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Cartolina a Mattarella

C’è la terra buona ad Orvieto, ma a volte si impaluda. Così è stato con le tante, troppe, promesse di Comune e Regione ad esempio sulla questione mercurio nel Paglia.

E’ un problema serio che va affrontato e combattuto con un piano di bonifica importante più volte raccomandato non solo dalla nostra forza politica ma praticamente da tutti gli esperti che in un giro delle sette chiese i nostri amministratori hanno contattato ed invitato in città. In pratica tutti convergono sulla proposta del M5S. Si deve partire subito con i programmi di fitodepurazione.

Tuttavia non si parte, l’Amministrazione fa i suoi tavoli a porte chiuse ed il mercurio è arrivato attraverso il Paglia già a Roma ed al Mare.

«Potevamo partire già da un anno abbondante ma la politica che dell’ambiente parla ma poco fa non è stata capace di affrontare il problema. Abbiamo persino lasciato la soluzione depositata in Comune, tutti i tecnici, professori universitari ed esperti invitati da Germani concordano sulla fitodepurazione cioè sulla nostra proposta di sempre e tuttavia nulla si muove, nessun atto preparatorio, una Giunta che si riunisce senza concludere niente di concreto sulla questione Paglia e le decine di comuni delle Aree Interne che dovrebbero essere protagonisti restano invece in attesa di input esterni. Noi non ci stiamo. Da Palermo, da Italia 5 Stelle, insieme a tutti i nostri portavoce iniziamo una pacifica guerriglia che porterà in Commissione Europea la richiesta di agire o sanzionare, sissignori, sanzionare economicamente, colpire nel portafoglio, i governi nazionali e locali che lasciano attentare alla salute dei cittadini.
Ma c’è di più.
Informeremo il Capo dello Stato, il Presidente Mattarella, scrivendogli non una ma diecimila cartoline che sono già in distribuzione sul territorio ed attraverso i tanti portavoce del M5S in tutta la nazione.

cartolina-paglia

Faremo in modo che questa vicenda non venga insabbiata o ingolfata ma che sia seguita costantemente. Noi del Movimento 5 Stelle lo chiamiamo #FiatoSulCollo e sia dentro che fuori le istituzioni noi non ci fermeremo, in maniera trasparente e non violenta noi non smetteremo di tenere i riflettori puntati su questa triste e stupida questione di un inquinamento che andava fermato alla fonte prima che diventasse così grave.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

#SpaziOrvieto ad #Italia5Stelle

Il 24 ed il 25 settembre tutto il MoVimento 5 Stelle si riunisce a Palermo nell’incontro annuale tra portavoce del #M5S, attivisti dentro e fuori i meetup ed i cittadini che vogliono conoscerci.

Anche quest’anno noi di Orvieto ci siamo ed avremo un punto d’incontro nel quale ci confronteremo con i tanti deputati, senatori, eurodeputati e consiglieri comunali e regionali eletti tra le nostre liste per mettere a fuoco problematiche ed azioni comuni, per consegnare personalmente le proposte incentrate sul nostro territorio che però vanno oltre i confini comunali.

Promuoveremo l’immagine e le opportunità delle nostre terre e delle nostre aziende, ricercheremo partner per progetti sani che diano benessere, buona amministrazione e, perchè no, un po’ di lavoro. Affronteremo i tanti problemi che le precedenti amministrazioni hanno lasciato decantare come se invece di essere guai fossero un buon vino che se lasciato in botte poi si affina.

E soprattutto porteremo la Vostra voce e le Vostre idee che avete voluto condividere. Avanti così, ci vediamo a Palermo.

Candidare la Piave nuova sede del Tribunale Europeo Brevetti

Si candidi l’ex caserma Piave ad ospitare il Tribunale Europeo dei Brevetti

Con la Brexit tanti enti importanti devono essere trasferiti dall’Inghilterra. Lucia Vergaglia (M5S): «In una visione strategica luoghi come Orvieto, dotati di infrastrutture importanti come la Piave, possono tornare protagonisti e centrali»

I prossimi mesi saranno fondamentali per stabilire le strategie post Brexit negli stati, come il nostro, presi di sorpresa dal risultato del referendum voluto da Cameron e vinto da Nigel Farage.

