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Orvieto in rosa

All’indomani della presentazione  degli schieramenti che fanno capo a Pd, exPdl e loro dintorni hanno espresso  quali  esponenti rispettivamente Germani e Concina, è giunto il momento di sciogliere la riserva:

Candidato Sindaco M5S al Comune di Orvieto: Lucia Vergaglia

È l’Avvocato Lucia Vergaglia il candidato a Sindaco di Orvieto per il MoVimento 5 Stelle.

Madre di due figlie, Lucia Vergaglia come avvocato è impegnata nei diritti della cittadinanza e nel diritto di famiglia, ma proviene dall’attività di consulenza e forense  legata al mondo dell’impresa, dell’innovazione tecnologica e nella tutela commerciale. Dal 2013, con la chiusura del tribunale di Orvieto, ha realizzato una formula di prima tutela  e sostegno dei concittadini con l’istituzione di una sede front line dello “Sportello dei Diritti” sito nei pressi dell’ex presidio di giustizia della città. E’ una tipologia già molto diffusa di accesso agile allo strumento di democrazia per antonomasia : il diritto alla difesa.

La situazione attuale del comune.

«Veniamo da numerose amministrazioni inconcludenti, incapaci di ridare alla città un’identità, un sentire comune. Pianificazioni sciagurate fatte a tavolino da “tecnici e contabili” che hanno portato in decadenza una delle più belle città d’Italia. Una decadenza cominciata ben prima della crisi e della voglia infantile di giocare con i soldi dei cittadini alla slot degli swap, il cui esempio più eclatante è nei piani regolatori dai propositi puramente elettorali. Non solo scempio del territorio con le prevedibili conseguenze di cui l’alluvione del 2012 ha tragicamente presentato il conto, né soltanto macelleria sociale in una zona industriale come quella di Bardano abbandonata ed isolata dalle vie ferroviarie e stradali, ma pura e totale assenza di concrete idee come il Fanello che da notevole progetto commerciale e residenziale si và trasformando in un’altra occasione persa che necessità di recupero e riqualificazione. Una decadenza che si riconosce nell’aria sconsolata di chi aspetta l’ultimo intercity alla stazione nella speranza che non sia soppresso, nello sgomento del turista davanti alle scale mobili inesorabilmente fuori servizio, nei saluti di commiato al commerciante che rinuncia chiudendo l’ennesimo negozio sito in prossimità della principale via storica che , sempre di più, viene percorsa in modo superficiale e frettolosa, nelle scuole in sedi eternamente provvisorie, di fronte all’ex ospedale, ex tribunale od ex caserma, nei servizi alla comunità. Una decadenza nella burocrazia rimessa alla valente buonavolontà degli operatori dell’organico comunale ristrutturato sempre in difetto e che a causa del sovraccarico di lavoro risulta incapace di anticipare i problemi o fornire pronte risposte; rappresenta la “vetrina di comunicazione”  rimasta agli anni in cui fu fatto il sito internet del Comune, mai aggiornata di contenuti fruibili ed attività . C’è una sorta di polverosa patina di vecchiaia, che però non sa di antico o nostalgico.»

Prospettive nei 5 anni.

