L’AMORE PER I TERRITORI E LE COSE BUONE È UN INCITAMENTO A FARE DI PIÙ E MEGLIO, RENDENDO FECONDI TERRITORI E NAZIONE.
Ci vuole grande rispetto per la natura che grazie al duro lavoro offre le cose buone e sane dei territori. Purtroppo abbiamo avuto una politica da contabili troppo attenti non ai costi ma al far di conto che non sa far fruttare e rendere feconda la propria magnifica nazione.
Bisogna invece riportare al centro il bene comune.
Senza discussioni.
La fecondità è un tema trasversale ed è un tema di cui quelli particolarmente ferrati con i numeri di solito non hanno una gran praticità.
Difficile Infatti trovare tra i capitani di industria , oppure tra grandi innovatori degli economisti che pur essendo necessari alla corretta gestione dei beni ed alla loro efficace amministrazione ben di rado hanno quella carica di amore perché le cose diventino vive e feconde e siano in grado a loro volta di propagare valore, progresso e sviluppo.
I contabili non sono un male necessario ma un bene indispensabile, una metà del cielo logica e razionale , tuttavia da soli non vanno da nessuna parte e non hanno nulla da contabilizzare. É invece l’altra metà del cielo che crea con passione ed amore, che rende “casa” un appartamento, convivio il nutrirsi, viaggio un trasferirsi e che incita gli animi a fare di più e volere il meglio, a non accontentarsi.
Ci vuole amore. E la parola “fecondità” deve tornare di moda.
APPROVATO ALL’UNANIMITÀ IL BILANCIO PARTECIPATIVO NON È ANCORA OPERATIVO. INTOPPI E LENTEZZA OPPURE CATTIVA VOLONTÀ DELL’AMMINISTRAZIONE?
“A pensar male si fa peccato ma probabilmente ci si azzecca” diceva un famoso politico della prima repubblica, Giulio Andreotti. La questione è semplice: il MoVimento 5 Stelle con Lucia Vergaglia ha proposto è fatto approvare all’unanimità lo strumento del bilancio partecipativo. Questo strumento permette ai cittadini, qualora fosse messo in pratica, di poter anticipare delle scelte rispetto alle proposte dell’amministrazione. Per fare un esempio Potremmo avere una quota di bilancio di, diciamo, €100.000 che potrebbero essere destinati alla progettazione di un nuovo svincolo oppure alla messa in sicurezza di strada e segnaletica presso le scuole Oppure ancora a progetti di formazione sulla sicurezza stradale nelle scuole stesse. A seconda di quanto sono fatti bene gli strumenti gestiscono informativi per presentare il bilancio partecipativo la gran parte dei cittadini potrebbero decidere (anche attraverso una piattaforma informatica) se tutti o parte di quei soldi vengono equamente distribuiti oppure vengono concentrati su un singolo capitolo di spesa.
Per fare questo è necessario ovviamente il sistema di regole per l’accesso alle informazioni ed il voto informato per indicare le scelte, ed ovviamente serve la piattaforma su cui votare che potrebbe essere anche informatica legata allo “Spid” o ad altri strumenti per identificare i cittadini.
Però ad un anno dalla approvazione del bilancio partecipativo manca ancora tutto.
Mentre questo dal lato mortifica e penalizza i nostri cittadini e tutti noi dall’altro fa sorgere anche il legittimo sospetto che l’amministrazione voglia avere il completo controllo nelle segrete stanze per proporre un bilancio, per così dire, a fini elettorali.
Non siamo mica nati ieri e sappiamo benissimo che sotto le elezioni Si fanno il grosso dei lavori e si assegnano il grosso delle attività di incarico, tuttavia privare del tutto i cittadini della possibilità di esprimersi secondo noi è qualcosa in più di una scorrettezza a fini propagandistici e senza dubbio non è fare il bene alla città.
Da parte nostra c’è la coscienza pulita di aver reso possibile la partecipazione diretta alle scelte del comune per tutti gli orvietani , sia dal punto di vista pratico e sostanziale che da quello etico e politico e cercheremo , con i pochi mezzi che abbiamo da forza non sufficientemente votata nel passato , di informare la cittadinanza e pressare con atti ed iniziative questa amministrazione.
