Centro d’Italia: preso da Vetrya

Negli scorsi mesi abbiamo provato a lavorare nell’interesse della comunità d’imprenditori, anche in crisi, nel distretto industriale di Fontanelle di Bardano proponendo di trasformare la peculiarità che in quel luogo insista il centro d’Italia in un valore aggiunto, posizionando una stele, poi bocciata dalla maggioranza che si faceva latrice di una posizione per la quale era l’impresa a dover fare il primo passo e non l’amministrazione.  A quest’atto amministrativo e giuridico avremmo potuto agganciare una serie di azioni di valorizzazione tra cui la nostra proposta del Centro del Made in Italy.

A queste posizioni di diniego, prontamente, ci siamo rivolti, ai sensi del regolamento del Consiglio Comunale, all’Assessore competente, dottoressa Martino, per sapere come intendesse valorizzare quel distretto industriale, ed ancora non siamo stati degnati di risposta. Specifichiamo che gli assessori hanno 30 giorni per rispondere e che il ritardo si è protratto nonostante le nostre insistenze, perorate anche personalmente, e che è già stato portato all’ordine del giorno in Commissione di Garanzia tale mancanza e che, è doveroso aggiungere, l’alternativa a questa nostra scelta sarebbe stato un esposto al Prefetto con gravi conseguenze per i protagonisti e per l’andamento dell’amministrazione cittadina.

In tutto questo lassismo, nella latitanza della politica di maggioranza, gli imprenditori intanto fanno naturalmente i propri interessi, curando il marketingdella propria azienda, mirando al profitto e lavorando per il benessere della propria filiera. Una delle imprese internazionali punta di diamante del nostro territorio non si è fatta sfuggire la ghiotta occasione di accaparrarsi questa unicità da vantare all’estero. E’ Vetrya, alla cui capacità di fare business facciamo tanto di cappello, ed ecco cosa si vede all’esterno del loro Campus.

WP_20150210_001Sopra questa altissima pietra miliare in stile Google Maps che porta le coordinate del centro della nostra nazione campeggia forse la bandiera italiana o quella del Comune di Orvieto? Continua a leggere Centro d’Italia: preso da Vetrya

OdG “Prima il Lavoro”

La crisi morde, il crollo di commercio e manifattura, la trasformazione in commodities (in beni di consumo) di tanti sevizi professionali qualificati, la disponibilità online di prodotti di ogni genere e qualità, la liberalizzazione, la chiusura dei cordoni della spesa da parte degli enti pubblici hanno letteralmente affamato cittadini, famiglie ed imprese.

In mancanza di quel generale ammortizzatore sociale che è il reddito di cittadinanza dobbiamo necessariamente promuovere al massimo la diffusione dell’occupazione. Ove possibile puntiamo ad un’occupazione di qualità, sostenibile e sana come nei progetti di sviluppo che abbiamo indicato nel nostro programma o nelle proposte che nel Comune di Orvieto abbiamo espresso come forza di minoranza (ad esempio il Centro del Made in Italy), financo alle battaglie come quella per Electrosys.

Tuttavia non ci tiriamo indietro sul campo di quello che può fare il Comune in prima persona in termini di accesso al lavoro ed al reddito, anche se qui dobbiamo abdicare alle massime tutele e spingere per il male minore, quello della formula del lavoro accessorio, proponendo un’iniziativa in favore dei cittadini  raccomandando che  l’amministrazione comunale  faccia proprio questo problema e  prenda in esame la possibilità di attivare interventi specifici attraverso i voucher lavoro INPS.

voucherUltimamente sono tante le amministrazioni comunali che usano i voucher lavoro in occasione di lavori che sono di competenza del Comune. All’interno del territorio per un’amministrazione che non sia lassista c’è sempre tanto da fare e migliorare, a volte con l’aiuto di associazioni e volontariato, altre volte con il personale comunale interno. Tuttavia, come constatiamo anche qui ad Orvieto, questo non basta.

I voucher lavoro sono uno strumento estremamente semplice e duttile per l’Amministrazione, in quanto il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio avviene attraverso il meccanismo di ‘buoni’, il cui valore nominale è pari a 10 euro ed è comprensivo della contribuzione INPS, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore e di quella in favore dell’INAIL per l’assicurazione anti-infortuni, in ordine alla quale, specifichiamo, abbiamo già attivato con specifica interrogazione l’assessore competente al personale, dott. Gnagnarini, ad aggiornarci sulla attuale disciplina dei registri infortuni nel nostro Comune, in modo da non avere intoppi burocratici inutili.

