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Uno scandalo il parcheggio-discarica del centro storico di Orvieto

Dopo una campagna elettorale nella quale l’ex caserma Piave veniva presentata dall’allora candidato Germani come un fiore all’occhiello da valorizzare, ed intorno alla quale vi sono le speranze dei cittadini e tantissimi progetti di rilancio inascoltati, l’amministrazione l’ha trasformata in un parcheggio “discarica”.

Vi si spostano, deportano e scaricano le strisce bianche dei residenti, che non potranno più parcheggiare a Piazza Cahen, si attivano alcuni posti “disco”, essenzialmente a servizio di chi va negli uffici comunali adiacenti ad esempio a pagare le multe, e cento posti a pagamento pagabili, udite, tramite smartphone tanto per ignorare del tutto le proposte del Qsv di usare un sistema che “riconosca” i residenti e gli abitanti delle zone limitrofe come la tessera sanitaria per i lettori magnetici che già abbiamo,  e portare avanti un idea esclusiva dell’amministrazione per la quale già avevano chiesto, ahinoi, i preventivi.

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«Ricordiamo bene che la piazza d’armi dell’ex caserma era il parcheggio degli orvietani, un parcheggio gratuito, reso indisponibile per “piazzare” gli abbonamenti ai parcheggi sotterranei di via Roma in quegli anni che ad Orvieto non si era ancora partiti con la differenziata che c’è oggi, con i camion piccoli che girano il centro storico e che portano la spazzatura raccolta ai camion grandi in attesa sia nella stessa piazza d’armi, come fossero delle discariche mobili a cielo aperto, sia all’ingresso dell’ex caserma in via della stazione dove il lato entrando a destra è da tempo un coacervo di olezzi. Uno schifo che i turisti in visita conosceranno come primo ed ultimo profumo della città» Così commenta Lucia Vergaglia, capogruppo del M5S, alla lettura del dispositivo appena pubblicato «E’ uno scandalo poi che in barba alla tanto vantata partecipazione del Qsv, in cui nessuno si è mai sognato di proporre niente di simile, vengano presentate in un tavolo tecnico ristretto, a cui non siamo stati invitati soluzioni così invasive e per nulla condivise. E’ uno scandalo che ai pochi politici dell’opposizione invitati sia stata presentata questa delibera della giunta già esecutiva sin dal giorno 10 luglio, altro che Qsv, altro che partecipazione. E’ uno scandalo l’arroganza con cui si stravolgono le regole ed il rispetto istituzionale ed è scandaloso che le decisioni di giunta esecutive vengano pubblicate a giochi fatti due settimane dopo. E la chiamano trasparenza amministrativa? Io la chiamo paura del confronto. Quanto ai concittadini trattati come sacchetti e sballottati per mezza città, giustamente ammorbati ed infuriati per l’ennesimo colpo di mano estivo, non posso che esortare alla calma ed a richiedere ai propri rappresentanti della maggioranza di rispettare, senza interpretazioni strumentali e fantasiose, le esigenze esposte nei momenti di partecipazione come il Qsv. Noi del Movimento 5 stelle dall’opposizione prenderemo misure ed iniziative per limitare i danni, ma chi ha dato forbici e stoffa a questa maggioranza si renda conto dei danni che stanno facendo e se ne ricordi sempre.»

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Aggiornamento Meetup 2015

I tanti problemi nati in tutt’Italia come da noi con i MeetUp fittizi ed i gattopardini sono giunti al pettine adesso che il M5S ha cominciato ad avere quasi 1.800 portavoce, in tutte le istituzioni, dai comuni alle regioni, dal Parlamento italiano a quello europeo.

Roberto Fico ed Alessandro di Battista hanno scritto una lettera aperta in cui hanno voluto ricordare le basi del MoVimento e cosa significa partecipare (qui di seguito un estratto)

