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Grave errore non ascoltare commercianti orvietani

Grosso errore ascoltare i commercianti orvietani.
Esemplare la vicenda del bando per il Belvedere, TOTALMENTE disertato dagli imprenditori orvietani nonostante la base d’asta risibile di meno di 500 euro al mese per un locale attrezzato come bar pizzeria, con parcheggio autobus, spazia all’aperto, panorama, accessi per disabili, sale interne, depositi, persino un montacarichi, oltre ad un centro informazioni turistiche UFFICIALE posto all’interno. Che dire poi dell’assenza di un piano per il commercio al centro storico, lacuna ormai evidente durante il periodo Pasquale che è il vero avvio di stagione, con tutti quei discorsi sul “Centro Commerciale Naturale” ampiamente disattesi.
I commercianti ritengono di non essere stati consultati e coinvolti a sufficienza. Da parte nostra osserviamo che l’assessorato al commercio ed allo sviluppo economico della città non ha preso in considerazione di convocare il quadro strategico di valorizzazione cittadino (QSV) per ascoltare le esigenze dei dettaglianti del territorio. I social network diverso con le lamentele di questi ultimi i quali, ricordiamo, sono in prima linea per sostenere che la città turistica ed accogliere visitatori da ogni parte del mondo.

Centri Commerciali Naturali, per vivere il centroA questo punto la capogruppo del M5S, Lucia Vergaglia, ha richiesto la convocazione del quadro strategico di valorizzazione subito dopo le festività pasquali. Troviamo necessario un chiaro confronto pubblico, ai sensi della legge regionale 12 del 2008, almeno per mettere nero su bianco le esigenze percepite e le proposte illustrate dei commercianti stessi.

I QSV sono atti di programmazione in senso lato o meglio processi ciclici nell’ambito dei quali devono ricondursi in modo organico e coordinato i vari interventi ed iniziative che, da parte pubblica e dei privati, tendono alla rivitalizzazione, riqualificazione e valorizzazione dei centri storici: non si tratta di un ulteriore strumento urbanistico, né di un piano commerciale o di un programma di sviluppo sociale, ma di una progettualità strategica che deve individuare obiettivi e finalità condivise, in un’ottica di sviluppo nel lungo periodo e la cui realizzazione concreta è demandata non solo al momento pubblico, ma anche ai privati, alle componenti e formazioni sociali coinvolte in prima persona e a tal fine corresponsabilizzate.
In altri comuni della regione, pensiamo ad esempio Assisi, il quadro strategico di valorizzazione ha permesso di influire sulla politica commerciale della città in maniera molto incisiva.

Era 1926 quando l’economista Keynes scriveva il suo famoso saggio ” la fine del lassismo”, ma qui ad Orvieto sembriamo ancora lontani da aggiungere un simile obiettivo ed ancora una volta ci chiediamo se le persone delegate hai problemi del commercio e dello sviluppo economico fiamma in grado di assolvere questa importante funzione.
Cogliamo l’occasione per ricordare AI membri della maggioranza che la scrivente forza politica ha già più volte richiesto l’attivazione di un tavolo sul commercio. In particolare sulle regole del commercio visto che attualmente si lavora assolutamente in maniera borderline superando quando possibile ogni regola scritta ed etica e trasformando le attività commerciali che dovrebbero essere sul mercato in pure posizioni di rendita.

Il compito della politica è governare, il suo ruolo principale infatti dai che il quadro completo di regole e di indirizzi nel quale i singoli operatori di mercato possano liberamente agire.

Basta quiescienza rimbocchiamoci le maniche e torniamo tutti a lavorare.

Il Crescendo nella Spending Review

Oggi in Conferenza Stato-Città il governo presenta il temibile piano di tagli per oltre due miliardi di Euro. Ad Orvieto, comune già in predissesto, l’assessore Gnagnarini non ha ancora presentato il bilancio preventivo probabilmente anche per questo motivo, per avere chiarezza su trasferimenti e risorse a disposizione. Non c’è nulla di male in questo se nel frattempo, con prudenza si fossero attivate tutte quelle buone pratiche di resilienza e fund rising che tanti osservatori titolati, e le forze politiche come il M5S, stimolano da anni.

spending reviewPurtroppo degli annunci di rivoluzionarie gestioni della cosa pubblica Gnagnarini è passato al piccolo cabotaggio in pochi mesi, e dopo gli stop-and-go dovuti ai tanti problemi tecnici (Sito internet, software per la tari ecc…) e le scelte, da noi combattute, di svalutare il nostro patrimonio mettendo nei bandi prezzi da saldo in tempi contingentati, non solo non abbiamo svoltato ma l’Assessore stesso, che era costantemente presente sui media locali, sembra ormai scomparso.

