Sono appena uscite le classifiche sulla qualità della vita che vedono la provincia di Terni perdere qualche punto ed il paragone con l’orvietano diventa rapidamente necessario perchè, qui, le cose potrebbero anche andare peggio.
Ad esempio l’indicatore generale del ternano sui tempi di smaltimento delle cause civili, molto buono tanto da portare l’intera provincia in undicesima posizione, per l’orvietano è drammaticamente più grave con i ritardi accumulati per la soppressione del tribunale. Altre differenze restano marcate a danno di Orvieto come l’assenza del multisala cinematografico (ma non era previsto al Fanello?), l’assenza della banda larga od il tasso migratorio dei giovani.
Punti critici restano il tenore di vita, la popolazione ed alcune assenze importanti in termini di infrastrutture e servizi. Eppure vorremmo ricordare che l’incremento del PIL procapite e della densità abitativa erano al centro dei proclami elettorali sia della destra che della sinistra risultata vincente. Eppure ad oggi nulla si è mosso, o neanche messo in cantiere. Quella fotografata dall’istat è la conseguente stagnazione in cui Orvieto non si riesce a distinguere dal resto della provincia di Terni.
«La Giunta prenda atto che ormai non è più solo il giudizio critico della forza d’opposizione maggiormente rappresentativa nel paese a pretendere un cambio di passo, l’impegno immediato dei fondi europei ed iniziative di vero marketing territoriale, ma sono gli osservatorio economici più prestigiosi ad asserverare, a confermare inoppugnabilmente, la nostra richiesta d’agire.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto
Abbiamo deferito la questione delle limitazioni che vediamo da mesi poste ai diritti delle minoranze, in particolare del gruppo M5S, e la persona dell’Assessore Vincenti (Mobilità e Politiche Comunitarie) al Prefetto per il (penoso) ritardo con per il quale arrivano le risposte alle interrogazioni, quando arrivano, e per le conseguenze che la mancanza delle dovute informazioni porta alla nostra azione in Consiglio.
Si va da interrogazioni sulle Politiche Comunitarie di responsabilità dell’Assessore Avv.Andrea Vincenti, inevase sin dallo scorso ottobre, alle richieste, e da noi lealmente rispettate, pervenute dalla presidenza del Consiglio Comunale di spostare alcune questioni in altra sede, in particolare l’interpellanza sull’emergenza lupi, che invece sono semplicemente scomparse, insabbiate chissà dove. Un malcostume che è proseguito nonostante le sollecitazioni formali ed informali, le proteste nelle commissioni preposte, in particolare la Commissione di Garanzia che potrebbe fare molto di più e nonostante l’interpellanza diretta al Sindaco in sede di Consiglio Comunale. Avevamo ammonito l’amministrazione che avremmo smesso il fair play ed intrapresa la scala gerarchica e così abbiamo fatto. La questione ora è nelle mani dell’autorità prefettizia.
«Adesso basta! abbiamo deferito la vicenda al Prefetto e richiesto un primo intervento di censura e ripristino delle regole democratiche. Per farlo abbiamo, ancora una volta con lealtà, atteso il superamento del periodo elettorale ed il consolidarsi dei nuovi assetti. Non si dica che ci abbiamo voluto fare campagna elettorale, piuttosto ci aspettiamo le scuse doverose dalla maggioranza e dall’amministrazione per l’arrogante atteggiamento fin qui mantenuto ed il ripristino della doverosa dialettica, da troppo tempo sospesa e recentemente sfociata in espressioni assurde con il Sindaco che emenda di persona provvedimenti ed indica tematiche, come quella giubilare, ad esclusivo appannaggio della maggioranza. Inaccettabile, insostenibile, irricevibile. Siamo in democrazia ed è nostra responsabilità ricordarlo alla maggioranza, soprattutto in mancanza assoluta di chi ne avrebbe il dovere perchè nei ruoli di “garanzia” in ufficio di presidenza del Consiglio Comunale. Voglio essere più chiara riferendomi al consigliere Meffi che all’insediamento per arrogarsi tale carica non mise sul piatto della bilancia il senso di responsabilità ma il mero calcolo, anzi come amò dire, peso dei propri voti.»
Ribadiamo che non siamo in Consiglio per farci dei nuovi amici, abbiamo le mani libere e l’intenzione di lavorare e di denunciare lassismi e mancanze, da qualunque parte essi vengano.
