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Interrogazione su San Lorenzo in Vineis

All’esterno della rupe cittadina nella parte che volge al calar del sole una chiesa dalla lunghissima storia sovrasta quel cimitero monumentale di Orvieto pensato dal Vespignani nel risorgimento e circondato dalla murata che negli anni ottanta progettò il giovane Massimiliano Fuksas. E’ San Lorenzo in vineis, San Lorenzo delle vigne, già presente e testimone degli eventi del miracolo eucaristico e degli anni delle guerre come chiesa delle monache del convento di clarisse, che divenne forte di una guarnigione con Giovanni di Vico poi di nuovo monastero francescano, in rovina e danneggiata dal tempo a dalle guerre a più riprese ricostruita nella forma attuale dopo che il Vescovo Francesco Monaldeschi a metà quattrocento trasferì lontano le monache e poi restaurata con gli ori di Monaldo Monaldeschi oltre duecento anni dopo, subì tanti interventi fino ad arrivare a noi molto diversa dalla raffigurazione pittorica in cui il vescovo di Orvieto di ritorno da Bolsena consegnava a Papa Urbano IV il Sacro Corporale al ponte del rio Chiaro.

miracolo-bolsena

Oggi San Lorenzo in vineis versa in stato di grave abbandono nonostante l’opera di sensibilizzazione che tanti cittadini, e tanti ospiti illustri d’altri paesi, hanno a più riprese tentato di fare vedendola divenuta un deposito, un’attrezzeria, privata dei suoi affreschi e delle tele, della pala d’altare e del crocifisso. Si tratta di un monumento, e come tale è soggetto a vincolo di tutela da parte dei beni culturali ed è stata sottoposta a lavori di consolidamento statico e funzionale. Nel 2004 furon0 approvati lavori di completamento finalizzato all’uso del convento: al piano terra erano previste opere di finitura del chiostro e al primo piano servizi igienici nonché le pavimentazioni e il rifacimento degli infissi conformi alla tipologia originaria e le opere di finitura e concordate con la Soprintendenza. Era il 2004 e la Giunta Comunale approvò il progetto esecutivo per il completamento dei lavori di questa manutenzione straordinaria del complesso per un importo complessivo di € 100.000,00. L’intervento, che avrebbe dovuto Continua a leggere Interrogazione su San Lorenzo in Vineis

Aggiornamento Meetup 2015

I tanti problemi nati in tutt’Italia come da noi con i MeetUp fittizi ed i gattopardini sono giunti al pettine adesso che il M5S ha cominciato ad avere quasi 1.800 portavoce, in tutte le istituzioni, dai comuni alle regioni, dal Parlamento italiano a quello europeo.

Roberto Fico ed Alessandro di Battista hanno scritto una lettera aperta in cui hanno voluto ricordare le basi del MoVimento e cosa significa partecipare (qui di seguito un estratto)

Lo scopo dei meetup è creare cultura della partecipazione alla vita pubblica. Nascono spontaneamente tra persone che hanno voglia di riprendere un ruolo attivo nella propria comunità, e si incontrano per immaginare e realizzare insieme una migliore qualità della vita individuale e collettiva.
Si organizzano secondo le esigenze dei partecipanti e assumono la forma più funzionale alle abitudini del territorio e di chi vi partecipa. Due sono in ogni caso gli elementi comuni qualificanti: contenuti e partecipazione. Nei meetup ci si occupa di temi, di bisogni e beni comuni che interessano il proprio territorio.
La condivisione è la nostra risorsa. Tutti gli iscritti ai meetup hanno diritto a partecipare, a condizione che il contributo venga offerto con totale disinteresse e umiltà, e che possa essere accolto senza pregiudizi, integrando la ricchezza di cui ognuno è portatore con il proprio carattere, linguaggio, storia e preparazione.
L’esercizio della partecipazione può essere molto complesso, specie quando si è in tanti. Ma questa è la nostra sfida: essere una comunità che si ascolta e crea le soluzioni più giuste per il benessere di tutti, in autonomia, senza delegare, senza più bisogno di un leader da seguire… (leggi tutto)

Noi di Orvieto 5 Stelle non rispettavamo una delle indicazioni relativa al logo che, testualmente, “I meetup non possono usare il logo del Movimento Stelle, neanche modificandolo”. Inizialmente non era così specifica per cui abbiamo sempre utilizzato l’immagine qui a destra fino alla avvenuta certificazione della lista quando abbiamo proceduto al cambio di logo in occasione della campagna elettorale, per la quale c’era apposita delega.