Lo scopo dei meetup è creare cultura della partecipazione alla vita pubblica. Nascono spontaneamente tra persone che hanno voglia di riprendere un ruolo attivo nella propria comunità, e si incontrano per immaginare e realizzare insieme una migliore qualità della vita individuale e collettiva.
Si organizzano secondo le esigenze dei partecipanti e assumono la forma più funzionale alle abitudini del territorio e di chi vi partecipa. Due sono in ogni caso gli elementi comuni qualificanti: contenuti e partecipazione. Nei meetup ci si occupa di temi, di bisogni e beni comuni che interessano il proprio territorio.
La condivisione è la nostra risorsa. Tutti gli iscritti ai meetup hanno diritto a partecipare, a condizione che il contributo venga offerto con totale disinteresse e umiltà, e che possa essere accolto senza pregiudizi, integrando la ricchezza di cui ognuno è portatore con il proprio carattere, linguaggio, storia e preparazione.
L’esercizio della partecipazione può essere molto complesso, specie quando si è in tanti. Ma questa è la nostra sfida: essere una comunità che si ascolta e crea le soluzioni più giuste per il benessere di tutti, in autonomia, senza delegare, senza più bisogno di un leader da seguire… (leggi tutto)

Noi di Orvieto 5 Stelle non rispettavamo una delle indicazioni relativa al logo che, testualmente, “I meetup non possono usare il logo del Movimento Stelle, neanche modificandolo”. Inizialmente non era così specifica per cui abbiamo sempre utilizzato l’immagine qui a destra fino alla avvenuta certificazione della lista quando abbiamo proceduto al cambio di logo in occasione della campagna elettorale, per la quale c’era apposita delega.

Tuttavia come Meetup Orvieto 5 Stelle abbiamo sempre utilizzato l’immagine “orvietana” e mai quella nazionale proprio per evitare commistioni e confusione. Su questo blog convive la comunicazione “di servizio” del gruppo consiliare M5S Orvieto, presente in Comune e libero di utilizzare il nome di Beppe Grillo, del MoVimento 5 Stelle con il relativo simbolo grafico (logo) ai sensi di apposita delega e liberatoria, firmata dallo stesso Beppe Grillo e depositata in commissione elettorale in Corte d’Appello, e la comunicazione del MeetUp che ha dato origine alla lista che ai sensi dei recenti sviluppi deve invece cambiare segno grafico distintivo.

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In via temporanea utilizzeremo questi banner ed immagini, in attesa di confermarli per condivisione o sostituirli con un nuovo e migliore logo, apprezzato ed approvato dagli iscritti. Per tutto il resto0 garantiamo l’aderenza stringente alle indicazioni di Fico e Di Battista, riportate sul blog ufficiale del MoVimento e confermiamo il nostro impegno ed attivismo per la cittadinanza ed il territorio, restando a disposizione dello staff M5S e dei portavoce a tutti i livelli come braccio operativo in sinergia con gli altri MeetUp che vorranno e che reputeremo davvero a 5 stelle, a nostro insindacabile giudizio se in assenza di certificazione del blog di Beppe.

 

I danni dei Gattopardini

Col caldo gli incontri pseudo programmatici di “cittadinanza orvietana a 5 stelle” (ex forum cittadino, ex lista Ri-Governare, ex partiti) con volti nuovi (età media over 60 e mandati politici alle spalle) come quelle tante intellighentie a che non si dica (irony alert) che non si parte “dal basso”, dal cittadino, appaiono come al solito un tentativo d’arrembaggio di un MoVimento non strutturato per impedire infiltrazioni. La cosa con alcuni funziona e fa danni.

«Oggi alle 10, presso un’attività commerciale di Corso Cavour in Orvieto sono stato fermato dal titolare che, conoscendomi come fondatore del MeetUp orvietano, mi ha espresso il proprio disappunto per non aver partecipato ad un incontro di detto gruppo. Non ho avuto il tempo di rispondergli che non ero stato invitato e che sono rientrato stanotte da un funerale in provincia di Potenza (ed il percorso a ritroso è reperibile sul mio profilo facebook) quindi non avrei potuto comunque partecipare. Mi ha esposto parole di divisione e di lontananza, mi ha dato le spalle ed è rientrato in negozio.
Mi sono sentito molto male, ho accusato il colpo ed ho stretto i pugni invece che rientrare e chiarire. Non è il momento, è il momento di riunirci e ragionare. Dobbiamo chiarire che se è questo che arriva da codesti incontri va davvero da schifo. Si può solo ipotizzare che si cavalcano le difficoltà per seminare, in assemblee, con tecniche e sofismi, separazione ed odio verso chi non da spazio ai progetti come quello proposto da Fausto Bertinotti nel luglio scorso e sul quale abbiamo già espresso chiaramente la nostra posizione (http://orvieto5stelle.com/2014/07/26/i-gattopardini/).
Noi del MeetUp siamo qui, con la massima apertura e, finchè abbiamo potuto, con una sede pubblica con il numero di telefono della portavoce in Consiglio in bella vista. Hanno ragione Fico e Di Battista a dire che la questione dell’uso del nome va gestita ed affrontata con apertura e chiarezza, hanno ragione quando dicono che un MeetUp deve restare in un territorio locale ben individuato dove si può lavorare su fatti concreti.
Qui ad Orvieto, questi signori, ci hanno abituato al fatto che cambiano più casacche e contenitori (associazioni, think tank, gruppi di studio, forum, partiti) ma sono sempre gli stessi. Anche il loro contributo in qualità di cittadini potrebbe, se condivisibile e disinteressato, essere il benvenuto, ma certamente oggi non è così. Se potessero spendere il nome del M5S fuori dal territorio nessuno saprebbe chi sono in realtà.» Silvio Torre, MeetUp Orvieto 5 Stelle