In questa situazione s’innestano anche le aziende a vario titolo “partecipate” dal Comune, con gli enti territoriali, le Università (e fondazioni universitarie quindi, crediamo, anche il CSCO) che proprio oggi devono inviare alla Corte dei conti i propri «piani di razionalizzazione» ai sensi del cosiddetto piano Cottarella.

E veniamo al problema grosso: il consorzio Crescendo.

Ente dallo scopo sociale di promozione e sviluppo delle attività produttive il consorzio, amministrato nel tempo da noti politici regionali, si è avviluppato in una serie di investimenti fallimentari tali che i soci nel 2013 ne hanno dichiarato la liquidazione. Ovviamente non è così semplice, per liquidarlo vanno appianati i debiti. Chi paga?

Infatti l’ente esiste ancora pur essendo, nella gestione, commissariato dalla partecipata della Regione “Sviluppumbria”. Contemporaneamente era già finito sotto la lente dell’allora commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli e nelle analisi fatte da un giornale certamente non ascrivibile al M5S (La Repubblica) risulta una delle dieci realtà partecipate peggiori d’Italia in termini di ritorno dell’investimento (ROI).

Sicuramente la scure dei tagli arriverà pesante e, se non abbiamo consegnato una nostra controproposta fornendo gli adeguati piani di razionalizzazione, calerà dall’alto senza possibilità di alcun controllo da parte nostra.

Il nostro compito, come forza di minoranza, è quello di pungolare, proporre, controllare e denunciare e noi del MoVimento lo chiamiamo #FiatoSulCollo; nella giornata odierna intendiamo controllare e verificare se le iniziative per renderci resilienti alla Spending Review sono state portate a buon fine o se dobbiamo attenderci tagli indiscriminati a giustificare manovre lacrime e sangue da parte dell’Amministrazione e dall’Assessore competente, il dott. Gnagnarini, che in tal senso formalmente interroghiamo.

Di seguito il testo dell’interrogazione… Continua a leggere Il Crescendo nella Spending Review

No alle difese di ufficio.

Sul sito istituzionale del Comune di Orvieto il Sindaco Giuseppe Germani «replica alle critiche mosse dal M5S al lavoro dell’Assessore alla Cultura, Vincenzina Anna Maria Martino ed afferma: “Come ho già detto in precedenti occasioni, tutti gli Assessori hanno la piena fiducia del Sindaco”.»

drinking wineE giù a snocciolare i tanti “dossier” in campo ed a fare seguire un successivo comunicato della stessa dottoressa Martino, nella sua qualità di Assessore, ricordiamolo, a Sviluppo, Commercio, Artigianato, Agricoltura, Cultura, Grandi Eventi e Marketing Territoriale, in cui ci spiega in dettaglio delle sue recenti attività di partecipazione alla manifestazione Vinitaly; ne invitiamo la piena lettura e ne estraiamo la parte saliente:

«Quella del Comune di Orvieto al Vinitaly è stata una partecipazione importante per incontrare e confrontarci con i produttori locali sui temi che riguardano non solo la produzione e la commercializzazione del vino, ma anche la promozione dell’enogastronomia e del territorio orvietano.

Le vendite del vino, specialmente verso i paesi esteri, sono in aumento e continuano ad aprirsi nuovi mercati nei quali l’Orvieto si sta imponendo con forza. Sicuramente queste buone prospettive di vendita confermano l’eccellenza dell’Orvieto che resta uno tra i vini bianchi più ricercati»

Ora a parte che andare al Vinitaly per incontrare i produttori di vino di Orvieto da parte di un Assessore del Comune di Orvieto, magari a spese dei cittadini di Orvieto tra cui gli stessi produttori, è una roba da monologo di Crozza, dobbiamo necessariamente prendere le distanze dalla difesa d’ufficio che ha voluto fare il primo cittadino a favore della dottoressa Martino.

Maurizio-Crozza1A noi, in questo caso, non interessa quanta carne è stata messa a cuocere, quanta confusione venga fatta per mostrare dinamismo. Noi abbiamo posto domande precise sullo sviluppo della zona di Bardano, nella quale nel frattempo le ditte hanno chiuso e gli operai sono andati a casa e non stanno certo brindando al Vinitaly, e sull’inconsistenza della politica culturale del Comune. Domande rimaste inevase, senza risposta ed a noi spiace vedere un sindaco arrampicarsi sugli specchi a difendere l’indifendibile, Continua a leggere No alle difese di ufficio.

Un anno dalla “certificazione”

Un anno fa ci confermavano la “certificazione” della lista a 5 stelle per Orvieto, solo un anno fa. Ne sembrano passati molti da quando ha smesso di apparire il sottoscritto e la responsabilità di portare le istanze del M5S è passata a Lucia Vergaglia.

