Archivi categoria: MoVimento 5 Stelle Orvieto

CULTURA, TURISMO E LAVORO

A PROPOSITO DELLE POLEMICHE SUL SITO TURISTICO DI ORVIETO NON DOVREMMO AVERE MAGGIORI ATTENZIONI PER TUTTO IL COMPARTO?

In #Italia circa la metà dei musei non dispone di un sito web, un account social, contenuti in lingua straniera o personale che parla inglese. Siamo la terza economia del continente, ma siamo anche tra i meno informatizzati d’Europa.

Secondo Oxford Economics, se sviluppassimo l’economia turistica investendo sui contenuti online e allineandoci con la media europea, il Pil crescerebbe di circa l’1% e la domanda turistica del 10%, un dato quantificabile in circa 250mila nuovi posti di lavoro.

Questo al netto delle considerazioni sullo nuovo bilancio europeo che porta i fondi per la cultura a 2,8 miliardi di euro.

Assieme al Csco Centro Studi città di Orvieto) prossimo incontro della consulta per lo sviluppo economico dell’orvietano approfondiremo anche questa tematica con un occhio volutamente di prospettiva che superi le prossime elezioni e che metta a fuoco le situazioni su cui puntare nei prossimi anni.

Istat – Istituto Nazionale Di Statistica: https://goo.gl/JtuzKJ

Oxford Economics: https://goo.gl/omv8JK

Il Sole 24 ORE: https://goo.gl/46xzM4

Corriere della Sera: https://goo.gl/gmS1xY

Il Fatto Quotidiano: https://goo.gl/69BPZX

Gli Stati Generali: https://goo.gl/dWvUfx

#LincMagazine: https://goo.gl/44mtDf

Lo spreco dei siti…

L’ASSESSORE VINCENTI ANNUNCIA UN ENNESIMO SITO WEB DEDICATO AL TURISMO. MA UN NOSTRO ATTIVISTA CI SPIEGA CHE QUELLI ESISTENTI IL COMUNE NON LI FA FUNZIONARE.

A parte che la Cassa di Risparmio attraverso la fondazione ha finanziato un portale specificamente dedicato a lavorare con il comune di Orvieto per favorire il turismo e segnalare gli eventi con quasi €30000, e che questo già è soggetto ad interrogazione in consiglio vogliamo raccontare la storia di Visit Orvieto, creato da un nostro attivista in risposta delle tante provocazioni dell’assessore anzi dell’ex assessore Gnagnarini che era solito postare sul proprio profilo Social e diffondere a mezzo stampa immagini come questa:

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Sport ed occcasioni perse. Interrogazione M5S.

SI CHIUDE SENZA RISULTATI DUREVOLI LA VICENDA DI ORVIETO COMUNE EUROPEO PER LO SPORT. MANCA LA CONCRETEZZA.

Mentre festeggiamo gli acuti delle nostre giovani leve o dei nostri campioni delle classi Seniores dobbiamo fare i conti, amaramente, con una scarsissima capacità di fare tesoro e rendere durevole un qualsiasi risultato anche in campo sportivo, da parte dell’amministrazione e di quel complesso sistema politico che affianca le meritorie attività sia delle associazioni dilettantistiche che di squadre e Federazioni oltre, naturalmente, a quelle degli stessi atleti.

Partiamo da un dato esemplare. In discussione in consiglio comunale è stata la stessa amministrazione ad avere ammesso di non aver intercettato alcun tipo di finanziamento in relazione ad Orvieto città europea dello sport. In effetti a guardar bene del panorama dei possibili programmi in cui il comune di Orvieto avrebbe potuto presentare progetti e proposte , anche di partenariato, purtroppo assenti ingiustificati.

Il programma Erasmus+ Sport, La settimana europea dello sport, Il programma Health per le attività sportive, i fondi Strutturali per lo sport – FSE e FESR… noi con l’ amministrazione di Orvieto non siamo mai protagonisti.

Lo stesso adeguamento degli impianti lascia a desiderare ed a testimoniarlo ci sono interventi in consiglio della stessa maggioranza contro la propria amministrazione. Ciliegina sulla torta mentre Giuseppe Germani a aperto alla possibilità di impegnare una parte cospicua del bilancio comunale per acquisire al patrimonio pubblico l’ex ospedale di Orvieto, senza dichiararle una possibile destinazione d’uso, abbiamo le nostre società sportive che non dispongono di un palazzetto dello sport comunale ma devono pagare pegno alla provincia. Si deve aggiungere a questo la mancanza dei mezzi di trasporto da e per gli impianti sportivi che non siano destinati a tale scopo esclusivamente dalle società private.

