Unioni civili: scontro al calor bianco M5S – SEL

Orvieto, Consiglio Comunale, 17 novembre 2014

In discussione tre ordini del giorno sulla famiglia e sulle unioni civili. Si discuteranno in ordine, prima quella di Sel che vuole la trascrizione da parte degli ufficiali di Stato Civile dei matrimoni contratti all’estero, poi c’è quella delle destre che puntano a dare privilegi esclusivi alla famiglia tradizionale ed infine quella del M5S che ricalca la proposta votata sul blog a larga maggioranza degli iscritti per l’istituzione di uno speciale registro delle unioni ugualitarie.

Tutto comincia con la presentazione dell’emendamento Rosati (Sel) che vieta la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero nello speciale registro previsto dal M5S.

diritti alle coppie Siamo curiosi e chiediamo perchè questa scelta: se casomai non fosse approvata la mozione di Sel proprio il loro emendamento priverebbe di ogni diritto le coppie gay regolarmente sposate all’estero lasciando impregiudicati i diritti di chi invece si limita a convivere. Ci sembra una stupidata ma ci viene risposto che i diritti o tutti o nessuno, le coppie sposate all’estero, tutte, non si accontenterebbero di una soluzione al ribasso. Ci sembra inutile approfondire se, per caso, Rosati avesse chiesto a tutte le coppie gay presenti e future se fosse meglio un pugno di mosche che una soluzione al ribasso.

Si va in discussione della mozione di Sel che insiste per la trascrizione dei matrimoni gay contratti all’estero che Sel, nonostante la presa di posizione del ministro degli interni (mai smentita da Renzi) che obbliga i prefetti a invalidarle e la contrarietà della sua stessa maggioranza. E’ una questione di principio, di disobbedienza civile e di posizione politica chiosa Rosati, una sensibilità che abbiamo solo noi di Sel…

A questo punto è il M5S ad avere la parola ed a ribaltare la questione: «Non è politica, è solo propaganda! Da un lato ci si erge a paladini dei diritti, dall’altro non si offrono diritti anzi, come nell’emendamento presentato dal Consigliere Rosati, li si limitano apposta per mandare la crisi sempre più alle estreme conseguenze» Tuona Lucia Vergaglia «Dopo questi mesi di vuoto di proposte ed azioni in Comune, con l’avvicinarsi della tornata elettorale regionale, cominciano le grandi manovre per l’acquisizione dei bacini di voti»

Rosati ribatte che non è democratica una forza politica che si sveglia adesso sulle questioni dei diritti civili, e solo dopo un sondaggio su un blog. Vergaglia risponde e rincara la dose «Dopo il patetico tentativo di averci fatti passare per omofobi in Parlamento e la nostra eloquente risposta nel bacio tra i nostri portavoce ancora tentate mezzucci e secondi fini. Ci dispiace ma la vostra mozione è in contrasto con la legge, il Vostro emendamento invece limita i diritti di quelli che dite di rappresentare. Siete una delusione!»

bacio no omofobiaLo scontro non è il primo e non sarà l’ultimo. Sel ha presentato un programma amministrativo che non sta rispettando, in special modo sull’ambiente. Ha appoggiato alle elezioni la lista del greco Tsipras e si è vista presa in giro dal proprio “candidato di garanzia”, Barbara Spinelli, che ha sottratto il posto al giovane Marco Furfaro. Il MoVimento 5 Stelle vorrebbe tanto che si dessero una svegliata e cominciassero a rispondere della propria responsabilità politica, quella ad esempio per la quale, in Parlamento, hanno portato  alla presidenza di Montecitorio Laura Boldrini, non certo una paladina delle minoranze, non certo un esempio superpartes.

Anche qui, nel piccolo di un comune di poco più di ventimila anime, bisogna agire con criterio e responsabilità e non solo nascondersi dietro ad uno slogan propagandistico come Sel è da sempre brava a fare, mentre taglia con un emendamento i diritti che diceva di voler difendere. I toni alti, le accuse a muso duro e le reprimenda sulla manifesta ignoranza di norme e principi democratici Sinistra Ecologia e Libertà se li è meritati tutti.

Speriamo serva a qualcosa.

Bardano: cominciano i risvegli.

Anni di crisi affrontate senza un’idea, una prospettiva ed una minima visione hanno portato la desertificazione industriale del nostro territorio. Il mercato ha punito quelle imprese produttive incapaci di logiche di rete e di operare al di fuori ed al di sopra del ristretto orizzonte del loro personale segmento commerciale.

