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Taglio uffici postali: il M5S non sta a guardare

Dai territori abbiamo sollecitato una presa di posizione importante dei nostri portavoce sulla possibile chiusura il 13 aprile prossimo di alcuni uffici postali, tra cui quello di Sugano, ed il ridimensionamento di altri.

Come forza politica locale non stiamo con le mani in mano aspettando i tweet da Firenze o le telefonate da Arcore, piuttosto il contrario, è dal basso che si chiede ai nostri eletti di portare la nostra voce. Ringraziamo per la rapidità i cittadini a 5 stelle Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella sapendo che la questione non finirà qui e che continueremo a far sentire il nostro fiato sul collo dei responsabili di Poste Italiane. Nei prossimi giorni cerchiamo di interessare anche le altre istituzioni e nel prossimo Consiglio Comunale interpelleremo il Sindaco sulle iniziative possibili ulteriori.

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Tagli uffici postali, deputato Gallinella: “Schema irricevibile, la società ritiri il piano”

Il parlamentare umbro insieme alla collega 5stelle Ciprini ha presentato interrogazione al ministro Guidi

 Anche i deputati 5stelle Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini si mobilitano contro la chiusura degli uffici postali in Umbria chiamando direttamente in causa il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Destinataria di una interrogazione a risposta scritta, già depositata a Montecitorio per fermare il piano di Poste.

“Il piano di Poste non è ricevibile – sottolinea il deputato Gallinella – Gli uffici postali umbri interessati dalla razionalizzazione sono dislocati per lo più in piccole frazioni o comuni già scarsamente popolati in cui l’ufficio postale è punto di riferimento dei cittadini, in particolare degli anziani i quali, anche a seguito delle diverse disposizioni introdotte negli anni scorsi dal Governo Monti, hanno stabilito un rapporto privilegiato con Poste Italiane per la gestione, l’accredito e la riscossione delle pensioni. Non lamentiamoci poi se alcune zone, impoverite di servizi essenziali, si spopolano”.

Per i parlamentari Gallinella e Ciprini, oltre al disservizio, la razionalizzazione potrebbe ripercuotersi anche sui livelli occupazionali. “L’Umbria – continua Gallinella – che ha perso 11 punti di Pil tra il 2008 e il 2012 rispetto ai 7 persi dall’Italia e che registra nel biennio 2013 e 2014 il fallimento di 481 imprese, non può permettersi una ulteriore emorragia di posti di lavoro. La mission di Poste Italiane, come si legge sul portale web, è di adottare e promuovere valori e comportamenti attenti ai bisogni e alle aspettative di tutti gli stakeholder. Ci aspettiamo – conclude Gallinella – che la presidente Luisa Todini e la società si comportino di conseguenza e ritirino il piano così formulato”.

La questione Coop deve entrare in Consiglio

Non più tardi del 2 febbraio ultimo scorso il nostro appello al Comune per risolvere il problema della licenze Coop di Orvieto Scalo. 

Infatti questo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari. In special modo ad Orvieto Scalo la situazione di fatto punta ad un monopolio della Coop che va per la proprietà di SuperConti, possiede le attività del negozio Coop di piazza del Commercio e dell’Iper “La Porta di Orvieto”. Insomma sembra una vera e propria dimostrazione della posizione dominante per la quale l’antitrust ha appena avviato l’istruttoria per accertare eventuali abusi.