Ma lo sapete che secondo diversi studi più del 10% di ciò che finisce in discarica è composto da pannolini e pannoloni?
Il gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle, propone la riduzione a monte della produzione dei rifiuti attraverso l’adozione di buone pratiche e seguendo le normative e le direttive europee basate sulle più moderne e virtuose strategie note come principio delle 4R ovvero Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero, dove la Riduzione e la prevenzione dei rifiuti vanno considerate come prioritarie anche rispetto alla raccolta differenziata.
Ne abbiamo parlato a lungo in campagna elettorale e, non potendo attivare direttamente quanto nel nostro programma, siamo costretti a presentare ogni strategia un piccolo pezzo alla volta. Nel puzzle di #PiccoliPassi che comporrà tutta la nostra azione politica ed istituzionale oggi ci sono anche i pannolini lavabili. Ne abbiamo parlato con Serenella Bartolomei, di Ecologic Point, nostra candidata portavoce alla regione Umbria.
La diffusione dei pannolini lavabili, secondo il nostro punto di vista, su larga scala consentirebbe importanti risparmi di materie prime, ma a livello comunale o di area vasta, in particolare alla zona sociale 12 a cui appartiene Orvieto, risparmierebbe l’introduzione in discarica di tonnellate di rifiuti, con minori costi da parte dei cittadini sui costi di conferimento.
Occorre ricordare che pannolini “usa e getta”, già nelle fasi di produzione, consumano ingenti risorse e inquinano l’ambiente (consumo di cellulosa, acqua ed energia, sbiancanti chimici, materie plastiche, ecc..); secondo la letteratura tecnica per produrre pannolini per un solo bambino (che ne utilizza circa 6000 nei primi tre anni di vita) si richiede una quantità di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi e che la loro degradazione, che avviene in non meno di 500 anni, rilascia nell’ambiente svariate sostanze chimiche nocive, tra cui il poliacrilato di sodio, stagno tributile (TBT), diossina, xylene, ethylbenzene, e isopropylene.
Viceversa i pannolini “lavabili e riutilizzabili” rappresentano una scelta rispettosa dell’ambiente e, secondo molti, anche della salute degli stessi bambini; i benefici sono infatti molteplici poiché evitano l’esposizione ed il contatto con le suddette sostanze non naturali, migliorano la traspirazione delle zone genitali, migliorano notevolmente la percezione delle funzioni fisiologiche e contribuiscono, per le loro dimensioni maggiori, al mantenimento della posizione ottimale per il corretto sviluppo dell’articolazione delle anche.
Per questi motivi già molti comuni italiani hanno scelto di incentivare la diffusione dei pannolini lavabili con vari approcci: si va dalle campagne di informazione e sensibilizzazione ai sostegni diretti alle famiglie, attraverso la distribuzione di kit prova omaggio, rimborsi sugli acquisti dei pannolini lavabili, l’introduzione nei nidi comunali, convenzioni con le farmacie, esenzione totale o parziale delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti.
Tutte forme di incentivi che, in questo particolare periodo storico, costituirebbero un sicuro sostegno socio-economico alle famiglie che potrebbero così risparmiare importanti somme, se consideriamo che per un bambino si spendono in media circa 1650 euro per i pannolini nei primi 2/3 anni di vita, contro i 3/400 euro circa (dipende dai modelli e dalle marche) di quelli lavabili, senza contare che si possono eventualmente riutilizzare per altri figli, raddoppiando i risparmi.
Per fare il quadro completo, non limitandoci all’orticello di casa, non possiamo ignorare che il bilancio “ecologico ed economico” tra le due tipologie di pannolini, anche tralasciando l’aspetto legato ai rifiuti, risulta nettamente a favore di quelli lavabili. In particolare se consideriamo i consumi idrici ed energetici dovuti al lavaggio dei pannolini in lavatrice non risultano superiori a quelli del ciclo vitale-produttivo dei pannolini usa e getta; se poi consideriamo l’utilizzo di lavatrici ad alte prestazioni energetiche, a pieno carico e a temperature medie, consente di spostare nettamente il bilancio idrico ed energetico a favore dei pannolini lavabili.
