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Bilancio. Primi correttivi dal M5S

Nell’ultimo giorno utile la notifica del bilancio prevenivo arriva ai consiglieri, ed anche a noi del M5S. Si tratta della “bozza” del “previsionale” del 2015, cioè di qualcosa che sarebbe stato opportuno discutere nel 2014 puntando su una seria attività di programmazione e gestione di beni e servizi comunali e di territorio, e non a metà dell’anno in corso senza un piano di riferimento navigando a vista, ma una certa Italia preferisce lavorare così e l’amministrazione orvietana non fa eccezione, non eccelle, in questo come in tanto altro è tipicamente italiana.

In netto anticipo avevamo posto 5 questioni per noi prioritarie su questo documento, nelle anticipazioni fatte dall’Assessore competente non ve n’era traccia e le abbiamo commentate osservando quanto apparisse adagiato e molle sull’impostazione di piccolo cabotaggio. Apriti cielo, sono seguite accuse di “demagogia” alle nostre richieste relative all’Agenda Europea del nostro Comune, apparentemente inesistente, e tanti attacchi personali in un linguaggio che di istituzionale non aveva nulla.

Ora, sul filo di lana, apportando anche qualche minimo correttivo figurativo nelle direzioni che avevamo indicato, arriva il documento programmatico che dovremo emendare e discutere a fine mese, con una parte dell’opposizione che pare intenzionata a far saltare il tavolo ed una parte della maggioranza che non vede con piacere l’essere costretti a far pagare di tutto e di più ai cittadini e si sfilerebbe dal tavolo molto volentieri. Poi ci siamo noi, quelli che era meglio sfruttare l’avanzo, che l’anno scorso pure c’era, per investire in una seria e pervicace programmazione europea, che hanno presentato la mozione contro gli affitti d’oro ed hanno chiesto costantemente la messa a reddito dei beni come l’ex caserma Piave. Chiamatela pure demagogia, se volete, ma un comune che ha rinunciato all’incasso di tributi e multe per milioni, che ha dovuto rinegoziare i propri mutui per avere uno spazio contabile di manovra, e che non ha avuto la lungimiranza di tentare da subito la via d’un “Ufficio Europa” ha davvero, in tempi di crisi, bisogno di tanto aiuto.

Venendo al bilancio, ad una lettura sommaria, i programmi operativi contenuti nella RPP (Relazione Previsionale e Programmatica) sono il vero punto debole, stanche ripetizioni di quanto già visto e fatto, costruiti con uno sconfortante uso del copia e incolla. Per dirne una le analisi dei singoli programmi (punto 5.4 del RPP) sono esclusivamente dei copia&incolla, dicono le stesse parole che si parli di sport, pulizia, tributi o giustizia, istruzione o servizi sociali, cultura od investimenti per pagine e pagine di noiose ripetizioni che privilegiano l’approccio burocratico al moderno e necessario controllo di gestione, pure previsto dal nostro ordinamento.

«Quello che emerge dunque è davvero la mancanza d’innovazione, di idee concrete e di  una volontà che non sia quella di spremere i soliti noti, i tartassati orvietani, per mantenere lo stesso caravan serraglio di sempre.» Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

Proveremo ad incidere su questo documento in Consiglio ma sarebbe demagogia promettere risultati essendo oggi, purtroppo, il M5S la forza di minoranza della minoranza stessa. A noi la demagogia non piace quindi tenteremo un approccio politico e programmatico di lungo periodo.