Gli stress di credito e commesse sono stati affrontati come situazioni temporanee, destinate a passare, senza nessuna strategia alternativa, nessuna prospettiva di sviluppo e così, una dopo l’altra, le aziende del tessile Made in Italy presenti a Fontanelle di Bardano, ed il loro indotto, si sono avviluppate e sono state dismesse. Sono semplicemente fallite. Così come erano falliti i tavoli politici volti ad affrontare il singolo “momentaccio” di Sphera od MManifatture, privi anch’essi di una proposta vera di rilancio, d’attrazione di capitali, di formazione di lungo periodo, di promozione dei brand territoriali.

cartello-chiuso-per-cessata-attività

Con la nuova consiliatura è presente anche il M5S che sin da subito ha indicato nella trasformazione delle peculiarità in opportunità e nell’indicazione di una visione strategica di lungo periodo la rotta per uscire dalle acque impaludate delle nostre industrie. Per la vicenda Electrosys abbiamo sponsorizzato la via del portare i lavoratori nelle stanze dei bottoni, nel board direzionale, per il polo produttivo di Fontanelle di Bardano abbiamo proposto l’adozione di un insieme di iniziative di Marketing Territoriale e politiche di Sviluppo per il centro del Made in Italy cogliendo, a costo zero, l’occasione dell’individuazione del centro geografico d’Italia (e quindi del Made in Italy) proprio in quel distretto industriale, area che, vista la presenza di una storia tessile importante, di maestranze capaci ed esperte, del nascente vicino Campus, avrebbe potuto diventare un cluster industriale d’innovazione votato ai prodotti tecnologici indossabili, il cosiddetto wearable.

Avremmo avuto piacere che ai tempi della presentazione di queste iniziative i lavoratori del tessile avessero pubblicamente “sposato” l’iniziativa e che i sindacati si fossero fatti avanti per dirsi interessati. Non è successo, anzi se possibile è avvenuto il contrario ed il Pd, definendo “sarcastica” la proposta, compatto con la maggioranza l’ha bocciata. Ancora aspettavamo una levata di scudi di imprenditori locali e lavoratori, interventi dei sindacati e delle famose “parti sociali” ma nulla.

In pochi giorni abbiamo depositato un’interrogazione all’Assessore sulle proposte dell’Amministrazione in relazione al distretto industriale di Bardano e delle politiche di attrazione di fondi ed investimenti mentre, dalla sede del Parlamento Europeo, rilanciavamo la concretezza dell’occasione persano snocciolando, assieme agli Eurodeputati, i fondi europei, superiori al miliardo e duecentocinquanta milioni di euro che i 48 cluster d’innovazione italiani solo nel 2013 hanno intercettato (in media oltre 25 milioni di euro per distretto all’anno); un’enormità, un obbiettivo però concretamente raggiungibile a lungo termine, in ogni caso anche la ventesima parte ci farebbe comodo e farebbe la differenza per il territorio.

Allora sono cominciati i primi risvegli, i contatti informali per il rilancio della proposta, l’interesse del sistema produttivo. Intanto in maniera sconclusionata e scomposta riprendono le iniziative che puntano ai capannoni del Crescendo proprio a Fontanelle di Bardano da parte della compagine sindacalisti e lavoratori pronti a riunirsi in cooperativa per riprendere a lavorare. Ancora una volta senza proiettare una una visione, senza dimostrare un’idea strategica e navigando a vista nel tentativo di uscire per febbraio con i modelli 2015, per poi certamente riavvilupparsi in caso di problemi commerciali, economici, finanziari o di altro genere e puntare all’obbiettivo palesemente non secondario degli ammortizzatori sociali. Comprensibile, non bello ma comprensibile.

Noi ci chiediamo perchè allora non lavorare per vincere? Perchè non tentare la carta dello sviluppo vero, dell’affermarsi e vedere territorio e marchi crescere e dare lavoro anche ad altri? Perchè c’è un continuo tentativo di sponsorizzare l’emergenza invece che il ritorno alla normalità?

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Noi italiani siamo gli unici al mondo che possono fare il Made in Italy, in Italia c’è un unico distretto produttivo che può vantare di essere il “Centro del Made in Italy” e lo abbiamo noi.

Fare del tessile senza cogliere quest’occasione significa condannare la nuova azienda a tirare a campare della buona volontà dei cittadini che presterebbero l’immobile del Crescendo e sosterrebbero di tasca loro la futura, ahimè probabile, cassa integrazione. Spiace ricordarlo ma la stessa compagine in tempi dove le crisi mordeva di meno è già andata in fallimento, se si vuole avere una possibilità di sopravvivenza c’è bisogno di una politica, ed un agire imprenditoriale e sindacale, di tutt’altro spessore che quello sin qui dimostrato.