Così mentre il Fondo Monetario Internazionale rivede le stime di crescita dell’Inghilterra come superiori a quelle della Germania, ancora una volta contraddicendo le apocalittiche previsioni dei primi giorni, l’Unione Europea deve pianificare la redistribuzione dei tanti enti appunto europei che hanno sedi ed uffici in Gran Bretagna.

Ovviamente le lobby e le associazioni dei grandi gruppi industriali stanno già facendo pressione per accaparrarsi il ricco boccone in spazi privati con appalti ed affitti interessanti garantiti dalla poderosa macchina finanziaria dell’Unione.

«Nel nostro piccolo di forza di minoranza nella città di Orvieto, che è secondo autorevoli studi, al centro esatto dell’Italia avanziamo la proposta al Consiglio Comunale di dichiarare la disponibilità ad ospitare uno di questi importanti enti in via di trasferimento in uno dei nostri beni pubblici, l’ex caserma Piave, riportandola a nuova vita e fornendo un’occasione di sviluppo di qualità, e tanto lavoro, al territorio ed al circondario. Noi proponiamo di dichiarare la nostra disponibilità ad accogliere il Tribunale Unificato dei Brevetti che, peraltro, avrebbe competenza esclusiva sulle cause riguardanti biotecnologie, farmaceutica e chimica cioè le aree il cui sviluppo nei prossimi anni andrà aumentando.

Orvieto ne è all’altezza, è una sede prestigiosa, conosciutissima in tutto il mondo, ricca di alberghi, dotata di un centro congressi ed è collegata attraverso le direttrici autostradali e ferroviarie al punto da offrire una logistica interessante e paragonabile a quella di importanti capitali europee che hanno gli aeroporti distanti dalle città.

E’ sensato poi che un tale tribunale nell’Italia delle PMI, sia proprio nei centri delle imprese medie e piccole, non messi la a disposizione quasi esclusiva delle grandi industrie troppo spesso multinazionali extraeuropee. Sarebbe un segnale politico forte serio e concreto approccio all’idea di ripresa tanto decantata.

Per gli orvietani le ricadute sarebbero immense. Dal fitto della struttura della Piave che rimpinguerebbe di milioni di euro le casse comunali ai posti di lavoro diretti ed indiretti, all’indotto in termini di forniture e servizi, dalle nuove sedi dei professionisti nazionali ed internazionali del ramo brevetti che diverrebbero stanziali in città con le relative opportunità per i proprietari di immobili per ufficio, inoltre i giudici ed il personale internazionale hanno una diaria apposita per prendere in fitto studi ed appartamenti. Un tele edificio Europeo inoltre attrarrebbe fondi e personale di supporto verso le nostre strutture sanitarie.

Oltre a questo si destagionalizzerebbe il turismo, finalmente, fuori dai periodi di fine d’anno come ci ha abituato Umbria Jazz Winter ed estivo tipico delle città d’arte. Il Tribunale, ed attorno ad esso tutto quel movimento congressuale internazionale, come quello della farmaceutica o del biotech, avrebbe una sua nuova naturale centralità qui ad Orvieto. Stiamo parlando di un turismo con notevole disponibilità di spesa, spesso a ricerca delle eccellenze enogastronomiche.

Di contro dovremmo sicuramente adeguare la mobilità pubblica ed il numero e la disponibilità dei taxi, abituarci a prezzi più alti nei ristoranti del centro ed una maggiore presenza anche fuori stagione di studenti del diritto e stagisti.

Ci saranno sicuramente altri competitori qui in Italia, tra cui i centri maggiori ma, a mio avviso, n una visione strategica che redistribuisca gli enti per evitare eccessive concentrazioni a Roma e Milano luoghi come Orvieto, dotati di infrastrutture importanti come la Piave, dovrebbero tornare protagonisti e centrali. Qualora si preferisca concentrare le risorse pubbliche invece nei luoghi già ricchi, aumentando la forbice del PIL e delle opportunità, allora lo spirito della coesione sociale tanto vantato dall’Unione è già scomparso ed una tale azione non porterebbe sviluppo all’Italia ma solo ad arricchire chi lo è già e questo non solo a me non piace ma, citando Marco Aurelio, sarebbe da evitare dato che “Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape”. Con la Brexit l’Italia diviene la terza nazione europea per numero di brevetti e registrazioni di modelli estetici ed industriali, la gran parte sono frutto del lavoro di piccole e medie imprese, il nostro tipico modello produttivo, il nostro alveare» Lucia Vergaglia – Cittadina portavoce e capogruppo MoVimento 5 Stelle nella città di Orvieto.