Tuttavia come Meetup Orvieto 5 Stelle abbiamo sempre utilizzato l’immagine “orvietana” e mai quella nazionale proprio per evitare commistioni e confusione. Su questo blog convive la comunicazione “di servizio” del gruppo consiliare M5S Orvieto, presente in Comune e libero di utilizzare il nome di Beppe Grillo, del MoVimento 5 Stelle con il relativo simbolo grafico (logo) ai sensi di apposita delega e liberatoria, firmata dallo stesso Beppe Grillo e depositata in commissione elettorale in Corte d’Appello, e la comunicazione del MeetUp che ha dato origine alla lista che ai sensi dei recenti sviluppi deve invece cambiare segno grafico distintivo.

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In via temporanea utilizzeremo questi banner ed immagini, in attesa di confermarli per condivisione o sostituirli con un nuovo e migliore logo, apprezzato ed approvato dagli iscritti. Per tutto il resto0 garantiamo l’aderenza stringente alle indicazioni di Fico e Di Battista, riportate sul blog ufficiale del MoVimento e confermiamo il nostro impegno ed attivismo per la cittadinanza ed il territorio, restando a disposizione dello staff M5S e dei portavoce a tutti i livelli come braccio operativo in sinergia con gli altri MeetUp che vorranno e che reputeremo davvero a 5 stelle, a nostro insindacabile giudizio se in assenza di certificazione del blog di Beppe.

 

I danni dei Gattopardini

Col caldo gli incontri pseudo programmatici di “cittadinanza orvietana a 5 stelle” (ex forum cittadino, ex lista Ri-Governare, ex partiti) con volti nuovi (età media over 60 e mandati politici alle spalle) come quelle tante intellighentie a che non si dica (irony alert) che non si parte “dal basso”, dal cittadino, appaiono come al solito un tentativo d’arrembaggio di un MoVimento non strutturato per impedire infiltrazioni. La cosa con alcuni funziona e fa danni.

«Oggi alle 10, presso un’attività commerciale di Corso Cavour in Orvieto sono stato fermato dal titolare che, conoscendomi come fondatore del MeetUp orvietano, mi ha espresso il proprio disappunto per non aver partecipato ad un incontro di detto gruppo. Non ho avuto il tempo di rispondergli che non ero stato invitato e che sono rientrato stanotte da un funerale in provincia di Potenza (ed il percorso a ritroso è reperibile sul mio profilo facebook) quindi non avrei potuto comunque partecipare. Mi ha esposto parole di divisione e di lontananza, mi ha dato le spalle ed è rientrato in negozio.
Mi sono sentito molto male, ho accusato il colpo ed ho stretto i pugni invece che rientrare e chiarire. Non è il momento, è il momento di riunirci e ragionare. Dobbiamo chiarire che se è questo che arriva da codesti incontri va davvero da schifo. Si può solo ipotizzare che si cavalcano le difficoltà per seminare, in assemblee, con tecniche e sofismi, separazione ed odio verso chi non da spazio ai progetti come quello proposto da Fausto Bertinotti nel luglio scorso e sul quale abbiamo già espresso chiaramente la nostra posizione (http://orvieto5stelle.com/2014/07/26/i-gattopardini/).
Noi del MeetUp siamo qui, con la massima apertura e, finchè abbiamo potuto, con una sede pubblica con il numero di telefono della portavoce in Consiglio in bella vista. Hanno ragione Fico e Di Battista a dire che la questione dell’uso del nome va gestita ed affrontata con apertura e chiarezza, hanno ragione quando dicono che un MeetUp deve restare in un territorio locale ben individuato dove si può lavorare su fatti concreti.
Qui ad Orvieto, questi signori, ci hanno abituato al fatto che cambiano più casacche e contenitori (associazioni, think tank, gruppi di studio, forum, partiti) ma sono sempre gli stessi. Anche il loro contributo in qualità di cittadini potrebbe, se condivisibile e disinteressato, essere il benvenuto, ma certamente oggi non è così. Se potessero spendere il nome del M5S fuori dal territorio nessuno saprebbe chi sono in realtà.» Silvio Torre, MeetUp Orvieto 5 Stelle