supermercato-supermercati-spesa-consumi-carrello750x490L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, tant’è che abbiamo chiesto che venisse inserito nell’ordine del giorno dell’apposita Commissione Regolamenti con il dichiarato obbiettivo di risolvere in positivo la vicenda ricordando che lo Scalo doveva essere, come previsto nei piani di sviluppo che avevano previsto questi moderni insediamenti, un “Quartiere da Abitare” (Sindaco Mocio, 2006). La risposta del Presidente Talanti (PD) è stata laconica: non sussistono le condizioni di parlarne in Commissione dato che la concertazione commerciale dello Scalo ricade nel cosiddetto Quadro Strategico di Valorizzazione (QSV) del Centro Storico in quanto anche lo Scalo è Centro Storico. Tuttavia è stato lo stesso Sindaco Germani a smentire il suo presidente di commissione e compagno di partito, presentando solo pochi giorni dopo, l’iniziativa “Orvieto Scalo: Un quartiere PER abitare” (Sindaco Germani, 2015) con il suo progetto integrato di viabilità, commercio ed urbanistica ben lungi dall’essere passato per il QSV.

In questo caos politico istituzionale possibile espressione della lotta interna al Pd, con l’antitrust che individua come possibile posizione dominante e danno alla concorrenza commerciale l’asse Coop-SuperConti, davvero non capiamo a questo punto perchè non affrontare il nodo del commercio in Consiglio Comunale, cioè nella sede degli indirizzi di governo cittadino, a tutela dei nostri commercianti e del tessuto sociale dello Scalo.

Per questo abbiamo voluto presentare un Ordine del Giorno orientato ad ottenere una delibera vincolante per un “Tavolo di lavoro sulle regole del commercio” atto a superare i limiti ed i problemi attuali, oppure, in caso ci fosse preclusa anche questa via, almeno funzionale a scoprire quali parti politiche vogliono risolvere i problemi e quali invece, per qualche motivo, sembrano goderne.

Il testo dell’atto di indirizzo è qui di seguito: Continua a leggere La questione Coop deve entrare in Consiglio

Posta Sugano: intervento M5S

Le Poste, anzi il gruppo Poste italiane, sono una società per azioni il cui capitale è detenuto al 100 per cento dallo Stato e gestito dal Ministero dell’economia e delle finanze, per svolgere dei servizi essenziali per la società italiana.

Nel tempo di questi servizi se ne sono aggiunti altri tra cui la sciagurata azione del governo Monti che, nell’articolo 12 del decreto Salva Italia, stabilisce l’obbligo di aprire un conto corrente per accreditare il proprio stipendio e pensione. Così hanno fatto i nostri concittadini nelle frazioni più lontane dal centro, quelle senza presenza di banche, rivolgendosi al servizio postale, il Banco Posta.

Oggi vi è una grande responsabilità sociale di quest’impresa a capitale e controllo pubblico. Nel tempo infatti questi rapporti tra clienti e servizio hanno reso gli uffici postali uno dei punti di riferimento della comunità locale oltre che un elemento di vera e propria sopravvivenza per quei pensionati in difficoltà motorie e/o diversamente abili.

La società stessa chiarisce sul proprio sito che “In Poste Italiane questo impegno si traduce nell’adozione e nella promozione di valori e comportamenti attenti ai bisogni e alle aspettative di tutti gli stakeholder: onestà, trasparenza, senso di responsabilità e affidabilità guidano i comportamenti dell’Azienda nelle relazioni interne e nei rapporti con l’esterno, generando fiducia e credibilità.”

Eppure non abbiamo notizie di confronto trasparente con clienti o sul territorio. Reputiamo quindi che la società non solo stia agendo in modo totalmente arrogante come se fosse una ditta privata che bada solo al profitto mentre invece è un prestatore di servizi pubblici, obbligatori per i cittadini, il cui capitale è dei cittadini stessi.

Oltre a ciò il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 gennaio 1996, recante la “Carta della qualità del servizio pubblico postale”, recita che l’ente Poste “promuove a favore dei portatori di handicap, degli anziani e dei clienti in condizioni particolari, facilità di accesso e rapporto diretto agli sportelli”;

Ed anche in questo, Poste Italiane, ci sembra essere stata incauta o manchevole dato che nuovamente in questi giorni è stata annunciata l’ennesima riduzione di sportelli, orari e servizi. In particolare la chiusura del punto di riferimento della frazione di Sugano ci preoccupa non poco e vorremmo scongiurarla, se possibile, o mitigarne gli effetti negativi.

