La situazione orvietana è paradossale. Interi Consigli Comunali mandati a perder tempo (e denaro dei contribuenti) su questioni per le quali hanno competenza Giunta e Commissioni. Il dibattito politico ridotto ad essere sterile palcoscenico per le vicine elezioni regionali e gli istituti democratici asserviti all’interesse delle forze politiche.
Abbiamo tenuto un comportamento retto, istituzionalmente esemplare e di grandissima apertura alle esigenze operative dell’assise consiliare. Evidentemente questo non solo non è bastato ma ha offerto la sponda al malcostume dell’ex maggioranza che con malafede cerca visibilità ed all’attuale maggioranza con il suo ridicolo e pessimo modo di fare ostruzionismo alla rovescia in cui subissa gli ordini del giorno con atti informativi ed esecutivi che potrebbero realizzare in pochi minuti schioccando le dita avendo dalla propria sia la macchina amministrativa che la totalità “dei consiglieri delegati”. Adesso basta!
Il M5S oggi sale sull’Aventino e prende platealmente le distanze da questo modo d’occupare gli spazi democratici che tutto è meno che far politica. Oggi è necessario dimostrare d’avere a cuore la città e pertanto avevamo ampiamente avvertito delle nostre scelte.
Su pressante richiesta della presidenza per la speditezza dei lavori avevamo già ritirato tutti gli emendamenti e le interrogazioni, abbiamo lasciato in Ordine dei Lavori solo quanto da lungo tempo depositato e già calendarizzato e avremmo voluto fare fino in fondo il nostro dovere. Ma alla “impropria”, falsa ed incauta dichiarazione del Presidente del Consiglio Comunale Pettinacci che ribaltava proprio su di noi responsabilità in ordine a queste scelte abbiamo dovuto, con la rabbia che prova chi è nel giusto, scegliere l’Aventino ed abbandonare l’aula con queste parole: Continua a leggere Aventino orvietano





Imbarazzanti anche le iniziative, anch’esse scomposte e disorganizzate, della maggioranza che propone mozioni fatte apposta per sottrarre argomenti alle opposizioni. Su tutte evidenziamo la mozione Talanti “Orvieto Coworking Project” presentata due settimane dopo che il M5S locale presentò alla stampa locale il CoWorking nel programma di lavoro per l’anno consiliare 2015. La mozione in questione non contiene alcun progetto ma semplicemente richiede che la maggioranza consiliare, che in questo caso se la canta e se la suona, deliberi che tocchi alla Giunta predisporre un piano di Coworking. In pratica serve ad impedire preventivamente che un progetto in tal senso venga presentato, per esempio dal M5S, per essere anche solo semplicemente discusso in Consiglio. Una politica bassa, e per noi piuttosto torbida, che non porta nulla a nessun cittadino normale, una roba da vecchie scuole di partito da prima repubblica ai cui insegnamenti il Pd attuale sembra ancora troppo legato.