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Andrea Liberati per Orvieto

Siamo ufficialmente in campagna elettorale anche qui ad Orvieto pur non avendo candidati direttamente espressi dal territorio, pertanto dobbiamo cominciare ad affrontare pubblicamente le tematiche regionali con la consueta etica del M5S che non approfitta dell’assise consiliare per trasformarla in un campo di battaglia ma attraverso l’attivismo, la proposta e la denuncia del malaffare.

La portavoce del M5S Orvieto, Lucia Vergaglia, ha incontrato Andrea Liberati, candidato pentastellato alla presidenza della regione #Umbria per portare le istanze orvietane. Si è parlato di risorse, acqua pubblica, idroelettrico, malaffare, economia, ambiente e territorio.

banner liberati aprile 2015In questo primo confronto abbiamo affrontiamo di petto la questione risorse sottratte alle nostre terre ed alla cittadinanza, senza il doveroso ristoro economico, soprattutto in considerazione del disagio ambientale che Orvieto, già per la sola presenza della discarica di “Le Crete” deve patire.

La sola risorsa acqua per l’idroelettrico, se fosse contabilizzata con i valori che le danno in altre regioni, pensiamo all’Abruzzo od al Trentino, potrebbe portare nelle nostre casse ritorni considerevoli, ma qui in regione non si sono mai ritoccati i canoni concordatari, della privatizzazione abbiamo visto solo la parte peggiore, l’aumento delle tariffe ai cittadini, ma mai i vantaggi come servizi efficienti e pagamenti della materia prima a prezzo di mercato.
In questo video di pochi minuti alcuni approfondimenti per conoscersi meglio sui temi essenziali prima delle prossime elezioni regionali.

Giornata della Terra 2015

La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera,
Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo ad un appello del senatore statunitense Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica, grande, manifestazione sotto la bandiera della difesa del nostro pianeta.

giornataterra

Tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal reddito, hanno diritto di vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. La Giornata della Terra si basa saldamente su questo principio.

Da movimento, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

In questi giorni insistiamo nel proporre soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la fine della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

Nel nostro piccolo questo modo di fare influenzerà, e non poco, la nostra proposta amministrativa per i territori locali a cominciare dalle scelte di decrescita e tutela ambientale.

Ancora una volta, come MoVimento 5 Stelle Orvieto, ci preme osservare che mentre a chiacchiere tutte le forze politiche locali, ed i candidati alla regione, sono per un ambiente sano ed un’economia sostenibile nei fatti:

  1. Il Comune non ha anticipato, programmato ed organizzato alcun evento in ordine alla Giornata Mondiale della Terra.
  2. I fondi in arrivo per le Aree Interne vengono presentati come leva per l’apertura di un nuovo casello autostradale (Orvieto Nord) e per la conclusione della Complanare. In pratica vengono dirottati al “consumo di suolo” che in una zona idrogeologicamente fragile è sempre un male.
  3. I lavori di messa in sicurezza dell’alveo fluviale si limitano ad un sistema di argini e vincoli al fiume stesso, alla faccia di quanto vorrebbe una sana politica di sostenibilità nel tempo.
  4. Non c’è ancora un assessore all’Ambiente. Il Sindaco non ha ancora dato la delega per quest’importantissima voce dell’amministrazione locale che una volta era in mano allo scienziato Margottini; ciò, a quasi un anno dalla propria elezione e considerato quante altre deleghe ha distribuito a pioggia, desta legittima preoccupazione.
  5. Orvieto ha una superficie di quasi 250 chilometri quadrati (due volte e mezzo la città di Napoli, per intenderci) con soli ventimila abitanti, pertanto potrebbe essere l’esempio di resilienza e sostenibilità. Tuttavia non lo è, e non vediamo in programma alcuna iniziativa in tal senso. Il lassismo che da tempo denunciamo si concretizza in omissioni e futili autocelebrazioni come abbiamo dimostrato nell’ultimo inconcludente Consiglio Comunale e nell’azione amministrativa.

Oggi ancora un’occasione persa per Germani e per la qualità di proposta sia dell’ex maggioranza (anch’essa deficitaria, eccezion fatta per sporadiche azioni di alcuni degli ex assessori come Brugiotti e Margottini) che di quella attuale assolutamente impantanata in attesa di “salvifichi” interventi come il programma Barca “Aree Interne” o la legge mancia in arrivo dalla regione a sostegno dei centri commerciali naturali ovvero dei commercianti dell’investimento in decoro urbano nei borghi.