«Vogliamo un’altra Orvieto. Una bella Orvieto.  La democrazia non si può ridurre alla sola espressione del voto, la democrazia del XXI secolo non si esercita in un momento istantaneo, come fosse una sorta di ricorrenza da rispettare per poi ricadere nella inservibile critica distante e disillusa. La democrazia è un’assemblea stabile ed operativa di tutti. Orvieto con la sua articolata quanto complessa realtà amministrativa che materialmente si estende ben oltre il proprio abitato storico della Rupe, può intraprendere agevolmente un percorso di esemplare rivoluzione che può divenire un laboratorio di buone pratiche amministrative che nell’alveo delle perfettibili quanto emedabili riforme dello Stato centrale, ha la formidabile occasione di riscatto anche nei confronti delle recenti “circostanze” che hanno concentrato i centri di potere decisionale al nord della Regione con la scelta  concreta di trovarsi relegati ad una città mausoleo. Orvieto città di speranza e partecipazione .Oltre. Non è un slogan elettorale,  ma oggettivamente non basta più la tiepida tensione al salvataggio del salvabile. E’ indispensabile che la comunità si renda fattivamente orgogliosa del patrimonio ereditato, ma  non più  immobile nel crogiolarsi alla nostalgia dei fasti passati, che guardi al futuro, in virtù di una spinta matura verso la fattiva pratica del metodo moderno proposto e attuato in altre realtà amministrative, in cui i cittadini possano partecipare alle decisioni ed alle iniziative amministrative anche via internet, in cui le imprese possano godere di consulenza e supporto all’internazionalizzazione nello sportello unico, in cui i giovani in cerca di lavoro abbiano a disposizione Hub e centri di telelavoro, non solo lo sportello di “collocamento”, in cui le famiglie abbiano accesso ai beni comuni, ad una scuola davvero vicina, in cui il Centro Studi da imbuto assorbi-risorse diventi volano d’aggiornamento per enti, imprese, lavoratori, ed in cui tornino i congressi, le produzioni cinematografiche e d’intrattenimento, lo spettacolo, in cui anche la musica “indipendente” abbia spazi dedicati. Qui abbiamo la fortuna di avere un heritage, un lascito artistico e monumentale impressionante immerso in un paesaggio incantato, la nostra pecca è che non sia tutto completamente fruibile, promosso con eventi e rievocazioni storiche, e questo addirittura nel centro storico e turistico; penso al Belvedere etrusco, ai camminamenti intorno alla Rupe dalle porte monumentali, alla scarsa voglia di valorizzare quanto abbiamo mentre, per fare uno di cento esempi, lasciamo nei nostri territori che la Torre della Fame, comprata da un ricchissimo americano, venga “abbellita” con lo scavo di una moderna ed ampia cantina industriale. Per fare un altro esempio come MoVimento 5 Stelle abbiamo da tempo chiesto come mai, a fronte di un notevole impegno filantropico internazionale, ci siano così poche richieste di collaborazione nel nostro territorio. E’ nostra intenzione coinvolgere le nostre strutture artistiche e museali nei circuiti come l’Art Conservation Project ed il LoCloud di Europeana.»

Azioni prioritarie: #Oltre il programma.

«Il nostro programma per Orvieto si arricchisce giorno per giorno delle proposte che riceviamo dai cittadini, ma dovendo indicare le effettive priorità ne elenchiamo tre: Partecipazione, Risparmio e Sviluppo. Per partecipazione intendiamo che gli atti di indirizzo ed operativi del comune debbano essere “partecipati” dai cittadini sul modello Parma, in particolare il Prg (Piano Regolatore) ed il Bilancio devono essere anticipati ai cittadini ed aperti ai contributi, infine approvati prima dalla cittadinanza. Il M5S ovviamente prevede una piattaforma online per tale esercizio della democrazia partecipativa. Quanto al risparmio cominciamo dall’inefficenza energetica che ci costringe a chiudere le scale mobili ed a rinunciare addirittura all’istallazione di una decente illuminazione, ad esempio, sulla via della Stazione, per poi intervenire sui costi della burocrazia e sui tempi necessari. Per quanto concerne lo sviluppo dobbiamo immaginare Orvieto, uno dei cinquanta comuni più estesi d’Italia, e la gestione del suo territorio in tempi di unioni di comuni, svuotamento della responsabilità politica delle province, e della nascita delle città metropolitane. Serve uno sforzo di visione, di anticipazione per cogliere un momento di opportunità come questo, serve la capacità di fare “rete” con gli altri comuni, di accogliere quei campanili che non reggeranno più il peso dei servizi e saranno costretti, come molti comuni a noi vicini, ad una fusione necessaria. Così come il cogliere l’opportunità del programma europeo di finanziamenti ex strutturali dell’Unione Europea. infatti con Horizon 2020, che sostituisce i fondi di coesione sociale, saranno finanziati i progetti per le Smart City, per l’efficienza energetica e l’innovazione tecnologica. Le imprese ed i lavoratori locali coglieranno i vantaggi “economici” di questo modello di sviluppo, i cittadini avranno ancora più vantaggi vivendo in una città esemplare»

Cambio di Simbolo

Finalmente è andata,

Il lungo lavoro è stato premiato, con la “certificazione” da parte del MoVimento e firmata da Beppe Grillo abbiamo il diritto-dovere di utilizzare il simbolo del MoVimento nazionale, di difenderne il valore e di prevenirne gli abusi.

Sostituiremo quindi progressivamente il nostro simbolo locale con quello nazionale del M5S, i volantini residui andranno ad esaurimento (alcuni saranno conservati per ricordo di questi giorni di cambiamento), le prossime copie del nostro “ciclostile” avranno il simbolo nazionale, che da sabato è già esposto nella sede Orvietana in piazza XXIX marzo n.23.