Ci teniamo però a ribadire che noi non avremmo avuto alcun problema a lasciare agli orvietani di ogni orientamento politico e culturale la decisione su una parte sensibile dei fondi a disposizione rendendo appunto vivo il bilancio partecipativo , e rendendolo parte fondante del processo di formazione delle iniziative comunali nel nostro territorio.
Noi non abbiamo paura del confronto ed abbiamo forse una maggiore fiducia nelle scelte consapevoli di coloro che vivono e lavorano ad Orvieto piuttosto che avere l’arroganza di decidere al posto loro.
FONDAMENTA SOLIDE PER UN COMUNE CHE SAPPIA OPERARE AL PASSO CON I TEMPI
Abbiamo adeguato regolamento del consiglio comunale e statuto cittadino a nuovi e più moderni tempi, alle nuove regole che hanno depotenziato le province ed alle nuove prospettive dell’Innovazione tecnologica e i cambiamenti della società, e persino i cambiamenti nell’Unione Europea , che stanno influenzando la vita di enti, imprese e cittadini. Dal nostro punto di vista stiamo governando un processo di naturale evoluzione per renderlo compatibile con i principi costituzionali e le prospettive di libertà e giustizia sociale, di partecipazione e di pubblico interesse invece che semplicemente subirli nostro malgrado. Avremmo potuto semplicemente stare a guardare e venire investiti dai cambiamenti affermando la necessità di rinunciare a quello che di buono può venire dal progresso oppure, più semplicemente, essere quelli che dicono che “così non va bene” ma poi non fanno nulla per migliorare le cose.
Bisogna realizzare anche dall’opposizione invece che agitarsi senza risultati o, peggio, rimanere inerti.
Abbiamo perciò voluto con forza portare il lavoro l’occupazione all’interno del statuto cittadino, portare la questione della partecipazione a distanza attraverso la rete nel regolamento del Consiglio Comunale e, soprattutto, lo snellimento della macchina amministrativa in funzione della maggior capacità di controllo e di intervento che la tecnologia mette a disposizione anche di un numero ridotto di amministratori in Giunta e funzionari della macchina amministrativa.
È sufficiente?
No. Questo non basta, occorre Infatti adeguare a questi miglioramenti e snellimenti anche la macchina comunale dal punto di vista di dirigenza e per non trovarci ingolfati in un eccessivo sistema di coordinatori e controllori quando servono invece responsabilità ed empowerment. In questo è infatti la riforma degli uffici voluta dall’ex assessore al bilancio ed al personale a noi appare essere completamente fallita.
C’è poi la questione della Giunta che dovrebbe coprire in termini di deleghe le “missioni” (cioè le aree specifiche di competenza delle amministrazioni) cosa che oggi non avviene lasciando scoperte caselle importanti e duplicando, ma senza alcuna possibile efficacia amministrativa, funzioni spettanti alla Regione. Purtroppo quella della Giunta è competenza del sindaco in carica e quindi si affronterà nel 2019 con la nuova amministrazione.
L’armonizzazione della macchina comunale nel suo complesso alle norme ed ai tempi rappresenta inoltre la grande opportunità per operare una rotazione del personale sostituendo chi andrà in pensione con una generazione in grado di connettersi col sistema dei finanziamenti europei diretti oltre che di quelli indiretti come quelli gestiti dalla regione. Tanto per spiegare la differenza l’accesso al sistema dei finanziamenti diretti avviene compilando i bandi, che si chiamano “Call”, in lingua inglese o francese, ed è nella stessa lingua che va redatto il progetto tecnico. Il nostro personale di lungo corso non ha ricevuto nel tempo la adeguata formazione tecnica per operare in questo senso e purtroppo gli argomenti, per i quali è necessario comunque tenersi aggiornati, necessitano di una preparazione quasi specialistica e quindi è necessario predisporsi a mettere in piedi ed al servizio del comune e dei cittadini un nuovo ufficio Europa, con specifiche professionalità e funzioni, per essere tra quelli che si avvantaggiano in via diretta dei tanti soldi che attraverso il fisco inviamo a Bruxelles e Strasburgo, invece di essere come oggi soltanto dei contributori. E noi su questa opportunità dei Fondi Europei con Lucia Vergaglia siamo preparati e certificati con 4 anni di approfondimenti al Parlamento Europeo.