La questione è divenuta sostanziale, ogni persona che si allontana dal M5S per colpa di questi “signori” che ciarlano d’etica e morale e poi si firmano come nell’immagine qui sotto creando le condizioni per il massimo del fraintendimento possibile è un danno che il MoVimento subisce, è vero, ma che soprattutto i cittadini, come il commerciante in questa storia (che ha un nome ed un cognome), subiscono ancora di più. La trasparenza è nel Dna del MoVimento, gli inganni invece no.

mario tiberi si firma m5s

Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S

In questi giorni si è molto parlato del Contratto di fiume del Paglia, anche in relazione ad una recente polemica ed ad un incontro negli ottimi spazi della Biblioteca comunale. Per cattiva informazione, purtroppo da parte dell’Amministrazione, si è lasciato intendere, in seguito all’osservazione del M5S che mancasse una progettualità europea, che invece questo contratto fosse parte della programmazione comunitaria fatta dai nostri assessorati ed addirittura che si dovesse ringraziare una qualche segreteria politica per aver avuto quest’occasione d’accedere ai fondi europei.

Una corbelleria bella e buona. A questo punto è necessario fare chiarezza su cosa sono questi contratti di fiume e su come il M5S Orvieto ha impostato la propria azione locale nei confronti di questi strumenti.

Innanzitutto sfatiamo una erronea percezione: I “Contratti di Fiume” non sono europrogettazione ma piuttosto un accordo tra enti per un processo di programmazione negoziata per la valorizzazione del sistema fluviale e la riqualificazione territoriale, paesaggistica, dei territori ad essi connessi, attraverso un’azione coordinata. In pratica è un accordo tra enti e portatori d’interesse che opera nell’area vasta del fiume, che va oltre i confini dei comuni, ed a volte di regioni e provincie, la cui attività venga infine ratificata dagli enti partecipanti e diventi definitiva.

Un Contratto di fiume elabora le linee di sviluppo di un territorio fluviale ed include le proposte, anche politiche, dei territori, gli interessi di associazioni ed imprese e, talvolta, le esigenze dei comitati cittadini. Di per se non porta uno straccio di Euro ed il contratto non viene registrato in appositi uffici europei, non esiste un albo dei contratti di fiume e non ci sono automatismi che ne prevedano finanziamenti. Sarebbe demagogia far intendere il contrario.

Noto come ponte dell'adunata è il ponte tra Orvieto Scalo e Ciconia

Volendo approfondire la questione noi del M5S sappiamo bene che in alcune regioni, come il Veneto ad esempio, esistono bandi appositi per i contratti di fiume che esclusivamente insistono in quella regione, specifichiamo però che i destinatari sono quei tanti Enti pubblici aventi competenze in materia di risorse idriche e tutela delle acque quali, per esempio Provincie, Comuni, Consorzi di Bonifica, AATO, AIPO, Autorità di Bacino, ecc… che vengono sostenuti nello sforzo di assumere il contratto di fiume come strumento di gestione integrata per ridurre i centri decisionali. Da noi è così? E’ questo il nostro caso? A noi non pare proprio.