Veniamo a questi 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione. Chiaro? Costo per il Comune 10 euro l’ora, retribuzione oraria occasionale effettiva 7,50 euro, una vera miseria ma in tempi di crisi la spesa almeno la si riesce a fare e soprattutto non si perde il contatto con la vita produttiva e resta almeno quel minimo di fiducia nelle istituzioni che, questa volta, al cittadino disoccupato non lo abbandoneranno.

Qui di seguito il testo dell’ordine del giorno, aperto al commento ed alle aggiunte che speriamo vengano da tutte le forze politiche per la massima condivisione e per un’approvazione finale unanime. Continua a leggere OdG “Prima il Lavoro”

Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti

Archiviato il Consiglio Comunale in cui il Sindaco ha dovuto rintuzzare le richieste di dimissioni ed appariva indebolito dalle lotte interne alla sua maggioranza abbiamo deciso di portare finalmente il caso Electrosys in Parlamento.

fiato-sul-collo-m5s-electrosysInnanzitutto, prima di riprovare a tentare, come M5S, di indicare soluzioni di riavvio industriale ed occupazionale a lungo termine del nostro territorio ci vediamo ancora una volta costretti a ragionare sulle urgenze. Continua a leggere Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti

Trasparenza è partecipazione!

Via allo streaming e non solo.

Streaming video sedute del Consiglio e CommissioniMoltissimi meetup e gruppi consiliari del M5S hanno chiesto ed ottenuto la famosa diretta streaming del Consiglio Comunale, nel 2015 è qualcosa di doveroso ed è vergognoso non essere dotati di questi minimi strumenti di contatto con la cittadinanza. Il M5S Città di Orvieto non si è limitato a questo. Abbiamo infatti presentato un articolato d’indirizzo che preveda la presenza del comune sui social network, la possibilità dei cittadini d’interagire, la registrazione e la diretta dei Consiglio e delle sedute di Commissione (eccetto quelle “secretate” per legge) ed una convenzione con aziende e professionisti locali per il sostegno tecnico nelle attività.

L’ordine del giorno sulla trasparenza e la partecipazione, depositato nell’ormai lontano settembre 2014, è stato più volte reinviato ed anche oggi una delle liste civiche di maggioranza ha provato a metterci i bastoni tra le ruote presentando un leziosissimo parere legale improntato sul diritto alla privacy assolutamente decontestualizzato volto a perdere ancora altro tempo in questioni legate ai regolamenti.

A questo punto lo stesso Presidente della II Commissione, quella appunto dei regolamenti, ha rilanciato e chiesto il contributo in termini di realizzazione alla capogruppo del M5S ed il provvedimento è stato approvato.

Prevede in modo vincolante:

  1. CHE il Comune si doti specifiche reti sociali gratuite quali un account Twitter ed una pagina sociale Facebook per l’interazione con la cittadinanza ed un canale Youtube per la condivisione audiovideo, la diretta video e la registrazione online visualizzabile anche dai suddetti terminali mobili.

  2. CHE le sedute di Consiglio siano trasmesse in diretta streaming audiovideo sui suddetti canali sociali pubblici quale, ad esempio, youtube.com con “licenza” CC:A-NC (Creative Commons: Attribuzione – Non Commerciale).

  3. CHE i collegamenti alle registrazioni restino a disposizione della cittadinanza sul sito ufficiale del Comune.

  4. CHE sia dato risalto e pubblicità sulle suddette reti sociali l’avvio delle dirette streaming.

e raccomanda, in modo lasciato al successivo dibattito nelle apposite commissioni, che lo streaming video sia gestito internamente al Comune od in convenzione con accordi che permettano le miglior fruizione ed efficacia, coinvolgendo ove possibile le numerose professionalità ed aziende di tecnologia del territorio.

Insomma ogni cittadino potrà seguire, registrare, condividere, intervenire e commentare (mettendoci la faccia) l’attività di amministratori e politici, in piena trasparenza permettendo un sempre maggiore coinvolgimento e la partecipazione anche di chi, pensiamo agli anziani od ai diversamente abili, non possa farlo di persona.

