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Bilancio Ostaggio

La questione bilancio impazza.

Bilancio e Spending Review
Bilancio e Spending Review

Impazzano i comunicati e e gli interventi sul bilancio del Comune di Orvieto. Settimane di incontri, forum, conti confrontati in mille modi e numeri aggregati come frutti di mare annegati in salse maionese e lampone e spacciati per alta cucina.

Un continuo dagli al Sindaco ed all’Assessore, e non sulle idee ma sull’inefficacia delle misure prese, non perchè sbagliate, ma perchè oggi non ci sono meno soldi in giro, tutto qui. Un viavai di personaggi, dai più improbabili ai più “tecnici” e sempre solo a parlare di numeri scollegati sia dal quadro generale che da una qualunque idea di città e comunità. Nessuna visione strategica, nessuna minima sinergia con i cittadini, ma puro cianciare di tattiche contabili.

In tanto peggio tanto meglio in cui c’è chi spera nel commissariamento evocato dal Pd locale, od in un ambiguo pre-dissesto pur di non affrontare un’improbo confronto elettorale in cui si dovrebbe venire a chiedere dove eravate quando andava tutto a rotoli mentre la crisi e la spending review non c’erano ancora; quale progetto di città avevate in mente allora, e quale adesso.

Anche per questo riteniamo che il bilancio debba essere “partecipato”, condiviso con i cittadini, non calato dall’alto e neppure ostaggio della politica, soprattutto quella senza visione, idee o progetti.

Sale slot e mondo della scuola

Recenti audizioni della commissione regionale antimafia con i responsabili delle ASL umbre e dei responsabili della Guardia di Finanza e dei Monopoli di Stato hanno dato forma concreta a quello che chi vive i nostri territori ben conosce: il gioco compulsivo è in crescita vertiginosa con gravissime conseguenze sociali. Nell’ambito delle attività nazionali, considerato che il gioco oltre alle pesanti ricadute sociali causa dipendenza patologica, chiederemo la progressiva equiparazione dell’azzardo al fumo, ed il conseguente divieto di pubblicità.slot-machine e ludopatia

In ambito locale MoVimento 5 Stelle di Orvieto ha già articolato all’amministrazione comunale una serie di considerazioni e richieste, iniziando da queste relative al mondo della scuola. Abbiamo infatti chiesto al Sindaco ed all’Assessore alla scuola: Continua a leggere Sale slot e mondo della scuola

CicloStile a 5 Stelle

In sede Orvieto 5 Stelle (piazza XXIX marzo n. 23, Orvieto) e negli infopoint troverete il nostro “ciclostile” a 5 Stelle. Questo è l’altisonante nome della nostra rivista a fotocopie, il posto dove raccogliamo notizie ed approfondimenti sulle nostre attività.

ciclostile

Seguiteci. Iscrivetevi al MoVimento ed al MeetUp di Orvieto:

Bando affitti: il comune ci rimbalza in regione

Abbiamo appena ricevuto la risposta del Comune in relazione alle problematiche del “bando affitti” 2013.

In breve ponevamo due questioni:

  1. abbiamo richiesto criteri meglio ordinati ed aderenti all’attuale “geografia lavorativa” in cui è il reddito, non il tipo di contratto, a segnare le opportunità od il disagio sociale in cui versano individui e famiglie.
  2. Inoltre abbiamo richiesto all’amministrazione comunale di sottoporre la questione ad opportuna verifica e nuova valutazione, eventualmente ritirando in autotutela l’attuale bando che crea ed alimenta differenze sociali gravi, soprattutto data l’attuale situazione, creando categorie (es. dipendenti e pensionati) meglio tutelate rispetto ad altre (es. partite iva).

La risposta, laconica, burocratica e pilatesca è stata: Tutto vero, il problema c’è, non ci possiamo fare niente, parlate con la Regione.