L’Assessore regionale Rometti, ad Orvieto all’atto della presentazione del Contratto del Paglia, diceva testualmente: Continua a leggere Contratto di fiume del Paglia: l’approccio M5S

Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Nell’ultimo giorno utile la notifica del bilancio prevenivo arriva ai consiglieri, ed anche a noi del M5S. Si tratta della “bozza” del “previsionale” del 2015, cioè di qualcosa che sarebbe stato opportuno discutere nel 2014 puntando su una seria attività di programmazione e gestione di beni e servizi comunali e di territorio, e non a metà dell’anno in corso senza un piano di riferimento navigando a vista, ma una certa Italia preferisce lavorare così e l’amministrazione orvietana non fa eccezione, non eccelle, in questo come in tanto altro è tipicamente italiana.

In netto anticipo avevamo posto 5 questioni per noi prioritarie su questo documento, nelle anticipazioni fatte dall’Assessore competente non ve n’era traccia e le abbiamo commentate osservando quanto apparisse adagiato e molle sull’impostazione di piccolo cabotaggio. Apriti cielo, sono seguite accuse di “demagogia” alle nostre richieste relative all’Agenda Europea del nostro Comune, apparentemente inesistente, e tanti attacchi personali in un linguaggio che di istituzionale non aveva nulla.

Ora, sul filo di lana, apportando anche qualche minimo correttivo figurativo nelle direzioni che avevamo indicato, arriva il documento programmatico che dovremo emendare e discutere a fine mese, con una parte dell’opposizione che pare intenzionata a far saltare il tavolo ed una parte della maggioranza che non vede con piacere l’essere costretti a far pagare di tutto e di più ai cittadini e si sfilerebbe dal tavolo molto volentieri. Poi ci siamo noi, quelli che era meglio sfruttare l’avanzo, che l’anno scorso pure c’era, per investire in una seria e pervicace programmazione europea, che hanno presentato la mozione contro gli affitti d’oro ed hanno chiesto costantemente la messa a reddito dei beni come l’ex caserma Piave. Chiamatela pure demagogia, se volete, ma un comune che ha rinunciato all’incasso di tributi e multe per milioni, che ha dovuto rinegoziare i propri mutui per avere uno spazio contabile di manovra, e che non ha avuto la lungimiranza di tentare da subito la via d’un “Ufficio Europa” ha davvero, in tempi di crisi, bisogno di tanto aiuto.

Venendo al bilancio, ad una lettura sommaria, i programmi operativi contenuti nella RPP (Relazione Previsionale e Programmatica) sono il vero punto debole, stanche ripetizioni di quanto già visto e fatto, costruiti con uno sconfortante uso del copia e incolla. Per dirne una le analisi dei singoli programmi (punto 5.4 del RPP) sono esclusivamente dei copia&incolla, dicono le stesse parole che si parli di sport, pulizia, tributi o giustizia, istruzione o servizi sociali, cultura od investimenti per pagine e pagine di noiose ripetizioni che privilegiano l’approccio burocratico al moderno e necessario controllo di gestione, pure previsto dal nostro ordinamento.

«Quello che emerge dunque è davvero la mancanza d’innovazione, di idee concrete e di  una volontà che non sia quella di spremere i soliti noti, i tartassati orvietani, per mantenere lo stesso caravan serraglio di sempre.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Proveremo ad incidere su questo documento in Consiglio ma sarebbe demagogia promettere risultati essendo oggi, purtroppo, il M5S la forza di minoranza della minoranza stessa. A noi la demagogia non piace quindi tenteremo un approccio politico e programmatico di lungo periodo.

Il primo correttivo che porremo all’ordine del giorno è il Baratto Amministrativo, già presente in molti comuni italiani, che è un vero e proprio strumento di difesa dei cittadini più indeboliti dalla crisi, delle famiglie, e dei piccolissimi imprenditori, tessuto vitale per la nostra Italia, che potranno, se approvata la nostra proposta, pagare in parte o del tutto il proprio debito con l’amministrazione comunale, a titolo di esempio, potando le siepi lungo via Postierla, imbiancando i locali della scuola materna di Ciconia o aiutando i netturbini a tenere pulito il centro storico.

baratto-amministrativoUn modo pratico di spostare la partita economica dai costi vivi pagati a ditte per gli stessi servizi al pareggio con i contribuenti, qundi a costo nullo per l’amministrazione, tolto il piccolo impegno dell’organizzazione dei servizi e la grande soddisfazione di aver favorito l’inclusione sociale di chi è in difficoltà. Un’amministrazione che poteva ragionare e programmare meglio, con un bilancio che non merita promozione, che ha perso tante occasioni ed è stata lassista nella stesura dei programmi operativi, ma che almeno, accogliendo questa proposta, non sarà del tutto “matrigna” nei confronti dei cittadini.

