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QSV 2014: Chi l’ha visto?

Non c’è nulla da aggiungere,

chi-lha-visto-logoIeri al QSV noi c’eravamo, noi ad Orvieto ci siamo sempre, siamo sempre disponibili e sulla sede c’è anche il numero di telefono in bella vista. I tanti che hanno fatto polemica con noi invece no, non c’erano. L’appuntamento è già stato disatteso e non da noi.

No problem, noi seguiremo il programma elettorale e restiamo a disposizione delle esigenze nuove che si manifesteranno.

Suggeriamo a tutti i cittadini di continuare a seguire le iniziative propositive del Comune e, per quanto ci riguarda, del M5S. Non esiste, sia ben chiaro, che qualche capobastone od ex governante si permetta di mettere le parole in bocca a chi giustamente protesta per la crisi,  accusando proprio noi di non esserci stati.

La differenza tra noi e loro è proprio questa: noi non entreremo mai nei negozi, nelle coop, nei sindacati o nelle categorie professionali e d’impresa per aizzare e veicolare scontento e rabbia. Noi chiediamo partecipazione, interesse della vita cittadina.

Tutto qui.

PS
Per l’andamento delle festività natalizie tireremo la somma a metà gennaio, numeri alla mano e procederemo subito, con chi avrà partecipato, a sviluppare le proposte per l’inverno 2015, a cominciare da quelle natalizie immaginando sia uno scenario con che uno senza Umbria Jazz Winter… non si sa mai.

 

Non rendiamo vana la partecipazione…

Ieri c’era Consiglio Comunale (si votava l’assestamento del Bilancio),

Di solito in queste sedute la partecipazione è minima, sono pochissimi i cittadini a far sentire il loro #FiatoSulCollo a consiglieri ed Amministrazione. Questa volta no, c’erano tanti commercianti del Centro Storico che chiedevano a gran voce di ritirare il progetto di pedonalizzazione di Piazza del Popolo. Non entriamo nel merito della proposta e delle motivazioni dei commercianti ma due osservazioni le dobbiamo fare.

fiato sul collo commerciantiE’ un bene che la cittadinanza partecipi alle sedute del Consiglio, è davvero un male che la cittadinanza si faccia strumentalizzare a fini politici.

A questo proposito è importante la questione del “bilancio”, se non lo approviamo secondo i crismi corretti questa giunta va a casa ma arriva il commissario (massimo di tasse per tutti, svendita sottocosto dei beni a chiunque abbia un minimo di liquidità, zero serizi a domanda individuale, tariffe verso l’alto, multe sulla differenziata, multe costanti e regolari nei parcheggi, azzeramento di ogni acquisto od incarico sul posto ma piuttosto verso i grandi gruppi romani sempre pronti a questo tipo d’interventi). Poi sulle macerie le nuove elezioni nelle quali si presenteranno anche alcuni dei promotori dell’iniziativa locale. Anche per questo una certa parte della destra ha sponsorizzato (in vari incontri e riunioni preventive) l’iniziativa leggittima dei commercianti, sia ben chiaro.

Noi intanto avevamo invitato le categorie della “Serrata di Natale” a partecipare al QSV, ed il Sindaco ha addirittura invitato con un “Ultima Chiamata” gli interessati ad un incontro in Comune. A giudicare da questo video invece i commercianti sono stati esplicitamente invitati ad incontrarsi dopo, cioè a saltare gli incontri utili.

E’ un paese libero e fate come vi pare ma dovete domandarvi se chi ci guadagna in questo muro contro muro sono i commercianti e la città o solo i politici di minoranza. Pensateci su.

Unioni civili: scontro al calor bianco M5S – SEL

Orvieto, Consiglio Comunale, 17 novembre 2014

In discussione tre ordini del giorno sulla famiglia e sulle unioni civili. Si discuteranno in ordine, prima quella di Sel che vuole la trascrizione da parte degli ufficiali di Stato Civile dei matrimoni contratti all’estero, poi c’è quella delle destre che puntano a dare privilegi esclusivi alla famiglia tradizionale ed infine quella del M5S che ricalca la proposta votata sul blog a larga maggioranza degli iscritti per l’istituzione di uno speciale registro delle unioni ugualitarie.