Rileviamo a nostra volta che iniziative d’impulso comunale sembrano esserci solo come risposta a sollecitazioni sovracomunali, ringraziamo della risposta e rilanciamo secondo noi che tra i cittadini nessuno rimanere indietro.

nessuno-indietro

Approfondimenti qui di seguito:

 

I problemi del “Bando Affitti” 2013

Dobbiamo ammettere la nostra delusione,

Nella prossima convocazione del consiglio comunale, il cui ordine del giorno è “question time”, non c’è traccia delle nostre proposte. Un’altra occasione persa. Si parlerà di cose nobili come le iniziative sui caduti in guerre inutili o di cose importanti come le alienazioni di immobili e la commissione urbanistica (argomenti che solleticano maggiormente le cosiddette “caste”) e naturalmente del bilancio.

Avremmo voluto che si parlasse anche di cose più immediatamente e direttamente alla portata dei cittadini, per esempio delle gravi lacune del nuovo “Bando per l’assegnazione dei contributi del fondo nazionale per la locazione (art. 11 della legge 9 dicembre 1998 n. 431)”.

Premesso che avendo visionato il bando, incontrato il personale del locale URP ed approfondito la questione con i responsabili dell’Ufficio Casa del Comune di Orvieto abbiamo rilevato una criticità che abbiamo sottoposto all’attenzione dell’amministrazione cittadina: Le famiglie che ricevono reddito da lavoro autonomo, qualunque esso sia, sono letteralmente escluse da tale bando. Tale osservazione è riportata altresì nelle note esplicative al bando stesso. Al di la della componente tecnico burocratica per una tale scelta ricordiamo che la crisi profonda colpisce prima e più profondamente i cosiddetti autonomi che chi ha la certezza di uno stipendio o di una pensione; abbiamo addirittura dei casi in città di autonomi che, pur avendo lavorato, a volte per crediti inesigibili, chiuderanno con saldo negativo e reddito zero l’annata e si troveranno nell’impossibilità di accedere a tali fondi.affitti e soldi

Altri comuni hanno agito diversamente dalla nostra amministrazione, pensiamo a Casamassima (stessi abitanti di Orvieto) che prevede l’accesso a tali fondi ad autonomi, a parità di fasce di reddito, che abbiano pargoli, anziani o persone con disabilità nel nucleo familiare, oppure Ossi (maggiormente illuminata) che invece tende ad equiparare come riportiamo testualmente: “le diverse tipologie di reddito (da lavoro dipendente, autonomo, pensione o altra natura) concorrono alla composizione del reddito complessivo in eguale misura)”.

Essendo attualmente forza extraconsiliare (fuori del consiglio comunale) siamo intervenuti come potevamo: abbiamo richiesto criteri meglio ordinati ed aderenti all’attuale “geografia lavorativa” in cui è il reddito, non il tipo di contratto, a segnare le opportunità od il disagio sociale in cui versano individui e famiglie. Continua a leggere I problemi del “Bando Affitti” 2013

Orvieto e l’adunata non fascista

Cosa sapete del “ponte dell’adunata”?

Beh… qualche orvietano ha dato la stessa risposta dei turisti: il nome sembra d’epoca fascista, del ventennio delle “adunate” e dei balilla. Non è così.

Premesso che la storia dei ponti del paglia è risalente a tempi lontani, dall’etrusco ponte “della mola” al romano ponte “de subtus” allo stesso ponte Giulio, è sul ponte “dell’adunata” che vorremmo sia fatta un’opera chiarificatrice. La questione è che tale nome è davvero spesso confuso od interpretato dai molti turisti e visitatori come qualcosa di etimologicamente risalente all’epoca del ventennio fascista.

In effetti è il nome che fu dato al ponte costruito da Papa Gregorio VII (nel 1083, due anni prima di morire) nel punto di confluenza, di adunata quindi, tra Paglia e Chiani. Il ponte non è più lo stesso di allora e si potrebbe addirittura valutare l’opportunità di, ad esempio, chiedere alle nostre scuole d’indire una gara per un nuovo nome, ricordando che la natura dei ponti è quella di unire ciò che è separato ed è di tutti noi; questo secondo il principio che la toponomastica costituisca anche il biglietto da visita di una città.