Qui di seguito il testo della proposta M5S Continua a leggere Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Il governo risponde al M5S su Electrosys

Alla fine il sottosegretario Bellanova, a nome e per conto del Governo Renzi, è dovuta entrare in aula e rispondere al M5S, la cui portavoce Tiziana Ciprini aveva sollevato, assieme al gruppo di Orvieto 5 Stelle, tanti dubbi sulla gestione della crisi di una delle eccellenze del’orvietano e per la quale avevamo proposto una via d’uscita molto diversa che lo svendere al concorrente ferrarese e lasciar a casa le maestranze costrette a crearsi nuove aziende sul territorio, del territorio, a cui, poi, sono stati preclusi anche gli accessi agli incontri istituzionali come quello del 27 giugno con gli incaricati d’affari slovacchi, favorendo implicitamente il gestore ferrarese.

Una situazione di cui si parlerà a lungo e per la quale, ad Orvieto, siamo stati sconfitti tutti, l’unico che se ne è davvero avvantaggiato è il nuovo proprietario che a prezzi di saldo ha rilevato una delle nostre eccellenze.

fiato-sul-collo-m5s-electrosys

I nostri portavoce in parlamento non caleranno la pressione, anzi si apprestano a chiedere al Ministero dello sviluppo economico al più presto l’apertura del tavolo affinché tutte le parti interessate –azienda e lavoratori- possano partecipare per discutere in maniera trasparente del futuro dello stabilimento e dei lavoratori. Quanto al ritardo sugli ammortizzatori sociali vogliamo capire dov’era finito il sindacato, ed anche su questo proseguiremo per chiarire i contorni di questa vicenda, troppo avvolti dai Fumi inquietanti.

Qui di seguito la risposta del governo e la replica della portavoce Ciprini.

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Iniziative sul Reddito

Nel prossimo Consiglio Comunale di giovedì 16 sarà anche in discussione una proposta sul Reddito di Dignità a doppia firma Rosati (Sel) e Vergaglia (M5S). Sui temi concreti il MoVimento c’è sempre e mai come in questo momento la questione del reddito è in primissimo piano. Il M5S ha infatti ottenuto un importante risultato anche a Strasburgo grazie all’eurodeputato della Regione Umbria Laura Agea (qui nella foto con la portavoce orvietana Lucia Vergaglia).

lucia Vergaglia e Laura Agea (M5S Europa)

Infatti in sessione “plenaria” il Parlamento Europeo ha approvato una relazione che invita gli Stati Membri a introdurre un reddito minimo come una delle misure per ridurre la povertà.
In Europa ci sono 123 milioni di poveri: 1 cittadino su 4 non ha mezzi sufficienti per poter arrivare alla fine del mese, ma solo in Italia e Grecia i poveri sono condannati all’emarginazione e alla solitudine. In Europa tutti sanno che la povertà non è un reato, ecco perché in 26 Paesi su 28 sono previste misure di sostegno al reddito che danno l’opportunità agli indigenti di sopravvivere in attesa di un posto di lavoro. A questo serve il reddito di cittadinanza.
L’Italia non può far finta che non sia accaduto nulla.

Non bisogna ascoltare i diktat di Bruxelles solo quando impone l’austerity e, invece, quando chiede più diritti ci si volta dall’altra parte. Il governo italiano deve dar seguito alle richieste europee. Questo voto del Parlamento europeo è un successo del Movimento 5 Stelle Europa visto che la “relazione per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione” è stata scritta e presentata dalla nostra portavoce ed amica Laura Agea.