Tutto comincia con la presentazione dell’emendamento Rosati (Sel) che vieta la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero nello speciale registro previsto dal M5S.

diritti alle coppie Siamo curiosi e chiediamo perchè questa scelta: se casomai non fosse approvata la mozione di Sel proprio il loro emendamento priverebbe di ogni diritto le coppie gay regolarmente sposate all’estero lasciando impregiudicati i diritti di chi invece si limita a convivere. Ci sembra una stupidata ma ci viene risposto che i diritti o tutti o nessuno, le coppie sposate all’estero, tutte, non si accontenterebbero di una soluzione al ribasso. Ci sembra inutile approfondire se, per caso, Rosati avesse chiesto a tutte le coppie gay presenti e future se fosse meglio un pugno di mosche che una soluzione al ribasso.

Si va in discussione della mozione di Sel che insiste per la trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero che Sel, nonostante la presa di posizione del ministro degli interni (mai smentita da Renzi) che obbliga i prefetti a invalidarle e la contrarietà della sua stessa maggioranza. E’ una questione di principio, di disobbedienza civile e di posizione politica chiosa Rosati, una sensibilità che abbiamo solo noi di Sel…

A questo punto è il M5S ad avere la parola ed a ribaltare la questione: «Non è politica, è solo propaganda! Da un lato ci si erge a paladini dei diritti, dall’altro non si offrono diritti anzi, come nell’emendamento presentato dal Consigliere Rosati, li si limitano apposta per mandare la crisi sempre più alle estreme conseguenze» Tuona Lucia Vergaglia «Dopo questi mesi di vuoto di proposte ed azioni in Comune, con l’avvicinarsi della tornata elettorale regionale, cominciano le grandi manovre per l’acquisizione dei bacini di voti»

Rosati ribatte che non è democratica una forza politica che si sveglia adesso sulle questioni dei diritti civili, e solo dopo un sondaggio su un blog. Vergaglia risponde e rincara la dose «Dopo il patetico tentativo di averci fatti passare per omofobi in Parlamento e la nostra eloquente risposta nel bacio tra i nostri portavoce ancora tentate mezzucci e secondi fini. Ci dispiace ma la vostra mozione è in contrasto con la legge, il Vostro emendamento invece limita i diritti di quelli che dite di rappresentare. Siete una delusione!»

bacio no omofobiaLo scontro non è il primo e non sarà l’ultimo. Sel ha presentato un programma amministrativo che non sta rispettando, in special modo sull’ambiente. Ha appoggiato alle elezioni la lista del greco Tsipras e si è vista presa in giro dal proprio “candidato di garanzia”, Barbara Spinelli, che ha sottratto il posto al giovane Marco Furfaro. Il MoVimento 5 Stelle vorrebbe tanto che si dessero una svegliata e cominciassero a rispondere della propria responsabilità politica, quella ad esempio per la quale, in Parlamento, hanno portato  alla presidenza di Montecitorio Laura Boldrini, non certo una paladina delle minoranze, non certo un esempio superpartes.

Anche qui, nel piccolo di un comune di poco più di ventimila anime, bisogna agire con criterio e responsabilità e non solo nascondersi dietro ad uno slogan propagandistico come Sel è da sempre brava a fare, mentre taglia con un emendamento i diritti che diceva di voler difendere. I toni alti, le accuse a muso duro e le reprimenda sulla manifesta ignoranza di norme e principi democratici Sinistra Ecologia e Libertà se li è meritati tutti.

Speriamo serva a qualcosa.

Bardano: cominciano i risvegli.

Anni di crisi affrontate senza un’idea, una prospettiva ed una minima visione hanno portato la desertificazione industriale del nostro territorio. Il mercato ha punito quelle imprese produttive incapaci di logiche di rete e di operare al di fuori ed al di sopra del ristretto orizzonte del loro personale segmento commerciale.

Gli stress di credito e commesse sono stati affrontati come situazioni temporanee, destinate a passare, senza nessuna strategia alternativa, nessuna prospettiva di sviluppo e così, una dopo l’altra, le aziende del tessile Made in Italy presenti a Fontanelle di Bardano, ed il loro indotto, si sono avviluppate e sono state dismesse. Sono semplicemente fallite. Così come erano falliti i tavoli politici volti ad affrontare il singolo “momentaccio” di Sphera od MManifatture, privi anch’essi di una proposta vera di rilancio, d’attrazione di capitali, di formazione di lungo periodo, di promozione dei brand territoriali.

cartello-chiuso-per-cessata-attività

Con la nuova consiliatura è presente anche il M5S che sin da subito ha indicato nella trasformazione delle peculiarità in opportunità e nell’indicazione di una visione strategica di lungo periodo la rotta per uscire dalle acque impaludate delle nostre industrie. Per la vicenda Electrosys abbiamo sponsorizzato la via del portare i lavoratori nelle stanze dei bottoni, nel board direzionale, per il polo produttivo di Fontanelle di Bardano abbiamo proposto l’adozione di un insieme di iniziative di Marketing Territoriale e politiche di Sviluppo per il centro del Made in Italy cogliendo, a costo zero, l’occasione dell’individuazione del centro geografico d’Italia (e quindi del Made in Italy) proprio in quel distretto industriale, area che, vista la presenza di una storia tessile importante, di maestranze capaci ed esperte, del nascente vicino Campus, avrebbe potuto diventare un cluster industriale d’innovazione votato ai prodotti tecnologici indossabili, il cosiddetto wearable.