Lucia Vergaglia mentre riceve il quarto attestato nei finanziamenti diretti all’Europarlamento
Infine c’è da apprestarsi ad accogliere e gestire le competenze che stanno via via lasciando la provincia come ente e distribuendosi sul territorio nella parte che non finisce direttamente alla Regione. Sono funzioni nuove per un comune ed anche la macchina amministrativa deve ragionare in prospettiva. Una struttura rigida, piena di funzionari intermedi a fare da coordinatori magari di uffici con soli due persone potrebbe ingolfarsi ancora di più ed è per questo che c’è bisogno anche di adeguare i processi interni in modo che non solo siano tracciabili , e legalmente ineccepibili, ma che siano anche più rapidi ed efficaci.
Alcune parole nuove che i commentatori della politica cittadina hanno cominciato a sentire possono essere la base per la macchina comunale davvero al servizio dei singoli, degli enti e delle imprese del territorio, nel territorio e per il territorio. Il cronoprogramma , il bilancio armonizzato ed i fondi europei diretti sono punti chiave ed imprescindibili per le organizzazioni interne dei comuni.
Il comune di Orvieto deve essere il riferimento dei cittadini quando si deve fare l’esempio di qualcosa che funziona e non di un luogo di burocrazia e di rendita attraverso cui ex politici vengono indirizzati in posti chiave.
Una delle critiche che viene fatta a noi del MoVimento 5 Stelle è proprio quella di non conoscere la macchina interna, di non essere preparati ad affrontare un confronto ad esempio con i sindacati e di non essere mai stati all’interno di strutture complesse come un comune. In genere questa accusa ci viene proprio da chi “ci campa” mettendosi ad intermediare e teme di perdere la propria sacca di potere oppure dal politico dei partiti tradizionali che è già stato all’interno di un comune con i risultati che i cittadini hanno giudicato e che teme è proprio per questo non gli rinnovino il mandato, e quindi invece di parlare dei temi ecco cosa gli resta: gli attacchi gratuiti.
In conclusione
Da parte nostra possiamo solo dire che nell’ambito ristretto di statuto cittadino e regolamento del Consiglio Comunale, entrambi approvati all’unanimità, così come negli interventi deliberativi e regolamentari, cioè di cambiamento delle norme, non solo siamo stati per quelli che hanno portato il maggior contenuto innovativo ma anche la più adeguata capacità di stesura degli atti e di confronto con le persone sulla base delle idee e degli obiettivi. Nel frattempo alcuni dei presunti esperti hanno rinunciato del tutto ad intervenire, a partecipare, anche se mi avevano l’occasione ed il dovere visto che sono stati eletti proprio per questo.
E per quanto i cittadini abbiamo il sacrosanto diritto di votare chi gli pare e poi sui fatti, sugli atti concreti, che si distingue chi è capace, ha volontà ed attiva i canali giusti per fare e fare bene rispetto a chi ne parla solamente ma in realtà “campa” bene così.
INCREDIBILI LE ASSENZE DEI BORGHI ORVIETANI TRA LE GUIDE TOURING DEL CENTRO ITALIA
Abbiamo doverosamente chiesto notizie ed approfondimenti sulle scelte editoriali del Touring Club e un chiarimento: ” Quali sono le loro pubblicazioni che parlano specificamente dei borghi del territorio orvietano” Bagni,Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta,Ciconia, Colonnetta diProdo,Corbara, Fossatello,Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Pian del Vantaggio, Ponte del Sole,Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, … mancano del tutto.
Ma anche da Città della Pieve a Narni una intera area della regione Umbria risulta assente eccezion fatta in relazione al turismo religioso. Le scelte redazionali dell’editore sono libere ma la nostra domanda sui motivi o su prossimi volumi che riguardino il nostro territorio è stata trasmessa a firma di Lucia Vergaglia.
Lucia Vergaglia M5S
Aspettiamo risposta ma siamo positivi siamo certi che molto probabilmente è già in valutazione e studio una prossima pubblicazione sui nostri territori. Fossimo noi l’amministrazione avremmo invitato i responsabili del Touring ad un incontro con una visita guidata a una parte meno conosciuta e visitata ma altrettanto meritoria dei nostri territori. Ed avremmo colto l’occasione per presentare l’albo delle nostre denominazioni comunali De.Co. ma al governo cittadino non ci siamo noi.
