L’intervento dello specialista in prospezioni geofisiche, Piero Bruni, alla Commissione Petizioni dell’Unione Europea ha evidenziato tanti problemi, ma specialmente l’incapacità tutta italiana di procedere seriamente in termini di sistema invece che con tanti interventi slegati e contraddittori.
Una petizione, questa n.2191/2013, che è incentrata sul Lago di Bolsena ma focalizzata anche sul geotermico di Castel Giorgio, inserita in discussione grazie soprattutto all’intervento di Eleonora Evi, portavoce al Parlamento Europeo per il M5S. Ecco quello del geotermico è il punto che da vicino interessa noi orvietani, posti a stretto contatto con questi impianti sulla cui utilità, ed a detta di molti sulla cui sicurezza, ci sarebbe tanto da approfondire.
Come gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle non possiamo che cogliere l’occasione per riportare quanto prima la discussione sull’ambiente in Consiglio, confrontandoci con il nuovo assessore competente operante al posto dello scienziato prof. dott. Margottini, assessore all’Ambiente dell’era Concina, non appena il Sindaco Germani avrà deciso di nominarlo assegnando finalmente questa importante delega.In fondo è “soltanto” un anno che aspettiamo ma ci rendiamo conto che un candidato con la competenza tecnica e l’esperienza di campo di Claudio Margottini, uno con duecento e più pubblicazioni scientifiche sull’ambiente, che lavora in tutto il mondo e la cui capacità e rettitudine non è mai stata messa in discussione, è davvero difficile da reperire.
Ma lo sapete che secondo diversi studi più del 10% di ciò che finisce in discarica è composto da pannolini e pannoloni?
Il gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle, propone la riduzione a monte della produzione dei rifiuti attraverso l’adozione di buone pratiche e seguendo le normative e le direttive europee basate sulle più moderne e virtuose strategie note come principio delle 4R ovvero Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero, dove la Riduzione e la prevenzione dei rifiuti vanno considerate come prioritarie anche rispetto alla raccolta differenziata.
Ne abbiamo parlato a lungo in campagna elettorale e, non potendo attivare direttamente quanto nel nostro programma, siamo costretti a presentare ogni strategia un piccolo pezzo alla volta. Nel puzzle di #PiccoliPassi che comporrà tutta la nostra azione politica ed istituzionale oggi ci sono anche i pannolini lavabili. Ne abbiamo parlato con Serenella Bartolomei, di Ecologic Point, nostra candidata portavoce alla regione Umbria.
La diffusione dei pannolini lavabili, secondo il nostro punto di vista, su larga scala consentirebbe importanti risparmi di materie prime, ma a livello comunale o di area vasta, in particolare alla zona sociale 12 a cui appartiene Orvieto, risparmierebbe l’introduzione in discarica di tonnellate di rifiuti, con minori costi da parte dei cittadini sui costi di conferimento.
Occorre ricordare che pannolini “usa e getta”, già nelle fasi di produzione, consumano ingenti risorse e inquinano l’ambiente (consumo di cellulosa, acqua ed energia, sbiancanti chimici, materie plastiche, ecc..); secondo la letteratura tecnica per produrre pannolini per un solo bambino (che ne utilizza circa 6000 nei primi tre anni di vita) si richiede una quantità di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi e che la loro degradazione, che avviene in non meno di 500 anni, rilascia nell’ambiente svariate sostanze chimiche nocive, tra cui il poliacrilato di sodio, stagno tributile (TBT), diossina, xylene, ethylbenzene, e isopropylene.
Viceversa i pannolini “lavabili e riutilizzabili” rappresentano una scelta rispettosa dell’ambiente e, secondo molti, anche della salute degli stessi bambini; i benefici sono infatti molteplici poiché evitano l’esposizione ed il contatto con le suddette sostanze non naturali, migliorano la traspirazione delle zone genitali, migliorano notevolmente la percezione delle funzioni fisiologiche e contribuiscono, per le loro dimensioni maggiori, al mantenimento della posizione ottimale per il corretto sviluppo dell’articolazione delle anche.