Il primo correttivo che porremo all’ordine del giorno è il Baratto Amministrativo, già presente in molti comuni italiani, che è un vero e proprio strumento di difesa dei cittadini più indeboliti dalla crisi, delle famiglie, e dei piccolissimi imprenditori, tessuto vitale per la nostra Italia, che potranno, se approvata la nostra proposta, pagare in parte o del tutto il proprio debito con l’amministrazione comunale, a titolo di esempio, potando le siepi lungo via Postierla, imbiancando i locali della scuola materna di Ciconia o aiutando i netturbini a tenere pulito il centro storico.

baratto-amministrativoUn modo pratico di spostare la partita economica dai costi vivi pagati a ditte per gli stessi servizi al pareggio con i contribuenti, qundi a costo nullo per l’amministrazione, tolto il piccolo impegno dell’organizzazione dei servizi e la grande soddisfazione di aver favorito l’inclusione sociale di chi è in difficoltà. Un’amministrazione che poteva ragionare e programmare meglio, con un bilancio che non merita promozione, che ha perso tante occasioni ed è stata lassista nella stesura dei programmi operativi, ma che almeno, accogliendo questa proposta, non sarà del tutto “matrigna” nei confronti dei cittadini.

Qui di seguito il testo della proposta M5S Continua a leggere Bilancio. Primi correttivi dal M5S

In biglietteria i treni regionali non esistono.

Una strana vicenda da analizzare con tutte le cautele del caso, ma che secondo noi vale la pena approfondire.

Il giorno 3 luglio la stampa locale di Legnano in Lombardia ha riportato la lettera firmata della signora Rosy Sergi che raccontava una propria disavventura nata alla biglietteria della Stazione quando ha cercato di acquistare un biglietto diretto per Orvieto e le hanno detto che non era possibile, ed all’insistenza si è sentita rispondere (riportiamo dalla stampa locale): « signora non esiste un treno diretto da Milano a Orvieto deve prendere la Freccia Rossa  da Milano a Firenze S.M.N.    poi cambiare treno  e prendere un regionale…».

La signora Sergi, intenzionata a venire a visitare la nostra città con i propri figli piccoli, non si è persa d’animo ed ha mostrato  stampato della pagina internet di Trenitalia che diceva tutt’altro.

trenitalia milano orvieto

A questo punto chiedendo direttamente il numero di treno, il 2085, Orvieto è finalmente riapparsa sui terminali della compagnia ferroviaria. La signora Sergi avrebbe dovuto sottrarre al budget della propria visita in città, come chiunque si fosse, giustamente, fidato dell’informazione in biglietteria, di oltre 160 euro. Un danno considerevole per un cittadino, enorme se lo moltiplichiamo per la platea di visitatori di Orvieto, soprattutto gli stranieri.

Ora non sappiamo se è un “errore umano” o se è un problema di “software” o se la questione sia un episodio non destinato a ripetersi per chissà quale motivo incidentale. E’ doveroso però un supplemento d’indagine e, secondo noi, scrivere una richiesta d’informazioni ed approfondimenti a Trenitalia è il minimo da farsi da parte dell’Amministrazione a cui indirizziamo la nostra proposta d’attenzionare la vicenda, che potrebbe essere un falso allarme come un problema serio, ma è sicuramente degna di verifica [Link].

«Il nostro dovere di tenere alta la guardia per l’interessa di cittadini e del territorio consta anche di questo, siamo sicuri che l’assessore al Turismo, cioè il Sindaco Germani visto che ha ancora in capo la delega assessorile, con i tanti impegni in questi giorni, tra le feste in piazza e gli incontri con i notabili statunitensi, ha bisogno di tutto il sostegno possibile anche dalle forze d’opposizione per non perdere di vista gli interessi di un territorio ampio come il nostro. Pertanto abbiamo informato anche il Suo staff della questione e contiamo su di un Suo pronto interessamento, per il quale sin da subito, come cittadini, doverosamente ringraziamo.» Lucia Vergaglia, capogruppo M5S

Limitazioni al diritto delle minoranze. Intervenga il Prefetto.

Abbiamo deferito la questione delle limitazioni che vediamo da mesi poste ai diritti delle minoranze, in particolare del gruppo M5S, e la persona dell’Assessore Vincenti (Mobilità e Politiche Comunitarie) al Prefetto per il (penoso) ritardo con per il quale arrivano le risposte alle interrogazioni, quando arrivano, e per le conseguenze che la mancanza delle dovute informazioni porta alla nostra azione in Consiglio.