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In tal senso il M5S di Orvieto, sta agendo su due fronti:

  1. Al Parlamento Italiano, chiedendo con apposita interrogazione chiarimenti attraverso i senatori portavoce del MoVimento al competente Ministero dell’economia e delle finanze, precisando le questioni suddette e richiedendo che sia sollevata la questione della responsabilità sociale e della carta della qualità in modo da far pressing su Poste Italiane;
  2. Al Sindaco del Comune di Orvieto, anche qui attraverso apposita interrogazione, chiedendo cosa possa mettere in campo a favore dei cittadini depauperati di quel punto di riferimento sociale e quel sistema di servizi essenziali che è l’ufficio postale, nella sciagurata ipotesi che ogni iniziativa volta a scongiurare questa chiusura fallisca, incluse quelle che, siamo certi, in questi momenti l’amministrazione starà tentando;

Ciò ricordando che uno dei principi fondamentali di Poste italiane è dunque garantire un servizio efficiente ed equo per tutti i cittadini, senza distinzioni alcune, ad eccezione di tutte quelle categorie che rientrano a far parte delle fasce considerate più deboli. E che per farlo la presenza o la raggiungibilità sul territorio sono fondamentali.

Centro d’Italia: preso da Vetrya

Negli scorsi mesi abbiamo provato a lavorare nell’interesse della comunità d’imprenditori, anche in crisi, nel distretto industriale di Fontanelle di Bardano proponendo di trasformare la peculiarità che in quel luogo insista il centro d’Italia in un valore aggiunto, posizionando una stele, poi bocciata dalla maggioranza che si faceva latrice di una posizione per la quale era l’impresa a dover fare il primo passo e non l’amministrazione.  A quest’atto amministrativo e giuridico avremmo potuto agganciare una serie di azioni di valorizzazione tra cui la nostra proposta del Centro del Made in Italy.

A queste posizioni di diniego, prontamente, ci siamo rivolti, ai sensi del regolamento del Consiglio Comunale, all’Assessore competente, dottoressa Martino, per sapere come intendesse valorizzare quel distretto industriale, ed ancora non siamo stati degnati di risposta. Specifichiamo che gli assessori hanno 30 giorni per rispondere e che il ritardo si è protratto nonostante le nostre insistenze, perorate anche personalmente, e che è già stato portato all’ordine del giorno in Commissione di Garanzia tale mancanza e che, è doveroso aggiungere, l’alternativa a questa nostra scelta sarebbe stato un esposto al Prefetto con gravi conseguenze per i protagonisti e per l’andamento dell’amministrazione cittadina.

In tutto questo lassismo, nella latitanza della politica di maggioranza, gli imprenditori intanto fanno naturalmente i propri interessi, curando il marketingdella propria azienda, mirando al profitto e lavorando per il benessere della propria filiera. Una delle imprese internazionali punta di diamante del nostro territorio non si è fatta sfuggire la ghiotta occasione di accaparrarsi questa unicità da vantare all’estero. E’ Vetrya, alla cui capacità di fare business facciamo tanto di cappello, ed ecco cosa si vede all’esterno del loro Campus.

WP_20150210_001Sopra questa altissima pietra miliare in stile Google Maps che porta le coordinate del centro della nostra nazione campeggia forse la bandiera italiana o quella del Comune di Orvieto? Continua a leggere Centro d’Italia: preso da Vetrya

OdG “Prima il Lavoro”

La crisi morde, il crollo di commercio e manifattura, la trasformazione in commodities (in beni di consumo) di tanti sevizi professionali qualificati, la disponibilità online di prodotti di ogni genere e qualità, la liberalizzazione, la chiusura dei cordoni della spesa da parte degli enti pubblici hanno letteralmente affamato cittadini, famiglie ed imprese.