Anche questo è un modo di alzare l’asticella della politica in questi nostri territori, anche questo è un modo di ricordare quello che fu fatto in passato e chi lo fece, nel bene e nel male. Rivendichiamo che questo tipo di battaglia sia da sempre nel DNA del MoVimento 5 Stelle e che sia il preludio degli istituti di democrazia diretta, a cominciare dal bilancio partecipato, che si potranno sviluppare riducendo la distanza tra amministrazione e cittadini, tra azione politica ed esigenze del territorio.

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Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

E’ tanto il cibo che va perso senza essere consumato, colpa in larga parte di un sistema produttivo che perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima che arrivino in tavola.

In tal senso il Ministero dell’Ambiente dal 2014 ha promosso la giornata nazionale contro lo spreco alimentare il cui primo anniversario è appena trascorso senza che Giunta o maggioranza al Comune di Orvieto battessero ciglio.

Il M5S è da tempo sensibile all’argomento e ben prima di entrare in Consiglio Comunale, in piena era Concina, il Meetup Orvieto 5 Stelle aveva già depositato proposte da discutere in Amministrazione per il recupero di scarti ed avanzi, in special modo dei prodotti alimentari in scadenza.

La nostra proposta di Last Minute Market (Mercati dell’ultimo minuto) nasceva da esperienze e buone pratiche proposte studiate e raccolte in appositi disciplinari dall’Università di Bologna e dalle esperienze in tal senso portate avanti dai comuni più virtuosi.

Eppure è l’anno dell’Expò sul cibo, è l’anno della campagna contro lo spreco del Pane, è l’anno in cui lo spreco, stante la crisi è un vero e proprio colpo basso, uno schiaffo alla miseria ormai così tanto diffusa.

La nostra idea è li, a disposizione, ed è una proposta di stop allo spreco che non vuole risolvere il problema d’emergenza una tantum, ma offre una “strategia” di lungo periodo, che potrà dare risultati destinati a durare per gli anni a venire operando nel più limpido rispetto delle regole e delle normative italiane ed europee creando un contatto tra le attività produttrici e gli enti beneficiari, fornendo assistenza, predisponendo dei protocolli per recupero e (ri)utilizzo dei beni in conformità alle norme vigenti, in particolare riguardo agli aspetti: igienico sanitari, amministrativi, fiscali, logistici e comunicativi, prevedendo il monitoraggio e la supervisione dei recuperi nelle eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali, ingrossi, negozi, nel recupero prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo, nei pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva; oltre a ciò con la stessa metodica si può operare nei farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, nei sementi non conformi agli standard di commercializzazione ed addirittura nei prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati come, ad esempio, i libri ed i giornali destinati al macero.

Avevamo indicato anche i principali punti di riferimento “professionali” per impiantare sin dal 2013 un mercato dell’ultimo minuto locale ma ne la  Giunta Concina ha avuto l’iniziativa di prendere in considerazione queste ipotesi, ne la Giunta Germani ha avviato iniziative simili, neppure sappiamo se hanno dato una minima occhiata a quanto depositato presso il comune dal Meetup.

Peccato, ci saremmo aspettati una qualche iniziativa considerato lo stato di bisogno di tanti nostri concittadini ed il continuo inutile spreco figlio di una politica lassista impegnata solo a scomuniche e giochi di palazzo.

Gli altri comuni, facciamo l’esempio di Ferrara che riesce a recuperare i farmaci in scadenza da ben 11 farmacie comunali portando benessere e salute ai bisognori e riducendo l’impatto sul sistema sanitario nazionale, oppure di Jesi che opera il Last Minute Market addirittura insieme alla famosa trasmissione televisiva Masterchef, dimostrano quanto si possa essere grandi con poco.

Se volete noi ci siamo.

Tavolo di lavoro sul commercio.

Il problema della licenze di Orvieto Scalo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari.

L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, portando in audizione gli operatori e gli esperti, implementando le buone pratiche dei comuni più avanzati nei nostri regolamenti e provvedendo a periodiche messe a punto periodiche  in vista degli ulteriori progressi del delivery, della distribuzione e della mobilità. In tal senso il M5S intende coinvolgere nella sede sella II Commissione permanente il maggior numero di forze dotate di quel potere di indirizzo della politica cittadina a realizzare un “Tavolo di Lavoro sulle Regole del Commercio” dedicato a risolvere gli attuali problemi e prevenire quelli potenziali con l’obbiettivo di riportare il commercio ad essere un centrale punto di riferimento della vita e dello sviluppo della città

Qui di seguito il testo dell’iniziativa Continua a leggere Tavolo di lavoro sul commercio.