Se davvero la gente del tessile vuole riprendere il mano il proprio destino lavorativo lo tenga ben presente, sia nelle dichiarazioni che nelle azioni, perchè solo in questo caso noi siamo pronti a sostenerli.

12 novembre, secondo anniversario

Sono passati due anni dall’alluvione del 2012.

Potrà accadere ancora?
Potrà accadere ancora?

Da allora tanti annunci, tanti soldi stanziati, tanti rimpalli di responsabilità tra uffici e tra politici. Nessuna indagine, nessun inquisito, nessuna sicurezza. Come se il fiume non avesse mai scavalcato ponte ed argini, come se tutto sommato dato che non ci sono stati i morti in fondo va bene così. Una nuova normalità che negli ultimi anni qui in Umbria, con i suoi recenti eventi alluvionali “non ordinari” (2005, 2008, due nel 2010, 2012 e 2013 ), e le sue tre emergenza siccità (2003, 2007, 2012) è ormai percepita come consuetudine. E poco importa che climatologi e metereologi confermino per il futuro un aumento in frequenza ed intensità di questi eventi “estremi” e che il solo impatto economico diretto, a seguito delle alluvioni di questi ultimi 10 anni, sfiora il miliardo di euro (tra danni e perdite al patrimonio pubblico e privato). Tutto ormai viene considerato normale, lo sappiamo, lo sanno quelli dei comitati locali ed i tanti cittadini. Sanno tutti che gli eventi si ripeteranno, non sanno quando, non sanno come, ma sono coscienti, tutti, che torneranno a ripetersi.

Altrove già piove di nuovo, è normale, si sa, e la gente in altre regioni ci muore per via di un argine di polistirolo disgregato da un fiume come i giocattoli dei bambini, e di nuovo il minuto di silenzio per le vittime e di nuovo la colpa e del dissesto, mai di un politico o di un progettista, di un professore che ha dato il via libera, della commissione apposita di scienziati, come la “Grandi Rischi” tutta assolta a L’Aquila (ma allora perchè convocarla e pagarla? Perchè decidere sulla scorta di opinioni di cui non sono responsabili?).

E’ così in tutta la nazione ed Orvieto non fa eccezione, la resa sembra istituzionalizzata. Sappiamo che il Paglia può esondare così le istituzioni, per star tranquille, sanno telefonare un allarme a centinaia di famiglie ed aziende e poi facciano quel che vogliono, vadano da amici e parenti, vadano nei due centri di accoglienza, vadano mentre il fiume travolge un territorio trascurato e protetto solo sulla carta.

Noi però non ci arrendiamo, e non vogliamo che le istituzioni ribaltino responsabilità e colpe sui cittadini per poi gridare all’emergenza ed all’imprevedibilità, per poi parlare di “calamità”. In occasione di questa giornata chiediamo all’assessore Custolino ed al Sindaco Germani d’intervenire in commissione e spiegare perchè i soldi stanziati non sono serviti a completare le opere di messa in sicurezza e quali azioni il Comune intenda porre in essere a tutela dei propri cittadini.

E’ doveroso non lasciar sopire la faccenda con il solito inutile minuto di raccogliemento e con le parole di solidarietà, è doveroso mettere in sicurezza il territorio, è doveroso chiarire la catena delle responsabilità.

Gruppo Consiliare M5S Orvieto

Qui di seguito il testo dell’interrogazione Continua a leggere 12 novembre, secondo anniversario

Dov’è che il traffico avvantaggia il commercio?

L’ex assessore Luciani critica e descrive come “contorta” la soluzione proposta dal M5S di non rendere gratuita la sosta ma piuttosto mettere a disposizione mezzi pubblici gratis.

Polemica OL (Orvieto Libera) M5S - ex assessore luciani su parcheggi a pagamentoWP_20141107_002

Noi vorremmo che tutti i cittadini possano salire e girare gratuitamente tra gli eventi, le bellezze ed i commerci della Rupe di Orvieto, Luciani preferisce favorire solo gli automobilisti che lasciano la macchina parcheggiata a lungo. Dice che così si favorisce il commercio, non è che porti numeri, cifre o qualsiasi riprova del fatto ma si sa, questi sono dettagli. Noi però la pensiamo diversamente ed a Luciani lo sfidiamo.

