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Candidare la Piave nuova sede del Tribunale Europeo Brevetti

Si candidi l’ex caserma Piave ad ospitare il Tribunale Europeo dei Brevetti

Con la Brexit tanti enti importanti devono essere trasferiti dall’Inghilterra. Lucia Vergaglia (M5S): «In una visione strategica luoghi come Orvieto, dotati di infrastrutture importanti come la Piave, possono tornare protagonisti e centrali»

I prossimi mesi saranno fondamentali per stabilire le strategie post Brexit negli stati, come il nostro, presi di sorpresa dal risultato del referendum voluto da Cameron e vinto da Nigel Farage.

Così mentre il Fondo Monetario Internazionale rivede le stime di crescita dell’Inghilterra come superiori a quelle della Germania, ancora una volta contraddicendo le apocalittiche previsioni dei primi giorni, l’Unione Europea deve pianificare la redistribuzione dei tanti enti appunto europei che hanno sedi ed uffici in Gran Bretagna.

Ovviamente le lobby e le associazioni dei grandi gruppi industriali stanno già facendo pressione per accaparrarsi il ricco boccone in spazi privati con appalti ed affitti interessanti garantiti dalla poderosa macchina finanziaria dell’Unione.

«Nel nostro piccolo di forza di minoranza nella città di Orvieto, che è secondo autorevoli studi, al centro esatto dell’Italia avanziamo la proposta al Consiglio Comunale di dichiarare la disponibilità ad ospitare uno di questi importanti enti in via di trasferimento in uno dei nostri beni pubblici, l’ex caserma Piave, riportandola a nuova vita e fornendo un’occasione di sviluppo di qualità, e tanto lavoro, al territorio ed al circondario. Noi proponiamo di dichiarare la nostra disponibilità ad accogliere il Tribunale Unificato dei Brevetti che, peraltro, avrebbe competenza esclusiva sulle cause riguardanti biotecnologie, farmaceutica e chimica cioè le aree il cui sviluppo nei prossimi anni andrà aumentando.

Orvieto ne è all’altezza, è una sede prestigiosa, conosciutissima in tutto il mondo, ricca di alberghi, dotata di un centro congressi ed è collegata attraverso le direttrici autostradali e ferroviarie al punto da offrire una logistica interessante e paragonabile a quella di importanti capitali europee che hanno gli aeroporti distanti dalle città.

E’ sensato poi che un tale tribunale nell’Italia delle PMI, sia proprio nei centri delle imprese medie e piccole, non messi la a disposizione quasi esclusiva delle grandi industrie troppo spesso multinazionali extraeuropee. Sarebbe un segnale politico forte serio e concreto approccio all’idea di ripresa tanto decantata.

Per gli orvietani le ricadute sarebbero immense. Dal fitto della struttura della Piave che rimpinguerebbe di milioni di euro le casse comunali ai posti di lavoro diretti ed indiretti, all’indotto in termini di forniture e servizi, dalle nuove sedi dei professionisti nazionali ed internazionali del ramo brevetti che diverrebbero stanziali in città con le relative opportunità per i proprietari di immobili per ufficio, inoltre i giudici ed il personale internazionale hanno una diaria apposita per prendere in fitto studi ed appartamenti. Un tele edificio Europeo inoltre attrarrebbe fondi e personale di supporto verso le nostre strutture sanitarie.

Oltre a questo si destagionalizzerebbe il turismo, finalmente, fuori dai periodi di fine d’anno come ci ha abituato Umbria Jazz Winter ed estivo tipico delle città d’arte. Il Tribunale, ed attorno ad esso tutto quel movimento congressuale internazionale, come quello della farmaceutica o del biotech, avrebbe una sua nuova naturale centralità qui ad Orvieto. Stiamo parlando di un turismo con notevole disponibilità di spesa, spesso a ricerca delle eccellenze enogastronomiche.

Di contro dovremmo sicuramente adeguare la mobilità pubblica ed il numero e la disponibilità dei taxi, abituarci a prezzi più alti nei ristoranti del centro ed una maggiore presenza anche fuori stagione di studenti del diritto e stagisti.