Avremmo avuto piacere che ai tempi della presentazione di queste iniziative i lavoratori del tessile avessero pubblicamente “sposato” l’iniziativa e che i sindacati si fossero fatti avanti per dirsi interessati. Non è successo, anzi se possibile è avvenuto il contrario ed il Pd, definendo “sarcastica” la proposta, compatto con la maggioranza l’ha bocciata. Ancora aspettavamo una levata di scudi di imprenditori locali e lavoratori, interventi dei sindacati e delle famose “parti sociali” ma nulla.

In pochi giorni abbiamo depositato un’interrogazione all’Assessore sulle proposte dell’Amministrazione in relazione al distretto industriale di Bardano e delle politiche di attrazione di fondi ed investimenti mentre, dalla sede del Parlamento Europeo, rilanciavamo la concretezza dell’occasione persano snocciolando, assieme agli Eurodeputati, i fondi europei, superiori al miliardo e duecentocinquanta milioni di euro che i 48 cluster d’innovazione italiani solo nel 2013 hanno intercettato (in media oltre 25 milioni di euro per distretto all’anno); un’enormità, un obbiettivo però concretamente raggiungibile a lungo termine, in ogni caso anche la ventesima parte ci farebbe comodo e farebbe la differenza per il territorio.

Allora sono cominciati i primi risvegli, i contatti informali per il rilancio della proposta, l’interesse del sistema produttivo. Intanto in maniera sconclusionata e scomposta riprendono le iniziative che puntano ai capannoni del Crescendo proprio a Fontanelle di Bardano da parte della compagine sindacalisti e lavoratori pronti a riunirsi in cooperativa per riprendere a lavorare. Ancora una volta senza proiettare una una visione, senza dimostrare un’idea strategica e navigando a vista nel tentativo di uscire per febbraio con i modelli 2015, per poi certamente riavvilupparsi in caso di problemi commerciali, economici, finanziari o di altro genere e puntare all’obbiettivo palesemente non secondario degli ammortizzatori sociali. Comprensibile, non bello ma comprensibile.

Noi ci chiediamo perchè allora non lavorare per vincere? Perchè non tentare la carta dello sviluppo vero, dell’affermarsi e vedere territorio e marchi crescere e dare lavoro anche ad altri? Perchè c’è un continuo tentativo di sponsorizzare l’emergenza invece che il ritorno alla normalità?

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Noi italiani siamo gli unici al mondo che possono fare il Made in Italy, in Italia c’è un unico distretto produttivo che può vantare di essere il “Centro del Made in Italy” e lo abbiamo noi.

Fare del tessile senza cogliere quest’occasione significa condannare la nuova azienda a tirare a campare della buona volontà dei cittadini che presterebbero l’immobile del Crescendo e sosterrebbero di tasca loro la futura, ahimè probabile, cassa integrazione. Spiace ricordarlo ma la stessa compagine in tempi dove le crisi mordeva di meno è già andata in fallimento, se si vuole avere una possibilità di sopravvivenza c’è bisogno di una politica, ed un agire imprenditoriale e sindacale, di tutt’altro spessore che quello sin qui dimostrato.

Se davvero la gente del tessile vuole riprendere il mano il proprio destino lavorativo lo tenga ben presente, sia nelle dichiarazioni che nelle azioni, perchè solo in questo caso noi siamo pronti a sostenerli.

Dov’è che il traffico avvantaggia il commercio?

L’ex assessore Luciani critica e descrive come “contorta” la soluzione proposta dal M5S di non rendere gratuita la sosta ma piuttosto mettere a disposizione mezzi pubblici gratis.

Polemica OL (Orvieto Libera) M5S - ex assessore luciani su parcheggi a pagamentoWP_20141107_002

Noi vorremmo che tutti i cittadini possano salire e girare gratuitamente tra gli eventi, le bellezze ed i commerci della Rupe di Orvieto, Luciani preferisce favorire solo gli automobilisti che lasciano la macchina parcheggiata a lungo. Dice che così si favorisce il commercio, non è che porti numeri, cifre o qualsiasi riprova del fatto ma si sa, questi sono dettagli. Noi però la pensiamo diversamente ed a Luciani lo sfidiamo.