Ricordiamo la sorpresa di un ex assessore di centro destra che non si aspettava la nostra partecipazione, seguita dalle tragicomiche disavventure di quella “gioiosa macchina da guerra” fatta dagli ex M5S ed il loro “forum” cittadino chi ci accusava di tutto e di più e ci classificava come “gente da tastiera”, oggi di loro nessuna notizia, nessun impegno civico, niente di niente.

lucia vergaglia memeOggi abbiamo una realtà completamente diversa, siamo riconosciuti, persino da chi ci è più ostile, come forza politica autorevole, caparbia e capace. Questo pur con tutti i limiti che ci pone l’essere minoranza della minoranza (grazie anche ai voti dispersi dagli Ex M5S) siamo comunque in grado di incidere sull’agenda politica e di sostenere battaglie importanti. Senza di noi ci sarebbe stata solo la sterile contrapposizione centro destra e centrosinistra con tutto quel che ne consegue. Avremmo potuto certamente fare di più senza essere stati ostacolati e sgambettati in ogni modo dagli ex che ci hanno sottratto tanti voti ed hanno minato la fiducia di tanti attivisti.

A giugno, dopo le elezioni regionali, ad un anno dall’insediamento tireremo le somme di questo primo lunghissimo anno, portato avanti da un singolo portavoce consigliere con il sostegno dei cittadini a 5 stelle, ma intanto Vi invitiamo a valutare se per questo pluralismo democratico, per questa novità dell’ingresso in Comune di una normale cittadina come Lucia Vergaglia, non proveniente da partiti od associazioni e cooperative vicine ai partiti, non vale la pena di ringraziare anche quel folle visionario di Beppe Grillo, da sempre presentato in Tv come un mostro che urla, ma nei fatti quello che ha creato l’unica bella novità della politica europea,

Noi pensiamo che valga la pena dirgli grazie ed oggi lo pensiamo ancora di più.

Sviluppo: dopo 4 mesi l’assessore risponde.

Dovremmo ringraziare l’assessore Martino, responsabile per il comune di Orvieto delle aree Sviluppo, Cultura, Commercio, Artigianato, Grandi Eventi e Marketing Territoriale?

La dottoressa Martino ci ha risposto ad una interrogazione a Lei nota sin dal 20 ottobre scorso e concernente sui piani di rilancio del distretto industriale di Fontanelle di Bardano. Dopo 4 mesi pieni finalmente ci ha risposto; sappia l’Assessore che mentre ci pensava la storica Tione è fallita, mentre meditava Electrosys, azienda i cui strumenti hanno permesso il Nobel italiano al CERN, passava di mano al proprio diretto (ex) concorrente, che le lavoratrici ex Sphera ed Mmanifatture si sono federate in cooperativa e l’opzione che avevamo lanciato sul il centro fisico d’Italia è stata utilizzata prima dai privati ed infine se ne è appropriata la più sveglia giunta di Narni.

cultura-3Assessore, responsabile anche dell’impalpabile comparto cultura, si informi che negli stessi mesi si perdeva, pignorato via dalla città, il Museo delle Maioliche Medievali e Rinascimentali Orvietane. Era possibile intervenire? In presenza di un assessorato capace noi diciamo di si pensando all’accesso ai fondi dell’Art Bonus. In assenza di una politica culturale purtroppo non ne siamo stati protagonisti, anzi siamo, come Comune di Oriveto, risultati lassisti ed incapaci di attrarre risorse aggiuntive al settore  culturale, neanche per interventi di manutenzione, protezione, restauro di beni culturali. Eppure quel dispositivo (ancora attivo per la programmazione 2016) permette anche di consentire ad un numero di soggetti più ampio, pubblico e privato, di decidere quali investimenti finanziare. Ma un piano, sia pure sommario, non ci è mai stato presentato.

Almeno è stata richiesta la partecipazione della “filantropia” come ultima chanche? L’Art Conservation Project di Bank of America ha un plafond interessante per sostenere gli sforzi dei piccoli borghi come il nostro, e non è certo l’unico fondo interessato all’arte italiana non “mainstream”, non sotto i riflettori della ribalta come Pompei o i musei Fiorentini. Nossignori, quella dell’assessorato è una politica per noi troppo misteriosa ma i risultati ad oggi, per fare una metafora calcistica, sono da esonero dell’allenatore.

Che dire dell’impostazione del Marketing Territoriale e la sua ricaduta al comparto turistico? Oppure della situazione del commercio, sia al dettaglio che le grandi e medie superfici? Quali iniziative per i nostri artigiani? Quali grandi eventi sono attesi? Il Sindaco è stato persino costretto a ricorrere a deleghe ulteriori per gestire le iniziative come Expo, Slow Food ed Aree Interne, ed è stato costretto ad agire in prima persona per partecipare come Capitale Italiana della Cultura, con la città di Todi, al bando del ministero.