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Borrelli bussa sempre due volte

Paolo Borrello farà ad Orvieto la sua lista civica.
borrello orvieto di tuttiSi, lo so: “avanti un altro” direte Voi.

Ad Orvieto è pieno di liste civiche e di gente dei partiti che si presentano come fossero il nuovo.

Anzi sembra quasi che cerchino di evitare di far notare la loro appartenenza, per un candore da novizio davvero poco credibile o, forse, preda di un sentimento di stupefatta vergogna dopo aver assistito ai comportamenti dei propri parlamentari di riferimento e delle segreterie di partito.

Non tutti, per amor di verità osserviamo che qualcuno, estromesso di forza dai giochi di potere interni ai singoli vessilli ha, per vendetta o per spirito civico giudicatelo Voi, inteso presentare un proprio manifesto, marchio, simbolo. Insomma uomini di partito presentano una lista civica slegata dall’appartenenza di tessera come fossero comuni cittadini.

Così abbiamo un fiorire di liste ed aggregazioni con i nomi più svariati, ma con le solite facce.

Il MoVimento 5 Stelle, è noto, presenterà una sua lista ed, è noto anche questo, non farà alleanze (desistenze o robe simili) con nessuno.

Poi i nostri rapporti (e quelli personali di chi scrive) erano questi:

  • Cosa rispondevamo alla sua proposta di marzo scorso [Link]
  • Come rispondeva (piccato) Borrello e come definiva il sottoscritto [Link]
  • Cosa usciva sui giornali [Link]

Per questo siamo rimasti davvero molto sorpresi di leggere le sciocchezze quest’articolo sul quotidiano “La Nazione”, un articolo da cui, poi, lo stesso Borrello ha preso le distanze definendolo “falso”. Noi non siamo siamo interlocutori della gente, delle imprese, dell’attivismo, delle associazioni. Ovviamente sui temi concreti discuteremo e persino convergeremo sulle soluzioni che reputeremo valide, ma da qui a immaginare che potevamo contribuire alla lista di un politico si deve essere davvero “distratti”.

borrello 2 la vendetta

La scala immobile

Sono le giornate del FAI di primavera, i tanti turisti che arrivano la nostra città li accoglierà così:

La Scala Immobile

Un signore sulla settantina che si arrampica sulle scale trascinando una voluminosa valigia e, dietro di lui, una comitiva di giovani inglesi con i loro bagagli seguono rassegnati il signore che con la moglie ingombra completamente l’unica scala che porta all’atrio della stazione ferroviaria di Orvieto.

Ecco il biglietto da visita che la bellissima città di Orvieto porge ai suoi abitanti ma soprattutto ai numerosi turisti che vengono a visitare i suoi bellissimi monumenti e che decidono di raggiungerla in treno.

Le scale mobili, se proprio vogliamo chiamarle così, sono guaste da tempo  immemore. (vedi foto)

collage scale mobili

Davanti alle scale è stata posta una catena con un divieto d’accesso e qualcuno ha pensato bene di buttare al di là della catena cartacce, lattine vuote ed altro, ed anche madre natura, che con il vento ha riversato  sulle scale le foglie secche dell’autunno (ma non siamo in primavera?), contribuisce a rendere più evidente lo stato di degrado in cui versano i sottopassi.

Ma le scale sono Immobili, non scorrono più!

L’unica cosa che scorre è l’acqua che cade dai solai dei sottopassi nei giorni di pioggia rendendo i pavimenti scivolosi e mettendo a rischio l’incolumità dei passeggeri.

Allora io mi domando come mai l’amministrazione comunale, visto  il perdurare di una simile vergogna non incalzi le ferrovie per porvi rimedio oppure non decida di prendersene carico visto che tutto ciò va a  discapito dell’intera comunità orvietana?

Giuseppe, candidato M5S al Comune di Orvieto per la lista Orvieto5Stelle

Depositata la lista civica “Orvieto 5 Stelle”

Sciogliamo la riserva.

A maggio si voterà in oltre 4.000 comuni in Italia. Tutti i MeetUp ed aggregazioni di cittadini che avessero voluto presentare una lista con il MoVimento 5 Stelle avrebbero dovuto presentare i documenti relativi entro e non oltre fine febbraio.

Noi di Orvieto 5 Stelle l’abbiamo fatto!