Per questi motivi già molti comuni italiani hanno scelto di incentivare la diffusione dei pannolini lavabili con vari approcci: si va dalle campagne di informazione e sensibilizzazione ai sostegni diretti alle famiglie, attraverso la distribuzione di kit prova omaggio, rimborsi sugli acquisti dei pannolini lavabili, l’introduzione nei nidi comunali, convenzioni con le farmacie, esenzione totale o parziale delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti.
Tutte forme di incentivi che, in questo particolare periodo storico, costituirebbero un sicuro sostegno socio-economico alle famiglie che potrebbero così risparmiare importanti somme, se consideriamo che per un bambino si spendono in media circa 1650 euro per i pannolini nei primi 2/3 anni di vita, contro i 3/400 euro circa (dipende dai modelli e dalle marche) di quelli lavabili, senza contare che si possono eventualmente riutilizzare per altri figli, raddoppiando i risparmi.
Per fare il quadro completo, non limitandoci all’orticello di casa, non possiamo ignorare che il bilancio “ecologico ed economico” tra le due tipologie di pannolini, anche tralasciando l’aspetto legato ai rifiuti, risulta nettamente a favore di quelli lavabili. In particolare se consideriamo i consumi idrici ed energetici dovuti al lavaggio dei pannolini in lavatrice non risultano superiori a quelli del ciclo vitale-produttivo dei pannolini usa e getta; se poi consideriamo l’utilizzo di lavatrici ad alte prestazioni energetiche, a pieno carico e a temperature medie, consente di spostare nettamente il bilancio idrico ed energetico a favore dei pannolini lavabili.
Il M5S Orvieto esporrà questa proposta al Consiglio Comunale, siamo certi col sostegno trasversale sia della maggioranza attuale che dell’ex maggioranza, per prevedere nel bilancio preventivo risorse per avviare e sostenere progetti di promozione ed incentivazione per l’utilizzo dei pannolini lavabili, nelle forme che si riterranno più idonee, insieme alla necessaria informazione sui vantaggi per i bambini, per le famiglie e per l’ambiente.
La politica non è solo grandi balzi ma soprattutto piccoli passi.
La Giornata della Terra (in inglese Earth Day), è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Le nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera,
Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo ad un appello del senatore statunitense Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica, grande, manifestazione sotto la bandiera della difesa del nostro pianeta.
Tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal reddito, hanno diritto di vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile. La Giornata della Terra si basa saldamente su questo principio.
Da movimento, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.
In questi giorni insistiamo nel proporre soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la fine della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.
Nel nostro piccolo questo modo di fare influenzerà, e non poco, la nostra proposta amministrativa per i territori locali a cominciare dalle scelte di decrescita e tutela ambientale.
Ancora una volta, come MoVimento 5 Stelle Orvieto, ci preme osservare che mentre a chiacchiere tutte le forze politiche locali, ed i candidati alla regione, sono per un ambiente sano ed un’economia sostenibile nei fatti:
Il Comune non ha anticipato, programmato ed organizzato alcun evento in ordine alla Giornata Mondiale della Terra.
I fondi in arrivo per le Aree Interne vengono presentati come leva per l’apertura di un nuovo casello autostradale (Orvieto Nord) e per la conclusione della Complanare. In pratica vengono dirottati al “consumo di suolo” che in una zona idrogeologicamente fragile è sempre un male.
I lavori di messa in sicurezza dell’alveo fluviale si limitano ad un sistema di argini e vincoli al fiume stesso, alla faccia di quanto vorrebbe una sana politica di sostenibilità nel tempo.
Non c’è ancora un assessore all’Ambiente. Il Sindaco non ha ancora dato la delega per quest’importantissima voce dell’amministrazione locale che una volta era in mano allo scienziato Margottini; ciò, a quasi un anno dalla propria elezione e considerato quante altre deleghe ha distribuito a pioggia, desta legittima preoccupazione.
Orvieto ha una superficie di quasi 250 chilometri quadrati (due volte e mezzo la città di Napoli, per intenderci) con soli ventimila abitanti, pertanto potrebbe essere l’esempio di resilienza e sostenibilità. Tuttavia non lo è, e non vediamo in programma alcuna iniziativa in tal senso. Il lassismo che da tempo denunciamo si concretizza in omissioni e futili autocelebrazioni come abbiamo dimostrato nell’ultimo inconcludente Consiglio Comunale e nell’azione amministrativa.