Geotermico, megaeolico, la proposta del sindaco di Parrano di destinare la progettualità di “Aree Interne” sulla diffusa riqualificazione delle stalle per l’autoproduzione di BioMetano da immettere direttamente in rete gas stroncata sul nascere, la green card che è un permesso di traffico nelle ztl con le auto elettriche scavalcando i diritti dei residenti e togliendo opportunità ai commecianti per favorire ditte private… potremmo andare avanti a lungo per elencare le deficitarie manchevolezze dell’amministrazione in questa Giornata della Terra e per proporre soluzioni davvero alla portata. Ma non è solo questo il nostro ruolo d’opposizione, di minoranza della minoranza. Oggi il nostro ruolo è anche di essere la coscienza ambientalista che manca sia a destra che sinistra da troppo tempo e semplicemente stigmatizzare che il tema dell’Ambiente con la a maiuscola lo hanno portato tutti in campagna elettorale ma poi qui, tirando le somme, non lo ha mai praticato per davvero nessuno di loro.

Il gioco delle maggioranze

In Consiglio Comunale di Orvieto ci sono due maggioranze ed una opposizione. Una attuale, che ha vinto le elezioni al ballottaggio ed ha un sindaco PD, Giuseppe Germani, ed un’ex maggioranza, che ha perso le elezioni al ballottaggio, ed aveva candidato il sindaco uscente, PdL, Toni Concina. Poi c’è il M5S, all’opposizione, che non prende parte a copioni propagandistici come quello andato in scena ieri al Comune ma dichiara in trasparenza e con largo anticipo le proprie iniziative.

Ieri noi abbiamo portato avanti una protesta lungamente annunciata ed abbiamo almeno fatto ammettere alla presidenza del Consiglio Comunale che la richiesta di trasformare le interrogazioni, da orali ed immediate in quelle nella forma “a risposta scritta”, era stata fatta dallo stesso presidente Pettinacci all’indirizzo della Consigliera del M5S Lucia Vergaglia che in spirito di leale collaborazione istituzionale ha ottemperato.

Vedere però in ordine del giorno le nostre interrogazioni sostituite da quelle di Forza Italia, e neanche in ordine di arrivo ma semplicemente ad occupare lo spazio da noi lasciato, è stato insostenibile. Così abbiamo annunciato l’Aventino e lo abbiamo fatto perchè certe volte questi atti sono necessari e contano.

Maggioranza ed ex maggioranza hanno colto l’occasione e recitato la loro solita parte già conoscendo in anticipo la nostra posizione. Strumentali e propagandistici il comportamento sia dell’una che dell’altra parte e non ci sarebbe neanche bisogno di parlarne se non fosse che da un lato sui social network l’ex maggioranza lascia sembrare che siamo accomunati alla loro posizione (usciti perchè non c’era l’assessore a rispondere ai loro quesiti, quesiti che non hanno voluto porre per una risposta scritta), mentre c’è il comunicato incauto e sbugiardabile di tutti i gruppi di maggioranza che stigmatizza anche noi con queste parole precise in relazione alla mancanza in aula del Sindaco e di molti assessori: “In Consiglio Comunale si è verificato un increscioso episodio che ha visto i consiglieri di minoranza rinunciare in maniera pretestuosa al dibattito consiliare che vedeva all’ odg 10 interrogazioni, presentate peraltro proprio dalle minoranze e 13 mozioni (7 della maggioranza e 6 della minoranza) che evidentemente non era loro priorità discutere. La protesta posta in essere riteniamo risulti evidentemente viziata da uno strumentale clima pre elettorale. Le interrogazioni avrebbero ovviamente ricevuto risposta, ma si è reso evidente che non fosse avere risposte l’interesse primario di una minoranza che ha rivelato oggi un serio deficit di responsabilità e serietà nei confronti dei cittadini tutti.”.