Il M5S Orvieto esporrà questa proposta al Consiglio Comunale, siamo certi col sostegno trasversale sia della maggioranza attuale che dell’ex maggioranza, per prevedere nel bilancio preventivo risorse per avviare e sostenere progetti di promozione ed incentivazione per l’utilizzo dei pannolini lavabili, nelle forme che si riterranno più idonee, insieme alla necessaria informazione sui vantaggi per i bambini, per le famiglie e per l’ambiente.
La politica non è solo grandi balzi ma soprattutto piccoli passi.
Solidarietà ai lavoratori caricati dalla polizia a Roma. Un abbraccio alle loro famiglie per l’annuncio delle perdite di tanti posti di lavoro. Sostegno ai portavoce Angelica, Federico, Stefano, Tiziana e Valentina che erano con loro. Sdegno per un governo che sta mettendo la scritta “saldi” su quanto di buono c’è in Italia e costringe le forze dell’ordine ad aggredire militarmente cittadini che (ancora) pagano le tasse. Terni è l’Italia. La state ammazzando un poco alla volta, uno slogan alla volta, un crudele tweet per volta.
Electrosys, un vanto per l’elettronica di precisione italiana, un faro dell’industria orvietana vive i suoi momenti più bui.
Il concordato preventivo si chiuderà questo martedì ed i piani industriali attesi per salvare l’azienda ed i lavoratori sono lacunosi e deboli. Alle maestranze resta un’ultima carta da giocare: entrare direttamente, e con capitali propri, nella gestione dell’impresa.
Azienda all’avanguardia, Electrosys, ha fornito il materiale al CERN di Ginevra per studiare il Bosone di Higgs, ha digitalizzato la televisione italiana ed ha clienti e commesse in tutto il mondo, commesse che cominciano però a svanire quando sono cominciati i problemi dell’azienda ed i primi screzi dovuti al ritardo nel pagamento degli stipendi.
Ora sul filo di lana molti lavoratori orvietani, sostenuti dal senatore pentastellato Stefano Lucidi e dalla Consigliera del M5S Orvieto Lucia Vergaglia, sono ricorsi al Prefetto per ottenere una proroga del periodo di concordato per mettere sul piatto della bilancia il loro KnoW How e la loro quota di credito vantato verso l’azienda. Quando la proposta sarà nelle mani del giudice designato occorrerà tutta l’apertura e la capacità degli enti pubblici preposti a sostegno dell’Electrosys per non rendere vano questo tentativo.
Per questo, in un acceso Consiglio Comunale ad Orvieto il M5S ha chiesto l’intervento a garanzia del Sindaco Germani che, alla presenza dei delegati dei lavoratori, ha ribadito impegno e disponibilità.
Non sappiamo quanto i giochi speculativi, già visti ai tempi di Edicom, abbiano contribuito all’aggravarsi della sitazione Electrosys, ma è fondamentale dare un segnale forte ed impedire delocalizzazione e chiusura di un fiore all’occhiello dell’industria italiana ed orvietana.
Quella che il MoVimento 5 Stelle presenta per le elezioni amministrative NON è una lista civica, ad Orvieto quella guidata da Lucia Vergaglia è una straordinaria forza nazionale che dal 26 maggio sarà presente, e vincente, in Europa.
Conosciamo i problemi della nostra città, li conosciamo bene e li affronteremo tutti, non staremo solo a cianciare di soluzioni per l’ex caserma ferma con le 4 frecce da vent’anni, dell’ex ospedale, l’ex tribunale, dell’ex consorzio od in declino come CSCO e Turismo, con quei signori che avevano le mani in pasta mentre Orvieto si spegneva, che adesso copia&incollano le parole dei nostri programmi senza forse neanche capirle a pieno, senza aver mosso foglia per anni ma riservandosi ora uno spazio di visibilità con le “riaperture” preelettorali (le inaugurazioni infatti le vieta la legge in campagna elettorale) ed un pò di decoro urbano e pulizia. Non staremo assiepati sotto il campanile del Maurizio nel ristorante. Noi no.