La questione è divenuta sostanziale, ogni persona che si allontana dal M5S per colpa di questi “signori” che ciarlano d’etica e morale e poi si firmano come nell’immagine qui sotto creando le condizioni per il massimo del fraintendimento possibile è un danno che il MoVimento subisce, è vero, ma che soprattutto i cittadini, come il commerciante in questa storia (che ha un nome ed un cognome), subiscono ancora di più. La trasparenza è nel Dna del MoVimento, gli inganni invece no.

mario tiberi si firma m5s

Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S

In questi giorni si è molto parlato del Contratto di fiume del Paglia, anche in relazione ad una recente polemica ed ad un incontro negli ottimi spazi della Biblioteca comunale. Per cattiva informazione, purtroppo da parte dell’Amministrazione, si è lasciato intendere, in seguito all’osservazione del M5S che mancasse una progettualità europea, che invece questo contratto fosse parte della programmazione comunitaria fatta dai nostri assessorati ed addirittura che si dovesse ringraziare una qualche segreteria politica per aver avuto quest’occasione d’accedere ai fondi europei.

Una corbelleria bella e buona. A questo punto è necessario fare chiarezza su cosa sono questi contratti di fiume e su come il M5S Orvieto ha impostato la propria azione locale nei confronti di questi strumenti.

Innanzitutto sfatiamo una erronea percezione: I “Contratti di Fiume” non sono europrogettazione ma piuttosto un accordo tra enti per un processo di programmazione negoziata per la valorizzazione del sistema fluviale e la riqualificazione territoriale, paesaggistica, dei territori ad essi connessi, attraverso un’azione coordinata. In pratica è un accordo tra enti e portatori d’interesse che opera nell’area vasta del fiume, che va oltre i confini dei comuni, ed a volte di regioni e provincie, la cui attività venga infine ratificata dagli enti partecipanti e diventi definitiva.

Un Contratto di fiume elabora le linee di sviluppo di un territorio fluviale ed include le proposte, anche politiche, dei territori, gli interessi di associazioni ed imprese e, talvolta, le esigenze dei comitati cittadini. Di per se non porta uno straccio di Euro ed il contratto non viene registrato in appositi uffici europei, non esiste un albo dei contratti di fiume e non ci sono automatismi che ne prevedano finanziamenti. Sarebbe demagogia far intendere il contrario.

Noto come ponte dell'adunata è il ponte tra Orvieto Scalo e Ciconia

Volendo approfondire la questione noi del M5S sappiamo bene che in alcune regioni, come il Veneto ad esempio, esistono bandi appositi per i contratti di fiume che esclusivamente insistono in quella regione, specifichiamo però che i destinatari sono quei tanti Enti pubblici aventi competenze in materia di risorse idriche e tutela delle acque quali, per esempio Provincie, Comuni, Consorzi di Bonifica, AATO, AIPO, Autorità di Bacino, ecc… che vengono sostenuti nello sforzo di assumere il contratto di fiume come strumento di gestione integrata per ridurre i centri decisionali. Da noi è così? E’ questo il nostro caso? A noi non pare proprio.