Oggi ancora un’occasione persa per Germani e per la qualità di proposta sia dell’ex maggioranza (anch’essa deficitaria, eccezion fatta per sporadiche azioni di alcuni degli ex assessori come Brugiotti e Margottini) che di quella attuale assolutamente impantanata in attesa di “salvifichi” interventi come il programma Barca “Aree Interne” o la legge mancia in arrivo dalla regione a sostegno dei centri commerciali naturali ovvero dei commercianti dell’investimento in decoro urbano nei borghi.
Geotermico, megaeolico, la proposta del sindaco di Parrano di destinare la progettualità di “Aree Interne” sulla diffusa riqualificazione delle stalle per l’autoproduzione di BioMetano da immettere direttamente in rete gas stroncata sul nascere, la green card che è un permesso di traffico nelle ztl con le auto elettriche scavalcando i diritti dei residenti e togliendo opportunità ai commecianti per favorire ditte private… potremmo andare avanti a lungo per elencare le deficitarie manchevolezze dell’amministrazione in questa Giornata della Terra e per proporre soluzioni davvero alla portata. Ma non è solo questo il nostro ruolo d’opposizione, di minoranza della minoranza. Oggi il nostro ruolo è anche di essere la coscienza ambientalista che manca sia a destra che sinistra da troppo tempo e semplicemente stigmatizzare che il tema dell’Ambiente con la a maiuscola lo hanno portato tutti in campagna elettorale ma poi qui, tirando le somme, non lo ha mai praticato per davvero nessuno di loro.
In questa puntata si parla di rifiuti e di energie (più o meno) rinnovabili con la nostra portavoce Lucia Vergaglia, Ciro Zeno (PdCI), Enrico Brugnoli (CNR) e Stefano Cimicchi (ex Sindaco di Orvieto, imprenditore in impinati a biomasse), conduce Alessandro Li Donni, contributi di Claudio Lattanzi (La Nazione) e Leonardo Brugiotti (ex Assessore giunta Concina).
Nei quasi trecento chilometri quadrati del territorio orvietano ci sono tantissime meraviglie ed aree speciali e suggestive che in altri luoghi sarebbero attrazioni turistiche grandemente pubblicizzate e valorizzate.
Ad esempio il percorso bianco che porta alle fonti Tione, e le fonti stesse, sono sicuramente un punto di riferimento per gli orvietani, e non solo, che amano la natura ed il paesaggio, il birdwatching o semplicemente passeggiare. Una zona pulita e fuori dai circuiti turistici tradizionali, una di quelle piccole sicurezze che diamo per scontato.
Le cose però sono cambiate da quando gli stabilimenti Tione hanno chiuso, e con loro si è interrotto il flusso costante dell’acqua sorgiva anche alle fontanelle pubbliche di Sugano. Così in molti hanno cominciato a raccogliere l’acqua direttamente in sorgente, con auto grandi per riempire molte cassette di bottiglie, od addirittura con camioncini, in quella piccola oasi.
Le conseguenze sono evidenti, il muretto a valle della sorgente lesionato dai paracarri, le reti divelte, falò per riscaldarsi ed asciugarsi, rifiuti e bottiglie rotte. Insomma una situazione di degrado iniziale che potrebbe peggiorare rapidamente se non si trova una soluzione. Una brutta cartolina dalla nostra città, ennesima conseguenza di una crisi più grande che ha impatti e strascichi anche dove i presunti esperti meno se lo aspettano, ma dove qualunque anziano delle frazioni o le massaie od i bambini lo darebbero per scontato.
Già in settimana scorsa abbiamo depositato un’interrogazione all’Assessore Croce, ViceSindaco di Orvieto e titolare della delega agli Affari Legali del Comune, un’interrogazione relativa ai nostri diritti sull’acqua sorgiva data in concessione a Tione srl nel momento in cui la parte d’uso pubblico non viene più fornita. Abbiamo già segnalato la situazione ai vigili e denunciamo pubblicamente lo stato di abbandono dell’area della sorgente e ne chiediamo un minimo di ripristino ed attenzione.