Noto come ponte dell'adunata è il ponte tra Orvieto Scalo e Ciconia

Nel frattempo, semplicemente, segnaliamo l’opportunità dell’apposizione di una targa che descriva l’origine dell’attuale toponimo così da evitare fraintendimenti che ledano all’immagine della città, segnalando al contempo tale peculiarità ai redattori dei materiali turistici che in comune distribuiamo, sul sito istituzionale, quelli ad esso connessi e sui social network di codesta istituzione, nonché comunicandola agli editori delle guide turistiche. Continua a leggere Orvieto e l’adunata non fascista

PMI e crisi nell’era digitale

Non possiamo che sposare e sponsorizzare la proposta di Paolo Caputo che abbiamo avuto ospite lo scorso maggio qui ad Orvieto in un interessante “Laboratorio di Economia Possibilista” al nostro Palazzo dei Sette.

Paolo Caputo
Paolo Caputo

PMI e crisi: reagire si deve, reagire è possibile…nell’era digitale.
I media annunciano un ulteriore inasprimento fiscale, oltre un miliardo di tasse in più alla PMI. Questa politica incrementa il fenomeno della evasione di sopravvivenza, delle prestazioni scadenti per ridurre i costi, delle insolvenze bancarie, della ricerca di vie di uscita nel sommerso, di ulteriore accelerazione della mortalità del tessuto imprenditoriale tipico italiano.
Le PMI possono e devono reagire alla crisi; esse avvertono nell’immediato che è causata dal crollo dei consumi, dalla concorrenza cinese interna e da quella importata dal capillare neomercantilismo “brandista” nostrano, dalla ipertrofica tassazione.
Si fanno dibattiti, ottime o pessime ripetute parole, con hostess e buffet, si parla ma non si propone nulla se non lamentose richieste di detassare oppure richieste di avere fondi pubblici o finanziamenti bancari.
Prevale ancora la tendenza ad aspettare o cercare l’intervento dal pubblico, iniziative queste che fanno bene al terziario dei servizi di consulenza e alle strutture partecipate che prendono gli appalti istruttori, ma spesso finiscono solo per aggravare le situazioni dei “veri” imprenditori che le seguono a causa dei ritardi nella erogazione e i farraginosi meccanismi burocratico – istruttori.
Oppure si attendono i grandi piani di una fantomatica reindustrializzazione calata dall’alto o ancor di più ipotesi molto belle della nascita della imponente green economy politicamente imposta.
E nella attesa l’economia reale del mercato muore.
Allora bisogna agire dal basso.
Certamente esistono modalità di reazione possibili che non sono state prese in grande considerazione per le peculiarità individualistiche dei nostri imprenditori, come ad esempio la costruzione di reti di impresa (in tutte le loro potenzialità e diverse finalità).
Alla base si deve riprendere la vocazione italiana alla “fatica” alla capacità dei nostri genitori (o nonni) di “saper fare molto e di qualità con poco”, di rinunciare oggi per il futuro.
Stanno finalmente prendendo forma, sporadicamente, iniziative dal basso come i gruppi di acquisto popolare, l’azionariato popolare, la raccolta fondi popolare, i consorzi PMI di produttori per la vendita diretta. Continua a leggere PMI e crisi nell’era digitale

Basta Spreco di cibo ad Orvieto

Il MoVimento 5 Stelle della città di Orvieto ha depositato in Comune una proposta atta a ridurre gli sprechi di cibo ed i costi di gestione della differenziata attivando un circuito virtuoso: si tratta della metodica dei “Mercati dell’ultimo minuto”, ovvero al riutilizzo di beni normalmente destinati al ciclo rifiuti e sottratti alla necessità dei bisognosi.