Deferimento al Prefetto

Si va da interrogazioni sulle Politiche Comunitarie di responsabilità dell’Assessore Avv.Andrea Vincenti, inevase sin dallo scorso ottobre, alle richieste, e da noi lealmente rispettate, pervenute dalla presidenza del Consiglio Comunale di spostare alcune questioni in altra sede, in particolare l’interpellanza sull’emergenza lupi, che invece sono semplicemente scomparse, insabbiate chissà dove. Un malcostume che è proseguito nonostante le sollecitazioni formali ed informali, le proteste nelle commissioni preposte, in particolare la Commissione di Garanzia che potrebbe fare molto di più e nonostante l’interpellanza diretta al Sindaco in sede di Consiglio Comunale. Avevamo ammonito l’amministrazione che avremmo smesso il fair play ed intrapresa la scala gerarchica e così abbiamo fatto. La questione ora è nelle mani dell’autorità prefettizia.

«Adesso basta! abbiamo deferito la vicenda al Prefetto e richiesto un primo intervento di censura e ripristino delle regole democratiche. Per farlo abbiamo, ancora una volta con lealtà, atteso il superamento del periodo elettorale ed il consolidarsi dei nuovi assetti. Non si dica che ci abbiamo voluto fare campagna elettorale, piuttosto ci aspettiamo le scuse doverose dalla maggioranza e dall’amministrazione per l’arrogante atteggiamento fin qui mantenuto ed il ripristino della doverosa dialettica, da troppo tempo sospesa e recentemente sfociata in espressioni assurde con il Sindaco che emenda di persona provvedimenti ed indica tematiche, come quella giubilare, ad esclusivo appannaggio della maggioranza. Inaccettabile, insostenibile, irricevibile. Siamo in democrazia ed è nostra responsabilità ricordarlo alla maggioranza, soprattutto in mancanza assoluta di chi ne avrebbe il dovere perchè nei ruoli di “garanzia” in ufficio di presidenza del Consiglio Comunale. Voglio essere più chiara riferendomi al consigliere Meffi che all’insediamento per arrogarsi tale carica non mise sul piatto della bilancia il senso di responsabilità ma il mero calcolo, anzi come amò dire, peso dei propri voti.»

Ribadiamo che non siamo in Consiglio per farci dei nuovi amici, abbiamo le mani libere e l’intenzione di lavorare e di denunciare lassismi e mancanze, da qualunque parte essi vengano.

Trasporto pubblico: la visione del M5S

Tra i documenti fondanti del M5S nazionale c’è la “Carta di Firenze” che dal 2009 è il sintetico punto di riferimento per i programmi comunali dei tanti Meetup e delle Liste Civiche Certificate, cioè quelle ufficialmente parte del MoVimento, come la nostra Orvieto 5 Stelle.

La mobilità pubblica è una delle basi su cui costruire la vita e lo sviluppo sostenibile dei Comuni ed è il collegamento trasversale alla capacità delle amministrazioni di operare delle politiche di presenza sanitaria, per il lavoro, per l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, per la scuola, per il turismo, per lo sport e per il commercio. Non c’è quasi alcun aspetto della vita cittadina che non comprenda la variabile della mobilità tra i fattori di efficacia o di insuccesso della politica.

Di motivi d’insuccesso ne vediamo molti, le auto parcheggiate in doppia fila fuori scuola a Ciconia, allo Scalo, a Sferracavallo, a Canonica ed al Centro Storico sono la plateale denuncia dell’inefficacia della mobilità pubblica legata all’istruzione. I negozi chiusi e con la scritta “fittasi” ingiallita dagli anni al Borgo, al Corso Cavour ed al Fanello, cioè nei poli di attrazione commerciale cittadina, non indicano lo stesso problema?