Fitodepurazione del Paglia. Il passo indietro lo facciamo noi.

In accordo con il Meetup locale nella seduta del Consiglio Comunale  la portavoce Lucia Vergaglia (Capogruppo M5S) ha ritirato la sua proposta di ordine del giorno inerente a “Bacino Orvietano del Paglia – Iniziare il risanamento” già accolto nei fatti da Sindaco ed esperti nei due giorni precedenti. Dal Movimento la soddisfazione che si parta sulla falsariga progettuale che per primi avevano indicato e l’amarezza di constatare il ritardo con cui si affronta un problema per troppo tempo conosciuto, minimizzato e trascurato.

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Teatro Mancinelli: atteggiamenti preoccupanti del CDA

Preoccupazione e sorpresa per una irrituale e tracotante reazione di parte dei consiglieri di amministrazione dell’associazione nata per gestire il teatro e gli eventi della cultura cittadina, la Te.Ma, reduci da una serie incomprensibile di difficoltà e sovrapposizioni di ruoli con la direzione artistica, accusati d’ingerenza indebita dalla direzione di Umbria Jazz Winter, nonché da artisti del calibro di Salemme e Zingaretti, addirittura sconfessati con la bocciatura del bilancio ed infine dimissionari salvo poi vedersi respingere le dimissioni dal Sindaco.

lucia su orvieto24 per la marcia del rispetto 1Lucia Vergaglia (M5S): «Dal CDA del Teatro Mancinelli, cioè Te.Ma., si autoassolvono ed attaccano artisti di fama nazionale ed Umbria Jazz. Sperano nei ricavi di gestione del Pozzo e del Palazzo dei Congressi ma neanche una parola sul progetto culturale. Così non va bene. Interrogheremo l’Assessore e li convocheremo a risponderne»

A parte che, stando allo statuto della TeMa, il Sindaco non potrebbe respingere alcunchè anzi in relazione al Consiglio di Amministrazione non ha neanche potere di voto, e che di conseguenza questa vicenda crea quindi un vulnus nella legittimità d’agire dell’associazione, ebbene quello che stona è l’assoluto scollamento tra le parole dei consiglieri e della presidente e gli scopi della TeMa stessa ovvero “la promozione, la valorizzazione, la produzione, il coordinamento e la diffusione delle attività di spettacolo, delle attività culturali, delle attività di promozione culturale-turistica-economica del territorio, delle attività strumentali e accessorie connesse.

L’Associazione svolge inoltre attività di formazione nel settore teatrale, musicale, di spettacolo in genere, di promozione culturale e turistica.”

Durante i numerosi interventi in queste settimane dei consiglieri e della presidente dell’associazione, e durante la conferenza stampa dei tre dimissionari, Sabrina Ceprini (presidente), Cristina Calcagni e Massimo Morcella (consiglieri) , si parla di tutto tranne che di spettacolo ed attività culturali. Ora dato che bisogna guardare al futuro del Teatro prima che dell’associazione strumentale questo ci sembra grave. Continua a leggere Teatro Mancinelli: atteggiamenti preoccupanti del CDA

Lucia Vergaglia su Rai Parlamento

In occasione dell’evento del 22 giugno sul Trattato Italo Belga, tenutosi a Bruxelles e che ha visto anche noialtri impegnati sin dal giorno dell’ideazione segnaliamo, sommessamente, che ne ha parlato anche Rai Parlamento.

Lucia Vergaglia Video Rai ParlamentoSiamo giustamente orgogliosi di aver portato la nostra azione politica ai livelli più alti immaginabili partendo da un’idea nata in un Meetup, da un attivista e da una portavoce. Una proposta accolta e sviluppata magistralmente dal M5S, con l’entusiasmo di Laura Agea,  e poi dal gruppo europeo EFDD2 ed infine dallo stesso Europarlamento, questa nostra del riconoscimento per il ruolo di quei cittadini italiani partiti in virtù del protocollo di settant’anni fa e protagonisti dal 1946 in quella che fu, secondo noi, la fondazione d’Europa.