Dalla nostra regione parte un impegno forte per la questione del reddito, perchè la moneta torni a circolare nel piccolo commercio e nell’economia reale che crea lavoro e mantiene vive le nostre realtà territoriali. Il M5S è in prima linea, e sostiene paritariamente le forze politiche e le iniziative istituzionali che creino reddito e valore sano.

Giornata mondiale della Popolazione 2015

Sabato 11 luglio 2015, è la Giornata Mondiale della Popolazione, l’evento annuale, che ricorre l’11 luglio di ogni anno per aumentare la consapevolezza dei problemi demografici a livello globale. Orvieto, è uno di quei luoghi in plateale controtendenza, anzi rischia seriamente il declassamento a comune minore se scendesse sotto i 20.000 abitanti.

censimento orvieto

Il declassamento significherebbe tagli seri ai fondi ed alla possibilità di manovra del comune, al peso nelle strutture d’ambito, ed alla possibilità di mantenere presidii scolastici ed ospedalieri a lungo termine, soprattutto in vista dell’accorpamento tra le regioni. Così oggi mentre la politica e la cultura planetaria discutono dell’argomento di questa giornata voluta dal Consiglio direttivo del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite nel 1989, noi ci domandiamo quali politiche d’attrattività per le giovani coppie, e più in generale per l’incremento od il mantenimento demografico, siano state perseguite. Erano infatti uno di quei temi dibattuti in campagna elettorale e per il quale l’allora candidato Giuseppe Germani aveva espresso grande sensibilità. Inoltre ci chiediamo quali diamine di politica di sviluppo, industriale o semplicemente lavorativa, quest’amministrazione stia perseguendo. Ce lo domandiamo doverosamente, con la coscienza a posto di chi ha fatto il proprio dovere di contribuire alla politica cittadina con proposte ed impegno. La maggioranza che sostiene l’Amministrazione, ad esempio, ha voluto respingere una strategia di lavori comunali distribuiti basata sui voucher e subito dopo, nel QSV cittadino è emersa l’impossibilità di presenziare i parcheggi a pagamento per mancanza di personale, cosa che i Voucher avrebbero risolto al volo (senza necessità di dare appalti costosi, permettendo il presidio, a fini informativi e turistici, e con possibilità di whistleblowing e segnalazione dei mancati pagamenti) ed oggi i parcheggi, pur pieni tutto il giorno, rendono solo come se fossero occupati per tre ore o meno. Ricordiamo poi le tante iniziative pentastellate a favore dell’insediamento produttivo e della zona di Bardano che furono semplicemente liquidate e nessuno, di nessuna altra forza politica ha proposto praticamente nulla per quelle aree. Vogliamo parlare delle crisi Electrosys (su cui il governo risponderà in Camera dei Deputati all’interrogazione M5S martedì prossimo) o Tione? Vogliamo parlare del commercio? Della situazione del Borgo?  Delle politiche giovanili e per l’infanzia? Continua a leggere Giornata mondiale della Popolazione 2015

QSV e questioni “animali”

Il Quadro Strategico di Valorizzazione è uno degli strumenti partecipativi del Comune di Orvieto, nasce da una legge regionale del 2008, e serve a raccogliere proposte dai cittadini, dalle rappresentanze d’interessi come commercianti, residenti, operatori del turismo e simili, e, naturalmente, dai gruppi politici. In anticipo su tutti, con grande pratica di questo tipo di strumento e grande conoscenza della legge regionale, il Pd ha presentato infatti un piano completo presentandolo in una sede storica con una impostazione costosa ed oratori professionisti, a seguire il M5S ha presentato, senza spendere un euro, una serie di interventi condivisi con cittadini su aree specifiche per poter poi discutere ed integrare un progetto d’insieme da far approvare in QSV e poi al Consiglio Comunale.