Nello spazio partecipativo previsto dalla legge regionale del 2008 per la valorizzazione dei centri storici, il cosiddetto QSV, il MoVimento 5 Stelle sta depositando delle proposte per la discussione e l’approfondimento anche sul trasporto pubblico.

mobility

In particolare a nostro avviso va ripresa nettamente in considerazione la possibilità di ragionare sugli “autobus del commercio”, con corse che siano organizzate in funzione dei mercati rionali con arrivi nei pressi delle aree di mercato a secondo dei giorni (al Centro il giovedì ed il sabato, allo Scalo ed a Ciconia il martedì) e che inoltre preveda fermate al Borgo, a piazza del Commercio, all’interno del Fanello, e più in generale nei luoghi di concentrazione dei negozi al dettaglio. Quanto al centro storico, oggetto di un’annosa discussione sulle navette/circolari che ruotano all’esterno del centro ignorando completamente Corso Cavour (regolarmente invaso però da auto e furgoni di vario genere e dimensioni) abbiamo proposto nuovamente che i pollicini transitino e permettano le fermate lungo il corso stesso che nei tempi antichi era la via dei mercanti. L’Obbiettivo è duplice: ridurre la pressione delle auto al centro dando la possibilità ai cittadini di raggiungere i commercianti, dando loro, al tempo stesso, la chanche, la possibilità, di essere visti dal turista in visita e non letteralmente scavalcati come accade adesso.

trasporto pubblicoFondamentale poi è il recupero delle frazioni pressoché scollegate come Canale, ormai sempre più isolata e con i pochi collegamenti superstiti gestiti dall’ente laziale non da quello umbro. Questo con le conseguenti difficoltà d’informazione per l’utenza in attesa su eventuali ritardi e soppressione di corse.

Va inoltre data nel biglietto la possibilità del trasporto bici in quelle parti del territorio con grande dislivello (dallo Scalo alla Rupe, da Ponte del Sole a Sugano, a Rocca Ripisena, Prodo ecc…)

E i soldi?

Noi reputiamo che una convenzione parcheggi a pagamento (inclusi quelli a lunga permanenza come il piazzale della Stazione che potrebbe andare ad un euro al giorno sul modello di quello di Orte, e con una tariffa simbolica, ad esempio, dell’ordine di dieci euro mese per chi ha l’abbonamento ferroviario) biglietto dell’autobus possa introitare fondi ulteriori e che la gestione diretta della funicolare e di un servizio sostitutivo serale possano mettere in moto un circuito della mobilità pubblica virtuoso e che porti ricadute positive sull’economia e sulla vita sociale orvietana, contribuendo a tener vive quelle attività che rappresentano posti di lavoro e l’immagine di una cittadina sana e vitale.

Sosta in centro per residenti

Nei giorni scorsi, complice il clima politico ed alcune scelte “muscolari” dell’amministrazione, per le quali si è assunto la responsabilità in prima persona l’Assessore Vincenti con un gesto che realmente apprezziamo, è stato difficile lo svolgimento di quegli incontri pubblici, noti come QSV, dai quali dovrebbe nascere la nuova visione del centro storico.

Il problema dei varchi elettronici, dei permessi e della sosta in centro per i residenti sono a nostro avviso strettamente legati ed influenzano non solo la mobilità pubblica e privata, ma lo stesso valore degli immobili cittadini ed il livello dei servizi nella città. La proposta che avremmo voluto consegnare in quella sede all’assessore Vincenti ed al city manager Olivadese era legata alle risposte sul budget a disposizione, purtroppo abbiamo ricevuto la risposta esattamente in chiusura e siamo stati impossibilitati a parlarne in pubblico così ci vediamo messi nella situazione di doverla pubblicare e mettere agli atti.

