Dov’è che il traffico avvantaggia il commercio?

L’ex assessore Luciani critica e descrive come “contorta” la soluzione proposta dal M5S di non rendere gratuita la sosta ma piuttosto mettere a disposizione mezzi pubblici gratis.

Polemica OL (Orvieto Libera) M5S - ex assessore luciani su parcheggi a pagamentoWP_20141107_002

Noi vorremmo che tutti i cittadini possano salire e girare gratuitamente tra gli eventi, le bellezze ed i commerci della Rupe di Orvieto, Luciani preferisce favorire solo gli automobilisti che lasciano la macchina parcheggiata a lungo. Dice che così si favorisce il commercio, non è che porti numeri, cifre o qualsiasi riprova del fatto ma si sa, questi sono dettagli. Noi però la pensiamo diversamente ed a Luciani lo sfidiamo.

Vada l’ex assessore e lo dica nelle altre città d’arte che sono tutte pedonalizzate ed i cui commerci sono fiorenti e gli immobili non sono scatole vuote con le tristi scritte “affittasi”, immobili che neanche contribuiscono a pieno al gettito fiscale non ospitando più nessuna attività, e neanche, in questa città dell’austerity, sono fonte di occupazione lavorativa. Lo dica ai commercianti, c’era l’occasione nell’incontro per l’organizzazione di eventi e mobilità del periodo natalizio, ma non lo abbiamo visto, gli spieghi che non esiste l’acquisto d’impulso di chi passaggia spensierato ma che è solo l’automobilista a spendere. Lo dica ai residenti che a Natale assistono alle disperate carovane di auto fumanti alla ricerca della chimera del posto “gratuito” rimasto libero. Lo dica ai vigili costretti a bloccare gli accessi in piazza Cahen e far tornare indietro la gente su via della Stazione ingolfando il traffico e facendo maltrattare  la città sulla stampa e sui social network. E, visto che c’è, lo dica anche a quelli che trovano i posti occupati da chi ha il garage ma lo tiene libero perchè a Natale arrivano amici e parenti e così si appropria di un posto nelle strisce blu con la propria vettura, come fosse un cappello sulla sedia. Noi a costoro diciamo di lasciare la macchina in garage e far parcheggiare i parenti fuori dalla Rupe, ed usare i servizi pubblici, incluse le navette gratuite, per godersi spensieratamente Orvieto in tutta la sua bellezza, senza clacson, senza sprecare benzina, senza inquinare alcunchè.

Sul parcheggio gratis, i commercianti lo sanno molto bene, vince sempre il centro commerciale. Sulla passeggiata in centro invece vince la mobilità pubblica. Tantissime città d’arte lo fanno, perchè non cogliere l’occasione?

Se poi i commercianti volessero cogliere l’occasione di quest’iniziativa e fare pubblicità e volantini sullo shopping in centro girando con il pollicino penso che faremmo tutti un ottimo affare, tranne la politica dell’ex assessore, s’intende.

SbloccaItalia: Pd boccia proposta M5S

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SBLOCCA ITALIA. PD BOCCIA ODG M5S PER INTRODURRE QUANTIFICAZIONE DEI COSTI DI BONIFICA.

“Sulla scorta di quanto successo a Taranto con l’Ilva, abbiamo chiesto che in caso di passaggi di proprietà per le aziende con forte impatto ambientale, vengano stimati i costi ambientali connessi e siano fatte le giuste stime economiche per le bonifiche” afferma il senatore Stefano Lucidi (M5S)

m5s lucidi
“Una richiesta che se accolta avrebbe permesso una effettiva stima dei costi di risanamento ambientale, questione molto importante non solo per l’AST di Terni, ma per tutte quelle aziende che si trovano nel giogo delle multinazionali, le quali tutto fanno meno che tutelare gli interessi delle comunità interessate e dell’ambiente circostante – prosegue il senatore-.