Ci saranno sicuramente altri competitori qui in Italia, tra cui i centri maggiori ma, a mio avviso, n una visione strategica che redistribuisca gli enti per evitare eccessive concentrazioni a Roma e Milano luoghi come Orvieto, dotati di infrastrutture importanti come la Piave, dovrebbero tornare protagonisti e centrali. Qualora si preferisca concentrare le risorse pubbliche invece nei luoghi già ricchi, aumentando la forbice del PIL e delle opportunità, allora lo spirito della coesione sociale tanto vantato dall’Unione è già scomparso ed una tale azione non porterebbe sviluppo all’Italia ma solo ad arricchire chi lo è già e questo non solo a me non piace ma, citando Marco Aurelio, sarebbe da evitare dato che “Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape”. Con la Brexit l’Italia diviene la terza nazione europea per numero di brevetti e registrazioni di modelli estetici ed industriali, la gran parte sono frutto del lavoro di piccole e medie imprese, il nostro tipico modello produttivo, il nostro alveare» Lucia Vergaglia – Cittadina portavoce e capogruppo MoVimento 5 Stelle nella città di Orvieto.

Fitodepurazione del Paglia. Il passo indietro lo facciamo noi.

In accordo con il Meetup locale nella seduta del Consiglio Comunale  la portavoce Lucia Vergaglia (Capogruppo M5S) ha ritirato la sua proposta di ordine del giorno inerente a “Bacino Orvietano del Paglia – Iniziare il risanamento” già accolto nei fatti da Sindaco ed esperti nei due giorni precedenti. Dal Movimento la soddisfazione che si parta sulla falsariga progettuale che per primi avevano indicato e l’amarezza di constatare il ritardo con cui si affronta un problema per troppo tempo conosciuto, minimizzato e trascurato.

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Teatro Mancinelli: atteggiamenti preoccupanti del CDA

Preoccupazione e sorpresa per una irrituale e tracotante reazione di parte dei consiglieri di amministrazione dell’associazione nata per gestire il teatro e gli eventi della cultura cittadina, la Te.Ma, reduci da una serie incomprensibile di difficoltà e sovrapposizioni di ruoli con la direzione artistica, accusati d’ingerenza indebita dalla direzione di Umbria Jazz Winter, nonché da artisti del calibro di Salemme e Zingaretti, addirittura sconfessati con la bocciatura del bilancio ed infine dimissionari salvo poi vedersi respingere le dimissioni dal Sindaco.

lucia su orvieto24 per la marcia del rispetto 1Lucia Vergaglia (M5S): «Dal CDA del Teatro Mancinelli, cioè Te.Ma., si autoassolvono ed attaccano artisti di fama nazionale ed Umbria Jazz. Sperano nei ricavi di gestione del Pozzo e del Palazzo dei Congressi ma neanche una parola sul progetto culturale. Così non va bene. Interrogheremo l’Assessore e li convocheremo a risponderne»

A parte che, stando allo statuto della TeMa, il Sindaco non potrebbe respingere alcunchè anzi in relazione al Consiglio di Amministrazione non ha neanche potere di voto, e che di conseguenza questa vicenda crea quindi un vulnus nella legittimità d’agire dell’associazione, ebbene quello che stona è l’assoluto scollamento tra le parole dei consiglieri e della presidente e gli scopi della TeMa stessa ovvero “la promozione, la valorizzazione, la produzione, il coordinamento e la diffusione delle attività di spettacolo, delle attività culturali, delle attività di promozione culturale-turistica-economica del territorio, delle attività strumentali e accessorie connesse.

L’Associazione svolge inoltre attività di formazione nel settore teatrale, musicale, di spettacolo in genere, di promozione culturale e turistica.”

Durante i numerosi interventi in queste settimane dei consiglieri e della presidente dell’associazione, e durante la conferenza stampa dei tre dimissionari, Sabrina Ceprini (presidente), Cristina Calcagni e Massimo Morcella (consiglieri) , si parla di tutto tranne che di spettacolo ed attività culturali. Ora dato che bisogna guardare al futuro del Teatro prima che dell’associazione strumentale questo ci sembra grave. Continua a leggere Teatro Mancinelli: atteggiamenti preoccupanti del CDA

Due anni di M5S in Consiglio

Il 26 giugno 2014 entravamo per la prima volta nell’assise Comunale orvietana, con emozione e con lo spirito di attivismo tipico del M5S, coscienti di aver tanto da imparare e da fare, e che sarebbe stata dura, e da allora abbiamo combattuto tanto, soprattutto contro la forza dei numeri che ci vedono in netta minoranza, compressi tra ex maggioranza e maggioranza attuale.

Il dovere di trasparenza impone di tracciare un bilancio leggibile di quanto è successo in questo periodo dal punto di vista politico, istituzionale ed amministrativo senza sfuggire alla responsabilità nelle occasioni mancate, senza mettere il cappello dove non abbiamo merito ma con il giusto orgoglio di chi ha provato, talvolta riuscendoci, a portare la voce dei cittadini nelle istituzioni con più di qualche risultato positivo. Continua a leggere Due anni di M5S in Consiglio

Nuove criticità per la sanità orvietana

In questi giorni molti studi medici erano chiusi per fare i famosi “corsi di formazione continua obbligatoria”, sugli ingressi c’era il solito cartello scritto col pennarello: rivolgersi alla “Guardia Medica”.