Vada l’ex assessore e lo dica nelle altre città d’arte che sono tutte pedonalizzate ed i cui commerci sono fiorenti e gli immobili non sono scatole vuote con le tristi scritte “affittasi”, immobili che neanche contribuiscono a pieno al gettito fiscale non ospitando più nessuna attività, e neanche, in questa città dell’austerity, sono fonte di occupazione lavorativa. Lo dica ai commercianti, c’era l’occasione nell’incontro per l’organizzazione di eventi e mobilità del periodo natalizio, ma non lo abbiamo visto, gli spieghi che non esiste l’acquisto d’impulso di chi passaggia spensierato ma che è solo l’automobilista a spendere. Lo dica ai residenti che a Natale assistono alle disperate carovane di auto fumanti alla ricerca della chimera del posto “gratuito” rimasto libero. Lo dica ai vigili costretti a bloccare gli accessi in piazza Cahen e far tornare indietro la gente su via della Stazione ingolfando il traffico e facendo maltrattare  la città sulla stampa e sui social network. E, visto che c’è, lo dica anche a quelli che trovano i posti occupati da chi ha il garage ma lo tiene libero perchè a Natale arrivano amici e parenti e così si appropria di un posto nelle strisce blu con la propria vettura, come fosse un cappello sulla sedia. Noi a costoro diciamo di lasciare la macchina in garage e far parcheggiare i parenti fuori dalla Rupe, ed usare i servizi pubblici, incluse le navette gratuite, per godersi spensieratamente Orvieto in tutta la sua bellezza, senza clacson, senza sprecare benzina, senza inquinare alcunchè.

Sul parcheggio gratis, i commercianti lo sanno molto bene, vince sempre il centro commerciale. Sulla passeggiata in centro invece vince la mobilità pubblica. Tantissime città d’arte lo fanno, perchè non cogliere l’occasione?

Se poi i commercianti volessero cogliere l’occasione di quest’iniziativa e fare pubblicità e volantini sullo shopping in centro girando con il pollicino penso che faremmo tutti un ottimo affare, tranne la politica dell’ex assessore, s’intende.

Il Job Act, l’Ast ed il manganello.

Solidarietà ai lavoratori caricati dalla polizia a Roma. Un abbraccio alle loro famiglie per l’annuncio delle perdite di tanti posti di lavoro. Sostegno ai portavoce Angelica, Federico, Stefano, Tiziana e Valentina che erano con loro. Sdegno per un governo che sta mettendo la scritta “saldi” su quanto di buono c’è in Italia e costringe le forze dell’ordine ad aggredire militarmente cittadini che (ancora) pagano le tasse. Terni è l’Italia. La state ammazzando un poco alla volta, uno slogan alla volta, un crudele tweet per volta.

job act

Cittadinanza onoraria a Francesco Guccini

Poeta, cantastorie, professore, musicista, scrittore, fumettista, ricercatore, cantautore, linguista, artista… non ci sono definizioni che possano racchiudere i versatili talenti di Francesco Guccini.

Francesco GucciniAntesignano del recupero della cultura popolare, e delle tradizioni locali, allorquando l’Italia cercava di svincolarsi dai clichè contadini in vista di un’urbanizzazione che, troppo frettolosamente, relegava nei ricordi le proprie radici. E’ questo l’elemento proprio che ci spinge a sottoporre, all’assise consiliare del Comune di Orvieto, la celebrazione di una cinquantennale carriera fatta di integra indipendenza dalle forze politiche; sotto i palchi dove fino a poco tempo fa cantava le storie e la Storia, infatti, in tanti hanno sbandierato i propri vessilli, tentando di avvolgervi l’opera del maestro. Francesco Guccini, con dissacrante ironia, ha sempre respinto tali beceri tentativi conservando la propria integra indipendenza che di lui ha contraddistinto opinioni, comportamenti e libertà espressiva.

Francesco Guccini, del resto, è immune anche alle lusinghe del suo stesso pubblico che, all’indomani dell’annuncio del suo ritiro dalle scene, gli ha continuamente richiesto di riprendere la sua attività dal vivo. L’artista ha consegnato il suo ultimo lavoro discografico, “L’ultima Thule”, come una sorta di testamento artistico tra le cui righe si può leggere il messaggio: “Gente, adesso tocca a Voi.”.