L’Assessore regionale Rometti, ad Orvieto all’atto della presentazione del Contratto del Paglia, diceva testualmente: Continua a leggere Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S

Il governo risponde al M5S su Electrosys

Alla fine il sottosegretario Bellanova, a nome e per conto del Governo Renzi, è dovuta entrare in aula e rispondere al M5S, la cui portavoce Tiziana Ciprini aveva sollevato, assieme al gruppo di Orvieto 5 Stelle, tanti dubbi sulla gestione della crisi di una delle eccellenze del’orvietano e per la quale avevamo proposto una via d’uscita molto diversa che lo svendere al concorrente ferrarese e lasciar a casa le maestranze costrette a crearsi nuove aziende sul territorio, del territorio, a cui, poi, sono stati preclusi anche gli accessi agli incontri istituzionali come quello del 27 giugno con gli incaricati d’affari slovacchi, favorendo implicitamente il gestore ferrarese.

Una situazione di cui si parlerà a lungo e per la quale, ad Orvieto, siamo stati sconfitti tutti, l’unico che se ne è davvero avvantaggiato è il nuovo proprietario che a prezzi di saldo ha rilevato una delle nostre eccellenze.

fiato-sul-collo-m5s-electrosys

I nostri portavoce in parlamento non caleranno la pressione, anzi si apprestano a chiedere al Ministero dello sviluppo economico al più presto l’apertura del tavolo affinché tutte le parti interessate –azienda e lavoratori- possano partecipare per discutere in maniera trasparente del futuro dello stabilimento e dei lavoratori. Quanto al ritardo sugli ammortizzatori sociali vogliamo capire dov’era finito il sindacato, ed anche su questo proseguiremo per chiarire i contorni di questa vicenda, troppo avvolti dai Fumi inquietanti.

Qui di seguito la risposta del governo e la replica della portavoce Ciprini.

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Gnagnarini imbarazzante

Alle anticipazioni sul Bilancio dell’attuale assessore Massimo Gnagnarini, il quale in passato fu gran fustigatore dei precedenti assessori, avevamo risposto evidenziando l’assenza evidente di una  concreta strategia europea ed il mancato avviamento di un’attività di europrogettazione nel periodo 2014 in cui avevamo un avanzo dichiarato di oltre un milione di Euro.

Apriti cielo! L’assessore ha voluto rispondere pubblicamente, in maniera scomposta, confusa ed inutilmente infamante, accusando la portavoce Lucia Vergaglia di ogni e qualsiasi colpa  per l’atto (di lesa maestà?) d’aver espresso considerazioni politiche sul bilancio, in particolare sull’impostazione annunciata dallo stesso assessore, di contro il deludente signor Gnagnarini è scaduto in un turpiloquio indecente e vergognoso, trascinando nel fango con se anche la amministrazione tutta se non vorrà prendere le distanze da tale indecoroso comportamento. Continua a leggere Gnagnarini imbarazzante

Un anno di M5S in Consiglio

Il 26 giugno 2014 entravamo per la prima volta nell’assise Comunale orvietana, con emozione e con lo spirito di attivismo tipico del M5S, ad un anno di distanza è doveroso tracciare un bilancio. Innanzitutto questo primo periodo è passato con la cittadinanza che ha avuto modo di capire bene che le critiche solitamente mosse al MoVimento di fare solo protesta e di essere antipolitica erano solo sciocchezze. In tutta la regione i consiglieri comunali pentastellati hanno offerto una testimonianza di capacità e concretezza e qui ad Orvieto noi abbiamo sicuramente portato iniziative e soluzioni ai problemi, attenzione all’operato della giunta, trasparenza, ascolto e, va detto, uno stile estremamente “istituzionale”.

Fattivamente vogliamo ricordare che qualche risultato lo abbiamo incassato ad esempio sugli affitti d’oro, sulla gestione degli autobus turistici, su Equitalia, sul Centro Studi, sulle Unioni Civili, sulle licenze per i supermercati, sugli impianti a biogas/biomasse e sulle pari opportunità. Altre volte ci siamo visti respingere, non senza sorpresa, alcune proposte sane e di solito a costo zero come la cittadinanza onoraria a Guccini, il Centro del Made in Italy e, più recentemente, le iniziative in favore del Giubileo di Papa Francesco. Certamente in questo primo anno non ce ne siamo stati con le mani in mano, anzi siamo stati accusati spesso di eccedere, travalicando il ruolo di minoranza, ed abbiamo dovuto rispondere che dove c’è mancanza e lassismo non restiamo a guardare ma ci assumiamo la responsabilità di agire da subito, in prima persona. Del resto potendo agire senza ordini di scuderia siamo stati in grado di appoggiare, od addirittura controfirmare le proposte provenienti sia dalla sinistra che dalla destra con l’unico reale criterio di valutazione: l’interesse dei cittadini.