Insomma una situazione di stasi dal punto di vista delle risorse ed un corto circuito istituzionale dal punto di vista del rispetto delle necessità dei nostri cittadini.

Porteremo al prossimo consiglio comunale in interrogazione la questione per l’appunto degli impianti sportivi scoperti e coperti e del trasporto da e presso di essi ad esempio con l’uso pomeridiano degli scuolabus comunali, in forma convenzionata.

Ufficio fondi europei

I COMUNI AMMINISTRATI DAL M5S HANNO SAPUTO FARE TESORO DEI FONDI EUROPEI. NOI AD ORVIETO NON VOGLIAMO ESSERE DA MENO E CON LUCIA VERGAGLIA CI SENTIAMO PRONTI.

Abbiamo approfondito la materia dei rapporti tra le amministrazioni e l’Unione Europea e di come questa possa concretizzarsi dell’ottenimento di quei sovvenzionamenti conosciuti come fondi europei diretti.

Ci siamo preparati incontrando in questi ultimi cinque anni i rappresentanti della Commissione e del comitato delle Regioni, i personale che si occupa delle valutazioni ed i più esperti tra europrogettisti specialisti dei diversi programmi promossi dall’Unione.

La nostra Lucia Vergaglia è la decana di questa iniziativa ed è l’unica, tra gli amministratori coinvolti in questo processo, che è stata presente su tutte le tematiche. Continua a leggere Ufficio fondi europei

Capacità di spesa comunale

LE RECENTI INCHIESTE DI BANCA DI ITALIA ED IL DECLASSAMENTO DELLA REGIONE DA PARTE DELL’EUROPA IN CONFRONTO A TUTTE LE ALTRE REGIONI ITALIANE SONO UN ALLARME. QUELLI BRAVI HANNO FALLITO.

È interessante studiare i conti delle amministrazioni locali. Parte di quelle discipline o scienze delle finanze locali che concorrono alla formazione degli esperti di finanza pubblica, spesso meno approfonditi sa chi invece si pone studi economici orientati alla impresa.

Fra gli indicatori più citati, oltre a quelli più noti come il grado di autonomia impositiva, il grado di autonomia finanziaria, ci sono quelli che fotografano l’efficienza e la efficacia della gestione degli enti locali ed la sua efficace ed efficente erogazione della spesa. Ciò avviene in un quadro, quello della spesa pubblica dello Stato, che al netto delle prestazioni pensionistiche a noi oggi risulta fortemente decentrato. Ora nel caso in cui la macchina locale operi in maniera inefficiente, qualsiasi tentativo centrale di programmare investimenti o altri programmi di spesa nel rispetto delle regole di economicità e buona amministrazione non avrà probabilmente successo.

Siamo d’accordo?

Bene. Ne consegue un chiarimento della nostra ferma convinzione del fatto che quegli esperti che continuamente insistono nell’individuare più investimenti pubblici (e non privati) come volano della crescita si sbaglino.

Non tengono conto della macchina inefficiente che eroga la spesa.

Prendiamo ad esempio i dati ISTAT disponibili sui bilanci consuntivi 2016 delle amministrazioni locali. Nel grafico una prima metrica è la capacità di spesa, cioè la capacità dell’ente di pagare le somme precedentemente impegnate espressa in percentuale tra i pagamenti in conto competenza e gli impegni.
Spieghiamo che i pagamenti in conto competenza sono quelli erogati a fronte di impegni giuridici già sottoscritti (con fornitori, imprese che costruiscono per la PA strade, ponti, altri impianti pubblici etc). A differenza delle spese già impegnate ma non ancora formalmente pagate che vanno iscritte nei documenti contabili come residui di bilancio. Un eventuale rapporto di capacità di spesa basso è inefficienza. Nel grafico qui sotto la capacità di spesa per le spese correnti è in orizzontale mentre gli investimenti sono in verticale, gli enti locali (comuni, unioni di comuni ecc…), sono aggregati per regioni.

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Mozione Orvieto Resiliente ed Ecosolidale

ABBIAMO DEPOSITATO UNA MOZIONE PER MODIFICARE LE POLITICHE LOCALI IN TERMINI DI RESILIENZA E SOLIDARIETÀ TERRITORIALE COME RISPOSTA ALLE EMERGENZE CLIMATICHE.