I nostri candidati , che vivono e lavorano come dipendenti, professionisti od imprenditori qui ad Orvieto e che quindi conoscono e vivono i problemi del territorio e della città, hanno presentato allo staff del M5S un documento di impegni firmato in cui garantiscono la non appartenenza a partiti politici od associazioni massoniche, che la lista civica Orvieto 5 Stelle non si associ ad altre liste o partiti, che si impegnano a rimettere il mandato nel momento in cui perdano i requisiti d’iscrizione della lista.

lista Orvieto 5 StelleI nostri candidati, e solo i nostri, hanno presentato alla forza politica che li esprime all’elettorato una fedina penale immacolata e la certificazione di assenza di processi penali in corso, i cosiddetti carichi pendenti.

Il nostro programma è già sul sito della lista civica (http://orvieto5stelle.com/programma/) a disposizione dei commenti dei cittadini ed è in continuo aggiornamento. Si basa sulla “Carta di Firenze” che è uno degli atti fondanti del M5S ed ha tra i punti fondamentali di novità l’accesso diretto dei cittadini alle decisioni del comune, soprattutto nel Bilancio e nel Piano Regolatore che saranno “partecipati” e non calati dall’alto.

Infine ricordiamo che la certificazione del M5S, che da diritto all’uso elettorale del logo, non è vitalizia. Può essere revocata rapidamente, e questo a tutela dei cittadini elettori.

Insomma noi ci siamo e ci saremo, il M5S centrale sarà a garanzia per la nostra pronta “epurazione” qualora non rispettassimo gli impegni presi, come già ci ha abituato con grande sorpresa di chi pensava che si potesse fare i fatti propri a nome del MoVimento.

Le chiacchiere stanno a ZERO, stateci vicini e seguiteci, e diffidate dalle imitazioni.

Telecamere “elettorali”

Se la storia delle nuove telecamere di sicurezza promesse dal Comune di Orvieto vi sembrava un film già visto ci permettiamo di rinfrescare la memoria.

“Da parte delle Istituzioni che operano sul territorio, può essere fatto, invece, un maggiore investimento nelle tecnologie che, specie nelle situazioni lontane dal centro di Orvieto, consentono di risolvere molti problemi. Sarebbe opportuno investire su telecamere e strumenti di registrazione nei punti strategici della città” (Sindaco Mocio 14.06.07)

Videosorveglianza1“e-Surveillance: il servizio che permette di controllare aree remote, senza necessità di un presidio fisico, attraverso l’utilizzo di telecamere installate sui lampioni che utilizzano la rete di illuminazione pubblica come mezzo di comunicazione. In questo modo, non vi è la necessita di installare nuovi supporti per la distribuzione delle telecamere e, soprattutto, ciascuna telecamera può essere comodamente rimossa da un palo e installata su un altro a seconda delle esigenze dell’amministrazione pubblica, senza costi aggiuntivi di opere murarie e posa di nuovi cavi” (progetto e-Tourism–Orvieto proposto dal Dirigente del Settore Vigilanza in base al decreto del Ministero per il Turismo 13 dicembre 2010 formalmente approvato dalla Giunta il 20.09.11)

“Aderendo ad una petizione sottoscritta da 120 cittadini, la Giunta ha approvato l’atto di indirizzo proposto per la installazione di due telecamere di sorveglianza nei giardini della Confaloniera” (Ass. Brugiotti 29.05.12)

Infine il più recente “Il progetto Orvieto Sicura prevede l’installazione di 24 postazioni di controllo (Telecamere), equamente distribuite tra periferia e centro storico, in modo da assicurare una copertura il più possibile omogene ed è stato concepito in maniera “modulare” in modo da poter essere in ogni momento implementato e migliorato per rispondere alle esigenze della cittadinanza e, in relazione alle disponibilità finanziarie del momento, abbiamo attivato canali molto promettenti con l’Unione Europea, sono previsti a breve dei bandi comunitari per il finanziamento di questo tipo di iniziative cui parteciperemo” (Progetto “Orvieto Sicura 2014”: Realizzazione di un sistema integrato di videosorveglianza per il controllo ed il monitoraggio territoriale del Comune di Orvieto 06.02.14)

Anche il progetto E-Tourism-Orvieto, come quest’ultimo Orvieto Sicura, fu approvato in giunta e Vi potremmo invitare a cercarne notizia sui motori di ricerca (link) od in città così da rassicuraci prima che noi si telefoni a “Chi l’ha visto?”.