Purtroppo alcune cose le possiamo fare, per le altre occorre l’interessamento dell’Amministrazione ed un certo esercizio politico e civico per non essere semplicemente reattivi al governo dell’emergenza, agli stimoli delle caste, ma proiettati alla crescita sostenibile ed allo sviluppo, vicini ai cittadini ed alla comunità. Ben venga quindi il Sindaco che incontra le persone dopo il sorgere di un problema, ma noi ricordiamo anche che “prevenire è meglio che curare”
Bisogna ripartire dai fondamentali: l’ambiente è una realtà dinamica.
Negli ultimi anni abbiamo avuto decine di alluvioni, alternate a siccità prolungate fino alla micidiale esondazione del Paglia nel 2012 che non ha fatto vittime solo per la fortuna nell’orario e nella prontezza di spirito di coloro che sono stati direttamente coinvolti.
Non ci ha salvato un sistema d’allarme, un piano di protezione civile condiviso e per le esercitazioni dei cittadini. Niente di tutto questo. In ordine sparso si sono salvati tutti, in ordine sparso i giorni seguenti gli angeli del fango, in gran parte studenti minorenni, hanno ripulito e riordinato strutture che potevano essere pericolanti in condizioni di sicurezza non asseverate da nessuna autorità e sempre in ordine sparso sono partiti una serie di provvedimenti tampone e di incontri con le realtà alluvionate frutto certamente di buona volontà ma prive di una catena chiara di responsabilità.
Sono passati anni, si è cercato di mettere ordine nella vicenda, c’è un gran parlare di coinvolgimento delle associazioni, della società civile e degli studiosi. Di fare sistema, di Contratto di Fiume sul modello Lombardo, di gestione del bacino idrografico del Paglia come sistema, come insieme, e alla fine cosa abbiamo?
Gli stracci che volano nel partito di maggioranza, i rimpalli di responsabilità con i partiti d’opposizione, un autentico topolino il progetto degli argini presentato dalla montagna, dalla conferenza dei servizi, e le associazioni più o meno ambientaliste a vario modo coinvolte nella vicenda con le accuse di essere parte del problema. Ecco cosa abbiamo.
Il M5S orvietano non può che bocciare una politica degli argini e del tentare improbe “risagomature” del fiume. Questo a maggior titolo considerando che l’area di espansione del Paglia è ridotta e costretta anche dalla complanare e di conseguenza altezza e velocità di un evento di ritorno non saranno compatibili con il modello 2012 ma saranno decisamente più catastrofiche.
Invece si va per fare argini. Spesa dettata dall’esigenza di proteggere aree rese edificabili ed occupate da immobili e capannoni costruiti con idee e metodi degli anni dei condoni edilizi, in piena area alluvionale o sul rilevato fluviale stesso. Adesso a loro va anche il premio di svariati milioni di euro di fondi pubblici, di tutti, soprattutto di chi ha costruito in maniera virtuosa e senza intenti speculativi, per creare “protezioni” a ciò che doveva essere altrove. Continua a leggere Arginare la speculazione, non il fiume.→
Siamo in Italia, è normale, la gente tutto sommato lo sa e lo considera abbastanza naturale. Si sa bene che così dovrebbe essere anche a Castel Giorgio… o no?
Nossignori, Castel Giorgio è stata recentemente declassificata come rischio sismico dalla Regione Umbria praticamente in contemporanea alla presentazione del progetto pilota, con Renzi divenuto progetto “strategico”, dell’impianto geotermico diITW & LKW Geotermia Italia S.p.A. di cui abbiamo già discusso a lungo.
Questo significa che dovrebbe comportarsi in modo diverso da zone con più elevato rischio sismico come quelle soggette allo sciame tellurico di questi giorni. Non è così. I terremoti se ne fregano della nuova classificazione regionale presentata in contemporanea a questo imponente progetto geotermico.
A questo punto dobbiamo richiedere alla regione urgentemente di rivedere quella classificazione sismica del territorio orvietano, di Castel Giorgio e dell’Alfina in particolare, alleggerita “ad orologeria” soprattutto in vista delle attività relative alle centrali geotermiche sperimentali “sposate” quali strategiche dal governo Renzi che insisteranno proprio sul bacino idrico potabile dell’Alfina. Bacino il quale verrà messo ulteriormente a rischio dalle attività connesse al progetto e dagli sciami sismici indotti dalla immissione di fluidi in profondità. Con la certezza di veder aumentare le percentuali di componenti chimiche, come l’alluminio, che rendono imbevibile questa preziosa risorsa.