protocollo italo belga

Nasce da Orvieto una rinnovata spinta europeista

Il protocollo Italo-belga, ‘braccia in cambio di carbone’, firmato settant’anni fa è stato oggetto di un evento organizzato al Parlamento europeo dall’eurodeputata Laura Agea su proposta della Consigliera Comunale di Orvieto, l’avvocato Lucia Vergaglia, ed ha visto la partecipazione dell’Ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi, quello belga presso l’Ue, Dirk Wouters, il direttore dell’Istituto italiano di Cultura Paolo Grossi, la storica Anna Morelli, l’eurodeputato socialista belga, ma di origini italiane, Marc Tarabella e naturalmente della stessa Lucia Vergaglia, consigliere M5s al Comune di Orvieto. Presenti anche l’eurodeputato M5s David Borrelli e il primo Vicepresidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

«Sono emozionata ed orgogliosa di aver potuto portare questo contributo, dando il via ad un’iniziativa così importante partendo come semplice portavoce e portando il nome del piccolo ma grande Comune di Orvieto nella stessa lista dove campeggiano istituzioni internazionali di rilievo internazionale e di dimensioni europee.

In sintesi abbiamo voluto riconoscere, per questo l’evento è una “Giornata della riconoscenza”, che prima dell’Unione e della Comunità Europea, prima ancora del Mercato Comune e della CECA, la comunità europea del carbone e dell’acciaio, sono stati formulati dei trattati internazionali, primo fra tutti quello italo belga, che hanno esteso i diritti dei cittadini immigrati per lavoro in Belgio equiparandoli a quelli dei residenti e permettendo il libero transito, il primo esempio di cittadinanza europea in cui le persone viaggiavano portando con se i diritti e doveri, vantaggi ed obblighi e grazie al quale si è cominciato a lavorare per l’Europa unita. E’ importante ricordare che nei paesi fondatori della CECA infatti ai tempi della dichiarazione Shuman, tradizionale punto di riferimento assieme al “Manifesto di Ventotene” come pietra miliare del processo europeo, si erano già formate stabili comunità italiane. Chiamatelo quindi patriottismo, orgoglio nazionale, se volete ma è opinione condivisa anche dagli illustri ospiti dell’evento che il contributo di quelle esperienze sia stato fondamentale per la nascita dell’esperienza europea. E’ mia opinione che furono proprio quegli italiani a scavare le fondamenta dell’Europa del progresso e dello sviluppo, quella che fu d’ispirazione ed alla quale altri stati nazionali vollero aderire prima che diventasse questa Europa da cui i cittadini chiedono invece di staccarsi. Si è detto che il M5S fosse antisistema e contrario allo spirito europeo tant’è che in spregio alla consuetudine le cariche di garanzia ci sono state per quanto possibile negate all’Europarlamento, invece questi dieci mesi di organizzazione dell’evento ed il suo svolgimento hanno dimostrato nei fatti, prima dei pronunciamenti pubblici, prima dei commenti alla Brexit, quanto la nostra visione sia saldamente comunitaria, sia moderna e quanto guardi al futuro riconoscendo le radici vere, senza slogan, senza marketing ma con spirito ed impegno che i cittadini figli e nipoti degli immigrati hanno voluto premiare, che le autorità hanno saputo accettare, che gli accademici si sono guardati bene dal contestare per quanto fossero sorpresi dalla inusitata ma evidente correlazione tra Protocollo italo belga ed Europa di oggi.

Ottenere tuttavia il riconoscimento ufficiale di tale giornata sarà un processo lungo e pieno d’insidie da scongiurare, fare in modo che si ritorni a quello stesso spirito del lavorare assieme per la costruzione di un futuro per tutti sarà difficile e non è certo alla portata di singoli cittadini come la sottoscritta o singole forze politiche, piuttosto deve esser un processo cui tendere assieme, senza preconcetti, ed io, per quanto possibile mi spenderò da cittadina e se dal M5S vorranno, anche come portavoce. Per cui, personalmente, come cittadina, ringrazio l’eurodeputata Agea di aver ricordato sin dall’inizio dei lavori che l’ideazione di questo confronto e di questa “Giornata della Riconoscenza” viene dalla sottoscritta, come portavoce non posso che rendere onore a tutta la platea degli intervenuti per la qualità dei contributi e per gli spunti portati, esperienza che sicuramente sarà capitalizzata per fare di più e meglio.» Lucia Vergaglia, portavoce del Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Orvieto, Italia, Europa

Due anni di M5S in Consiglio

Il 26 giugno 2014 entravamo per la prima volta nell’assise Comunale orvietana, con emozione e con lo spirito di attivismo tipico del M5S, coscienti di aver tanto da imparare e da fare, e che sarebbe stata dura, e da allora abbiamo combattuto tanto, soprattutto contro la forza dei numeri che ci vedono in netta minoranza, compressi tra ex maggioranza e maggioranza attuale.