Dal nostro punto di vista, già esposto dall’ex candidato David Tordi con la presentazione del piano traffico del M5S che tanto interesse sembra riscuotere nella cittadinanza più attiva e presente, le risorse per gestire la sosta dei residenti esistono, sia in termini di spazi e stalli che nell’opportunità di gestione offerta dai moderni sistemi informatici che lavorano in rete.

Principali obbiettivi

  • Permettere agli anziani over 65, ai diversamente abili, alle donne in dolce attesa o con figli piccoli ed in generale al maggior numero di gruppi familiari possibili di disporre di spazi auto nei pressi delle proprie abitazioni, quanto meno per il carico e lo scarico.
  • Ridurre drasticamente il fenomeno della sosta selvaggia lungo il corso e le arterie principali del centro storico.
  • Contribuire a mantenere alto l’appeal del centro storico riducendo l’impatto “visivo” delle auto e razionalizzando il traffico veicolare.

Come procedere da subito

La nostra idea è di utilizzare la logica dei varchi creando con l’arredo urbano opportuno delle aree dedicate alle auto necessarie isolandole dal contesto del borgo antico. Immaginiamo tutti quei luoghi come, ad esempio, Piazza Belisario, Piazza Monaldeschi, Piazza Simone Mosca come aree separate da siepi (od altra formula d’arredo urbano quali pannelli con mappe, anteprime delle bellezze della città ecc…) che celano alla vista del visitatore l’immagine certamente non bellissima del parcheggio nel centro storico, ed un varco con sbarra per permettere la sosta notturna dei veicoli, immaginiamo che l’ingresso sia concesso per gruppi e priorità ai residenti e che sui display all’ingresso in città (Piazza Cahen, Rotatoria di fronte a porta maggiore) siano indicate le disponibilità così come potrebbe anche avvenire su un’apposita app realizzata con gli stessi crismi di quella dell’orvietanissima Vetrya che individuava la posizione dei singoli figuranti del Corteo Storico, immaginiamo gli spazi solitamente occupati per la sosta selvaggia con le rastrelliere per le biciclette, immaginiamo ogni 10/15 negozi delle aree carico-scarico ben delineate, immaginiamo che le siepi separatorie delle piazze possano in seguito ospitare i ripari e le panchine di attesa autobus quando e se decideremo una strategia di trasporto pubblico lungo il corso, od in quelle occasioni speciali con i trenini per i turisti.

 

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Avremmo un corso realmente senza auto parcheggiate e con l’afflusso delle sole auto necessarie, senza quel viavai dei residenti alla disperata ricerca di un posto in questo o quell’anfratto, con gli spostamenti solo in specifici orari, con la possibilità di definire dei limiti alle soste di lunga durata “tracciando” informaticamente la posizione delle auto stesse. Al tempo stesso alcune specifiche servitù (il garage e lo spazio dei tavolini in piazza Monaldeschi ad esempio) potrebbero essere gestiti con trasparente efficienza e vantaggio, non disvalore.

Evoluzione futura della mobilità

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Cabine Telefoniche: tempo scaduto

Immagine consueta e punto di riferimento di tutte le generazioni che hanno preceduto l’avvento dei telefoni cellulari le cabine stanno per scomparire, per sempre.

Piccole edicole luminose nelle notti piovose le cabine non sono state al passo coi tempi, soprattutto per l’inadeguato costo di chiamata, sproporzionato ai tempi attuali, e sono diventate ormai una nostalgica icona del passato in cui le telefonate erano momenti di pausa e relax, fatte da persone ferme,  invece che le rapide istruzioni operative lanciate in movimento dagli smartphone, duravano a lungo e cominciavano con il consueto “Pronto? Chi è?” non essendoci nessun display che avvisava del nome o del numero del chiamante. Qualcosa di profondamente attinente alla Slow life a cui, qui, troppo spesso diciamo di volerci ispirare salvo comportarci diversamente sfoggiando invece l’ultimo modello di Iphone.

