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Commenti Comunali sul 2012

Marco Frizza, presidente del Consiglio Comunale di Orvieto, ha tracciato un bilancio delle attività poste in essere nelle 22 sedute di quest’anno. Un bilancio sul quale si dovrebbe rispondere parola per parola e nel contenuto, e dovrebbe farlo o poterlo fare ogni cittadino.

gonfaloneRaramente però può accadere, molto raramente, ed in generale in occasioni informali. Ovviamente le sedute sono state pubbliche e non nego alcuni interventi di grande valore, sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Tuttavia è palese la mancanza di contatto con il tessuto della città di quanto avviene in consiglio, lo scollamento è evidente. Al di la dello snocciolare i temi discussi nei singoli momenti consiliari si sarebbe dovuto guardare alla qualità dei risultati. Quelli considerati positivi sono retromarce, un rivedere le decisioni precedenti prese dagli stessi consiglieri, il dimezzamento delle tariffe dei parcheggi, il continuo cambiare il piano traffico ne sono solo gli esempi più evidenti ed il no al terzo calanco sono gli esempi più evidenti.

In pratica, a parte il recepimento di decisioni d’altre autorità, non Orvietane, su alcuni asset democratici strategici come il Tribunale e l’Asl, ed a parte la triste decisione di mettere infrastrutture territoriali poderose fuori dal controllo della cittadinanza, come la (ex) caserma, l’attività consiliare è stata tutto un decidere, agire per poi ripensarci e tornare sui propri passi; forse potremmo dedurre che tempo e denari non manchino qui in Orvieto a giudicar da tanto fare, n’est pas?

Ebbene, caro presidente, forse avreste potuto ipotizzare una via alternativa che Vi avrebbe risparmiato il fare scelte in contrasto con quelle della Vostra cittadinanza. La via più elegante, la conosce bene, si chiama Bilancio Partecipativo e permette a tutti i cittadini d’intervenire nelle scelte tattiche e strategiche prima di stendere un bilancio preventivo, così si evita quest’assurda tela di Penelope del fare e disfsare che i cittadini, oggi, prima pagano e poi subiscono. A Parma, un sindaco a 5 Stelle appena eletto lo ha subito reso possibile, in 200 giorni tutta la cittadinanza è stata coinvolta ed ha partecipato. 200 giorni…

A Città di Castello

Nella giornata di sabato 5 gennaio 2013, ci ritroveremo in P.zza Matteotti a Città di Castello, l’antica e bellissima Tifernum Tiberinum, per ringraziare tutti coloro che con il loro impegno hanno difeso la democrazia costringendo, con una forte pressione civica, a queste elezioni, costringendo la casta a creare un vero inferno mediatico fingendosi tutti contro tutti, accreditandosi percentuali bulgare in sondaggi risibili, e copiando, assurdamente, lo stesso programma del 5 Stelle pur di rimanere attaccati alle poltrone. Ah, se sarà un piacere.

Città di CastelloSaremo felici di condividere insieme, con quanti lo vorranno, il cammino da noi intrapreso.Ci saremo anche noi da Orvieto per dare una mano, ad informare ed a rispondere a qualche domanda come queste selezionate tra le tante che che ci giungono:

Perchè comprare nelle nostre città chilometro zero? Per motivi ecologici? Per non prendere l’auto?

No. Non per questo, sono vantaggi ma i 10 buoni motivi che proponiamo, tra i molti altri, sono questi.

  1. Perché sono nostri e Vostri Concittadini
  2. Perché sono vicini
  3. Perché collaborano nelle attività locali, nella vita locale
  4. Perché ai politici interessano più le realtà distanti ed internazionali
  5. Perché pagano sempre più tasse e sostengono il territorio
  6. Perché i nostri quartieri saranno sempre più brutti, deserti ed insicuri senza il commercio
  7. Perché nel commercio locale incontriamo le migliori personalità e professionalità
  8. Perché è il commercio che mantiene vivo il calore del luogo
  9. Perché senza il commercio locale molta gente sarà disoccupata o costretta al pendolarismo
  10.  Perché vogliamo le realtà locali più umane e più dignitose della vita e delle persone

Se vi par poco… Continua a leggere A Città di Castello

La città dei Sogni

La città dei sogni“Non si può governare una città senza sogni, senza idee, senza strategia, senza utopia, senza una visione. Non si può amministrare una città con approssimazione, incuria, mancanza di prospettive. Non si può dirigere un municipio immaginandolo un’isola, scollegato dal territorio, dai vicini, dalla nostra Nazione e dall’Europa. Non si può custodire una località senza rispettare, conservare, valorizzare e diffonderne lingua e tradizioni locali. Non si può vigilare sulle ricchezze locali e sui propri concittadini senza coraggio, senza scelte, senza intelletto. Non si può far progresso di un paese senza favorirne e promuoverne le migliori caratteristiche, gli aspetti più esemplari, le storie più meritevoli.