Dal nostro punto di vista, con l’avvicinarsi delle elezioni regionali questo delle crisi ambientali locali diventerà sicuramente uno dei temi di riferimento e francamente la mercificazione del territorio calata così dall’alto e sottratta al controllo dei cittadini è una roba brutta su cui non vorremmo dover fare campagna elettorale.
Il bacino geotermico dell’Alfina deve essere tutelato al massimo possibile, a cominciare dal rispettare la sua naturale sismicità.
Il M5S è da sempre favorevole ad una cogenerazione ed una produzione di energia pulita. Questo è uno dei capisaldi della politica energetica che promuoviamo da sempre assieme alla gestione intelligente delle reti ed alle tecnologie del basso consumo. Oltre a ciò effettua un’azione normativa e di applicazione stringente delle buone norme e delle buone pratiche per un ambiente pulito e sano mantenendo sostenibile lo sviluppo ed il progresso della nazione. Sul territorio siamo recentemente intervenuti sull’argomento degli impianti a BioGas e BioMasse anche di piccola taglia.
L’Italia è il paese della creatività e del marketing, dove gli inceneritori diventano “termovalorizzatori”, la benzina è “verde” ed il trattamento dei rifiuti diventa “bio”. In Europa le cose vanno diversamente, la propaganda mediatica esiste anche negli altri paesi ma è ben bilanciata da un servizio pubblico limpido, da una diffusione delle informazioni trasparente ed anche da un sistema scolastico molto attento anche alle discipline tecniche e scientifiche qui considerate troppo spesso subordinate a quelle artistiche od umanistiche; i cittadini di quei paesi hanno paradossalmente un maggior bagaglio culturale per recepire le informazioni tecnico scientifiche e fonti ben più affidabili. Non è un caso quindi che la direttiva europea sia da sempre stata chiara sulla necessità obbligatoria della valutazione d’impatto ambientale, detta V.I.A., anche per gli impianti a BioGas e BioMasse, indipendentemente dalla potenza dell’impianto, mentre qui in Italia, per sburocratizzare, questa procedura veniva saltata per gli impianti di potenza inferiore al MegaWatt. Ovviamente siamo stati castigati dall’Europa ed ora l’obbligo è recepito anche in Italia ma molti impianti erano già partiti senza la necessaria valutazione.
Il M5S locale ha chiesto ed ottenuto all’unanimità che nel Comune di Orvieto si procedesse:
a porre in essere la corretta serie di buone pratiche volte al controllo e alla verifica della regolare applicazione della Direttiva stessa, ovvero ad attivarsi affinchè i proprietari ed i gestori degli impianti a biogas/biomasse presenti sul territorio ancor prive del V.I.A. siano, entro venti giorni, intimati per procedere alla messa in regola;
al verificare lo stato di avanzamento informando il Consiglio sull’eventuale risoluzione del problema;
a relazionare durante la prima seduta utile del febbraio 2015 in merito al raggiungimento dell’obiettivo richiesto dalla normativa o delle azioni ulteriormente necessarie;
a trasmettere alla Regione Umbria ed agli altri Comuni della Regione Umbria copia dell’atto di indirizzo medesimo con specifico invito ad accogliere localmente la Direttiva 2011/92/UE così come recepita nella legge 116/2014;
Una precisa posizione a favore della sicurezza ambientale e del rispetto del nostro territorio, una chiara manifstazione di volontà che l’Umbria resti il cuore verde, per davvero, dell’Italia.
E’ durato fino a mezzanotte l’incontro tra cittadini, associazioni, imprese e Comune per l’organizzazione pubblica di manifestazioni, eventi e attività per il prossimo periodo natalizio, voluto dal City Manager, achitetto Olivadese.