Una delle ultime cabine telefoniche di OrvietoIl momento è arrivato anche ad Orvieto. Anche qui ne è prevista la dismissione dal centro storico. Lo specifica ormai da mesi il cartello rosso apposto sui vetri che però spiega anche chi contattare per spiegare gli eventuali motivi per i quali non dovrebbero essere portate via.

Attraverso i social ci fu un tam tam mediatico che però non sappiamo se abbia dato i suoi frutti in questa città che è socio fondatore, capofila e la sede ufficiale di CittàSlow International; cioè uno di quei luoghi che dovrebbe valorizzare e promuovere, od almeno conservare, le cabine e ciò che hanno rappresentato e che rappresentano.

Oggi sono ufficialmente scaduti i termini e chiediamo cosa abbia fatto il Comune, sempre se qualcosa ha fatto, e chi ha la responsabilità per l’amministrazione di curare i rapporti con Città Slow e cosa le altre città slow hanno in mente di fare con i telefoni pubblici.

Considerata poi l’assoluta mancanza nella nostra città di un’alternativa alla telefonia pubblica, come ad esempio il wifi cittadino da anni promesso però mai arrivato, quali piani abbiano per sopperire alla soppressione di questi strumenti d’allerta per le emergenze, situati di solito presso le aree cardioprotette. In pratica con la telefonia pubblica si poteva chiamare il 112 o gli altri numeri di telefono d’emergenza al volo, gratuitamente, con la certezza dell’identificazione automatica ed immediata del luogo e la possibilità di essere richiamati, senza le cabine telefoniche questo non è garantito, soprattutto in una città come la nostra affollata di turisti non europei con il roaming che devierebbe le chiamate d’emergenza, in molti casi, ai propri numeri nazionali rendendo inutile la chiamata.

Insomma come spesso accade registriamo una mancanza di visione condivisa della città ed un netto scostamento tra i tanti, troppi, slogan dell’Amministrazione ed i fatti che sono sotto gli occhi di tutti.

La Rupe in Mobilità

In Umbria, ai sensi della vigente legge regionale del 2008, per le politiche nei centri storici sono previste delle metodiche partecipative che si chiamano QSV (Quadri Strategici i Valorizzazione).

In parole semplici i QSV sono degli incontri e dei tavoli d’approfondimento, aperti ai contributi, per redigere una proposta il più possibile condivisa tra amministrazione, soggetti portatori di interessi (associazioni, categorie, partiti ecc…) e cittadini. Non è esattamente la “Democrazia Diretta” che dal M5S auspichiamo ma è un passo avanti rispetto al puro confronto tra rappresentanti votati e tecnici e permette entro certi limiti a tutti i cittadini d’intervenire al più alto livello.

Come cittadini tra i cittadini, senza la pretesa di avere gli appoggi di gruppi di studio e di focus group come hanno inteso fare le segreterie di alcuni partiti, abbiamo semplicemente discusso e sposato la proposta dell’ex candidato M5S David Tordi, cittadino orvietano. Questa è diventata la nostra proposta per la viabilità locale da discutere nei tavoli di lavoro, questo il nostro contributo al QSV che sarebbe stato semplice arricchire di dettagli, problematiche riscontrate e proposte di soluzione, come quelli segnalati negli incontri da Silvio Torre e Lucia Vergaglia, ma che semplicemente individua la nostra visione del centro storico: arterie tangenziali, accessi per i residenti, isole logistiche di carico/scarico, equidistanza dal centro e, come chicca, uso della tessera sanitaria per il riconoscimento dei cittadini residenti ad Orvieto fuori centro storico (e paesi limitrofi) e l’accesso scontato ai parcheggi.

Come sempre siamo aperti al confronto ed alla valutazione di ogni proposta, e non ci tiriamo indietro portando idee e soluzioni.

Tordi M5S: Proposta QsV viabilità

Qui di seguito il dettaglio della proposta: Continua a leggere La Rupe in Mobilità

Denominazioni Comunali L’assessore risponde.

