogliamo approfondire questa vicenda.

Come M5S Orvieto vogliamo stigmatizzare alcuni aspetti di questa vicenda davvero tristi.

Il primo è che una discarica non è, per definizione, solo un luogo fisico ma una vera e propria industria classificata come pericolosa e soggetta a precise disposizioni che puntano alla chiusura, messa in sicurezza e successiva bonifica del sito. In pratica un luogo già potenzialmente insalubre per gli adulti, ma sul quale non esistono prove che non lo sia molto di più per chi è in età pediatrica e questa valutazione sottende una superiore assunzione di responsabilità rispetto alla semplice informativa ai genitori sul fatto che è prevista una gita ma, a nostro avviso, sarebbe opportuno un vero e proprio consenso informato quasi come se volessimo mandare i ragazzi in gita in ospedale, reparto malattie infettive, dove il personale lavora ma solo essendo edotto dei pericoli, a fronte della liquidazione di una cospicua indennità di rischio ed in presenza di polizze assicurative specifiche. Questo concerne il comportamento incauto degli organizzatori.

«Se nessuno fa niente e l’indifferenza continua, questo sarà il terreno si cui giocheranno i bambini nel futuro» (SIlvia Colucelli)

In secondo piano considerato che le discariche sono in via di chiusura e che le tecnologie attualmente operanti non rappresentano innovazioni, ma piuttosto quanto di inquinante in tutta Europa si cerca di limitare e ridurre, viene legittimo il dubbio sulla valenza formativa di tale visita. Questo per inquadrare l’iniziativa dal punto di vista della coerenza con il ruolo e gli scopi dell’istituzione scolastica.

Inoltre vorremmo far notare che la stessa Acea, nelle sue attività di marketing, propone visite ai propri impianti alle scolaresche solo ed esclusivamente nei comparti acqua ed energia, in pratica agli impianti idroelettrici, e non si sogna di esporre nel proprio portale le visite a discariche di cui, come nel nostro caso, ha la gestione. Questo per segnalare che questa situazione orvietana rappresenta un’anomalia nei rapporti tra scuole ed enti gestori di discariche.

Ed infine vorremmo inquadrare la scelta di questa gita nelle recenti vicende della cosiddetta #BuonaScuola, il piano Renzi di modifica dell’assetto scolastico, nel quale il ruolo di prestigio e decisionale sarà essenzialmente dato in mano ai presidi, la cui posizione sarà probabilmente molto ambita e per accedere alla quale, ipotizziamo, saranno necessari tutti gli appoggi e sostegni possibili e la dimostrabile capacità di poter fare intervenire il ricco privato nella scuola pubblica. Noi percepiamo in questo avvicinamento ai possibili finanziatori quale il gestore dell’impianto di “Le Crete” e, potenzialmente, i realizzatori degli impianti di trattamento BioGas, BioMasse, BioDigestori e tutti quelli nascosti dietro la parola bio, un probabile primo tentativo di contatto tra gruppi di interesse. Continua a leggere La #BuonaScuola va in discarica

BioGas e BioMasse rispettino l’ambiente

Il M5S è da sempre favorevole ad una cogenerazione ed una produzione di energia pulita. Questo è uno dei capisaldi della politica energetica che promuoviamo da sempre assieme alla gestione intelligente delle reti ed alle tecnologie del basso consumo. Oltre a ciò effettua un’azione normativa e di applicazione stringente delle buone norme e delle buone pratiche per un ambiente pulito e sano mantenendo sostenibile lo sviluppo ed il progresso della nazione. Sul territorio siamo recentemente intervenuti sull’argomento degli impianti a BioGas e BioMasse anche di piccola taglia.

vittoria-via-obbligatoria-bL’Italia è il paese della creatività e del marketing, dove gli inceneritori diventano “termovalorizzatori”, la benzina è “verde” ed il trattamento dei rifiuti diventa “bio”. In Europa le cose vanno diversamente, la propaganda mediatica esiste anche negli altri paesi ma è ben bilanciata da un servizio pubblico limpido, da una diffusione delle informazioni trasparente ed anche da un sistema scolastico molto attento anche alle discipline tecniche e scientifiche qui considerate troppo spesso subordinate a quelle artistiche od umanistiche; i cittadini di quei paesi hanno paradossalmente un maggior bagaglio culturale per recepire le informazioni tecnico scientifiche e fonti ben più affidabili. Non è un caso quindi che la direttiva europea sia da sempre stata chiara sulla necessità obbligatoria della valutazione d’impatto ambientale, detta V.I.A., anche per gli impianti a BioGas e BioMasse, indipendentemente dalla potenza dell’impianto, mentre qui in Italia, per sburocratizzare, questa procedura veniva saltata per gli impianti di potenza inferiore al MegaWatt. Ovviamente siamo stati castigati dall’Europa ed ora l’obbligo è recepito anche in Italia ma molti impianti erano già partiti senza la necessaria valutazione.

Il M5S locale ha chiesto ed ottenuto all’unanimità che nel Comune di Orvieto si procedesse:

  • a porre in essere la corretta serie di buone pratiche volte al controllo e alla verifica della regolare applicazione della Direttiva stessa, ovvero ad attivarsi affinchè i proprietari ed i gestori degli impianti a biogas/biomasse presenti sul territorio ancor prive del V.I.A. siano, entro venti giorni, intimati per procedere alla messa in regola;
  • al verificare lo stato di avanzamento informando il Consiglio sull’eventuale risoluzione del problema;
  • a relazionare durante la prima seduta utile del febbraio 2015 in merito al raggiungimento dell’obiettivo richiesto dalla normativa o delle azioni ulteriormente necessarie;
  • a trasmettere alla Regione Umbria ed agli altri Comuni della Regione Umbria copia dell’atto di indirizzo medesimo con specifico invito ad accogliere localmente la Direttiva 2011/92/UE così come recepita nella legge 116/2014;

Una precisa posizione a favore della sicurezza ambientale e del rispetto del nostro territorio, una chiara manifstazione di volontà che l’Umbria resti il cuore verde, per davvero, dell’Italia.