Al di la del cartellone di eventi più o meno importanti, per il gruppo consiliare M5S, era essenziale focalizzare l’attenzione sulle questioni della mobilità e dei parcheggi e proporre soluzioni efficaci, in pratica di rivoluzionare il concetto di mobilità privata e pubblica durante il periodo delle festività natalizie. In passato, infatti, l’opzione di rendere gratuito il parcheggio in rupe non solo non ha portato benefici nell’accrescere i flussi ma è stato sfruttato in maniera poco civile da quei residenti e quelle aziende che si sono appropriati dei posti auto pur avendo garage e cortili per poi ospitare parenti e/o clienti. Quindi tale soluzione oltre essere inefficace ha creato un dannoso caos di nessun beneficio alla città. Su questo sono tutti concordi. Così come sono concordi sul mancato introito per le casse comunali dei proventi dei parcheggi.
Innovativa, ed accolta con grande interesse ed apprezzamento, la proposta del servizio “Parcheggia e giri gratis” illustrata dalla capogruppo M5S, Lucia Vergaglia, per incentivare i flussi commerciali, turistici e la libera circolazione della cittadinanza per le visite festive e religiose:
«Riteniamo che nella necessità di creare la mentalità di un modus agendi secondo il quale nell’accesso al centro storico debba essere privilegiata la scelta della mobilità pubblica a fronte dei numerosi vantaggi che questa comporta e nella urgenza di valorizzare la capacità di accoglienza nelle aree predisposte per i parcheggi sotterranei, e fuori rupe, intendiamo mutuare le buone pratiche ed i buoni risultati di altre città d’arte europee che hanno scelto, nell’ambito di vaste operazioni di pedonalizzazione dei centri storici, la formula dei servizi navetta gratuiti nelle occasioni festive e negli eventi di grande richiamo.»
In pratica si sosta a pagamento in rupe e ci si sposta con gli autobus gratuitamente nelle direttrici dei parcheggi. I vantaggi sono tanti: si va dalla nuova linfa per il commercio permettendo gli spostamenti senza necessità dell’auto nel centro storico, con i suoi mercatini e con i suoi negozi della tradizione, si sostiene la vita sociale della città favorendo l’incontro tra parenti ed amici senza la necessità di spostarsi su quattro ruote, si favorisce un turismo a basso impatto che non punti a cercare il posto più vicino possibile ai monumenti, si offre ai visitatori la possibilità di girare spensieratamente senza doversi ricordare dove si è parcheggiata l’autovettura, si riducono i consumi, il traffico, l’inquinamento aucustico, i fumi, i microtamponamenti e si permette ai cittadini, ed a chi viene da fuori, di partecipare ai numerosi eventi in calendario semplicemente prolungando gli orari del servizio.
Lo avevamo in programma, lo abbiamo chiarito diverse volte e lo ribadiamo.
Le solite false promesse da mercante sul geotermico speculativo
Le proposte d’impianti geotermici sul nostro territorio non ci interessano, per i cittadini i guadagni sono bassi, l’impatto ambientale alto, il rischio potenziale catastrofico, il prof. Barberi venuto per rassicurarci a Castel Giorgio è finito da inquisito a condannato ed infine le ricadute lavorative sono risibili. Del resto noi da sempre siamo per risparmio e cogenerazione. La nostra posizione è stata ribadita anche al panorama locale delle associazioni ambientaliste, anche a quelle che hanno “sponsorizzato” altra lista piuttosto che il M5S individuando altri interlocutori.
Noi quindi, in vista dell’incontro ad Orvieto di domenica 5, contro il geotermico speculativo, ribadiamo la nostra posizione politica, chiara e circostanziata e ricordiamo che non vogliamo rivendicare le altrui iniziative, e tanto lo facciamo d’intesa con i nostri portavoce parlamentari con cui siamo in continuo contatto ed in sintonia, contemporaneamente, al blog nazionale del MoVimento 5 Stelle.
Da parte nostra è depositata un’interpellanza al Sindaco Germani, che tuttora ha la delega all’ambiente, e porteremo la questione in II Commissione già domani in modo che, se possibile, il Consiglio Comunale di Orvieto già da lunedì possa esporre una posizione chiara e, speriamo, concorde: l’ambiente appartiene a tutti noi ed è prezioso per noi, sia ben chiaro che lo difenderemo.
Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. H. Marcuse