Non solo la maggioranza ha votato contro, lo fatto anche un rappresentante del territorio come la senatrice umbra Valeria Cardinali. Non si capisce come mai non accolga favorevolmente una richiesta che arriva dalle comunità locali”

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Ad Orvieto Unioni Civili Ugualitarie

Unioni civili,

A pochi giorni dal quasi unanime pronunciamento del popolo a 5 Stelle sulla piattaforma online del MoVimento, ilM5S città di Orvieto, porta all’attenzione del Consiglio Comunale e della cittadinanza un provvedimento limitato alle questioni delle Unioni Civili. Si tratta dell’istituzione di uno speciale registro, ugalitario, tra le unioni di coppie con capacità matrimoniali (maggiorenni, non consanguinee, in grado di intendere e volere) senza distinzioni di sesso.

diritti alle coppie

Si tratta di una soluzione distinta da quelle della trascrizione dei matrimoni effettuati all’estero ed è un deciso adeguamento al fatto che in occidente ed in tutta Europa esistono istituti egualitari al matrimonio per coppie omosessuali o comunque il riconoscimento di diritti e doveri alle coppie di fatto siano esse etero che omosessuali. Precisiamo che questa istituzione non pregiudica in alcun modo i diritti acquisiti dalla famiglia tradizionalmente intesa in termini, ad esempio, di accesso ai benefici di legge ed ai servizi comunali.

Naturalmente dobbiamo affrontare il fatto che siamo un piccolo comune con potestà solo sull’ordinamento amministrativo, non siamo certo il Governo, non è quindi una espressione sulle soluzioni ideali che vorremmo avere in merito, ma siamo certi che avrà il suo peso politico.

Qui di seguito il testo della mozione. Continua a leggere Ad Orvieto Unioni Civili Ugualitarie

Effetti terapeutici del “Fiato sul Collo”

Quando i cittadini e le forze politiche di opposizione non si limitano a sterile protesta ma fanno sentire il proprio “fiato sul collo” a maggioranza ed Amministrazione può succedere, come riconosciamo esser successo, che le scale mobili della stazione riprendano a camminare e che il sito web del Comune smetta di andare su e già come un’altalena e resti raggiungibile weekend e fine settimana.

Riconosciamo quindi l’attuale intervento attivo dell’Amministrazione, e cioè che alcune cose, normali, rientrino nella normalità.

Non confondiamo però gli effetti del “fiato sul collo” con la buona politica, l’azione di denuncia e stimolo a reagire è solo un palliativo di alcuni sintomi.

proattività vs reattivitàLa migliore terapia per situazioni (pre) dissestate come quella Orvietana sarebbe, a nostro avviso, quella di fare scelte “partecipate”, in pratica che possano con un clic, od in un’assemblea, decidere i cittadini cosa fare dei beni pubblici e dei fondi in bilancio ma, in mancanza, saranno i rappresentanti eletti a dover portare fuori dei vincoli di bilancio la città, verso direttrici che riportino la centralità della crescita demografica e dello sviluppo sostenibile, valorizzando le nostre migliori caratteristiche ed esclusive peculiarità.

Come M5S i nostri capisaldi erano e restano risparmio, sviluppo e partecipazione. Su quelli non faremo mancare proposte, proattività ed appoggio, così come continueremo a denunciare le mancanze ed i disservizi NON occasionali in modo che l’Amministrazione non si “distragga” e curi la città. Il lassismo e la burocrazia che ne fa da paravento sono due brutte abitudini da lasciare nel baule dei ricordi del passato.La normalità è il minimo sindacale, Orvieto merita di più.

 

8X1000 Edilizia Scolastica: Comune non pervenuto.

Tra le tante cose merito del M5S in Parlamento, ricordiamo fatte da semplice forza di opposizione, c’è la norma per la quale i contribuenti possono destinare l’8×1000 Iperf all’edilizia scolastica. I cittadini che firmano la sezione Stato nel modulo della dichiarazione contribuiranno agli interventi che riguardano ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all’istruzione scolastica pubblica, e scusate se è poco.