Ecco innanzitutto ribadiamo alla maggioranza che noi del M5S avevamo, proprio su richiesta del presidente espresso dalla maggioranza ritirato ogni interrogazione in aula ponendola per una risposta scritta agli assessori competenti. Accomunarci all’ex maggioranza ed accusarci di aver scelto l’Aventino, tra le altre cose da noi già annunciato, per questi motivi è una falsità bugiarda, e soprattutto dopo quello che si è detto in aula ieri relativamente all’ostruzionismo dei partiti maggiori, è anche un’atto ipocrita. Quanto all’ex maggioranza si capisca bene che sono i primi destinatari della nostra protesta con il loro continuo presentare interrogazioni futili e superate a risposta in aula, la politica è un’altra cosa.

consiglio comunale orvietoLe nostre interrogazioni già depositate, si tranquillizzino i cittadini che ci hanno dato fiducia, procederanno come annunciato senza ingolfare il Consiglio e con l’ammonimento che stavolta non tollereremo ritardi nelle risposte assessorili interessandone le autorità competenti senza più fair play, e quanto alle mozioni di maggioranza per le quali i partiti maggiori lamentano una nostra manchevolezza nel “confronto politico e contributo democratico” ci teniamo a ricordare che hanno presentato per la quasi totalità atti di puro ostruzionismo e scatole vuote come l’Orvieto Coworking Project fatte apposta per scippare argomenti al “confronto politico e contributo democratico”, e di tale politichetta becera abbiamo parlato a lungo.

Reputiamo veramente pessimo questo rimpiattino partitico, questo gioco delle parti invece che fare il proprio lavoro che non è vera protesta, ne vera politica e non risolve nulla anzi accumula i problemi. Per noi, sia chiaro, maggioranza ed ex maggioranza recitano un copione e sono facce della stessa medaglia. A questo prendere in giro i cittadini noi non ci prestiamo e continuiamo a lavorare, tra le difficoltà che comporta avere ostacoli sia da un lato che dall’altro, ma è nostro dovere e lo facciamo per bene, fino in fondo.

Regolamento Piazza Duomo: Interrogazione all’Assessore Croce ed altre iniziative…

Inutile, questo regolamento così come è fatto è soprattutto inutile. E’ “confessionale” nel senso che costringe il Comune o l’organizzatore di eventi all’acquisizione del parere della Curia Vescovile e dell’Opera del Duomo (di entrambi) per poter avere l’autorizzazione all’uso della Piazza di tutti i cittadini, e questo non va bene; inoltre, a nostro avviso, è scritto in maniera maldestra, e questo è molto più grave.
Il giudizio sul nuovo “Regolamento per l’uso ed il decoro di Piazza Duomo” è quindi lapidario. L’assessore Vincenti non ha lavorato come si dovrebbe, anzi ha commesso gravi errori, scelte politiche opinabili come quelle del subordinare un bene pubblico ad enti religiosi confessionali e lasciato gravi lacune. Siamo d’accordo che sia necessario regolare l’uso ed il decoro di questa importante piazza, ma non certo in questo modo; solo per questo non abbiamo dato un giudizio negativo in Consiglio, ma l’astensione nella previsione che a brevissimo dovremmo metter mano a numerose modifiche per rendere Piazza del Duomo fruibile in modo vitale e pulsante, nell’interesse di tutti i cittadini e del territorio.
Si tratta di un regolamento scritto in maniera maldestra perchè ci sono continui rimandi all’arbitrio ed alla discrezionalità della Giunta od a criteri (come quello di sobrietà dell’art. 11 o quello della volgarità all’art. 7) assolutamente attinenti alle sensibilità personali del funzionario “controllore”.

«Siamo in palese contraddizione con ogni standard qualitativo della pubblica amministrazione moderna, del dettato costituzionale e dei principi uniformatori dell’Unione Europea. Stiamo nuovamente dando alla burocrazia ed ad enti esterni alla rappresentanza cittadina margini decisionali “imbarazzanti” sulle cose pubbliche e potere sanzionatorio non disciplinato da criteri oggettivi.

In pratica, oltre a ricopiare le norme vigenti, e ci mancherebbe altro, si vede benissimo che non si stabiliscono regole, ma piuttosto si indicano i mezzi d’ostacolo che l’Amministrazione può decidere di porre, applicando le regole “alla lettera” per alcuni ed “interpretandole” per altri. Straordinario poi il potere di veto degli enti confessionali il cui parere, previsto sin dal primissimo articolo del regolamento, è necessario all’avvio di ogni pratica “non religiosa” (sic!)  e non tradizionale. Essi però non sono vincolati in alcun modo nei tempi di risposta; infatti, in linea ipotetica, se la Curia o l’Opera del Duomo danno parere negativo un evento, questo, potrebbe essere realizzato comunque ma se uno dei due non rilascia il parere il meccanismo intero, stando alla lettera del provvedimento, si blocca in un’attesa sine die.»