In mancanza di quel generale ammortizzatore sociale che è il reddito di cittadinanza dobbiamo necessariamente promuovere al massimo la diffusione dell’occupazione. Ove possibile puntiamo ad un’occupazione di qualità, sostenibile e sana come nei progetti di sviluppo che abbiamo indicato nel nostro programma o nelle proposte che nel Comune di Orvieto abbiamo espresso come forza di minoranza (ad esempio il Centro del Made in Italy), financo alle battaglie come quella per Electrosys.

Tuttavia non ci tiriamo indietro sul campo di quello che può fare il Comune in prima persona in termini di accesso al lavoro ed al reddito, anche se qui dobbiamo abdicare alle massime tutele e spingere per il male minore, quello della formula del lavoro accessorio, proponendo un’iniziativa in favore dei cittadini  raccomandando che  l’amministrazione comunale  faccia proprio questo problema e  prenda in esame la possibilità di attivare interventi specifici attraverso i voucher lavoro INPS.

voucherUltimamente sono tante le amministrazioni comunali che usano i voucher lavoro in occasione di lavori che sono di competenza del Comune. All’interno del territorio per un’amministrazione che non sia lassista c’è sempre tanto da fare e migliorare, a volte con l’aiuto di associazioni e volontariato, altre volte con il personale comunale interno. Tuttavia, come constatiamo anche qui ad Orvieto, questo non basta.

I voucher lavoro sono uno strumento estremamente semplice e duttile per l’Amministrazione, in quanto il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio avviene attraverso il meccanismo di ‘buoni’, il cui valore nominale è pari a 10 euro ed è comprensivo della contribuzione INPS, che viene accreditata sulla posizione individuale contributiva del prestatore e di quella in favore dell’INAIL per l’assicurazione anti-infortuni, in ordine alla quale, specifichiamo, abbiamo già attivato con specifica interrogazione l’assessore competente al personale, dott. Gnagnarini, ad aggiornarci sulla attuale disciplina dei registri infortuni nel nostro Comune, in modo da non avere intoppi burocratici inutili.

Veniamo a questi 10 euro nominali, cioè il corrispettivo netto della prestazione, in favore del prestatore, è quindi pari a 7,50 euro e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione. Chiaro? Costo per il Comune 10 euro l’ora, retribuzione oraria occasionale effettiva 7,50 euro, una vera miseria ma in tempi di crisi la spesa almeno la si riesce a fare e soprattutto non si perde il contatto con la vita produttiva e resta almeno quel minimo di fiducia nelle istituzioni che, questa volta, al cittadino disoccupato non lo abbandoneranno.

Qui di seguito il testo dell’ordine del giorno, aperto al commento ed alle aggiunte che speriamo vengano da tutte le forze politiche per la massima condivisione e per un’approvazione finale unanime. Continua a leggere OdG “Prima il Lavoro”

Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti

Archiviato il Consiglio Comunale in cui il Sindaco ha dovuto rintuzzare le richieste di dimissioni ed appariva indebolito dalle lotte interne alla sua maggioranza abbiamo deciso di portare finalmente il caso Electrosys in Parlamento.

fiato-sul-collo-m5s-electrosysInnanzitutto, prima di riprovare a tentare, come M5S, di indicare soluzioni di riavvio industriale ed occupazionale a lungo termine del nostro territorio ci vediamo ancora una volta costretti a ragionare sulle urgenze. Continua a leggere Electrosys: Interrogazione al Ministro Poletti

Trasparenza è partecipazione!

Via allo streaming e non solo.