UNA GIOVENTÙ A CUI HANNO RUBATO SOGNI E PROSPETTIVE. ANCORA UNA VOLTA ANCHE IN QUESTA DATA LA NOSTRA CITTÀ NON HA POTUTO RENDERE VIVA QUESTA GIORNATA
Il 17 Dicembre 1999, con la Risoluzione 54/120, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha avallato la Raccomandazione emessa dalla Conferenza Mondiale dei Ministri Responsabili per la Gioventù (Lisbona, 8-12 Agosto 1998) affinché il 12 Agosto venisse dichiarato la Giornata Internazionale della Gioventù.
Background
Nel 1985, le Nazioni Unite hanno celebrato il primo Anno Internazionale della Gioventù. Nel suo decimo anniversario, l’Assemblea Generale ha adottato il Programma Mondiale d’Azione per la Gioventù, che ha disposto la creazione di una struttura politica e delle linee guida per l’azione nazionale ed il supporto internazionale, al fine di migliorare la situazione dei giovani.
15 sono le aree principali considerate dall’Assemblea Generale:
Educazione
Lavoro
Fame e indigenza
Salute
Ambiente
Abuso di droga
Delinquenza giovanile
Attività svolte nel tempo libero
Ragazze e giovani donne
Partecipazione
Globalizzazione
Tecnologie dell’informazione e della comunicazione
HIV/AIDS
Gioventù e guerra
Rapporti intergenerazionali
Oggi, il Programma Mondiale d’Azione per la Gioventù gioca un ruolo rilevante nello sviluppo dei giovani. Esso si concentra sulle misure che vanno a rafforzare le capacità delle Nazioni nel settore dello sviluppo giovanile, e ad accrescere la qualità e la quantità delle opportunità disponibili per essi, al fine di raggiungere una loro partecipazione all’interno della società , che risulti piena, efficace e costruttiva.
Tale Programma costituisce, per le Nazioni Unite, un punto fondamentale riguardo alla tematica della Gioventù. Esso vuole intraprendere una serie di attività per promuovere lo sviluppo giovanile, compreso il sostegno al processo decisionale intergovernativo, la condotta di una ricerca analitica e, l’aumento dell’efficacia del lavoro delle Nazioni Unite nel settore dello sviluppo giovanile attraverso una più stretta collaborazione ed una comunicazione attiva tra gli enti delle Nazioni Unite, in particolare tramite la rete di Inter-Agenzie per lo Sviluppo della Gioventù.
PARTE LA CONSULTA ECONOMICA. MOLTE LE PROPOSTE M5S MA PRIMA LA SODDISFAZIONE PER LA UNANIME APPROVAZIONE DI LUCIA VERGAGLIA ALLA SEGRETERIA.
Si avvia la Consulta per lo sviluppo economico del orvietano con la immediata nomina di Lucia Vergaglia, consigliere portavoce del MoVimento 5 Stelle, alla Segretaria della consulta da parte delle categorie e degli operatori economici.
Un riconoscimento personale della competenza, capacità pratica e di sintesi politica che non era affatto scontato e che supera i tanti dubbi che negli anni scorsi seminava chi ci accusava di dilettantismo ed ancora una volta oggi è smentito dai fatti.
Subito a seguire ci sono stati i primi confronti sui primi atti e sulle prime questioni da affrontare e depositate le prime proposte da parte di Vergaglia.