Eppure in futuro non sarà così se vengono confermate le notizie dell’ennesima riforma della sanità che passa per la chiusura proprio dei servizi di guardia medica festiva e notturna  lasciando in carico al 118, cioè al servizio di pronto soccorso, l’assistenza ai malati. L’assistenza sanitaria d’emergenza sarà infatti d’ora in poi garantita solo dalle 8 alle 24 con un taglio di 8 ore nei giorni feriali e di 12 in quelli festivi a fronte del “vantaggio” di poter prenotare le visite invece che attraverso i CUP direttamente dal medico. Come questo però possa impattare sull’annoso fenomeno delle liste d’attesa nella sanità è tutto da valutare. C’è di certo che le soluzioni e le misure che abbiamo proposto diventano più che mai urgenti e vanno approvate rapidamente.

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World Heritage UNESCO. Orvieto non passa.

Una situazione sospesa tra rimpalli di responsabilità e storture di un sistema già troppe volte denunciato dal M5S, l’abuso dello strumento dei “consiglieri delegati” nei rapporti esterni al Comune.

Questa è una violazione delle norme che separano Amministrazione e Consiglio, e quando sulla stampa nazionale troviamo addirittura dei virgolettati del capogruppo della lista civica PAA che sembra agire come fosse un assessore si è decisamente usciti dalla correttezza istituzionale.

“Ormai le maglie sono strette, manca la possibilità di ingresso a causa del numero impressionante di siti già riconosciuti” dice l’avvocato Alessandro Vignoli che segue la pratica per Orvieto. “I consulenti Unesco ci hanno fatto capire che più di una candidatura all’anno non passa. La nostra, come centro storico, ormai è superata: ci sono troppi centri già in lista. Quindi pensiamo di diversificarci e comprendere più zone candidandoci ad “area degli Etruschi”. E’ l’unica via percorribile sperando di trovare l’interesse del Ministero…a cui devi piacere. Intanto abbiamo pronto un piano gestionale per la candidatura che ci pare possa davvero funzionare”.

Purtroppo utilizzando i consiglieri delegati in queste attività c’è il problema che essi sfuggono al controllo democratico ed alla libertà d’iniziativa delle minoranze. Per noi non esiste uno strumento formale che possa permettere l’accesso agli atti di un consigliere eletto, piuttosto che interrogarlo o coinvolgerlo in un atto di indirizzo che lo impegni e vincoli ad agire in un certo modo.

Ora Orvieto è fuori dai giochi avviati nel 2006 per il “World heritage”, cioè per divenire patrimonio tutelato dall’Unesco. Ne abbiamo chiesto conto all’Assessore al “marketing territoriale e ci ha risposto invece un vicepresidente del Consiglio Comunale. Come a dire che chiedi al ministro e ti risponde il vicepresidente della Camera: che c’entra? Sono due mestieri diversi.

All’Assessore ed al Sindaco possiamo chiedere conto delle scelte, gli altri consiglieri hanno un ruolo politico, non dovrebbero avere cordoni della borsa, capacità decisionale e potere di rapportarsi con l’esterno a nome del Comune. Anzi è esplicitamente vietato.

Intanto in regione, uno dei massimi esperiti delle procedure UNESCO, l’ex sindaco di Assisi Claudio Ricci, si era offerto di aiutare il nostro comune usando queste parole:

“Esiste un punto di forza che è indubbiamente rappresentato dalla facciata del Duomo che dovrebbe essere messa in abbinamento con altre parti del centro storico e con la città ipogea, in un unicum che costituisce un tema di grande interessa, la città visibile e quella sotterranea. E’ necessario sollecitare la Soprintendenza affinchè venga predisposto un accordo di collaborazione per elaborare e concludere i documenti, come il dossier di candidatura e il piano di gestione, che servono a candidare il Duomo a Patrimonio mondiale Unesco. Questo è importante perché si stima, a livello internazionale, che essere dichiarato sito ‘Unesco’ attiva, dopo 5-10 anni, a seguito della conseguente promozione, un aumento del turismo culturale sino al 15-20 per cento. Ci sono inoltre notevoli possibilità di finanziamenti e maggiore attrattività per gli sponsor privati”. (Claudio Ricci, La Nazione, 10 agosto 2015)

Noi invece cosa abbiamo fatto?