Innanzitutto il doveroso ringraziamento all’Assessore Martino che ha inteso recepire la nostra interrogazione sulle “Denominazioni Comunali (De.Co)” ed intraprendere un’azione di impulso politico oltre che rispondere.

Ancora una volta in questa consiliatura che l’intento ed il contributo all’amministrazione cittadina operato attraverso azioni di sindacato ispettivo (interrogazioni, interpellanze, accessi ad atti) non si limita al #FiatoSulCollo ma permette agli amministratori ed ai cittadini di fare luce e di avviare processi d’innovazione.

Cosa è successo? Nella ricognizione delle iniziative del passato che avrebbero potuto contribuire alla nostra presenza all’Expo ed al miglioramento dell’appeal turistico imprenditoriale del nostro territorio abbiamo voluto concentrarci sulla proposta Leoni, approvata in era Concina, delle De.Co. come occasione di sviluppo e di marketing territoriale. Abbiamo rilevato l’inefficacia del provvedimento e l’assenza dell’Osservatorio preposto ed abbiamo interrogato l’assessore competente.

Si ma cosa sono le De.Co.? Nel giugno 1999 il famosissimo enologo Luigi Veronelli lancia l’idea che i comuni possano valorizzare il proprio territorio attraverso le produzioni artigianali ed agricole, con le successive modifiche normative e costituzionali che hanno permesso ai comuni l’intervento nella materia agricola diventa possibile disciplinare le DE.CO., ovvero il marchio Comunale, che certifica la provenienza di un determinato prodotto (del comparto enogastronomico o artigianale) da un determinato territorio.

L’assessore Martino a questo punto non solo non ha lasciato cadere la cosa ma, anzi, si è attivata ed ha avviato le pratiche per la realizzazione e per la nomina della commissione. Speriamo che sia la volta buona e che Orvieto non si limiti alle belle parole ma metta in pratica le iniziative già approvate (e ce ne sono davvero molte).

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Noi, doverosamente, continueremo a pungolare sullo sviluppo ed il ritorno alla prosperità della nostra città, anche con queste iniziative d’attenzione e sprono. Questi sono i limiti del fatto che non siamo stati i più votati ed abbiamo a disposizione i soli strumenti dell’opposizione con i quali non si governa, si può solo tentare di far proposta, indirizzare e, come questa volta, dare una scossa di vitalità alla macchina comunale.

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Pronti al Microcredito?

Anche ad Orvieto siamo prontissimi, il microcredito aiuterà molti nostri concittadini con la propria impresa o sostenendo i progetti delle imprese in cui lavorano.

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Pronti? E’ ormai questione di ore per il giorno fatidico!
Mercoledì 27 Maggio il Ministero dello Sviluppo Economico lancerà la procedura che dà il via al Fondo per il microcredito di Stato. Potrete in quel momento prenotare i vostri fondi sul sito

www.fondidigaranzia.it

Tenetelo d’occhio!

Compilare la domanda che troverete sul web servirà a bloccare il credito. La prenotazione sarà valida per  i cinque giorni lavorativi successivi, entro i quali il richiedente dovrà presentare la propria idea imprenditoriale al soggetto finanziatore (ci si può far aiutare dai consulenti del lavoro per una prima indicazione). L’intermediario avrà poi 60 giorni di tempo per concludere la pratica.

Trovate sia l’elenco dei Consulenti del Lavoro sia i soggetti finanziatori convenzionati sul sito:

www.microcredito5stelle.it

In bocca al lupo per la vostra impresa!

Discarica: stop alla gita ed intervento delle autorità

Tanto tuonò che piovve. Lunedì ci sarebbe dovuta essere la tanto contestata “Gita in Discarica” e non solo non si è fatta ma il sindaco Germani ha, secondo noi giustamente, richiesto un intervento delle autorità preposte alla sicurezza al Comune di Orvieto.