Tuttavia ci domandiamo: chi resterà a guardare  i video, a controllare gli schermi? Sono previsti posti di lavoro? Forse le telecamere hanno la sola funzione deterrente? Vi è collegata direttamente la polizia di stato o semplicemente sarà un’altra telecamera in più da poter controllare, in caso di  denuncia, cioè ad evento criminale avvenuto, oltre quelle dei privati, delle banche e dei commercianti? E come saranno conservati i video? Con le stesse logiche e magari con gli stessi server del sito del Comune, notoriamente irraggiungibili nei weekend ed in perenne manutenzione?

Siamo favorevoli all’innovazione, meno favorevoli agli annunci buttati qui e li poco prima delle elezioni ed aspettiamo chiarimenti.

Svolta elettorale

Tutti d’accordo sulla variante al Piano Regolatore di Orvieto per l’area de “La Svolta”.

Nuove case, negozi, un centrino commerciale del calibro del Fanello (tutt’ora triste primato imbattuto in zona) con il consueto corollario di consumo di suolo e cemento. Forse si prevede un luminoso sviluppo? Beh… non si sa su quali basi.
Oltre al Fanello, il centro commerciale con più negozi vuoti e chiusi che aperti, le saracinesche si abbassano in tutta la città, in tutte le zone. Le case con la scritta fittasi ingiallita dal sole degli anni e gli appartamenti vuoti, in vendita, nelle pubblicità di decine di agenzie non vi bastano?

Che dire del fiume li a due passi, con la nuova barriera della “Complanare” che aspetta solo di deviare la prossima piena proprio verso “La Svolta”?

Ma non basta. Tutta questa nuova impermeabilizzazione di suolo ed irregimentatone delle acque, questi nuovi assetti delle esigenze fognarie vengono presentati abbelliti con una terminologia green e piacevole. Si parla di orti sociali, di verde, di interramenti delle linee elettriche e di aree per pratiche sportive. La pillola è indorata.

Cosa di più? Uno sguardo al futuro. Nel nome ad esempio così viene chiamata “La Svolta FUTURA”, e mettendo qua e la quale termine come “aree direzionali” per dare il senso dello sviluppo.nuovo-prg-verde

 Aggiungiamo un tecnicismo bizzarro come la Perequazione quale pratica urbanistica che, a fronte della (gratuita?) cessione di terreni privati per opere pubbliche o della realizzazione di opere di urbanizzazione, concede il diritto a costruire case private in altre aree. (in cui quello che viene “reso uguale” è il diritto a costruire tra il soggetto pubblico e privato).

Una resa della politica e della capacità di elaborare una visione Comune della città, una roba a fronte della quale i concetti di comunità, bene pubblico, società civile spariscono completamente, un metodo in cui chi può permettersi la spesa, chi è ricco, decide e gli altri subiscono. Una roba già vista, vecchia, che crea posizioni di rendita, non di sviluppo.

C’è un altro modo di operare, e lo presenteremo per le elezioni.

Svegliarsi perugini

Orvieto,

Truff-Italicum

Ti svegli una mattina e ti ritrovi perugino. Un burocrate, o un astuto alchimista di partito, hanno deciso così e lo hanno scritto nella nuova legge elettorale.

Orvieto adesso è parte della circoscrizione di Perugia, come fosse Città di Castello. E’ l’Italicum, bellezza e tu non puoi farci nulla.

Cos’abbiamo in comune? Quali esigenze territoriali possiamo esprime assieme? Boh. Anche con Terni e tutta la valnerina ci sono differenze, ma Perugia e Città di Castello? Provate a spostarvi con i mezzi pubblici a Città di Castello (http://goo.gl/maps/Qfs7l), così ci capiamo meglio.

Che Burocrati geniali questi di Renzi! Quasi come Monti e La Fornero.

Staremo a vedere.

Ancora sul ponte dell’Adunata

L’unica strada per l’ospedale di Orvieto e il ponte detto “dell’adunata”, il cui nome rievoca nella memoria il ventennio fascista ma è in realtà molto più antico e si riferisce alla confluenza, adunata appunto, dei due fiumi, il Paglia ed il Chiani.

E’ uno degli snodi principali della Complanare, la nuova strada che affianca il Paglia, i cui lavori sono, pare, fermi con le 4 frecce, pare, dicono, per l’imprevista presenza di cavi telefonici interrati ed altre quisquilie del genere.

E’ attualmente in condizioni, dicono, di piena sicurezza. Beh… guardate qui e giudicate Voi.

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Ne parleremo ancora e tanto, Voi restate sintonizzati e partecipate.