Il dovere di trasparenza impone di tracciare un bilancio leggibile di quanto è successo in questo periodo dal punto di vista politico, istituzionale ed amministrativo senza sfuggire alla responsabilità nelle occasioni mancate, senza mettere il cappello dove non abbiamo merito ma con il giusto orgoglio di chi ha provato, talvolta riuscendoci, a portare la voce dei cittadini nelle istituzioni con più di qualche risultato positivo. Continua a leggere Due anni di M5S in Consiglio

Nuove criticità per la sanità orvietana

In questi giorni molti studi medici erano chiusi per fare i famosi “corsi di formazione continua obbligatoria”, sugli ingressi c’era il solito cartello scritto col pennarello: rivolgersi alla “Guardia Medica”.

Eppure in futuro non sarà così se vengono confermate le notizie dell’ennesima riforma della sanità che passa per la chiusura proprio dei servizi di guardia medica festiva e notturna  lasciando in carico al 118, cioè al servizio di pronto soccorso, l’assistenza ai malati. L’assistenza sanitaria d’emergenza sarà infatti d’ora in poi garantita solo dalle 8 alle 24 con un taglio di 8 ore nei giorni feriali e di 12 in quelli festivi a fronte del “vantaggio” di poter prenotare le visite invece che attraverso i CUP direttamente dal medico. Come questo però possa impattare sull’annoso fenomeno delle liste d’attesa nella sanità è tutto da valutare. C’è di certo che le soluzioni e le misure che abbiamo proposto diventano più che mai urgenti e vanno approvate rapidamente.

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World Heritage UNESCO. Orvieto non passa.

Una situazione sospesa tra rimpalli di responsabilità e storture di un sistema già troppe volte denunciato dal M5S, l’abuso dello strumento dei “consiglieri delegati” nei rapporti esterni al Comune.

Questa è una violazione delle norme che separano Amministrazione e Consiglio, e quando sulla stampa nazionale troviamo addirittura dei virgolettati del capogruppo della lista civica PAA che sembra agire come fosse un assessore si è decisamente usciti dalla correttezza istituzionale.

“Ormai le maglie sono strette, manca la possibilità di ingresso a causa del numero impressionante di siti già riconosciuti” dice l’avvocato Alessandro Vignoli che segue la pratica per Orvieto. “I consulenti Unesco ci hanno fatto capire che più di una candidatura all’anno non passa. La nostra, come centro storico, ormai è superata: ci sono troppi centri già in lista. Quindi pensiamo di diversificarci e comprendere più zone candidandoci ad “area degli Etruschi”. E’ l’unica via percorribile sperando di trovare l’interesse del Ministero…a cui devi piacere. Intanto abbiamo pronto un piano gestionale per la candidatura che ci pare possa davvero funzionare”.

Purtroppo utilizzando i consiglieri delegati in queste attività c’è il problema che essi sfuggono al controllo democratico ed alla libertà d’iniziativa delle minoranze. Per noi non esiste uno strumento formale che possa permettere l’accesso agli atti di un consigliere eletto, piuttosto che interrogarlo o coinvolgerlo in un atto di indirizzo che lo impegni e vincoli ad agire in un certo modo.

Ora Orvieto è fuori dai giochi avviati nel 2006 per il “World heritage”, cioè per divenire patrimonio tutelato dall’Unesco. Ne abbiamo chiesto conto all’Assessore al “marketing territoriale e ci ha risposto invece un vicepresidente del Consiglio Comunale. Come a dire che chiedi al ministro e ti risponde il vicepresidente della Camera: che c’entra? Sono due mestieri diversi.