(Lucia Vergaglia, portavoce M5S)

#NonCiFermateTour
Immagine dal #NonCiFermateTour del 2014

Fin qui un giudizio politico e delle osservazioni tecniche per le quali chiederemo, come spiegato in seguito, i doverosi approfondimenti. Ma troviamo ancora più pesanti le lacune come la mancanza della norma transitoria per le manifestazioni già approvate da tempo ma non ancora realizzate, dato che il regolamento è già entrato in vigore e che quindi sono comunque assoggettate nella realizzazione a queste nuove regole (tecnicamente un dirigente od un funzionario potrebbe revocare gli atti in autotutela bloccando a catena il processo autorizzativo), in questi casi non sono previste ne efficacie retroattive, ne meccanismi di adeguamento in “sanatoria” ne alcuna previsione di comportamento. Continua a leggere Regolamento Piazza Duomo: Interrogazione all’Assessore Croce ed altre iniziative…

Chi controlla il controllore?

In Italia la normativa relativa all’amministrazione dei Comuni e degli altri enti locali è raccolta in un testo unico. Il Testo Unico Enti Locali è quindi il punto di riferimento al quale attingiamo le fonti di diritto relative alla nostra iniziativa politica come forza di opposizione ed è molto chiaro: per comuni delle dimensioni di Orvieto il numero di assessori consentito è di cinque (Croce, Custolino, Gnagnarini, Martino e Vincenti).

Abbiamo storto un pochino il naso a vedere vicesindaco la Croce che non è stata ritualmente eletta e sappiamo che in caso di inconveniente a Germani si profilerebbe un potenziale intervento prefettizio atto allo scioglimento del Consiglio, ma finchè il Sindaco resta in carica il problema non sussiste.

Tuttavia, senza presentazione informativa e preventiva in Consiglio od in Commissione di Garanzia, il Sindaco Germani ha rilanciato in stile Poker con una All In mettendo in giunta praticamente mezza maggioranza. Ai regolari assessori si aggiungono quindi Vignoli per le attività relative ad uno dei punti di forza di Orvieto, l’essere la capofila delle città Slow (www.cittaslow.org), con lui Roberta Cotigni (che ha in portafoglio anche lo Sport) e Flavia Timperi, ultimo ma non ultimo il capogruppo Pd in Consiglio, Taddei,  con la delega al portafoglio economico e dei rapporti con gli altri comuni per i finanziamenti delle “Aree Interne”, una delega pesante e di valore.

all-in

Lo scopo del Consiglio comunale è indirizzare l’azione politica e controllare, i consiglieri delegati diventano, invece, degli esecutori che dovrebbero controllare se stessi. Un corto circuito del quale abbiamo chiesto conto in apertura del Consiglio Comunale di lunedì 13 aprile, al Sindaco in persona, chiedendo lumi soprattutto sulla durata e sui costi di questa operazione.

Il Sindaco ha rivendicato l’opportunità della scelta dati i tanti compiti che ha il comune, ma ha evitato Continua a leggere Chi controlla il controllore?

I Diversamente Anziani del Pd

Quando i “Giovani Democratici” del ‪#‎Pd‬ parlano di noi lo fanno esordendo con la frase “Questa tossica metodologia del discredito…” e si riferiscono al problemino che abbiamo sollevato con la mozione Talanti sul CoWorking (Ne parliamo qui).  Però poi subito  ci chiamano “grillini” (discredito?) senza rispondere nel merito. Cari diversamente anziani del Pd quello che avete difeso secondo noi è uno scippo perpetrato al dibattito consiliare per chiuderlo nel segreto delle stanze della Giunta, le cui sedute, ricordiamolo, NON SONO PUBBLICHE.

I giovaani Dem contro il M5S che li ha sgamati sulla mozione coworking

Lunedì risponderemo con i fatti, come sempre in seduta pubblica. Per ora lasciamo la parola al principe Antonio de Curtis…

 

Flop pasquale 2015

Archiviate le feste pasquali ci si avvia a grandi passi in direzione della stagione dell’accoglienza navigando a vista, con poche e confuse idee da parte di un’amministrazione figlia di una maggioranza divisa ed eterogenea.