Come e cosa fare con tutti gli alberi abbattuti dal vento di tempesta dalla forza dei fiumi?
La risposta è nella messa in pratica di azioni per la resilienza dei territori basate sulla ingegneria naturalistica. Con il legname autoctono e non, si compiono quelle necessarie ed auspicabili “opere di consolidamento e abbellimento” di parchi, giardini, sedi stradali, sentieristica e piccoli corsi d’acqua. Mentre sul territorio si discute di nuove centrali a biomasse occorre rispondere che la legna da smaltire non è da utilizzare come fonte di produzione di fuoco, ma piuttosto merita di conoscere un fine ben più alto.
Lo stesso vale per quelle piante che giaciono e crescono nei greti dei torrenti e fiumi che sono da ripulire ed anche per questo abbiamo deciso di depositare una mozione, cioè un atto di indirizzo politico, da discutere nel prossimo Consiglio Comunale.
Qui di seguito un estratto dal sito dell’Ispra sul tema della ingegneria naturalistica.


Ingegneria naturalistica

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Il termine di Ingegneria Naturalistica si riferisce all’insieme di quelle tecniche che, praticate per ridurre il rischio di erosione del terreno negli interventi di consolidamento, prevedono l’utilizzo di piante vive o parti di esse (semi, radici, talee), da sole o in combinazione con materiali naturali inerti (legno, pietrame o terreno), materiali artificiali biodegradabili (biostuoie, geojuta) o materiali artificiali non biodegradabili (reti zincate, geogriglie, georeti, geotessili).
In Italia di I.N.(Ingegneria Naturalistica) si cominciò a parlare intorno alla fine dell’800, quando cioè iniziarono a diffondersi in Europa le tecniche di gestione (manutenzione) forestale. Furono soprattutto i tempi brevi di realizzazione e la relativa economia con cui si lavorava (ad esempio l’uso di materiali naturali reperibili direttamente sul luogo di intervento) che ne garantirono il successo e la rapida diffusione anche in altri ambiti applicativi. Peraltro è importante evidenziare come ogni opera di I.N., proprio perché realizzata con materiali naturali, necessiti di controlli e manutenzione periodica (sfalcio della copertura erbosa, potatura delle piante arboree), nonché come tali operazioni comportino un automatico incremento dei costi.
Negli ultimi anni, in Italia, si è registrata una maggiore sensibilità nei confronti dell’ambiente in generale ed in particolar modo della tutela del paesaggio, con un conseguente incremento nella diffusione delle tecniche di I.N.

Campo di applicazione
Le tecniche di I.N. vengono applicate in diverse tipologie di ambiente:

  • corsi d’acqua: consolidamento di sponde soggette ad erosione, rinaturalizzazione; costruzione di briglie e pennelli; creazione di rampe di risalita per l’ittiofauna;
  • zone umide: realizzazione di ambienti idonei alla sosta e alla riproduzione degli animali;
  • coste marine e lacustri: consolidamento dei litorali soggetti ad erosione e assestamento delle dune sabbiose;
  • versanti: consolidamento e inerbimento dei versanti;
  • infrastrutture viarie e ferroviarie: costruzione, inerbimento e rinverdimento di scarpate e svincoli; realizzazione di barriere antirumore;
  • cave: recupero ambientale di cave estrattive abbandonate;
  • discariche: inerbimento e rinverdimento dei rilevati.

Tecniche di intervento
Le tecniche di I.N. prevedono l’utilizzo di piante intere o parti di esse (semi, radici, talee) in combinazione con materiali naturali inerti (legno, pietrame o terreno) o, in alternativa, con materiali artificiali biodegradabili (biostuoie, geojuta) e non ( reti zincate, geogriglie, georeti, geotessili). Le piante utilizzate devono essere:

  • autoctone, originarie cioè dell’ambiente in cui devono essere inserite (ad esempio in montagna si dovrebbe evitare l’uso di specie marino-costiere);
  • compatibili con l’ambiente e non dannose alle altre specie naturalmente presenti, nel rispetto di tutto l’ecosistema;
  • pioniere, ossia capaci di colonizzare e resistere in ambienti non favorevoli e/o sterili;
  • con specifiche caratteristche biotecniche (resistenza a trazione delle radici, resistenza alla sommersione e all’inghiaiamento).

In relazione alle diverse condizioni ambientali di intervento (ad esempio, geomorfologiche) si possono utilizzare più tecniche di ingegneria naturalistica, anche con applicazione di tipo associata.

Normativa di riferimento
E’ fatto esplicito riferimento alle tecniche di I.N. nella Legge n.415 del 18 Novembre 1998 (Legge Merloni) e in leggi e circolari regionali.