Noi siamo altro e siamo oltre, e portiamo sempre Orvieto con noi nelle discussioni regionali e politiche; la nostra rete paritaria con i deputati e senatori, con Roma e dal 25 con Bruxelles e Strasburgo è oltre la conoscenza personale diretta e l’amicizia (che pure ci sono). Noi di Orvieto, con le nostre idee ed i nostri progetti per la città, il territorio ed i rapporti con la regione, con i fatti più che con le chiacchiere siamo già in MoVimento. #VinciamoNoi
Con il M5S la politica torna nelle mani dei cittadini
Le candidate a Sindaco di Terni ed Orvieto, Angelica e Lucia
Lucia Vergaglia: VinciamoNoi!
Ancora domande e proposte dai cittadini per i cittadini
Il MoVimento è una rete di cittadini
Angelica Trenta: riprendiamoci le nostre città
Tanta gente, tanto entusiasmo e voglia di partecipare
Lucia Vergaglia
Lucia ed Alessandro: adesso si parla di ambiente
Le mani dei cittadini si incontrano e stringono
Lucia con Alessandro: tantissime domande, tantissime questioni e moltissimi incoraggiamenti
Ieri a Terni i gruppi politici hanno incontrato il Prefetto per accordarsi sulla disciplina della campagna elettorale 2014.
Abbiamo richiesto alcune modifiche alla documentazione prevista soprattutto in relazione al ballottaggio, probabile in molti comuni, ma tutto sommato l’impianto dell’accordo a noi, ed al M5S Terni sembrava abbastanza solido. Avremmo voluto fossero presenti anche i responsabili delle istituzioni dell’Orvietano che oggi riceveranno il documento da noi controfirmato ma forse erano impegnate, avevano le mani in pasta in qualcosa ma va bene così, le istituzioni ternane hanno comunque segnalato le modifiche normative di quest’ultimo anno ed il Prefetto le ha accolte.
Lucia Vergaglia M5S Orvieto
La Commissione per la Propaganda Elettorale (per il M%S c’erano Terni ed Orvieto)
L’avv. Lucia Vergaglia, candidato a Sindaco di Orvieto per M5S
I delegati delle forze politiche del ternano
Infine abbiamo posto lo spinosissimo tema della propaganda mediatica, soprattutto su internet, sotto false generalità (quelli che si fingono 5 stelle, insomma). La questione, essendo nella fattispecie un reato, non sarà inserita nel regolamento così come non sono inseriti i furti e le truffe. Abbiamo dichiarato la nostra soddisfazione poichè ora, nel nostro territorio, siamo certi che il furto d’identità perpetrato dai vari finti meetup, gruppi facebook e siti internet di alcuni candidati di una lista civica NON sia una violazione del regolamento di propaganda elettorale sanzionabile con una multa e sanabile colo solito decretino milleproproghe.
Nossignori è un reato (anzi un insieme di reati) e come tali andranno sanzionati, sia chi li compie che chi ne trae un vantaggio e/o ne sia, eventualmente, mandante.
Qui sotto, infine, i firmatari del protocollo di “Propaganda Elettorale” . Notare le parole “Spiritò di Lealtà” e “Correttezza” e notare anche il principio per il quale le organizzazioni politiche ed istituzioni invitate non partecipanti siano egualmente vincolate al rispetto di tale intesa.
Restate sintonizzati, seguiteci, e diffidate dalle imitazioni.
Un certificato del casellario giudiziario? Vai da Monteleone d’Orvieto a Terni (100 km in auto o tanti cambi treno). Vuoi fare causa civile ad uno che ti deve 2.500 euro? Benissimo manda a Terni l’avvocato da Orvieto per iscrivere al ruolo e fare il dibattimento (stanza 6, piano terra, Tribunale di Terni, tra i mucchi di pratiche ed i carrelli del Conad usati per portarle) ovviamente con l’obbligatorietà di fare prima il tentativo di mediazione devi anche raddoppiare tempi e costi…questi ed altri sono gli esempi della cecità burocratica della riforma al tempo di Monti, quella che, con la scusa di un risparmio fasullo, ha portato alla chiusura dell’efficente Tribunale di Orvieto.
Un “circondario” di competenza che serviva alle esigenze di giustizia di un’ottavo della popolazione umbra e dei suoi enti ed aziende, con una distribuzione territoriale , seppur vincolata ai criteri regionali, rafforzata da una logistica autostradale e ferroviaria che altri non possono vantare, ed una vicinanza strategica alla locale casa di reclusione che rendevano il Tribunale di Orvieto “ideale” per le esigenze di prossimità ai cittadini che vogliano una risposta giusta e fornita in tempi ragionevoli alle esigenze di vedere risolte le loro controversie tanto da permettere “la ragionevole durata del processo“, un valore fondamentale della nostra Costituzione.