A farne le spese la città nel suo complesso con i problemi di mobilità, scuola, trasporti e tariffe, con l’assenza di un piano di sviluppo industriale, la crisi del commercio ed il crollo delle locazioni. Ma ancora di più nelle festività pasquali è l’appeal turistico di Orvieto che è ridotto al suo minimo storico, la cronica assenza di una programmazione di eventi gestita e diffusa da Comune, l’incapacità delle classi dirigenti di farsi interpreti delle esigenze dei cittadini che con i turisti ci lavorano tutti i santi giorni, l’ingratitudine verso quegli strumenti di amministrazione partecipata come il QSV (del quale il M5S ha richiesto la convocazione) e, soprattutto, la mancanza di una qualunque visione o piano da parte degli assessori competenti che sia stato in qualche modo condiviso con il Consiglio e con i cittadini del territorio.

Orvieto perde la sua centralità; infatti a dispetto delle nostre aspettative la mancanza di un piano parcheggi e della gestione dell’accoglienza non sono stati un problema: non c’è stato nessun pienone, anzi è stato un flop per tutti tranne che per i gestori dei parcheggi “insilati” a pagamento nel giorno di Pasquetta, su cui, con grandi disagi e file per lavoratori e residenti, sono stati concentrati i visitatori.

Immagini emblematiche quelle del “Belvedere” a cui è bastata la presenza del “porchettaro” di turno per prendere a funzionare, e quella della città semivuota nella mattina di Pasqua.

porchettaro belvedere

Dalla Giunta, a nostro avviso, è mancato di tutto. Dal proporre e creare bandi per eventi culturali di richiamo, al presentare a Roma gli eventi pasquali di Orvieto città del Corpus Domini ignorando quasi del tutto il Corteo Storico e le sue potenzialità, con l’unica nota positiva degli eventi organizzati da altri enti che procedono, e grazie al cielo funzionano, nel lassismo dell’assessore competente che almeno non ostacola. La mancata presenza sui social network e la vacuezza del portale istituzionale fanno parte del problema ed i fornitori attuali vanno decisamente cambiati, tutti, per manifesta mancanza di risultati.

Spiegavano negli incontri di fine estate i consulenti del Sindaco Germani che la nostra città stava scivolando via dalle mete turistiche appetibili, ebbene dobbiamo dar loro ragione e constatare che il processo è in stadio ormai avanzato e non si può far finta di nulla ed a poco vale la soddisfazione sbandierata su facebook dell’assessore al bilancio, Gnagnarini: gli incassi dei “suoi” parcheggi sono probabilmente unico indice col segno + rispetto alle feste pasquali scorse, sugli incassi degli altri il consiglio è quello di non sbilanciarsi quando non può, fisicamente, averne dati di alcun genere. In caso contrario lo sfidiamo a mostrarli ai commercianti ed agli albergatori in seduta pubblica.

Dal nostro punto di vista si è creato, quanto di proposito non sappiamo, un traffico irregimentato verso i parcheggi comunali insilati in modo che apparisse un pienone che non c’era. Altro che record.

Tutto da rifare.

Dentro la città: speciale rifiuti ed energia

In questa puntata si parla di rifiuti e di energie (più o meno) rinnovabili con la nostra portavoce Lucia Vergaglia, Ciro Zeno (PdCI), Enrico Brugnoli (CNR) e Stefano Cimicchi (ex Sindaco di Orvieto, imprenditore in impinati a biomasse), conduce Alessandro Li Donni, contributi di Claudio Lattanzi (La Nazione) e Leonardo Brugiotti (ex Assessore giunta Concina).

Il Crescendo nella Spending Review

Oggi in Conferenza Stato-Città il governo presenta il temibile piano di tagli per oltre due miliardi di Euro. Ad Orvieto, comune già in predissesto, l’assessore Gnagnarini non ha ancora presentato il bilancio preventivo probabilmente anche per questo motivo, per avere chiarezza su trasferimenti e risorse a disposizione. Non c’è nulla di male in questo se nel frattempo, con prudenza si fossero attivate tutte quelle buone pratiche di resilienza e fund rising che tanti osservatori titolati, e le forze politiche come il M5S, stimolano da anni.

spending reviewPurtroppo degli annunci di rivoluzionarie gestioni della cosa pubblica Gnagnarini è passato al piccolo cabotaggio in pochi mesi, e dopo gli stop-and-go dovuti ai tanti problemi tecnici (Sito internet, software per la tari ecc…) e le scelte, da noi combattute, di svalutare il nostro patrimonio mettendo nei bandi prezzi da saldo in tempi contingentati, non solo non abbiamo svoltato ma l’Assessore stesso, che era costantemente presente sui media locali, sembra ormai scomparso.