Tuttavia la maggioranza ha ragione nell’indicarci alcuni limiti dato che i ruoli principali destinati alla minoranza, ruoli non solo prestigiosi ma col potere d’influenzare l’andamento dei lavori di Consiglio e Commissioni, non sono stati assegnati a noi. L’ex maggioranza, in un’antiquata e futile visione della politica da manuale Cencelli ha deciso, a porte chiuse Continua a leggere Un anno di M5S in Consiglio

Trasporto pubblico: la visione del M5S

Tra i documenti fondanti del M5S nazionale c’è la “Carta di Firenze” che dal 2009 è il sintetico punto di riferimento per i programmi comunali dei tanti Meetup e delle Liste Civiche Certificate, cioè quelle ufficialmente parte del MoVimento, come la nostra Orvieto 5 Stelle.

La mobilità pubblica è una delle basi su cui costruire la vita e lo sviluppo sostenibile dei Comuni ed è il collegamento trasversale alla capacità delle amministrazioni di operare delle politiche di presenza sanitaria, per il lavoro, per l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, per la scuola, per il turismo, per lo sport e per il commercio. Non c’è quasi alcun aspetto della vita cittadina che non comprenda la variabile della mobilità tra i fattori di efficacia o di insuccesso della politica.

Di motivi d’insuccesso ne vediamo molti, le auto parcheggiate in doppia fila fuori scuola a Ciconia, allo Scalo, a Sferracavallo, a Canonica ed al Centro Storico sono la plateale denuncia dell’inefficacia della mobilità pubblica legata all’istruzione. I negozi chiusi e con la scritta “fittasi” ingiallita dagli anni al Borgo, al Corso Cavour ed al Fanello, cioè nei poli di attrazione commerciale cittadina, non indicano lo stesso problema?

Nello spazio partecipativo previsto dalla legge regionale del 2008 per la valorizzazione dei centri storici, il cosiddetto QSV, il MoVimento 5 Stelle sta depositando delle proposte per la discussione e l’approfondimento anche sul trasporto pubblico.

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In particolare a nostro avviso va ripresa nettamente in considerazione la possibilità di ragionare sugli “autobus del commercio”, con corse che siano organizzate in funzione dei mercati rionali con arrivi nei pressi delle aree di mercato a secondo dei giorni (al Centro il giovedì ed il sabato, allo Scalo ed a Ciconia il martedì) e che inoltre preveda fermate al Borgo, a piazza del Commercio, all’interno del Fanello, e più in generale nei luoghi di concentrazione dei negozi al dettaglio. Quanto al centro storico, oggetto di un’annosa discussione sulle navette/circolari che ruotano all’esterno del centro ignorando completamente Corso Cavour (regolarmente invaso però da auto e furgoni di vario genere e dimensioni) abbiamo proposto nuovamente che i pollicini transitino e permettano le fermate lungo il corso stesso che nei tempi antichi era la via dei mercanti. L’Obbiettivo è duplice: ridurre la pressione delle auto al centro dando la possibilità ai cittadini di raggiungere i commercianti, dando loro, al tempo stesso, la chanche, la possibilità, di essere visti dal turista in visita e non letteralmente scavalcati come accade adesso.

trasporto pubblicoFondamentale poi è il recupero delle frazioni pressoché scollegate come Canale, ormai sempre più isolata e con i pochi collegamenti superstiti gestiti dall’ente laziale non da quello umbro. Questo con le conseguenti difficoltà d’informazione per l’utenza in attesa su eventuali ritardi e soppressione di corse.

Va inoltre data nel biglietto la possibilità del trasporto bici in quelle parti del territorio con grande dislivello (dallo Scalo alla Rupe, da Ponte del Sole a Sugano, a Rocca Ripisena, Prodo ecc…)

E i soldi?