Nel 2015 abbiamo deciso di darci la zappa sui piedi con i lavori al Duomo mettendo un cantiere certamente non conforme all’attenzione prerequisito della collaborazione con l’UNESCO. Questo appena due settimane dopo la generosa offerta di Ricci che si era reso disponibile ad aiutare la nostra città, preferendogli invece il capogruppo politico della lista Per Andare Avanti (PAA) che ci ha traghettato fuori dai giochi e senza la possibilità a noi minoranze d’intervenire e verificare.

M5S Camouflage Duomo

«Non c’è certezza che agendo seguendo le buone prassi ed accogliendo il sostegno di chi è riconosciuto esperto sarebbe andato tutto a buon fine, non c’è certezza che il cittadino Vignoli, seppur avvocato con altri tipi di esperienze, non avrebbe potuto dare invece impulso ad un nuovo rinascimento cittadino. Quello che è inconcepibile è che il capogruppo di Per Andare Avanti e collega consigliere Vignoli abbia operato a nome e per conto del Comune in forza di una delega e che questo stia succedendo strutturalmente e come prassi anche con gli altri consiglieri di maggioranza che sfuggono alle tutele ed ai meccanismi di pesi e contrappesi che la legge prescrive. Non va bene. Questo senza considerare che l’esperienza è fino ad ora un completo insuccesso e che non vi è alcuna trasparenza sulle iniziative prese. Il comportamento confusionario dell’amministrazione, l’assenza costante dell’assessore Martino la cui delega al Marketing Territoriale era il corollario ideale per le attività con l’UNESCO, e, diciamolo, l’arrembaggio di taluni consiglieri di maggioranza a ruoli di visibilità e prestigio che non competono loro stanno limitando fortemente le opportunità che questa città e questo territorio meritano di avere. Non ne facciamo puramente una questione meritocratica, ma di rispetto dei cittadini e del necessario onore con cui si devono ricoprire i propri incarichi. C’è disordine in questa Amministrazione, ne consegue che le forze si disperdono e le occasioni si sprecano senza aver espresso l’impegno opportuno per provare a raggiungerle. Il caso Ricci ed Unesco col Duomo impacchettato sono l’esempio della scarsa cura per la cosa pubblica. Mi si conceda di osservare che più di un consigliere di minoranza ha manifestato l’opinione che certe scelte incaute sembrano quasi fatte apposta per danneggiare la città, io non credo questo, non credo ci sia cattiva fede, tuttavia dire che l’Amministrazione in questo ed in altri casi abbi agito per il meglio sarebbe il contrario della verità.

E’ ora che il Sindaco cominci a ritirare queste deleghe ripristinando la doverosa legalità ed una trasparente efficienza. Anzi sarebbe ora che gli stessi consiglieri di maggioranza comincino a dare il buon esempio restituendole in prima persona e contribuendo al lavoro con atti di studio, relazioni ed atti di indirizzo, e non sostituendosi alla Giunta.»Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Giornata mondiale dell’Ambiente 2016

In questa Giornata mondiale dell’ambiente è necessario tirare una linea e valutare come il Comune di Orvieto abbia operato, cosa e dove migliorare, quali criticità affrontare. Un bilancio in chiaroscuro che per le parti positive deve tanto al M5S che segna una decisa rottura col passato.

Innanzitutto col dire che cos’è la Giornata dell’ambiente. Su impulso delle Nazioni Unite, ed in particolare del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), la Giornata mondiale dell’Ambiente (World Environment Day-WED) si svolge ogni anno il 5 giugno ed è la più grande e nota giornata volta sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica sui temi ambientali.

giornataambienteFu stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1972 e rappresenta il principale veicolo a disposizione delle Nazioni Unite per attirare l’attenzione pubblica e dei decisori politici sull’ambiente. Il WED ha l’obiettivo di porre le questioni ambientali in una prospettiva umana, dare alle persone la possibilità di essere protagonisti e soggetti attivi dello sviluppo sostenibile e stimolare la creazione di partnership a favore dell’ambiente.

FACCIAMO IL PUNTO: Continua a leggere Giornata mondiale dell’Ambiente 2016

Quei catenacci ai cassonetti sanitari

In tanti cittadini si sono trovati spaesati in questi ultimi giorni per la strana scelta di blindare cassonetti sanitari, per capirci quelli che fino alla settimana scorsa erano per  pannolini e e pannoloni mentre ora, senza un biglietto di preavviso o dicitura in cui si danno indicazioni, la scritta “pannolini” è scomparsa ed il cassonetto risulta chiuso a chiave.cassonetti pannolini 2La conseguenza, prevedibile, è stata l’abbandono dei presidi sanitari usati al di fuori dei cassonetti non risultando ai cittadini alternative plausibili e sensate. In pochi giorni, in perfetta corrispondenza con i postulati e l’esperienza consolidati nella “Teoria delle finestre rotte” per la quale è il disordine urbano ad avere influenza e capacità di  generare comportamenti anti-sociali, sono arrivati anche i sacchetti d’indifferenziato tanto da essere stati segnalati alle autorità e diffusi sui social network.