“Sono onorata. Siamo da sempre in prima linea nella nostra città e nel nostro territorio per migliorare la qualità della vita e la possibilità di cittadini e imprese ho il dovere di dare il meglio avendo l’occasione di farlo. Da subito abbiamo portato delle prime proposte ma è importante la partecipazione dei cittadini e degli Imprenditori che segnalino a loro volta, alla consulta, gli argomenti che intendono far approfondire scrivendo al comune all’attenzione della sottoscritta o della presidente Cotigni. ” (Lucia Vergaglia M5S)
BISOGNA AVERE CURA DELLA CASA DEI CITTADINI, C’È BISOGNO DI ORDINE, TRASPARENZA E PULIZIA MA NON BASTA. SI DEVE RENDERE PROSPERA E FECONDA, E LA SI DEVE ONORARE…
Il comune è la casa dei cittadini e deve essere una casa di vetro, trasparente ma concretamente efficiente. Molto spesso si usa un esempio di staliniana memoria col fatto che una casalinga potrebbe amministrare meglio di “esperti” proprio perché riesce a gestire una casa, approvvigionarla, tenerla in condizioni di decoro ed igiene, decidere chi è quali ospiti possono entrare o debbano andar via, far di conto, provvedere all’educazione dei figli ed alla cura degli anziani oltre ad essere sempre il punto di riferimento della vita familiare, aver cura di se ed essere pronta anche ad azioni eccezionali a difesa dei propri spazi, dei propri cari e delle loro prospettive future.
Una certa narrazione più recente invece elogia il contrario, l’estrema specializzazione o l’ avere avuto successo in uno specifico campo come se ciò renda bravi in tutti gli altri ambiti del sapere e del fare, a dispetto tra l’altro di quella ambito etico che rappresenta ciò che si è. Eppure è strano vedere che si chieda a persone che di solito non sanno che aver cura che dei propri interessi la disponibilità a curare quelli di tutta la comunità.
Al contrario invece dovrebbero essere la maggioranza dei cittadini a voler partecipare ed a poter influenzare le pubbliche amministrazioni.
Occorre poi che siano presenti il maggior numero possibile delle caratteristiche positive in chi si candida ad amministrare la cosa pubblica anche se in un ristretto ambito del territorio e che prevalga l’etica.
Questo sapendo che la perfezione non esiste ma che nessuno deve tirarsi indietro dal tentativo di migliorare sempre.
I FOSSI INTORNO LA RUPE OSPITANO VIPERE ED ACCUMULI DI ERBA SECCA. I FONTANILI OSPITANO LARVE DI ZANZARE E MOLTE FONTANE HANNO GLI UGELLI DANNEGGIATI. OCCORRE UN PIANO CALORE CHE SI AFFIANCHI ALLA PREVENZIONE INCENDI.
Col caldo di questi giorni si moltiplicano gli avvistamenti di bisce e vipere nei fossi che circondano La Rupe di Orvieto. A parte le cautele necessarie in questi casi va ricordato che abbiamo posto la questione della disponibilità dei sieri antivipera all’ospedale e di quella dei sieri per uso veterinario avendo sempre ricevuto, purtroppo, risposta negativa. Alla nostra proposta di una app per segnalare problemi e rischi sul territorio, come gli accumuli di materiale infiammabile pure abbiamo ricevuto un secco e sovietico NIET dalla maggioranza. Sulla questione dei Fontanili come ad esempio la fontana di San Zeno, quella di Piazza Angelo da Orvieto oppure quella delle Conce ci tocca stendere un velo pietoso e ricordare che dove l’acqua si imputridisce Le zanzare ci fanno il nido. Anche in questi casi basterebbe poco tipo avere pescetti che sguazzano nell’acqua che si nota una proprio delle larve delle zanzare. Infine ai fratelli delle Fontane risultano danneggiate in diverse parti della città rendendo impossibile approvvigionarsi per i cittadini accaldati, ed in molti casi stiamo parlando di Anziani e Bambini che sono a rischio di colpo di calore.
Sarebbe stato interessante poi valutare una straordinaria disponibilità della piscina comunale per gli over ’80 ma sappiamo che è chiedere troppo… L’unica risposta che abbiamo ricevuto è relativa alla presenza del “Piano Incendi” della Protezione Civile dei 20 comuni aree interne.
UNA CITTÀ BELLISSIMA COME ORVIETO NON VA TRASCURATA O LASCIATA SENZA ATTENZIONE PER IL DECORO E PER GLI SPAZI DEI CITTADINI.
Vorremmo che si dicesse degli orvietani che hanno una cura per il verde urbano, che questo sia opulento per varietà, colori e profumi, racconto in forme ordinate intervallate con veri e propri tagli d’arte.
Che si possa scorgere un giardiniere all’opera perché ben riconoscibile con la pettorina col logo del Comune, è che sia indossata con fierezza.