Abbiamo pertanto formalmente interrogato l’Assessore Croce, competente per la Scuola, chiedendo: «se si sia proceduto a richiedere i fondi dell’8 X 1000 e per quali scuole/progetti ovvero il motivo per cui si sia scelto d’ignorare questa premiante opportunità.»

8x1000edilizia-scolasticaQui ad Orvieto, infatti, c’è bisogno d’interventi come più volte hanno segnalato i cittadini, e la stampa locale, ottenendo come risposta i rimpalli di responsabilità tra i vari enti; anche il M5S non vuole che vada persa quest’ennesima occasione per il lassismo ed il disinteresse della politica e la burocrazia delle istituzioni. Già da luglio, dopo l’insediamento della Giunta e l’assestamento e la familiarizzazione con i nuovi ruoli ed incarichi dei responsabili delle varie deleghe, avevamo interrogato l’assessore ad patrimonio, Vincenti, sugli immobili ad uso pubblico ed approvato, votando favorevolmente, le linee programmatiche del Sindaco Germani in special modo su “Sviluppo economico e sociale – Utilizzo degli asset – Azione di governance“. Poi la delega sulla scuola è passata alla Croce ed a Lei era necessario rivolgersi, e copia dell’interrogazione è stata inviata anche alla Presidenza del Consiglio Comunale ed al Sindaco Germani. Il punto è che quei denari arriveranno solo se opportunamente richiesti, e che la richiesta deve arrivare a prescindere di altre iniziative come “l’anagrafica dell’edilizia scolastica regionale” (annunciata per dicembre prossimo dalla Regione Umbria, quindi troppo tardi per accedere all’8X1000).

La scadenza per la presentazione della richiesta era il 31 ottobre e nessuna risposta è pervenuta dal Comune. Siamo già una di quelle regioni che sprecano e non ottengono i Fondi Europei, e per incapacità di spesa restituiscono fior di milioni mentre nel frattempo i cittadini le tasse le pagano, eccome se le pagano.

Orvieto deve invertire questa tendenza e le rassicurazioni, i tweet, a noi non bastano. Abbiamo chiesto i fondi oppure no?

Qui di seguito l’interrogazione del 23 ottobre: Continua a leggere 8X1000 Edilizia Scolastica: Comune non pervenuto.

Servizio navetta: edizione natalizia 2014

E’ durato fino a mezzanotte l’incontro tra cittadini, associazioni, imprese e Comune per l’organizzazione pubblica di manifestazioni, eventi e attività per il prossimo periodo natalizio, voluto dal City Manager, achitetto Olivadese.

Al di la del cartellone di eventi più o meno importanti, per il gruppo consiliare M5S, era essenziale focalizzare l’attenzione sulle questioni della mobilità e dei parcheggi e proporre soluzioni efficaci, in pratica di rivoluzionare il concetto di mobilità privata e pubblica durante il periodo delle festività natalizie. In passato, infatti, l’opzione di rendere gratuito il parcheggio in rupe non solo non ha portato benefici nell’accrescere i flussi ma è stato sfruttato in maniera poco civile da quei residenti e quelle aziende che si sono appropriati dei posti auto pur avendo garage e cortili per poi ospitare parenti e/o clienti. Quindi tale soluzione oltre essere inefficace ha creato un dannoso caos di nessun beneficio alla città. Su questo sono tutti concordi. Così come sono concordi sul mancato introito per le casse comunali dei proventi dei parcheggi.

Innovativa, ed accolta con grande interesse ed apprezzamento, la proposta del servizio “Parcheggia e giri gratis” illustrata dalla capogruppo M5S, Lucia Vergaglia, per incentivare i flussi commerciali, turistici e la libera circolazione della cittadinanza per le visite festive e religiose:

parcheggio in centro

«Riteniamo che nella necessità di creare la mentalità di un modus agendi secondo il quale nell’accesso al centro storico debba essere privilegiata la scelta della mobilità pubblica a fronte dei numerosi vantaggi che questa comporta e nella urgenza di valorizzare la capacità di accoglienza nelle aree predisposte per i parcheggi sotterranei, e fuori rupe, intendiamo mutuare le buone pratiche ed i buoni risultati di altre città d’arte europee che hanno scelto, nell’ambito di vaste operazioni di pedonalizzazione dei centri storici, la formula dei servizi navetta gratuiti nelle occasioni festive e negli eventi di grande richiamo