Un presidio locale del Ministero della Giustizia che con i suoi uffici permetteva ad un’ottavo delle aziende umbre di poter rapidamente ottenere soluzioni a problemi ed anche verifiche sugli status giuridici delle persone fisiche con l’accesso ai casellari, così come ottenere la redazione di alcuni certificati di legge. Un punto di riferimento per il diritto di famiglia e per tutti gli interventi che questo pilastro fondamentale della società possa abbisognare, così come i soggetti più deboli, ad esempio i minori; il tutto restando fondamentale per i servizi sociali legati a ben un ottavo della nostra popolazione regionale maggiorenne.
Un tribunale è anche altro, tuttavia per i semplici cittadini come noi che non siamo, mi si perdoni la precisazione, professionisti della legge, è sopratutto un presidio di giustizia. Continua a leggere Un presidio di giustizia→
Il ministro Cancellieri ha firmato il decreto, il tribunale è perso. Altri due anni per smaltire le pratiche civili inevase e poi chiudono i battenti del nostro Palazzo di Giustizia.
Cosa cambia?
Beh, innanzitutto ci saranno dei rallentamenti nelle attività in essere, dei cosiddetti rinvii d’ufficio, a causa del trasferimento e dell’insediamento nella nuova sede a Terni.
Poi i costi lieviteranno. In pratica dovrete mandare gli avvocati dell’Ordine di Orvieto (ente che dovrebbe essere assorbito da quello di Terni, presumibilmente) in “missione” a Terni. Un avvocato in “missione” costa…
Infine le sparizioni di prove e fascicoli, rischio quanto mai attuale durante i trasferimenti di sede, che costeranno ai cittadini il non avere, semplicemente, diritto alla giustizia.
Esercito e polizia sono due corpi ben separati. L’esercito combatte i nemici dello Stato, la polizia serve a proteggere il popolo. Quando entrambe le cose le fa l’esercito, allora il nemico dello Stato tende a diventare il popolo. (William Adamo)
Lo diamo per scontato, sono cittadini anche loro, e per scelta o per ventura, sono al servizio dei cittadini. Non dello stato, quelli sono i militari, non delle imprese, quelle sono le vigilanze private. Sono al servizio dei cittadini, e sono il braccio, i sensi e l’intelletto del potere giudiziario assieme alla magistratura. E’ così, DEVE essere così!
Sennò si intra in un paradosso, in un errore di logica per il quale nessuna parola di filosofo, legislatore o politico è stata detta mai con l’efficacia di queste pronunciate invece da un personaggio di fantasia in un film per la tv:
Esercito e polizia sono due corpi ben separati. L’esercito combatte i nemici dello Stato, la polizia serve a proteggere il popolo. Quando entrambe le cose le fa l’esercito, allora il nemico dello Stato tende a diventare il popolo.
Così quando vediamo il sindaco di Terni manganellato a sangue e veniamo a conoscere la decisione del tribunale in merito alla vicenda Cucchi (condannati i medici, assolti i poliziotti) ci chiediamo se c’è una deriva autoritaria, autocratica, se la continua militarizzazione delle nostre città stia cambiando la stessa polizia e ci domandiamo:
E’ forse questa la fotografia della nazione?
Lo Stato è quello degli operai? Lo Stato è quello delle imprese? E’ Stato la fascia tricolore di un sindaco sanguinante? E’ Stato quello di Polizia? E’ Stato quello che ami con tutto il cuore ma che la testa ti dice di lasciare?
Noi diciamo di NO! Diciamo che la polizia è al servizio dei cittadini, che se sbaglia deve pagare esattamente come gli altri cittadini e che non è al servizio dello Stato ma è parte di esso. Quelli di ieri sono stati degli incidenti, isolati, da superare e da riconoscere per quelli che sono, solo bruttissimi episodi, e quel politico che li usa per fare propaganda sbracciandosi in plausi davvero fuori luogo è solo una nullità senza palle ne argomenti.
Nonostante tutti i Giovanardi c’è speranza, domani sarà un giorno migliore e più giusto, libero ed onesto…
Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. H. Marcuse