Vantaggi e limiti
L’impiego delle tecniche di I.N. presenta numerosi vantaggi:

  • funzionali. Le piante svolgono un’elevata funzione antierosiva, riducono la forza battente delle piogge, con le radici trattengono le particelle di terreno impedendo un loro dilavamento e aumentano la resistenza al taglio dei terreni;
  • ecologici. Gli interventi di I.N. presentano una elevata compatibilità ambientale ed una discreta biodiversità, creano habitat paranaturali per la fauna (luoghi di alimentazione, riproduzione, rifugio) e consentono un ridotto impatto ambientale nella fase di cantiere (ad es. con l’utilizzo dei ‘ragni’, particolari mezzi per lo scavo, molto agili e di ridotte dimensioni, è possibile limitare al minimo le piste di accesso al cantiere);
  • economici. I costi di realizzazione sono concorrenziali rispetto alle analoghe opere di ingegneria classica ed i costi per il ripristino ambientale del cantiere sono ridotti.

Per un pieno successo degli interventi realizzati con tecniche di I.N. occorre effettuare un’analisi di diversi parametri e fattori condizionanti:

  • geomorfologici. Le tecniche di I.N. possono essere impiegate per la sistemazione di versanti con dissesti superficiali (scivolamenti corticali);
  • funzionali. L’efficacia delle tecniche di I.N. non è sempre immediata e vi è un aumento della stessa nel tempo grazie allo sviluppo delle piante. Per esempio, quando l’obiettivo è la riduzione immediata del rischio geologico-idraulico per centri abitati e infrastrutture lineari, occorre effettuare un’attenta valutazione delle scelte progettuali;
  • tecnici e costruttivi. Generalmente le opere di I.N. sono di ridotte dimensioni (ad esempio le palificate doppie, che nel consolidamento dei versanti svolgono una funzione assimilabile ai muri a gravità, possono raggiungere al massimo i 3 metri di altezza. Per quanto riguarda gli interventi in ambito fluviale, alcune tipologie di difese spondali, come ad esempio la copertura diffusa, presentano vari limiti di applicabilità legati alla pendenza dell’alveo, alla velocità delle acque e al trasporto solido;
  • climatici. L’elevata variabilità dei caratteri climatici (regime pluviometrico e termometrico) del territorio italiano condiziona le scelte delle specie vegetali da impiegarsi nell’I.N. (ad es. lo stress idrico estivo);
  • esecutivi. Il periodo di realizzazione delle opere di I.N. è limitato al periodo di riposo vegetativo delle specie vegetali utilizzate; talvolta vi possono essere delle difficoltà nel reperimento delle specie vegetali autoctone necessarie per l’intervento (ad es. miscugli non commerciali di specie erbacee per l’idrosemina).

Consegnato il marchio Unesco. Inizia la fase 2.

IL MONTE PEGLIA RICEVE LA ATTESTAZIONE FORMALE PER LA RISERVA MAB UNESCO. NOI CI AVEVAMO CREDUTO E NON CI SIAMO ACCONTENTATI.

Adesso si sono svegliate tutte le forze politiche che prima avevano derubricato questa iniziativa per il riconoscimento della Riserva M A B UNESCO per la biodiversità del Monte Peglia a semplice certificazione di bellezza dei luoghi. Ma va bene così. Meglio farle le cose e meglio ancora essere in prima linea e farle bene da subito.

Ad Orvieto il progetto è stato presentato dalla NOSTRA Portavoce Lucia Vergaglia che in qualità di presidente Pro tempore della seconda commissione ha illustrato l’iniziativa al consiglio comunale per ottenere un voto deliberativo per rafforzare la presenza di Orvieto nell’appoggiare dello sforzo del comitato promotore guidato dall’avvocato Paola.

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Inalberiamoci

SI AVVICINA LA GIORNATA MONDIALE DEGLI ALBERI ED IN TEMPI DI MUTAZIONI CLIMATICHE VOGLIAMO RICORDARE CHE QUESTI GIGANTI VEGETALI SONO IL PRIMO ARGINE DIFENSIVO DEL TERRITORIO.

Mentre nelle grandi città, anche la vicina Terni, si compiono valzer e tentativi di rendere giardini cambiando sostituendo specie ed alternando disposizione delle alberature urbane si fa molto poco per rafforzare e tutelare quel che c’è.