Di colui che occupa una poltrona come se fosse lì per caso, come se dovesse solo tenere in ordine una stanza, come se dovesse solo aggiungere un divieto, una telecamera, privatizzare un servizio e tagliare qualche diritto, noi, non vogliamo più saperne…”

Qui, ora, ovunque, sempre.

Bilancio di fine d’anno (blob 2013)

Orvieto, la crisi ed il turismo che non c’è al ritmo di Santuario si, Santuario no. Riassetto delle viabilità “avanti Savoia”, si passa in piazza della Repubblica, adesso non più si va da Piazza del popolo a piazza delle Erbe anzi no tutto al contrario, si va a porta Romana anzi no, facciam così: “indietro Savoia”. Mi gira la testa.

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Ma i parcheggi per gli orvietani, aumentano, ma costano, spariscono dalla caserma, ma quelli eran gratis, fai l’abbonamento al sotterraneo, mensile annuale anzi annuale ma per 17 ore su 24 così ogni giorno devi spostare l’auto, anche se sei malato, anche se sei stanco, anche se sei in ferie. Che mal di testa, ma ci sono i saluti; addio, addio alle università, addio centro studi, restano gli asili nido, pero aumentano i costi, raddoppiano gli sforzi del personale del nido, alcuni salteranno i pasti, alla materna il buono mensa si prende in banca, come fosse un mutuo, così imparano sin da piccoli, ne parliamo al bilanco, anzi no, i bilanci son votati votati dall’opposizione mentre la maggioranza si smonta e dimette un pezzo alla volta, intanto per legge il Tribunale va a Terni, che non è più provincia, anzi si, che mal di testa ho bisogno di un cachet, vado in farmacia, no non puoi l’abbiamo venduta, anzi no, intanto il comune, quindi anche io, denuncia il personale della farmacia comunale, perchè vien venduta? Non lo sai i privati lavorano meglio. Quindi era in passivo? No, era in attivo sennò chi se la comprava? Che mal di testa, che casino ma c’è già il jazz? No,Umbria Jazz va in serie B secondo la regione, anzi no, forse si ma si fa lo stesso. Che mal di testa mi manca la terra da sotto i piedi. Hai ragione lentamente frana, come lungo la salita, vicino al bar Igloo, riaffiorano anche tufi etruschi e nuovi pozzi, ma con una colata ed un muretto metteremo tutto a posto. Che mal di testa, cos’è questo rombo? Arriva l’alluvione, fortuna che ha travolto solo i mezzi, un’ora dopo e prendeva i bimbi che andavano a scuola, abbiamo culo, un grandissimo culo, non eravamo attrezzati, a sfangare ci hanno pensato i ragazzi delle scuole, e mentre loro scavavano per fortuna i capannoni hanno retto, nessuno aveva controllato ma hanno retto e non ci sono stati incidenti, abbiamo culo, un grandissimo culo, i vestiti coloratissimi dei ragazzi sono diventati tutti grigio fango ma sorridono felici, mentre quei tipi? Quelli coi vestiti gialli? Quelli gialli gialli? Belli visibili, lindi, senza macchie di fango? Non so… chi ha uniformi gialle qui ad Orvieto? Che mal di testa. Hai fatto l’abbonamento al parcheggio? Si, sennò era un casino dopo la chiusura dei parcheggi gratuiti e poi bisogna che con quei costi si coprano le spese di realizzazione e mantenimento dei parcheggi a pagamento, ma siamo pochi, in quanti lo abbiamo fatto? Non saprei ma è dimezzato. COSA? Mi levi il parcheggio gratis per costringermi a fare l’abbonamento e adesso? Quello che arriva adesso paga la metà? E non sei contento? Significa che adesso per coprirne i costi i soldi verranno presi con le tasse, a questo punto lasciavamo quello gratuito, no? Monti dice che ha salvato l’Italia e che si può pensare alla crescita, l’amministrazione locale che dice? Mi pare “Abbiamo salvato Orvieto, adesso pensiamo alla crescita….”
Che mal di testa, che mal di testa…