Perché ogni cittadino ha il diritto di godere quotidianamente di uno spazio verde pulito e accogliente. Ad ogni area attrezzata che sia una piazza, una via, un campetto sia associata una varietà arborea, un prato, delle piante in fiore.
Perché ogni stagione dell’anno abbia un suo colore che non sia l’asfalto, un suo profumo che non sia quello degli scarichi delle auto, che sia viva e renda viva la città.
Un sindaco dovrebbe aver cura della propria terra esattamente come un giardiniere, perché anche le vite dei cittadini, delle imprese e del lavoro nei territori hanno i propri tempi, i propri momenti autunnali in cui c’è bisogno di cure, le proprie primavere che non devono limitate o bloccate per poter essere feconde di fiori ed infine prospere di frutti e di raccolti.
un giardiniere sa che c’è un tempo per concimare ed uno per potare, ed un giardiniere non li confonde.
Cittadini ed amministratori concorrono nella responsabilità per la città, il ruolo di coordinamento e la catena gerarchica spettano prima di tutto all’amministrazione e per tanto quando si devono valutare le condizioni cittadine è normale chiederne conto agli amministratori. Dal nostro punto di vista Orvieto deve essere da favola, quel giardino in cui i cittadini possono avere la migliore qualità della vita. (Lucia Vergaglia)
IL CICLOTURISMO È TROPPO SPESSO ABDICATO ALL’INIZIATIVA PRIVATA MENTRE NEL PUBBLICO PER IL QUALE MANCANO PROPOSTE ED IDEE. NOI PERÒ SIAMO CONTROCORRENTE E CI VOGLIAMO PUNTARE IN MANIERA RIVOLUZIONARIA.
Innanzitutto dobbiamo chiarire che tra le prime attività del sindaco Germani ci fu quella di invitare ad Orvieto un proprio consulente per il turismo . Fu proprio in una pubblica audizione che quindi dai banchi della amministrazione vennero fuori, scandite nettamente, le relazioni positive in termini economici tra la lunghezza in chilometri delle aree ciclabili e l’indotto turistico.
Quindi almeno a parole questa amministrazione ha voluto indicare nel cicloturismo una possibile risorsa economica su cui puntare. Quello che però salta subito agli occhi è proprio il fatto il comune non si mai conseguente a quanto dice. E così tutte le idee e le proposte che venivano dai loro stessi consulenti non sono state seguite e sono state lasciate nei cassetti ad impolverarsi insieme ai famosi dossier dell’ex sindaco.
Dal nostro punto di vista invece la canzone ancora più semplice e bastava partire dalla considerazione che nei comuni dove sono applicate delle buone pratiche relative al cicloturismo i ritorni economici non mancano e dalla considerazione che in genere questi comuni e questi territori sono contigui tra loro ed a certe specifiche direttrici, Insomma che i comuni facciano parte di una strada battuta e che colleghi altre strade battute.
Così abbiamo voluto approfondire anche con i nostri parlamentari europei possibili sviluppi di una strategia legata al cicloturismo che possa essere inserita nei circuiti internazionali.
Noi abbiamo molti punti di forza ed una certa vicinanza a direttrici importanti. E poi abbiamo unicità da condividere con i viaggiatori che possono passare del tempo in territori come il nostro. Infine, che non guasta, abbiamo una importante tradizione sportiva.
In questi ultimi anni non c’è stata invece da parte della amministrazione una condivisione territoriale, e neppure strategica, delle prospettive legate a questo tipo di approccio al ciclismo ed al turismo. Quello che manca in termini di visione di lungo periodo si vede perfettamente anche nelle piccole cose, ad esempio durante questo anno dedicato allo sport con Orvieto, a parole, comune europeo dello sport, abbiamo lasciato il Velodromo in condizioni disastrose, dell’abbandono più totale. Come possiamo quindi credere a coloro che diranno di avere delle idee e delle proposte per il cicloturismo dati questi precedenti?
Movimento 5 Stelle, promotrice Napoli città per la Costituzione, politica e territorio.
Alla negazione della libertà, e perfino della possibilità della libertà, corrisponde la concessione di libertà atte a rafforzare la repressione. H. Marcuse