Vada l’ex assessore e lo dica nelle altre città d’arte che sono tutte pedonalizzate ed i cui commerci sono fiorenti e gli immobili non sono scatole vuote con le tristi scritte “affittasi”, immobili che neanche contribuiscono a pieno al gettito fiscale non ospitando più nessuna attività, e neanche, in questa città dell’austerity, sono fonte di occupazione lavorativa. Lo dica ai commercianti, c’era l’occasione nell’incontro per l’organizzazione di eventi e mobilità del periodo natalizio, ma non lo abbiamo visto, gli spieghi che non esiste l’acquisto d’impulso di chi passaggia spensierato ma che è solo l’automobilista a spendere. Lo dica ai residenti che a Natale assistono alle disperate carovane di auto fumanti alla ricerca della chimera del posto “gratuito” rimasto libero. Lo dica ai vigili costretti a bloccare gli accessi in piazza Cahen e far tornare indietro la gente su via della Stazione ingolfando il traffico e facendo maltrattare  la città sulla stampa e sui social network. E, visto che c’è, lo dica anche a quelli che trovano i posti occupati da chi ha il garage ma lo tiene libero perchè a Natale arrivano amici e parenti e così si appropria di un posto nelle strisce blu con la propria vettura, come fosse un cappello sulla sedia. Noi a costoro diciamo di lasciare la macchina in garage e far parcheggiare i parenti fuori dalla Rupe, ed usare i servizi pubblici, incluse le navette gratuite, per godersi spensieratamente Orvieto in tutta la sua bellezza, senza clacson, senza sprecare benzina, senza inquinare alcunchè.

Sul parcheggio gratis, i commercianti lo sanno molto bene, vince sempre il centro commerciale. Sulla passeggiata in centro invece vince la mobilità pubblica. Tantissime città d’arte lo fanno, perchè non cogliere l’occasione?

Se poi i commercianti volessero cogliere l’occasione di quest’iniziativa e fare pubblicità e volantini sullo shopping in centro girando con il pollicino penso che faremmo tutti un ottimo affare, tranne la politica dell’ex assessore, s’intende.

SbloccaItalia: Pd boccia proposta M5S

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SBLOCCA ITALIA. PD BOCCIA ODG M5S PER INTRODURRE QUANTIFICAZIONE DEI COSTI DI BONIFICA.

“Sulla scorta di quanto successo a Taranto con l’Ilva, abbiamo chiesto che in caso di passaggi di proprietà per le aziende con forte impatto ambientale, vengano stimati i costi ambientali connessi e siano fatte le giuste stime economiche per le bonifiche” afferma il senatore Stefano Lucidi (M5S)

m5s lucidi
“Una richiesta che se accolta avrebbe permesso una effettiva stima dei costi di risanamento ambientale, questione molto importante non solo per l’AST di Terni, ma per tutte quelle aziende che si trovano nel giogo delle multinazionali, le quali tutto fanno meno che tutelare gli interessi delle comunità interessate e dell’ambiente circostante – prosegue il senatore-.

Non solo la maggioranza ha votato contro, lo fatto anche un rappresentante del territorio come la senatrice umbra Valeria Cardinali. Non si capisce come mai non accolga favorevolmente una richiesta che arriva dalle comunità locali”

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Ad Orvieto Unioni Civili Ugualitarie

Unioni civili,

A pochi giorni dal quasi unanime pronunciamento del popolo a 5 Stelle sulla piattaforma online del MoVimento, ilM5S città di Orvieto, porta all’attenzione del Consiglio Comunale e della cittadinanza un provvedimento limitato alle questioni delle Unioni Civili. Si tratta dell’istituzione di uno speciale registro, ugalitario, tra le unioni di coppie con capacità matrimoniali (maggiorenni, non consanguinee, in grado di intendere e volere) senza distinzioni di sesso.

diritti alle coppie

Si tratta di una soluzione distinta da quelle della trascrizione dei matrimoni effettuati all’estero ed è un deciso adeguamento al fatto che in occidente ed in tutta Europa esistono istituti egualitari al matrimonio per coppie omosessuali o comunque il riconoscimento di diritti e doveri alle coppie di fatto siano esse etero che omosessuali. Precisiamo che questa istituzione non pregiudica in alcun modo i diritti acquisiti dalla famiglia tradizionalmente intesa in termini, ad esempio, di accesso ai benefici di legge ed ai servizi comunali.

Naturalmente dobbiamo affrontare il fatto che siamo un piccolo comune con potestà solo sull’ordinamento amministrativo, non siamo certo il Governo, non è quindi una espressione sulle soluzioni ideali che vorremmo avere in merito, ma siamo certi che avrà il suo peso politico.