Nei prossimi giorni e nei tavoli appositi si metteranno insieme i punti e si evidenzieranno le questioni affrontate. E’ nostra intenzione però far integrare anche questioni “dimenticate” dai successivi ordini del giorno negli incontri pubblici e quindi tralasciate dalla discussione pubblica ma non dai tavoli di natura esecutiva.

regolamento animali orvieto 5 stelleIniziamo da un punto importante in cui la valorizzazione del centro storico di Orvieto, e quindi lo scopo principale del QSV stesso, s’interseca con le esigenze di residenti, commercianti e turisti ovvero il rapporto con gli animali. Individuare le migliori strategie d’integrazione delle proposte con il nuovo regolamento sugli animali, gestire la situazione delle deiezioni canine pubblicizzando ai turisti stranieri il regolamento con opportuna cartellonistica, prevedere dei cartelli d’avviso sul non lasciare gli animali nelle auto in sosta sono solo alcuni degli esempi di quanto con senso civico si deve esplorare e mettere a disposizione per un progetto davvero completo ed efficace per tutta la cittadinanza e nell’interesse di tutto il territorio.

In termini di sviluppo economico la disponibilità dei servizi agli animali è un fattore chiave per il successo turistico, così come la preclusione agli animali può recar danno come l’anno scorso, appena insediato, poté sperimentare il Sindaco Germani costretto a scusarsi in diretta sulla Rai e promettere la rimozione dei cartelloni di divieto d’ingresso ai cani affissi agli accessi della città.

In termini di vivibilità sono moltissimi residenti e commercianti chiedono di intervenire in questi ambiti e segnalano le tante mancanze che andremo ad integrare.

In termini di equilibrio e sostenibilità dei progetti legati al QSV non possiamo fare altro che registrare che il non prendere in considerazione le esigenze dei nostri amici animali significa il non prendere in considerazione le esigenze dei loro compagni di vita, dei loro padroni o, meglio, della loro famiglia umana. Comunque la si pensi un bambino padroncino di un alano, un non vedente accompagnato da un pastore tedesco, una signora che passa il tempo con dei soriani a pelo corto sono cittadini le cui esigenze vanno contemplate per avere prospettive e resilienza, per non guardare solo gli interessi dei più chiassosamente visibili. Sono un pezzo di quel tutto che è la comunità del territorio, e spesso non hanno possibilità di autorappresentazione, ma ciò non significa che non esistono.

Veniamo alla contingenza attuale: la denuncia più sentita di questi giorni di gran caldo, quella da cui partiremo, è la mancanza di una cartellonistica che indichi esplicitamente di non lasciare gli animali incustoditi in auto nei parcheggi, cosa che, aggiungono i cittadini, probabilmente potrebbe risparmiare anche le pericolose distrazioni che in qualche caso hanno coinvolto, invece che il padrone col cane, genitori con i figli piccoli. Senza eccedere in catastrofismi sicuramente la nostra sensibilità c’impone di raccogliere questo tipo di segnalazioni e riproporle per la discussione, l’approfondimento ed eventualmente l’approvazione.

Non lasciare i cani in auto al caldoSiamo certi che anche la sensibilità di molti consiglieri di maggioranza ed opposizione converrà su queste iniziative senza che sia necessario impegnare il Consiglio Comunale su questioni così ampiamente condivise, orientate benessere comune e di così limitato impegno economico.

Gnagnarini imbarazzante

Alle anticipazioni sul Bilancio dell’attuale assessore Massimo Gnagnarini, il quale in passato fu gran fustigatore dei precedenti assessori, avevamo risposto evidenziando l’assenza evidente di una  concreta strategia europea ed il mancato avviamento di un’attività di europrogettazione nel periodo 2014 in cui avevamo un avanzo dichiarato di oltre un milione di Euro.

Apriti cielo! L’assessore ha voluto rispondere pubblicamente, in maniera scomposta, confusa ed inutilmente infamante, accusando la portavoce Lucia Vergaglia di ogni e qualsiasi colpa  per l’atto (di lesa maestà?) d’aver espresso considerazioni politiche sul bilancio, in particolare sull’impostazione annunciata dallo stesso assessore, di contro il deludente signor Gnagnarini è scaduto in un turpiloquio indecente e vergognoso, trascinando nel fango con se anche la amministrazione tutta se non vorrà prendere le distanze da tale indecoroso comportamento. Continua a leggere Gnagnarini imbarazzante