sprecoPremesso che l’articolo 3 della direttiva 2008/98/CE, recepita dal Governo italiano nel dicembre 2010, indica espressamente la necessità di rafforzare le azioni di prevenzione e di riutilizzo, quali azioni in cima alla gerarchia da adottare nella gestione dei rifiuti stessi; in questo senso sorgono le molteplici iniziative di prevenzione dei rifiuti, estensione del ciclo di vita dei beni e soprattutto riutilizzo per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. Considerando poi il periodo di grave crisi che vede sempre più famiglie in difficoltà e dato che abbiamo sul nostro territorio numerosi enti ed attività legate all’alimentare ed alla ristorazione come bar, ristoranti, take away, mense aziendali e delle scuole (nell’ultimo incontro relativo a queste ultime al viceSindaco Tardani è stata posta la questione spreco del cibo non utilizzato), oltre che supermercati e, da pochissimo, l’Ipercoop, possiamo dire che sono molte le fonti i cui prodotti in eccesso vanno ai rifiuti, e si tratta di ciò che per altri sarebbe “grazia di Dio”. Un autentico peccato!

Proposta di Stop allo spreco di cibo e creazione di mercato dell''ultimo minuto M5S Orvieto (Silvio Torre)
Proposta “antispreco” M5S Orvieto

In ordine a questa situazione il M5S di Orvieto ha depositato una proposta di stop allo spreco che non vuole risolvere il problema d’emergenza una tantum, ma offre una “strategia” di lungo periodo, che potrà dare risultati destinati a durare per gli anni a venire operando nel più limpido rispetto delle regole e delle normative italiane ed europee: proponiamo la creazione di un “Mercato dell’ultimo minuto” orvietano.

Si tratta di creare un contatto tra le attività produttrici e gli enti beneficiari, fornendo assistenza, predisponendo dei protocolli per recupero e (ri)utilizzo dei beni in conformità alle norme vigenti, in particolare riguardo agli aspetti: igienico sanitari, amministrativi, fiscali, logistici e comunicativi, prevedendo il monitoraggio e la supervisione dei recuperi nelle eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali, ingrossi, negozi, nel recupero prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo, nei pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva, nei farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, nei sementi non conformi agli standard di commercializzazione ed addirittura nei prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati come, ad esempio, i libri destinati al macero. Continua a leggere Basta Spreco di cibo ad Orvieto

12 novembre, primo anniversario.

Un anno fa Orvieto fu sommersa dalle acque del Paglia allo scalo, come un castello di sabbia in riva al mare.

Per fortuna, buona stella od un intervento da lassù nessuno ci ha lasciato la pelle. Pronti, istantaneamente gli orvietani hanno affrontato il disastro e ricostruito le attività, ripulito le case, recuperato e salvato i beni. Gli angeli del fango sono stati su tutti i giornali, sulla televisione, su internet, nelle parole dei preti dal pulpito, nei discorsi dei politici. E’ passato un anno, con i soldi degli interventi si è fatto qualcosa? Cosa? La complanare, la fondazione dell’iper? Il comitato 12 novembre oggi manifesterà in un evento chiamato “le code di Paglia” ricordando le promesse (molte) non mantenute (sempre molte) e denunciando lassismi e male gestioni.

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Noi denunciamo altro; ancora una volta noi denunciamo che il disastro era annunciato da tempo e che questo non è servito a nulla, noi denunciamo che le istituzioni, governate da Pd e/o Pdl con le loro varie declinazioni da due facce della stessa medaglia, alla politica locale ed alla cittadinanza proprio non hanno voluto prestare orecchio. I nostri politici locali non hanno saputo farsi ascoltare dove le decisioni si prendono davvero, a Roma.