Streaming video sedute del Consiglio e CommissioniMoltissimi meetup e gruppi consiliari del M5S hanno chiesto ed ottenuto la famosa diretta streaming del Consiglio Comunale, nel 2015 è qualcosa di doveroso ed è vergognoso non essere dotati di questi minimi strumenti di contatto con la cittadinanza. Il M5S Città di Orvieto non si è limitato a questo. Abbiamo infatti presentato un articolato d’indirizzo che preveda la presenza del comune sui social network, la possibilità dei cittadini d’interagire, la registrazione e la diretta dei Consiglio e delle sedute di Commissione (eccetto quelle “secretate” per legge) ed una convenzione con aziende e professionisti locali per il sostegno tecnico nelle attività.

L’ordine del giorno sulla trasparenza e la partecipazione, depositato nell’ormai lontano settembre 2014, è stato più volte reinviato ed anche oggi una delle liste civiche di maggioranza ha provato a metterci i bastoni tra le ruote presentando un leziosissimo parere legale improntato sul diritto alla privacy assolutamente decontestualizzato volto a perdere ancora altro tempo in questioni legate ai regolamenti.

A questo punto lo stesso Presidente della II Commissione, quella appunto dei regolamenti, ha rilanciato e chiesto il contributo in termini di realizzazione alla capogruppo del M5S ed il provvedimento è stato approvato.

Prevede in modo vincolante:

  1. CHE il Comune si doti specifiche reti sociali gratuite quali un account Twitter ed una pagina sociale Facebook per l’interazione con la cittadinanza ed un canale Youtube per la condivisione audiovideo, la diretta video e la registrazione online visualizzabile anche dai suddetti terminali mobili.

  2. CHE le sedute di Consiglio siano trasmesse in diretta streaming audiovideo sui suddetti canali sociali pubblici quale, ad esempio, youtube.com con “licenza” CC:A-NC (Creative Commons: Attribuzione – Non Commerciale).

  3. CHE i collegamenti alle registrazioni restino a disposizione della cittadinanza sul sito ufficiale del Comune.

  4. CHE sia dato risalto e pubblicità sulle suddette reti sociali l’avvio delle dirette streaming.

e raccomanda, in modo lasciato al successivo dibattito nelle apposite commissioni, che lo streaming video sia gestito internamente al Comune od in convenzione con accordi che permettano le miglior fruizione ed efficacia, coinvolgendo ove possibile le numerose professionalità ed aziende di tecnologia del territorio.

Insomma ogni cittadino potrà seguire, registrare, condividere, intervenire e commentare (mettendoci la faccia) l’attività di amministratori e politici, in piena trasparenza permettendo un sempre maggiore coinvolgimento e la partecipazione anche di chi, pensiamo agli anziani od ai diversamente abili, non possa farlo di persona.

Anche questo è un modo di alzare l’asticella della politica in questi nostri territori, anche questo è un modo di ricordare quello che fu fatto in passato e chi lo fece, nel bene e nel male. Rivendichiamo che questo tipo di battaglia sia da sempre nel DNA del MoVimento 5 Stelle e che sia il preludio degli istituti di democrazia diretta, a cominciare dal bilancio partecipato, che si potranno sviluppare riducendo la distanza tra amministrazione e cittadini, tra azione politica ed esigenze del territorio.

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Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

E’ tanto il cibo che va perso senza essere consumato, colpa in larga parte di un sistema produttivo che perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima che arrivino in tavola.

In tal senso il Ministero dell’Ambiente dal 2014 ha promosso la giornata nazionale contro lo spreco alimentare il cui primo anniversario è appena trascorso senza che Giunta o maggioranza al Comune di Orvieto battessero ciglio.

Il M5S è da tempo sensibile all’argomento e ben prima di entrare in Consiglio Comunale, in piena era Concina, il Meetup Orvieto 5 Stelle aveva già depositato proposte da discutere in Amministrazione per il recupero di scarti ed avanzi, in special modo dei prodotti alimentari in scadenza.

La nostra proposta di Last Minute Market (Mercati dell’ultimo minuto) nasceva da esperienze e buone pratiche proposte studiate e raccolte in appositi disciplinari dall’Università di Bologna e dalle esperienze in tal senso portate avanti dai comuni più virtuosi.