In pratica si sosta a pagamento in rupe e ci si sposta con gli autobus gratuitamente nelle direttrici dei parcheggi. I vantaggi sono tanti: si va dalla nuova linfa per il commercio permettendo gli spostamenti senza necessità dell’auto nel centro storico, con i suoi mercatini e con i suoi negozi della tradizione, si sostiene la vita sociale della città favorendo l’incontro tra parenti ed amici senza la necessità di spostarsi su quattro ruote, si favorisce un turismo a basso impatto che non punti a cercare il posto più vicino possibile ai monumenti, si offre ai visitatori la possibilità di girare spensieratamente senza doversi ricordare dove si è parcheggiata l’autovettura, si riducono i consumi, il traffico, l’inquinamento aucustico, i fumi, i microtamponamenti e si permette ai cittadini, ed a chi viene da fuori, di partecipare ai numerosi eventi in calendario semplicemente prolungando gli orari del servizio.

Tutto molto bello ma chi paga? Continua a leggere Servizio navetta: edizione natalizia 2014

Il Job Act, l’Ast ed il manganello.

Solidarietà ai lavoratori caricati dalla polizia a Roma. Un abbraccio alle loro famiglie per l’annuncio delle perdite di tanti posti di lavoro. Sostegno ai portavoce Angelica, Federico, Stefano, Tiziana e Valentina che erano con loro. Sdegno per un governo che sta mettendo la scritta “saldi” su quanto di buono c’è in Italia e costringe le forze dell’ordine ad aggredire militarmente cittadini che (ancora) pagano le tasse. Terni è l’Italia. La state ammazzando un poco alla volta, uno slogan alla volta, un crudele tweet per volta.

job act

Lettera aperta ad Andrea Sacripanti

Al presidente della III Commissione di Controllo e Garanzia del Comune di Orvieto, Sacripanti dott. Andrea.

sacripanti letteraEgregio collega,

Ruolo fondamentale delle forze di minoranza è l’attività di controllo e garanzia, principio cardine delle democrazie rappresentative evolute ed ufficio previsto e promosso dalla Costituzione repubblicana e dalla normativa vigente.

Tant’è che anche il nostro Statuto comunale prevede un’apposita commissione in tal senso la cui presidenza è espressa dai membri della minoranza tra i membri della minoranza. Tale scelta ha portato Lei a sedere sullo scomodo scranno di rappresentanza e decisionale per tale commissione, a Lei toccano le scelte di convocazione e sempre a Lei, in ultima istanza, la redazione dell’ordine dei lavori.

E’ noto che la scelta che ha portato Lei ad essere investito di tale responsabilità è stata duramente contestata dal MoVimento di cui la sottoscritta è portavoce per il semplice motivo che è avvenuta senza la nostra consultazione; ci fu, infatti, semplicemente comunicata dopo riunioni ed accordi tra i gruppi delle destre. Un punto di partenza non propriamente democratico, non il miglior viatico per chi dovrà farsi latore di istanze di rispetto delle minoranze e garanzia delle corrette procedure. Le nostre riserve sono agli atti ma ora, come recitava lo slogan elettorale che ha portato alla vittoria il sindaco Germani, bisogna “andare avanti”.

Innanzitutto, come M5S, intendiamo porre una questione pregiudiziale all’ordine dei lavori da Lei presentato avente quale unico punto “Stato di attuazione delle Mozioni e degli Ordini del Giorno approvati dal Consiglio Comunale”. Ad avviso della forza politica di cui la sottoscritta è portavoce è, infatti, fondamentale porre quale condizione principale la verifica del rispetto dello Statuto Comunale e dei regolamenti consiliari. Ad un simile ordine dei lavori apparirebbe evidente la palese violazione dello Statuto del nostro Comune il cui articolo 7 recita testualmente: “Il Comune di Orvieto si impegna a favorire il pieno rispetto e la pratica attuazione del principio delle pari opportunità tra uomini e donne nell’ambito della struttura amministrativa. Per questo fine il Comune istituisce una Commissione Comunale per le pari opportunità.”