Noi reputiamo che una convenzione parcheggi a pagamento (inclusi quelli a lunga permanenza come il piazzale della Stazione che potrebbe andare ad un euro al giorno sul modello di quello di Orte, e con una tariffa simbolica, ad esempio, dell’ordine di dieci euro mese per chi ha l’abbonamento ferroviario) biglietto dell’autobus possa introitare fondi ulteriori e che la gestione diretta della funicolare e di un servizio sostitutivo serale possano mettere in moto un circuito della mobilità pubblica virtuoso e che porti ricadute positive sull’economia e sulla vita sociale orvietana, contribuendo a tener vive quelle attività che rappresentano posti di lavoro e l’immagine di una cittadina sana e vitale.

5 priorità sul bilancio 2015

Come di consueto vogliamo anticipare i tempi della discussione consiliare portando quelli che, a nostro avviso, sono i punti imprescindibili di una bilancio cittadino condiviso.

Siamo consci dei vincoli di legge, di quelli del piano di predissesto orvietano e delle partite economiche impegnate fin qui dall’amministrazione, ed abbiamo seguito quanto pubblicamente anticipato dall’assessore Gnagnarini e raffrontato le informazioni che abbiamo ricevuto in via di interrogazione. Sappiamo bene che la nostra visione della città di Orvieto, in termini di servizi, sviluppo, spesa, orientamento alla crescita anche demografica e, soprattutto,  in termini di partecipazione della cittadinanza è radicalmente diversa da quella espressa sin qui sia dall’amministrazione che dall’ex maggioranza tuttavia non possiamo esimerci dall’indicare alcune priorità.

Priorità
Priorità

Innanzitutto è imperativa la verifica interna del Comune, e delle società a vario titolo ad esso legate, per l’incidenza sui costi che hanno sul bilancio stesso quelle attività che andrebbero sotto un più stretto controllo di gestione; dalla ripartizione delle deleghe all’allocazione del personale, dalla destinazione dei proventi di parcheggi, multe, indennità e tasse di scopo alla necessaria presa in carico di responsabilità specifiche ora terziarizzate o, come nel caso del Palazzo dei Congressi, in via di terziarizzazione appare evidente la scelta di un settecentesco “laissez faire, laissez passer” che proprio non si addice alla pubblica amministrazione. In secondo luogo è fondamentale la messa a reddito di quei beni pubblici non destinati ad un uso di servizio o sociale. Messa a reddito non significa regalarli “a gratis” (o quasi) ad un gestore pur di vederli funzionare.

In questi giorni si da il via ad una rivoluzionaria  riforma del Catasto che Continua a leggere 5 priorità sul bilancio 2015

Su proposte chiare e condivisibili noi ci siamo

Lo abbiamo sempre detto che su proposte chiare e condivisibili ci saremmo sicuramente stati ed alla prova dei fatti lo dimostriamo. Su Reddito di dignità (la proposta dell’Associazione Libera già condivisa dal M5S nazionale), geotermia e piano del traffico firmiamo le proposte di SEL ORVIETO. E se le parole del consigliere comunale Tiziano Rosati (SEL) fanno ipotizzare dei progetti in comune tra le due formazioni non staremo certamente a fare del complottismo alla rovescia. Rosati è chiaro quando dice: «Sinistra Ecologia Libertà Orvieto e il M5S con Lucia Vergaglia porteranno insieme in consiglio comunale un ordine del giorno sul reddito di dignità proposto da Libera, una mozione per esprimere la contrarietà dell’amministrazione di Orvieto rispetto all’impianto pilota geotermico di Castel Giorgio. Infine cercheremo, attraverso un’altra mozione, di far inserire nel nuovo piano di circolazione e di sosta nel centro storico alcune iniziative per il decoro urbano, prima fra tutte la rimozione di tutti i borberi in cemento».

SEL-M5S

Del resto anche il MoVimento Cinque Stelle è chiaro con proprie proposte sul reddito e con  la propria posizione nettamente contraria al Geotermico Speculativo. Quanto alla mobilità ed al piano di circolazione abbiamo espresso soluzioni sullo schema del QSV per quanto riguarda la sosta e la viabilità con il piano Tordi. I nostri obiettivi restano separare la mobilità degli orvietani da quella commerciale e turistica, permettere agli anziani over 65, ai diversamente abili, alle donne in gravidanza Continua a leggere Su proposte chiare e condivisibili noi ci siamo