Qui di seguito il testo della mozione. Continua a leggere Ad Orvieto Unioni Civili Ugualitarie

Effetti terapeutici del “Fiato sul Collo”

Quando i cittadini e le forze politiche di opposizione non si limitano a sterile protesta ma fanno sentire il proprio “fiato sul collo” a maggioranza ed Amministrazione può succedere, come riconosciamo esser successo, che le scale mobili della stazione riprendano a camminare e che il sito web del Comune smetta di andare su e già come un’altalena e resti raggiungibile weekend e fine settimana.

Riconosciamo quindi l’attuale intervento attivo dell’Amministrazione, e cioè che alcune cose, normali, rientrino nella normalità.

Non confondiamo però gli effetti del “fiato sul collo” con la buona politica, l’azione di denuncia e stimolo a reagire è solo un palliativo di alcuni sintomi.

proattività vs reattivitàLa migliore terapia per situazioni (pre) dissestate come quella Orvietana sarebbe, a nostro avviso, quella di fare scelte “partecipate”, in pratica che possano con un clic, od in un’assemblea, decidere i cittadini cosa fare dei beni pubblici e dei fondi in bilancio ma, in mancanza, saranno i rappresentanti eletti a dover portare fuori dei vincoli di bilancio la città, verso direttrici che riportino la centralità della crescita demografica e dello sviluppo sostenibile, valorizzando le nostre migliori caratteristiche ed esclusive peculiarità.

Come M5S i nostri capisaldi erano e restano risparmio, sviluppo e partecipazione. Su quelli non faremo mancare proposte, proattività ed appoggio, così come continueremo a denunciare le mancanze ed i disservizi NON occasionali in modo che l’Amministrazione non si “distragga” e curi la città. Il lassismo e la burocrazia che ne fa da paravento sono due brutte abitudini da lasciare nel baule dei ricordi del passato.La normalità è il minimo sindacale, Orvieto merita di più.

 

8X1000 Edilizia Scolastica: Comune non pervenuto.

Tra le tante cose merito del M5S in Parlamento, ricordiamo fatte da semplice forza di opposizione, c’è la norma per la quale i contribuenti possono destinare l’8×1000 Iperf all’edilizia scolastica. I cittadini che firmano la sezione Stato nel modulo della dichiarazione contribuiranno agli interventi che riguardano ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all’istruzione scolastica pubblica, e scusate se è poco.

Abbiamo pertanto formalmente interrogato l’Assessore Croce, competente per la Scuola, chiedendo: «se si sia proceduto a richiedere i fondi dell’8 X 1000 e per quali scuole/progetti ovvero il motivo per cui si sia scelto d’ignorare questa premiante opportunità.»

8x1000edilizia-scolasticaQui ad Orvieto, infatti, c’è bisogno d’interventi come più volte hanno segnalato i cittadini, e la stampa locale, ottenendo come risposta i rimpalli di responsabilità tra i vari enti; anche il M5S non vuole che vada persa quest’ennesima occasione per il lassismo ed il disinteresse della politica e la burocrazia delle istituzioni. Già da luglio, dopo l’insediamento della Giunta e l’assestamento e la familiarizzazione con i nuovi ruoli ed incarichi dei responsabili delle varie deleghe, avevamo interrogato l’assessore ad patrimonio, Vincenti, sugli immobili ad uso pubblico ed approvato, votando favorevolmente, le linee programmatiche del Sindaco Germani in special modo su “Sviluppo economico e sociale – Utilizzo degli asset – Azione di governance“. Poi la delega sulla scuola è passata alla Croce ed a Lei era necessario rivolgersi, e copia dell’interrogazione è stata inviata anche alla Presidenza del Consiglio Comunale ed al Sindaco Germani. Il punto è che quei denari arriveranno solo se opportunamente richiesti, e che la richiesta deve arrivare a prescindere di altre iniziative come “l’anagrafica dell’edilizia scolastica regionale” (annunciata per dicembre prossimo dalla Regione Umbria, quindi troppo tardi per accedere all’8X1000).

La scadenza per la presentazione della richiesta era il 31 ottobre e nessuna risposta è pervenuta dal Comune. Siamo già una di quelle regioni che sprecano e non ottengono i Fondi Europei, e per incapacità di spesa restituiscono fior di milioni mentre nel frattempo i cittadini le tasse le pagano, eccome se le pagano.

Orvieto deve invertire questa tendenza e le rassicurazioni, i tweet, a noi non bastano. Abbiamo chiesto i fondi oppure no?

Qui di seguito l’interrogazione del 23 ottobre: Continua a leggere 8X1000 Edilizia Scolastica: Comune non pervenuto.