Ciò che proponiamo è, dunque, la celebrazione istituzionale, non politica nè sotto la bandiera dei partiti di governo od opposizione ma un reciproco onore e dimostrazione di ammirazione tra la Città di Orvieto, capitale del Folk, e l’artista che ne incarna e ne canta i più profondi significati.

Pertanto la Consigliera Vergaglia ha depositato un Ordine del Giorno al Consiglio Comunale, che si dovrà esprimere sulla decisione per il conferimento della cittadinanza onoraria al Maestro Guccini, raccomandando che le nostre più alte istituzioni gli conferiscano le simboliche chiavi della città in un pubblico evento.

Siamo ottimisti sul fatto che la proposta non trovi ostacoli o strumentalizzazioni di sorta che andrebbero solo a svilire un momento di partecipazione sociale e di vasto richiamo culturale nella nostra Orvieto.

Qui di seguito il testo dell’Ordine del Giorno consegnato dalla Consigliera Vergaglia al Presidente del Consiglio Comunale, dott. Angelo Pettinacci. Continua a leggere Cittadinanza onoraria a Francesco Guccini

No alla trasformazione dell’E-45

Oggi a Deruta il M5S nella sua declinazione regionale, i comitati Stop OrMe e le numerose sigle ambientaliste si incontrano per dar voce alla protesta contro il costoso, inutile, progetto di trasformazione della E-45 da gratutita ad autrostrada a pedaggio.

Un’idiozia pura! Oggi mentre la mobilità privata è sempre più in calo ed il trasporto merci su gomma cala vistosamente uno scempio paesaggistico ed ambientale, costoso quasi quanto una legge finanziaria per poi avere in cambio che ci tocca pure pagarci il biglietto per andare da Todi a Terni o Perugia ci sembra una presa per i fondelli. E’ un’occasione ghiotta solo per gli appaltatori del nord che subappalteranno come sempre alle ditte di altre regioni e con il serio rischio d’infiltrazioni della criminalità organizzata per l’interramento dei rifiuti industriali pericolosi.

La curruttela ed il malaffare li diamo già per scontati. Il nostro sostegno ai comitati del No è fermo.

orme orte mestre

Un coordinamento per le Regionali 2015

Il M5S non è un partito e non si dota di strutture o segreterie che  fanno da intermediario tra il cittadino e la decisione politica.

Praticamente tutto avviene in rete. Attraverso il portale LEX ogni giorno migliaia di iscritti partecipano alla stesura di leggi ed interventi dei nostri Parlamentari, attraverso il forum del MoVimento ogni giorno migliaia di iscritti propongono e commentano decine di migliaia di soluzioni ai problemi delle nostre città, attraverso il sito del MoVimento si selezionano prima delle tornate elettorali i portavoce che entreranno in lista, attraverso i portali delle liste civiche i portavoce locali resteranno sempre in contatto con i cittadini. Oltre a ciò sul sito del MoVimento, oltre le informazioni del Blog, le dirette streaming e le rendicontazioni delle campagne di raccolta fondi i cittadini iscritti partecipano attivamente influenzando decisioni importanti, strategiche, del M5S come abbiamo visto nella scelta di Farage come partner in Europa, nelle scelte dei candidati ad importanti ruoli istituzionali come la presidenza della Repubblica (ricordate Rodotà?) o più recentemente per i giudici della Corte Costituzionale.

Noi la chiamiamo Democrazia Diretta o Partecipativa e la pratichiamo tutti i santi giorni.

Ma non va sempre così, per molte cose ci si incontra o si agisce di persona e non solo sui propri territori, dove lavorano i MeetUp.

deruta incontro umbria 5 stelle coordinamente luglio 2014

Infatti per le cose pratiche, dalle raccolte firme alla consegna di documenti, dall’iscrizione del “capo politico” al Parlamento Europeo agli incontri in prefettura, dall’intestazione della fattura dell’assicurazione di un palco evento alla gestione delle pratiche burocratiche con le istituzioni invece ci si affida a gruppi di attivisti incazzati, affidabili perchè sono quelli che hanno reso possibile la nostra partecipazione alle elezioni politiche, europee ed amministrative, conosciuti perchè sono parte dei meetup che hanno messo nei consigli comunali tanti portavoce a 5 stelle.

La (non) notizia è che siamo tanti, troppi. La notizia è che, dato che siamo troppi, ci doteremo di un coordinamento, di questo abbiamo avvertito lo staff di Grillo ed, in effetti, lo stiamo già creando sia online che in una serie di incontri regionali.

Chi vuol dare una mano è benvenuto.