Fanello fermo con le 4 frecce

Ricordate? Pronti per marzo 2012

Il centro commerciale del Fanello avrebbe dovuto esser pronto per marzo 2012, avremmo potuto gioire di un cinema multisala di ultima generazione ed avremmo avuto ricadute economiche e lavorative su tutto il territorio.

orvieto-mossa-del-palio-immobiliareSiamo invece in presenza di un cantiere che non lavora, fermo con le quattro frecce, che se non fosse per il supermarket che illumina con le sue luci i posti auto, rasenterebbe la più desolante delle periferie delle grandi metropoli.

Qui ai piedi della rupe, in uno scenario d’incomparabile bellezza abbiamo semplicemente un’opera incompiuta, come al solito portata avanti senza un piano d’impresa degno di questo nome e con costi e ricadute sul territorio, come ad esempio le modifiche di viabilità e le opere d’urbanizzazione.

Il ritardo nella consegna dei lavori abbatte pesantemente i valori immobiliari del circondario, frena gli investimenti dei privati e ricade sul pubblico. Inevitabilmente.

 

Winter is coming

Sale e catene, speculazione.

Il solito dejavù invernale. Arrivano le prime brinate, e non si trova più una catena da neve, un pneumatico invernale ed i sacchi di sale che a prezzi modici fino a novembre erano disponibili in negozio o al supermarket.

“Tocca ordinarle, ma costeranno un pò di più, sa com’è…”

Certo che lo sappiamo, si chiama speculare, si mette nel sottoscala la roba, la si tira fuori quando è divenuta necessaria, ed è una pratica commerciale “scorretta”.

Intanto partono i posti di blocco e ci sono multe in arrivo per chi non si attrezza per tempo. Come dice la pubblicità di un famoso telefilm

“L’inverno sta arrivando. Winter is coming”

Winter+is+coming

Another brick in the wall

Dopo i lavori di ottobre, dopo le frane, dopo i riaffioramenti, dopo l’alluvione finalmente parte la “messa in sicurezza” sulla via della Rupe. Un pasticcio dopo l’altro avrà portato a ragionar meglio? Oppure invece che mettere un muro inclinato come regola d’arte vuole  a far da spalla alla sezione franosa, magari dotato degli scolatoi per le acque pluvie, si è messo un muretto di mattoni, impermeabile, senza sfoghi alla pressione idrica? Accidenti non sarà mica così?

Muretto anti frana

Signori cari, ma non è forse vero che far le cose secondo normativa è giusto ma farle anche a regola d’arte è molto meglio?
Beh… vedremo come andrà a finire, intanto guidate con prudenza.

Stay tuned and drive safetly

Nel frattempo ad Orvieto…

Mentre eravamo distratti dalla brusca accellerazione elettorale (motivata dalla volontà dichiarata di tenerci fuori dalla competizione frapponendo moltissimi ostacoli allo stesso voto) qui ad Orvieto cosa succedeva?