Eppure è l’anno dell’Expò sul cibo, è l’anno della campagna contro lo spreco del Pane, è l’anno in cui lo spreco, stante la crisi è un vero e proprio colpo basso, uno schiaffo alla miseria ormai così tanto diffusa.

La nostra idea è li, a disposizione, ed è una proposta di stop allo spreco che non vuole risolvere il problema d’emergenza una tantum, ma offre una “strategia” di lungo periodo, che potrà dare risultati destinati a durare per gli anni a venire operando nel più limpido rispetto delle regole e delle normative italiane ed europee creando un contatto tra le attività produttrici e gli enti beneficiari, fornendo assistenza, predisponendo dei protocolli per recupero e (ri)utilizzo dei beni in conformità alle norme vigenti, in particolare riguardo agli aspetti: igienico sanitari, amministrativi, fiscali, logistici e comunicativi, prevedendo il monitoraggio e la supervisione dei recuperi nelle eccedenze di attività commerciali quali supermercati, mercati centrali, ingrossi, negozi, nel recupero prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo, nei pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva; oltre a ciò con la stessa metodica si può operare nei farmaci da banco e parafarmaci prossimi alla scadenza, nei sementi non conformi agli standard di commercializzazione ed addirittura nei prodotti non alimentari in genere che invenduti possono essere riutilizzati come, ad esempio, i libri ed i giornali destinati al macero.

Avevamo indicato anche i principali punti di riferimento “professionali” per impiantare sin dal 2013 un mercato dell’ultimo minuto locale ma ne la  Giunta Concina ha avuto l’iniziativa di prendere in considerazione queste ipotesi, ne la Giunta Germani ha avviato iniziative simili, neppure sappiamo se hanno dato una minima occhiata a quanto depositato presso il comune dal Meetup.

Peccato, ci saremmo aspettati una qualche iniziativa considerato lo stato di bisogno di tanti nostri concittadini ed il continuo inutile spreco figlio di una politica lassista impegnata solo a scomuniche e giochi di palazzo.

Gli altri comuni, facciamo l’esempio di Ferrara che riesce a recuperare i farmaci in scadenza da ben 11 farmacie comunali portando benessere e salute ai bisognori e riducendo l’impatto sul sistema sanitario nazionale, oppure di Jesi che opera il Last Minute Market addirittura insieme alla famosa trasmissione televisiva Masterchef, dimostrano quanto si possa essere grandi con poco.

Se volete noi ci siamo.

Tavolo di lavoro sul commercio.

Il problema della licenze di Orvieto Scalo è il campanello d’allarme di una situazione che sta sfuggendo di mano. Gli stessi operatori del settore chiedono chiarezza nelle regole e le risposte dell’Amministrazione e del personale del Comune non sono univoche o definitive. A riprova ed  esempio per lungo tempo nonostante la liberalizzazione le licenze commerciali “di vicinato”, quelle di negozi, bar e ristoranti per intenderci, sono continuate ad essere vendute e compaiono come parte essenziale negli atti notarili di cessione e trasferimento delle attività commerciali.

La questione del regolamento del commercio è tuttora un elemento fondante del patto civico che regola il Comune. E’ vero che il sistema delle autorizzazioni è cambiato, ma non così il sistema urbanistico e neppure le regole relative alle medie e grandi superfici di vendita, siano esse alimentari, miste o non alimentari.

L’argomento è complesso e va analizzato con attenzione, portando in audizione gli operatori e gli esperti, implementando le buone pratiche dei comuni più avanzati nei nostri regolamenti e provvedendo a periodiche messe a punto periodiche  in vista degli ulteriori progressi del delivery, della distribuzione e della mobilità. In tal senso il M5S intende coinvolgere nella sede sella II Commissione permanente il maggior numero di forze dotate di quel potere di indirizzo della politica cittadina a realizzare un “Tavolo di Lavoro sulle Regole del Commercio” dedicato a risolvere gli attuali problemi e prevenire quelli potenziali con l’obbiettivo di riportare il commercio ad essere un centrale punto di riferimento della vita e dello sviluppo della città

Qui di seguito il testo dell’iniziativa Continua a leggere Tavolo di lavoro sul commercio.