Costerebbe molto meno infatti ragionare in termini di prospettiva e nel tempo procedendo come abbiamo fatto approvare per successive piantumazioni e, come abbiamo proposto ma non ancora visto approvare, pianificando nel tempo il rapporto tra la nostra comunità territoriale ed il territorio durante quest’epoca di cambiamento.

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Dubbi sul bando Palazzo del Popolo

CONTINUA LO SFORZO DELL’AMMINISTRAZIONE PER “PIAZZARE” COI SALDISSIMI DI PRIMA DELLE ELEZIONI IL PRESTIGIOSO IMMOBILE DEL CENTRO.

“AAA offresi per il fuori tutto di fine amministrazione palazzo in centro, ottima esposizione, recentemente ristrutturato con finiture prestigiose. Trattasi di struttura di epoca papale che ha ospitato il teatro di Orvieto prima della costruzione del Mancinelli. È dotato di piano interrato, piano terreno, piano ammezzato, primo piano, secondo piano e due piani ricavati da soppalchi. Riscaldato e condizionato. Dotato di diffusione audio video e addirittura di una Sala per la regia teatrale o televisiva.

Condizioni economiche estremamente favorevoli e purtroppo per esaurimento merci il cambio shimano e le batterie di pentole Purtroppo non sono comprese nel presente bando.”

Scherzi a parte ci sembra che l’amministrazione stia davvero esagerando non solo perché scippa dalla possibilità di discussione in consiglio comunale dove andrebbe sicuramente a vedere quanto profondamente può finire in minoranza, ma anche per delle vere e proprie lacune nei bandi per l’affidamento predisposti in tutta fretta dopo il precedente esposto firmato da tutta l’ex maggioranza e da noi del MoVimento 5 Stelle.

Adesso come adesso, politicamente parlando, Germani dovrebbe cominciare a considerare di non vincolare chi lo sostituirà nei prossimi anni. In questo senso questo bando fatto di fretta, con criteri di urgenza che non hanno nessun senso se il bilancio è davvero in sicurezza , e comunque in mancanza di una minima condivisione al punto che non lo fa neanche votare dalla propria maggioranza, A noi pare un comportamento su cui non transigere.

Stiamo finendo di studiare anche nel lato tecnico , non in quello puramente politico, i documenti per fare delle valutazioni più corrette e puntuali nel merito di questa vicenda che sin d’ora troppo lacunosa e sconveniente per Orvieto e per i suoi cittadini.

Missione Bruxelles

“IN QUESTI GIORNI MI SONO DOVUTA ASSENTARE PER UNA ‘MISSIONE’ ALL’EUROPARLAMENTO. QUESTI I PRIMI DETTAGLI ”

Di Lucia Vergaglia

《Innanzitutto due chiarimenti. Uno riguarda la trasparenza dei costi per i quali e vi è un apposito budget messo a disposizione dallo stesso europarlamento e gestito direttamente dal gruppo M5S Europa che si fa carico dei costi di viaggio e di alloggio. Con l’eccezione di una delle cene praticamente tutte le altre spese sono a carico di noi consiglieri comunali. In pratica chi tra i consiglieri del MoVimento 5 Stelle intende partecipare a queste iniziative lo fa di tasca propria. La seconda notizia é che con questo incontro si conclude un percorso di formazione di 5 anni sull’utilizzo dei fondi europei diretti destinati al pubblico utilizzo quindi ad esempio ai Comuni, alle scuole oppure a progetti specifici di interesse territoriale o cittadino. La differenza, per chi non è dentro le macchine amministrative, e che si tratta dei fondi europei che non passano per le burocrazie regionali Ma nascono dal rapporto diretto tra territori proponenti, partner europei e la commissione che emette il bando. Avete capito bene: Non si tratta di fondi regionali. E al tempo stesso si tratta di una quantità teorica in termini di euro molto superiore a quanto solitamente assegnato nei bilanci regionali. E per quanto riguarda la nostra regione, è tutto il centro Italia, con questa ulteriore certificazione La sottoscritta diventa la consigliera portavoce M5S col maggior numero di corsi ed approfondimenti all’attivo su tale materia organizzati con il Movimento stesso.

Ne sono giustamente orgogliosa e mi perdonerete se vi relazioneró compiutamente alla fine di queste giornate. Prima che questa breve pausa finisca e vi debba salutare chiarisco che ho colto l’occasione per incontrare alcuni portavoce riguardo delle questioni specifiche orvietane che mi stanno molto a cuore e che affronto su richieste e proposte da parte di cittadini ed attivisti. Altri approfondimenti nelle prossime ore e per adesso un grande abbraccio a tutti Voi.》 Lucia Vergaglia