In questa situazione s’innestano anche le aziende a vario titolo “partecipate” dal Comune, con gli enti territoriali, le Università (e fondazioni universitarie quindi, crediamo, anche il CSCO) che proprio oggi devono inviare alla Corte dei conti i propri «piani di razionalizzazione» ai sensi del cosiddetto piano Cottarella.

E veniamo al problema grosso: il consorzio Crescendo.

Ente dallo scopo sociale di promozione e sviluppo delle attività produttive il consorzio, amministrato nel tempo da noti politici regionali, si è avviluppato in una serie di investimenti fallimentari tali che i soci nel 2013 ne hanno dichiarato la liquidazione. Ovviamente non è così semplice, per liquidarlo vanno appianati i debiti. Chi paga?

Infatti l’ente esiste ancora pur essendo, nella gestione, commissariato dalla partecipata della Regione “Sviluppumbria”. Contemporaneamente era già finito sotto la lente dell’allora commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli e nelle analisi fatte da un giornale certamente non ascrivibile al M5S (La Repubblica) risulta una delle dieci realtà partecipate peggiori d’Italia in termini di ritorno dell’investimento (ROI).

Sicuramente la scure dei tagli arriverà pesante e, se non abbiamo consegnato una nostra controproposta fornendo gli adeguati piani di razionalizzazione, calerà dall’alto senza possibilità di alcun controllo da parte nostra.

Il nostro compito, come forza di minoranza, è quello di pungolare, proporre, controllare e denunciare e noi del MoVimento lo chiamiamo #FiatoSulCollo; nella giornata odierna intendiamo controllare e verificare se le iniziative per renderci resilienti alla Spending Review sono state portate a buon fine o se dobbiamo attenderci tagli indiscriminati a giustificare manovre lacrime e sangue da parte dell’Amministrazione e dall’Assessore competente, il dott. Gnagnarini, che in tal senso formalmente interroghiamo.

Di seguito il testo dell’interrogazione… Continua a leggere Il Crescendo nella Spending Review

No alle difese di ufficio.

Sul sito istituzionale del Comune di Orvieto il Sindaco Giuseppe Germani «replica alle critiche mosse dal M5S al lavoro dell’Assessore alla Cultura, Vincenzina Anna Maria Martino ed afferma: “Come ho già detto in precedenti occasioni, tutti gli Assessori hanno la piena fiducia del Sindaco”.»

drinking wineE giù a snocciolare i tanti “dossier” in campo ed a fare seguire un successivo comunicato della stessa dottoressa Martino, nella sua qualità di Assessore, ricordiamolo, a Sviluppo, Commercio, Artigianato, Agricoltura, Cultura, Grandi Eventi e Marketing Territoriale, in cui ci spiega in dettaglio delle sue recenti attività di partecipazione alla manifestazione Vinitaly; ne invitiamo la piena lettura e ne estraiamo la parte saliente:

«Quella del Comune di Orvieto al Vinitaly è stata una partecipazione importante per incontrare e confrontarci con i produttori locali sui temi che riguardano non solo la produzione e la commercializzazione del vino, ma anche la promozione dell’enogastronomia e del territorio orvietano.

Le vendite del vino, specialmente verso i paesi esteri, sono in aumento e continuano ad aprirsi nuovi mercati nei quali l’Orvieto si sta imponendo con forza. Sicuramente queste buone prospettive di vendita confermano l’eccellenza dell’Orvieto che resta uno tra i vini bianchi più ricercati»

Ora a parte che andare al Vinitaly per incontrare i produttori di vino di Orvieto da parte di un Assessore del Comune di Orvieto, magari a spese dei cittadini di Orvieto tra cui gli stessi produttori, è una roba da monologo di Crozza, dobbiamo necessariamente prendere le distanze dalla difesa d’ufficio che ha voluto fare il primo cittadino a favore della dottoressa Martino.

Maurizio-Crozza1A noi, in questo caso, non interessa quanta carne è stata messa a cuocere, quanta confusione venga fatta per mostrare dinamismo. Noi abbiamo posto domande precise sullo sviluppo della zona di Bardano, nella quale nel frattempo le ditte hanno chiuso e gli operai sono andati a casa e non stanno certo brindando al Vinitaly, e sull’inconsistenza della politica culturale del Comune. Domande rimaste inevase, senza risposta ed a noi spiace vedere un sindaco arrampicarsi sugli specchi a difendere l’indifendibile, Continua a leggere No alle difese di ufficio.