Opposizione e risultati di programma: Coworking & Microcredito

La maggioranza vuole governare e l’opposizione vuole vedere realizzato il proprio programma. Un risultato minore sarebbe quello di essere semplicemente ostacolo delle forze al governo della città.

Il M5S di Orvieto si è distinto per una quantità di proposte e per una presenza su temi sentiti ed importanti tale da poter essere scambiato per una forza maggioritaria. Non è così. L’azione politica c’è ed i risultati arrivano anche perché si tenta in molti modi di levare spazio ed argomenti ai pentastellati, molto sentiti dai cittadini, ed ormai percepiti come soluzione reale e praticabile. A noi va benissimo perchè vedere promosso e realizzato il programma elettorale e le idee del MoVimento è decisamente il nostro obbiettivo, ed ovviamente chiunque presenti proposte concordi a quelle da noi lanciate avrà il nostro appoggio ed il nostro plauso.

consiglio comunale orvieto

Il prossimo Consiglio Comunale del 6 febbraio non farà eccezione ed offrirà proposte a cinque stelle da parte, ad esempio, del Pd e di Forza Italia. A dicembre, mentre parlavamo dei Buoni Propositi per il 2015, indicavamo questo come l’anno per puntare sul Coworking nella nostra città con queste parole:

«…per l’anno che verrà ripensiamo il ruolo del centro di collocamento in piazza del Popolo dopo la riforma DelRio e trasformiamolo in un luogo d’incontro che sia centro di Telelavoro e spazio di CoWorking, che sia collegato al CSCO per la formazione specialistica, che sia punto di raccordo vero tra chi offre e chi chiede lavoro…»

Al solito tante cose le proponiamo e non vogliamo trasformarle subito in mozioni per due motivi:

  1. In primis se una nostra mozione piace alla maggioranza le trasforma in delibere di giunta PRIMA della discussione. Ad esempio il 6 febbraio è calendarizzata la nostra mozione “Parcheggia e giri gratis” presentata ad ottobre e relativa a parcheggi ed autobus gratis nel periodo natalizio. Iniziative effettivamente prese dal Comune di Orvieto con delibere di Giunta ed ordinanze sindacale mentre per un motivo o per l’altro si spostava al calendarizzazione della nostra iniziativa. No problem, l’importante è che si sia fatto.
  2. Ci siamo ripromessi di non rischiare di ingolfare il consiglio superando i tre atti di indirizzo per adunanza. Superare questa quantità, considerato che abbiamo un solo consigliere e siamo la più piccola delle forze in campo, ci espone al rischio di venire ulteriormente limitati. Se avessimo avuto voti per portare almeno un secondo consigliere si poteva fare molto di più.

Anche la minoranza di destra, tradizionalmente liberista e capitalista e, pertanto, piuttosto lontana dagli argomenti “economici” e “sociali”  trattati dal M5S, propone al prossimo consiglio iniziative compatibili col nostro spirito. E’ il caso della mozione Tardani sul Microcredito, vero cavallo di battaglia dei nostri portavoce, ed anche in questo caso leggiamo una certa evoluzione che senza la nostra presenza probabilmente, a nostro avviso, non ci sarebbe stata.

In conclusione non possiamo che prendere atto di quanto la nostra presenza abbia spostato l’asse delle discussioni che gli stessi attori di maggioranza e minoranza hanno avuto fino al 2014, per quanto a ruoli alterni. Il seme del MoVimento ha già attecchito, figuratevi se eravamo maggioranza.