Nonostante i numerosi i richiami all’amministrazione in relazione alla formazione della Commissione Pari Opportunità, sin dalla prima adunanza [link] del Consiglio Comunale, tuttavia questa non risulta ancora essere stata costituita e tanto, a nostro avviso, è materia da discutere in Commissione di Controllo e Garanzia ancor prima delle pur importanti attività di verifica su mozioni ed ordini del giorno.

Oltre a ciò, in ordine anche ai recenti accadimenti relativi alla fusione di alcune aziende a capitale pubblico, che hanno visto la nascita di Umbria Digitale Scarl, susseguitesi in sordina, quasi nell’inconsapevolezza di parte dei consiglieri ai quali non è stato dato tempo e modo corretto di approfondire ed analizzare correttamente quanto si andava a discutere, Le raccomando di porre in ordine dei lavori verifiche ed audizioni sulle partecipate del Comune e che per ognuna di queste aziende venga realizzato, dagli uffici competenti, un memorandum di sintesi ed un cronoprogramma delle attività “straordinarie” che potrebbero coinvolgere il Consiglio.

Sono personalmente ben coscente che quanto sopra si potrebbe lasciare all’attività di sindacato ispettivo di ogni singolo consigliere ma la raccomandazione che Le faccio è proprio quella creare le condizioni di cui sopra, in modo che si possa far lavorare i consiglieri, assieme, per il corretto funzionamento della macchina comunale.

In conclusione nell’augurare un’efficace attività di garanzia e controllo alla nascente Commissione da Lei presieduta voglia anche cogliere i migliori auguri di buon lavoro.

Lucia avv. Vergaglia
M5S Orvieto

Valutazione Ambientale necessaria per impianti biogas-biomasse

Come M5S siamo rivendichiamo con forza la nostra attenzione alla sicurezza ambientale e del territorio.

original_biogas_plantRecentemente l’Italia ha recepito le stringenti normative europee sugli impianti di cogenerazione a biogas e biomassa, questo dopo aver permesso che gli impianti di potenza inferiore al MegaWatt potessero essere posti in opera ed avviati con una procedura a minori controlli, una procedura nota come PAS.

A fronte di questa situazione normativa si trovano in quasi tutt’Italia impianti da 998 KiloWatt e c’è una vera e propria industria del borderline che contribuisce all’impiantistica che sfiora i limiti di legge nei quali scatterebbe la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), ovvero la procedura completa dei controlli e delle verifiche che sarebbero necessarie. La notizia è che adesso il limite del MegaWatt non esiste più ed anche gli impianti come quello in costruzione alla SAO andrebbero certificati con tale Valutazione.

C’è di più, sono già numerosi i ricorsi al Consiglio di Stato che hanno visto i comitati cittadini vincenti contro gli enti locali, che non si erano attivati, e le aziende dotate di autorizzazioni “semplificate” che la suprema corte ha semplicemente annullato. Per i giudici infatti “Ogni normativa contrastante con la normativa comunitaria in materia ambientale che impone la V.I.A. quale provvedimento volto a valutare la compatibilità degli insediamenti produttivi con le esigenze di tutela dell’ecosistema doveva pertanto essere disapplicata.”.

