Riceviamo e riportiamo dal gruppo M5S del Senato della Repubblica.
Se son rose fioriranno. Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto una piccola vittoria al Senato. Nella discussione del decreto IMU, al Senato era stato presentato un emendamento che prevedeva che la commisurazione della tariffa rifiuti fosse calcolata esclusivamente sulla base delle quantità e qualità dei materiali post consumo prodotti. Il tutto in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti. Più ricicli meno paghi. Il percorso verso la tariffa puntuale già attuata in tantissimi Comuni italiani dove è in vigore la raccolta differenziata porta a porta.
Il Governo si è detto favorevole all’emendamento e lo ha fatto proprio, “impegnandosi a rivedere l’imposta sui rifiuti al fine di riportarla ad una tariffa sulla effettiva produzione”.
Ora la palla passa al Governo. Il Movimento 5 Stelle vigilerà che quanto promesso ed accolto in Aula da parte dell’esecutivo diventi realtà. Non bastano gli impegni e le promesse. Serve andare verso la tariffa puntuale dei rifiuti. Con i fatti.
Aggiungiamo, qui da Orvieto5Stelle, che nel programma in preparazione per le prossime amministrative (http://orvieto5stelle.com/programma/) la tariffa puntuale sarà uno dei capisaldi della gestione rifiuti, con l’obbiettivo di premiare i meritevoli e far pagare chi alla comunità costa di più.
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Da tempi non sospetti la posizione del M5S era chiara e condivisa. Un bell’esempio
Anche quest’anno abbiamo esaurito tutto il budget. Le risorse che il nostro mondo è in grado di produrre in un anno in modo sostenibile sono andate. KAPUT!


“Oggi è la Giornata Mondiale della Terra. Facciamo sempre una giornata di festa per ciò che non rispettiamo. La giornata dell’infanzia, la festa della donna, quella dell’anziano…”
Per la verità la comunità scientifica vorrebbe limiti molto più stringenti ed Orvieto si attesta sui 6/8 μg/lt, con concentrazioni leggermente maggiori per chi è fornito dalle sorgenti del Sasso Tagliato, sono livelli di legge, d’accordo, ma sono troppo prossimi di quelli nell’area di pericolo secondo università e medici, questo va ancora oggi tenuto presente. Non è certo “qualità ottimale”.