All’Assessore ed al Sindaco possiamo chiedere conto delle scelte, gli altri consiglieri hanno un ruolo politico, non dovrebbero avere cordoni della borsa, capacità decisionale e potere di rapportarsi con l’esterno a nome del Comune. Anzi è esplicitamente vietato.

Intanto in regione, uno dei massimi esperiti delle procedure UNESCO, l’ex sindaco di Assisi Claudio Ricci, si era offerto di aiutare il nostro comune usando queste parole:

“Esiste un punto di forza che è indubbiamente rappresentato dalla facciata del Duomo che dovrebbe essere messa in abbinamento con altre parti del centro storico e con la città ipogea, in un unicum che costituisce un tema di grande interessa, la città visibile e quella sotterranea. E’ necessario sollecitare la Soprintendenza affinchè venga predisposto un accordo di collaborazione per elaborare e concludere i documenti, come il dossier di candidatura e il piano di gestione, che servono a candidare il Duomo a Patrimonio mondiale Unesco. Questo è importante perché si stima, a livello internazionale, che essere dichiarato sito ‘Unesco’ attiva, dopo 5-10 anni, a seguito della conseguente promozione, un aumento del turismo culturale sino al 15-20 per cento. Ci sono inoltre notevoli possibilità di finanziamenti e maggiore attrattività per gli sponsor privati”. (Claudio Ricci, La Nazione, 10 agosto 2015)

Noi invece cosa abbiamo fatto?

Nel 2015 abbiamo deciso di darci la zappa sui piedi con i lavori al Duomo mettendo un cantiere certamente non conforme all’attenzione prerequisito della collaborazione con l’UNESCO. Questo appena due settimane dopo la generosa offerta di Ricci che si era reso disponibile ad aiutare la nostra città, preferendogli invece il capogruppo politico della lista Per Andare Avanti (PAA) che ci ha traghettato fuori dai giochi e senza la possibilità a noi minoranze d’intervenire e verificare.

M5S Camouflage Duomo

«Non c’è certezza che agendo seguendo le buone prassi ed accogliendo il sostegno di chi è riconosciuto esperto sarebbe andato tutto a buon fine, non c’è certezza che il cittadino Vignoli, seppur avvocato con altri tipi di esperienze, non avrebbe potuto dare invece impulso ad un nuovo rinascimento cittadino. Quello che è inconcepibile è che il capogruppo di Per Andare Avanti e collega consigliere Vignoli abbia operato a nome e per conto del Comune in forza di una delega e che questo stia succedendo strutturalmente e come prassi anche con gli altri consiglieri di maggioranza che sfuggono alle tutele ed ai meccanismi di pesi e contrappesi che la legge prescrive. Non va bene. Questo senza considerare che l’esperienza è fino ad ora un completo insuccesso e che non vi è alcuna trasparenza sulle iniziative prese. Il comportamento confusionario dell’amministrazione, l’assenza costante dell’assessore Martino la cui delega al Marketing Territoriale era il corollario ideale per le attività con l’UNESCO, e, diciamolo, l’arrembaggio di taluni consiglieri di maggioranza a ruoli di visibilità e prestigio che non competono loro stanno limitando fortemente le opportunità che questa città e questo territorio meritano di avere. Non ne facciamo puramente una questione meritocratica, ma di rispetto dei cittadini e del necessario onore con cui si devono ricoprire i propri incarichi. C’è disordine in questa Amministrazione, ne consegue che le forze si disperdono e le occasioni si sprecano senza aver espresso l’impegno opportuno per provare a raggiungerle. Il caso Ricci ed Unesco col Duomo impacchettato sono l’esempio della scarsa cura per la cosa pubblica. Mi si conceda di osservare che più di un consigliere di minoranza ha manifestato l’opinione che certe scelte incaute sembrano quasi fatte apposta per danneggiare la città, io non credo questo, non credo ci sia cattiva fede, tuttavia dire che l’Amministrazione in questo ed in altri casi abbi agito per il meglio sarebbe il contrario della verità.

E’ ora che il Sindaco cominci a ritirare queste deleghe ripristinando la doverosa legalità ed una trasparente efficienza. Anzi sarebbe ora che gli stessi consiglieri di maggioranza comincino a dare il buon esempio restituendole in prima persona e contribuendo al lavoro con atti di studio, relazioni ed atti di indirizzo, e non sostituendosi alla Giunta.»Lucia Vergaglia, M5S Orvieto