Un prevedibilissimo brutto spettacolo proprio nei giorni di infiorata e corteo storico.

interrogazione pannolini e pannoloniAbbiamo depositato sin dal 21 maggio una interrogazione al Sindaco sperando che intanto l’atto formale portasse ad una immediata risoluzione della situazione ma così non è stato pertanto, dopo avere dato il tempo all’Amministrazione a porre rimedio, siamo costretti a dare informazione ed a chiedere intanto un’azione di ripristino del decoro e dell’ordine urbano in attesa di una risposta in Consiglio sugli intendimenti della Giunta Germani. Continua a leggere Quei catenacci ai cassonetti sanitari

Think global, act local: la nostra Giornata mondiale della biodiversità (2016)

Anche quest’anno, il 22 maggio, la comunità internazionale ha celebrato la Giornata mondiale della biodiversità (in inglese International Day for Biological Diversity) ed è il momento in cui si fa il punto sulle strategie e le politiche a tutela di questo principio di diversità biologica, lo stesso decennio 2011-2020 è stato proclamato “Decennio della Biodiversità”. Nel nostro piccolo anche noi partecipiamo a questo processo facendo la nostra parte localmente.

Si, ma che cos’è la biodiversità e perchè è così importante?

La diversità biologica è semplicemente la varietà di organismi viventi in presenti in termini di geni, specie ed ecosistemi in un determinato ambiente. Minore è questa differenza, maggiore è la vulnerabilità degli ambienti stessi, meno specie esistono meno valore hanno colture e produzioni, ed ovviamente meno opportunità esistono. Ogni estinzione, ogni specie che scompare, per quanto possa sembrare insignificante, può avere conseguenze importanti anche a lunga distanza. Naturalmente l’Italia ha ratificato le convenzioni internazionali a tutela ed in favore del proprio immenso patrimonio di biodiversità che è uno dei nostri punti di forza nelle produzioni di qualità. Quest’anno la manifestazione è incentrata sulla tutela dei grandi carnivori e noi, nel nostro piccolo, abbiamo tentato di fare la nostra parte portando avanti quel processo di aree protette per i lupi dell’orvietano per la quale avevamo fatto avviare gli incontri tecnici tra Comune, Prefettura, Provincia e Regione.

risposta interrogazione lupiQuesto a tutela e per il mantenimento della biodiversità ma anche per la tutela dei nostri allevatori che, in questi anni, hanno subito pesanti perdite in tutto il circondario. Continua a leggere Think global, act local: la nostra Giornata mondiale della biodiversità (2016)

Non c’è più tempo, servono atti ufficiali. Le istituzioni dicano se stanno dalla parte dei cittadini o dalla parte di chi da ventanni sfrutta il territorio.

La disamina è corretta, l’urgenza pure. Spiace dover ricordare che pochi giorni prima della marcia NON fu discussa, per il mancato appoggio di consiglieri sia di maggioranza che di minoranza, la mozione M5S sulla responsabilità personale degli amministratori che concorrono allo stato emergenziale che rende necessaria l’espansione della discarica.
Al prossimo Consiglio sarà il primo atto in discussione, speriamo ci sia l’appoggio concreto di tutti.

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21 Il sindaco del Pd e Ciro Zeno Pdci

Alla marcia c’erano tanti cittadini, c’erano associazioni, c’erano consiglieri comunali e regionali. E c’era il primo cittadino. Senza fascia tricolore ma non era un cittadino qualsiasi. Giuseppe Germani ha preso impegni importanti. Lo ha detto lui. Fin dalla campagna elettorale ha messo fra i primi punti il no ad un futuro per Orvieto con la discarica.

Giuseppe Germani è il sindaco dei cittadini e non il sindaco di una componente politica. E’ il sindaco dei diritti di tutti, delle esigenze collettive. Giuseppe Germani deve essere conseguente alle sue parole. Può farlo, è forte, ha dalla sua parte la città. E non si può fare influenzare da una minoranza che ancora pensa che la discarica ci possa essere o che – come afferma anche un dirigente del Comune – “tanto dall’autostrada non si vede”. Non è una questione estetica. E’ una questione…

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