Ufficialmente si parlerà degli impianti di Pian del Vantaggio ma in un’intervista ad Antonello Romano è lo stesso Germani a chiarire che l’argomento inquinamento e contaminazione del sito di “Le Crete” sarà sul tavolo dei lavori.

Vogliamo però restare all’aspetto non secondario del valore formativo di una gita in discarica. Dobbiamo deciderci su cosa è il piano formativo e cosa quello educativo. Un antropologo, pare dall’America, ha voluto intervenire e scrivere sulla vicenda stigmatizzando la “Politica dell’Ignoranza” che si oppone al mostrare certe realtà ai bambini delle elementari riducendone in qualche modo la consapevolezza d’essere parte del problema rifiuti. Spiace per il distaccato professionista, l’amico americano, ma per quanto concerne le elementari non pensiamo che sia normale, ad esempio, portare le scuole a vedere i morti dopo gli incidenti e spacciarla per educazione stradale, oppure vedere dai veterinari le sofferenze dei cani che hanno inghiottito bocconi avvelenati e raccontare che nella storia erano i primi alleati dell’uomo che ora li maltratta. No, proprio no. Ci sta la visita al museo, una gita in un parco a dire “Non sarebbe meglio senza cartacce?” del resto sono bambini e la letteratura sull’argomento parla chiaro. Spaventare, terrorizzare e colpevolizzare non la nostra idea di formazione e, crediamo, nonostante tutto, non lo sia neanche nel nostro plesso scolastico e certamente non lo è nel resto d’Italia; in ogni caso anche di questo chiederemo conto in tutte le sedi, a partire dall’assessore alla scuola che, vogliamo osservarlo, come il Sindaco stesso, non ha inteso prendere da subito le difese degli organizzatori della gita.

Solo pochi anni fa la formazione procedeva in modo diverso ed è riuscita ad attivare quella coscienza che è servita, quantomeno, ad avviare la raccolta differenziata nella nostra città. Vogliamo ricordare un momento del 2011 con le parole di una delle nostre candidate alla regione Umbria:

“Nel lontano 2011, (17 e 18 settembre) – Serenella Bartolomei, Presidente dell’associazione Ecologicpoint, e candidata portavoce al consiglio regionale Umbria con il M5S – ci si è presentata un’importante occasione d’incontro con i bambini delle scuole elementari locali, all’interno del progetto regionale “DifferenziaTur“, due giornate di informazioni finalizzate all’importanza di far bene la raccolta differenziata, ed esempi concreti di riduzione dei rifiuti, evidenziando infine, che il futuro dei loro rifiuti non poteva continuare ad essere il conferimento nella discarica della loro città, e che per contrastare ciò, ci si doveva impegnare seriamente nel trovare una celere soluzione alternativa.
Per noi attenti ed esperti osservatori, la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente nei bambini, ed indirettamente nei loro genitori, passa soltanto nel perseguimento costante di un unico obbiettivo, quello di ridurre alla fonte i rifiuti, valorizzando le irrinunciabili tematiche delle 4R (ridurre, riciclare, riusare e riparare), questi concetti non possiamo pretendere che giungano alle giovani menti attraverso una semplice, e poco salubre, visita scolastica in discarica, tutt’altro.
Aggiungo concludendo che, l’Europa stessa sta puntando su un grande progetto volto all’azzeramento dei rifiuti, verso un’economia circolare (COM/2014/0398), una nuova politica dei rifiuti, di certo più lungimirante, che porterà notevoli benefici in termini di crescita e occupazione, a costi che dovrebbero essere relativamente ridotti o nulli, contribuendo nello stesso tempo a migliorare l’ambiente e la salute dei cittadini.”

serenella

Sappiamo che non finirà qui questa vicenda e da parte nostra resta la disponibilità a sostenere ogni azione educativa, condivisa, in un quadro di crescita e sostenibilità, al ripario da rischi stupidi ed inutili quale avvicinarsi con dei bimbi in età pediatrica ad un sito dichiaratamente contaminato.