Intanto lerci più che mai affaristi ed antagonisti d’oggi che erano della partita il giorno prima tentano di fare il colpaccio urlando e sbraitando contro la nuova Coop nata nelle aree dell’alluvione. Porca miseria c’era gente del Pd in una manifestazione anti Coop contro un centro commerciale approvato dalla loro giunta in un’area da loro giudicata corretta per la Coop; e poi quelli che sono del Pd e fanno un evento intitolato “La Coop non siamo noi” fanno davvero ridere. E la copertura politica della Coop chi è? Berlusconi? Ridicoli, patetici… incredibili. Ma chi vi sta ancora d’appresso?

Ad Orvieto ci chiediamo che farete dopo? Le darete la colpa della chiusura dei negozi del centro? Quelli con i cartelli cedesi, vendesi e fittasi ormai sbiancati da sole ed intemperie per tanto è il tempo che ci stanno.

Intanto con le vostre facce sempre uguali, con cartelli e manifesti stampati dalla tipografia solita delle elezioni, ancora una volta a sperare nel peggio per ritagliarvi uno spazio… all’asciutto, ma solo per voi.

Noi che guardiamo al futuro…

Gli Italiani (noi) sono sempre stati famosi per fare molto con poco, e quel molto di gran qualità e con stile inimitabile. Gli orvietani (noi) sono un popolo dalla storia lunghissima che per tignosa caparbietà ha sempre superato ogni prova. Quelli del M5S (noi) sono gente che ha tanto da imparare, ha imparato tanto, sa che imparerà ancora ma nel frattempo si da da fare in un mondo dove tutti stanno mollando, dove tutti si arrendono e mettono la testa sotto la sabbia. Noi stiamo a testa alta, consapevoli dei problemi dell’oggi ma con lo sguardo diritto nel domani.imparareOggi il mito delle grandi produzioni, sponsorizzato tutt’ora dai sindacati e da certa industria che vivono di cassa integrazione e potere sulla falsa rappresentazione sociale del “proletariato” o peggio della “classe operaia”, è finalmente impoloso. Le aree industriali prive di visione e capacità di stare al passo, di fare molto e di qualità piuttosto che troppo e di basso livello, sono dei deserti postatomici, da film di zombies. Ed i distretti residenziali e commerciali, ed i loro indotti, che le circondavano sono alla canna del gas.

Il MoVimento 5 Stelle ha portato una gran quantità di proposte orientate allo sviluppo, e prima ancora molte proposte di decrescita atte a scongiurare l’imminente crisi; proposte inascoltate ed inesorabile, alla fine, la crisi è arrivata. Qui ad Orvieto, tra chi spera in interventi statali, chi spera in un nuovo protezionismo ed intanto non contingenta le produzioni, chi prega per un puro protezionismo economico col ritorno alla lira (tutto da guadagnare per i turisti) e chi, richiamando le istanze di rinnovamento incarnate dai cittadini a 5 stelle, propone, invece di guardare al futuro, sciocche “comuni agricole” e “barattopoli” in stile new age, noi del MoVimento 5 Stelle lavoriamo per il futuro.

Ferme restando le ambizioni di rinnovamento nazionale legate al programma del 2013 oggi, ed ora, pensiamo ai nostri territori.

Qui ad Orvieto abbiamo la forza e la potenzialità per dare vita ad una comunità economica che dia lavoro di qualità, che permetta di fare impresa con stile e capacità italiane, tigna e caparbietà tipicamente orvietane e spirito giovane, orientato all’innovazione, alla bellezza ed a quel contagio tra i linguaggi che è tipico delle dinamiche di queste generazioni.

Presenteremo quindi una serie di soluzioni che guardino al periodo 2014-2019 come laboratorio di arte, cultura, scienza, tecnica, impresa e coraggio… si coraggio, quello che è mancato nella società dei tagli, nell’Italia delle tasse e nell’Europa delle burocrazie.

Chi ci ha descritti come dei no global fuori tempo massimo o non ci ha capito niente o è in malafede.

Nasciamo dalla rete e dal basso, per uscire da questo buio, per tornare a guardare alle stelle.

Silvio Torre, Orvieto