Nel recente bilancio dell’Amministrazione Germani, approvato senza i nostri voti e dopo il recepimento di questa Direttiva Europea, è addirittura segnato tra i maggiori incassi previsti dall’amministrazione una quota proveniente proprio dalla “compartecipazione su produzione biogas” per euro 19.000,00/anno. L’eventuale, ove necessaria, disapplicazione delle autorizzazioni creerebbe un buco nel bilancio aprendo anche una potenziale esposizione giudiziaria ai nostri Amministratori.

le-crete-globale

Come gruppo consiliare M5S Orvieto abbiamo posto la questione all’ordine del giorno con un atto di indirizzo volto ad avviare rapidamente il percorso di certificazione V.I.A., con tutti gli eventuali adeguamenti necessari, per gli impianti autorizzati solo con la procedura semplificata, dando mandato al Sindaco Germani, l’attuale detentore della delega all’ambiente, di relazionare al superamento del problema od entro febbraio 2015 (tre mesi) per valutare le eventuali iniziative necessarie, inculsa la disapplicazione delle autorizzazioni ed, infine, di comunicare quest’iniziativa alla Regione ed agli altri comuni del circondario di competenza dato che l’ambiente, si sa, non si ferma al cartello “Benvenuti ad Orvieto”.

L’obbiettivo è che si proceda subito alla Valutazione Ambientale per i nuovi impianti, mentre per quelli esistenti è invece il disapplicare le autorizzazioni solo a chi non superi la procedura di V.I.A. e non il semplice chiudere gli impianti operativi, cosa che causerebbe danni economici in piena crisi senza risolvere realmente il problema.

Qui di seguito l’atto di indirizzo presentato dalla capogruppo Lucia Vergaglia. Continua a leggere Valutazione Ambientale necessaria per impianti biogas-biomasse

diecimila buoni motivi per evitare gli sbagli

Lo scherzetto delle cartelle pazze ha già fatto delle vittime: la fiducia nel sistema informatico del comune, o della capacità di usarlo, ed i costi sostenuti per inviare le cartelle pazze della Tari, subito sospese dal Sindaco Germani.

cartellepazze orvietoGli errori capitano, succede di dimenticarsi le chiavi della macchina o la macchinetta da caffè sul fuoco troppo a lungo. Queste disattenzioni, questi sbagli si possono facilmente comprendere ed, a volte, giustificare ed accettare.

E’ difficile, invece, accettare gli sbagli sistemici, ripetuti per centinaia o migliaia di cittadini; sbagli commessi da una macchina comunale che comprende numerosi uomini e mezzi, per poi liquidarla come “problema software”. E che problema? Di programmazione? Il software fornito dalla Webred, non solo a questo comune ma praticamente a tutta la regione dove il fenomeno non è impazzato, non funzionava correttamente ed alla somma 2+2 dava risultato 7?

Oppure il software era stato istruito male e non era stato “programmato” per evitare di attribuire ulteriori voci della Tari ai box auto, ai magazzini attrezzi se posti in un numero civico od una via diversa da quella di residenza. Questo non è sarebbe un problema software, ma un errore d’impostazione e, potenzialmente, persino una roba da Corte dei Conti. Chi è dunque il responsabile?

E’ ancora più complesso difficile gli errori alla prima prova sul campo fiscale dell’Assessore Gnagnarini dopo che per anni è stato il fustigatore di Pizzo e della giunta Concina proprio sulla questione tributi.

Inoltre ricordiamoci che il problema delle cartelle incriminate non è una barzelletta, ha un costo per i cittadini ed un costo diretto ed indiretto per il Comune prossimo a quello dello sgravio dei buoni mensa per il secondo figlio eliminato da quest’amministrazione.

Si pensi che il solo invio degli F24 stampati per la Tari superava di costo i diecimila euro, diecimila euro e diecimila stampati che, ironicamente, sono finiti nella spazzatura, diecimila buoni motivi per non approcciarsi ora con superficialità alla risoluzione del problema.

Dopo il caos tariffe bus, gli aumenti dei biglietti del Pozzo di San Patrizio, la questione dell’imposta di soggiorno, il rifiuto del mantenimento degli sgravi mensa, il rifiuto dell’Isee come strumento di cerificazione patrimoniale per le tariffe ai cittadini ci si mette pure la capacità d’inanellare errori tecnici come questo della Tari a far dubitare della capacità della Giunta di affrontare l’amministrazione della nostra città.

All’Assessore Gnagnarini diciamo solo che se c’è un momento per prendere di petto i problemi e dimostrare d’avere i numeri dalla propria parte, ebbene, è proprio questo.

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