Orvieto, lo StemmaBeh… andrei con ordine. Intorno al Paglia, durante e dopo l’esondazione c’è stato un  grandioso attivarsi di volontari, gli angeli del fango, li avete visti tutti, erano quelli completamente fracidi affianco alle immacolate tutine gialle della “protezione” e poi? Benissimo poi l’ente che riunisce le varie Casse di risparmio territoriali ha attivato un fondo (ci metterà dei soldo, a fronte di uncerto interesse) ed il comune, un mese dopo, ha istituito un COI (Centro di Coordinamento Interforze) ovvero un’ennesimo ente che abbia la responsabilità di fare i lavori più urgenti di messa in sicurezza che poi faranno i Vigili del Fuoco ed indovinate da chi è composto? Il Centro di Coordinamento Interforze è composto dal Sindaco del Comune di Orvieto (o suo delegato) con funzioni di Presidente e da: un tecnico rappresentante della protezione civile della Regione Umbria, un tecnico rappresentante della Provincia di Terni, un tecnico del Settore Tecnico del Comune di Orvieto; un rappresentante della Protezione Civile Intercomunale e dal Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, cioè da quelli che già prima erano preposti ad occuparsene. Quindi boh.. non valeva la pena di darsi un colpo di telefono e mettere subito in sicurezza? In Rupe le cose non vanno molto meglio, il Centro Studi è finito nelle mani di tecnici che sembrano più dei curatori fallimentari per non lasciare in mano il cerino acceso della chiusura ad un partito od ad una personalità politica. Amen. Il piano traffico ed il piano parcheggi vengono rivisti per l’ennesima volta in un paio d’anni; vengono rivisti con costanza, prima o poi a furia di tentativi si troverà il modo più intelligente d’amministrare il centro storico no?Comunque indietro tutta con la ZTL dell’antico corso dei mercanti oggi corso Cavour, adesso si passa per un pò, i parcheggi pomeridiani sono gratuiti, ma è per le feste, forse si forse no, il parcheggio gratuito dell’ex caserma invece resta chiuso a noialtri ma aperto ai bus turistici a pagamento (al solito riscuote la Protezione Civile?), per gli abbonati ai parcheggi interesserà sapere che mentre loro che vivono in città devono pagare chi ci viene per lavoro come quelli che fanno traporto persone in piazza invece pagherà di meno e verrà incentivato in vari modi… a me tutto questo non  piace, ma, se volete, un bilancio traetelo Voi.

Piovono affioramenti

Salendo verso la Rupe di Orvieto, lo splendido centro storico della nostra cittadina, troverete in questi giorni le frane di cui parlavamo qui. All’altezza della Necropoli Etrusca, sotto il livello dei sentieri, cominciano a spuntare degli affioramenti tufacei, squadrati e lavorati.

Affioramenti potenzialmente relativi alla Necropoli Etrusca di Orvieto
Affioramenti potenzialmente relativi alla Necropoli Etrusca di Orvieto

Non sarò un genio ma per me puzza di nuovi ritrovamenti. Nel caso fosse vero forse i lavori sono stati fatti così male proprio perché l’alluvione riportasse alla luce un’altra parte della Necropoli? Beh, in questo caso chapeau, io non sarò un genio ma l’amministrazione invece si. Complimenti.

Orvieto Rupe Centro Commerciale Naturale?

Anni di confusa gestione del territorio e delle sue peculiarità hanno contribuito all’incrementarsi della crisi del commercio e dell’incoming turistico di qualità sulla Rupe di Orvieto. Per far d’esempio l’imbarazzante comportamento delle molte guide turistiche che scelgono di portare i gruppi in visita alla nostra bella città incamminandosi a piedi lungo la via Postierla, tra le case in cemento armato della speculazione edilizia seguendo una strada carrabile e priva di marciapiedi, invece che nel centro storico attraverso il corso Cavour, l’antica via dei Mercanti, pur pedonalizzato e ricco di attività.

Così, passeggiando tra gli ormai numerosi locali vuoti su cui le scritte “cedesi” e “fittasi” appaiono sbiadite su fogli ingialliti ci chiediamo se l’amministrazione, tra tutte le sue difficoltà, abbia finalmente deciso far proprie le buone pratiche delle città d’arte che funzionano e prosperano restando vivibili ed a misura d’uomo. Una di queste trae spunto dalle iniziative dell’Unione Europea a favore dei Centri Commerciali Naturali. Mercoledì 14 novembre, il prossimo insomma, finalmente l’Ufficio Programmazione Urbanistica del Comune si rivolge a tutti gli esercenti di Orvieto Centro (commercianti, ristoratori, albergatori, artigiani) e a tutti i cittadini interessati.

Centri Commerciali Naturali, per vivere il centroSperando di superare la vecchia iniziativa di OrvietoTrade alle ore 15,30 presso la Sala Consiliare del Comune si presenterà il progetto delle associazioni di categoria denominato “Orvieto-Centro Commerciale Naturale” emerso dalle riunioni programmate nell’ambito dell’iter del Q.S.V. Orvieto / Quadro Strategico di Valorizzazione. Per il Comune di Orvieto interverranno il Sindaco Antonio Concina, l’Assessore all’Urbanistica Leonardo Brugiotti  e il City manager Rocco Olivadese; per le associazioni di categoria: Fabrizio Trequatrini di C.N.A., Sandro Gulino di Confesercenti, Luigi M. Manieri di  Confcommercio e Danilo Mira per Confindustria.

 Per i cittadini… beh, ci saremo anche noi.