Caro Assessore Martino stia serena, oggi non le porremo interrogazioni, si risponda da sola se merita di rimanere al Suo posto.

La valutazione passa dai fatti

Ci si avvicina a grandi passi alle regionali 2015 e come al solito cominciano ad apparire sulla scena quegli ectoplasmi elettorali dei finti meetup e dei comitati ad hoc per le elezioni.

Ricordiamo ancora quelli del 2013 e 2014, con la scandalosa situazione di Castelgiorgio con i simboli corretti a mano sui moduli elettorali oppure gli pseudoattivisti di Porano ed Orvieto che alla fine hanno formato liste civiche di sinistra dichiaratamente anti M5S.

Potevamo risparmiarceli nel 2015? Ma certo che no! Ed eccoli comparire sui social con una presenza territoriale dichiarata davvero impressionante, da Baschi a Fabro, passando per Orvieto, Allerona e Ficulle. Niente male, circa 400 chilometri quadrati.

Poi andiamo a vedere chi sono e ci troviamo le solite facce che la memoria prontamente riconduce, in un modo o nell’altro, al camaleontico signor Maggi. Fin qui tutto è lecito, quasi normale nel panorama italiano dove l’onestà intellettuale è cosa antitetica all’attività politica.

Però poi cosa succede? Succede che a Fabro il M5S è stato assente ingiustificato nella questione della Centrale a Biomasse (a parte noialtri di Orvieto che abbiamo dato qualche minimo sostegno e spunto a singoli ambientalisti locali) oppure a Baschi, dove pure è stato detto che il M5S esiste ed è attivo, nessuno tranne noi del M5S Orvietano protesta taccuino-umbria-5-stellecontro la variante sulla Amerina, nessuno tranne noi ricorda che il consumo di suolo e l’impermeabbilizzazione dei terreni sono la prima causa di dissesto idrogeologico e nessuno, tranne noi, vuole ricordare che lo sviluppo in questi due territori è stato legato al Crescendo ed al suo buco di milioni di Euro.

La partita è importante ed il tentativo di accreditarsi dei finti gruppi segue il solito schema con all’interno le solite persone, ormai non ci stupiamo neanche più ma dobbiamo riconoscere i fatti per dare una corretta valutazione ed in questi anni, a parte le chiacchiere, questi gruppi non hanno fatto nulla di nulla. Spiacente, non c’è più modo di dar loro credito.

In conclusione da Baschi a Fabbro il M5S c’è, ma è solo ad Orvieto e solo col gruppo di Orvieto 5 Stelle, le chiacchiere stanno a zero.

Microcredito ad Orvieto

Dopo il fallimento del Microcredito in Comune con la mozione Tardani, invischiata dalla maggioranza e dagli emendamenti della lista Gnagnarini che hanno imposto un periodo di attesa “interlocutorio” immotivato e non specificato, finalmente si volta pagina.

Il Microcredito a 5 Stelle di cui si è tanto parlato è divenuto attivo anche nella città del Corpus Domini. I problemi burocratici, dovuti a dati inesatti presenti sulle pagine dei consulenti del lavoro, che ricordiamo essere esterne al Blog del MoVimento, sono stati segnalati e sono stati superati: abbiamo provveduto a mettere in contatto diretto i professionisti orvietani i neoimprenditori interessati a quest’opportunità.

microcredito25milaeuro

Ricordiamo infatti che dal prossimo aprile sarà possibile effettuare nei “Clicca Day”, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, le richieste di accesso ai fondi fino a un massimo di 25.000 Euro (35.000 in casi specifici), ma che sarà necessario avere ben predisposta la documentazione richiesta che, volendo, sarà predisposta col sostegno gratuito dei consulenti del lavoro locali.

Il M5S Orvieto ha attivato la casella civica microcredito@orvietocivica.com per dare informazioni sia ai professionisti che vogliono essere inseriti nel circuito che per i cittadini che necessitino di accedere al credito. Inoltre è stato attivato nel portale di Orvieto 5 Stelle un’ulteriore area informativa all’indirizzo http://www.orvieto5stelle.com/microcredito/.

In momenti di crisi come questo è fondamentale che queste informazioni vengano fatte giungere ai nostri concittadini con tutti i canali a disposizione, istituzionali e privati, e che venga rimessa in moto quell’economia reale che crea sviluppo e lavoro.

Teniamo infine a precisare che questo strumento di garanzia e sostegno all’impresa non pregiudica la successiva partecipazione a bandi comunitari od a finanziamenti europei diretti e che, quindi, le imprese valide che riusciranno a mantenersi sul mercato potranno poi liberamente crescere senza trovarsi vincoli successivi.Questo è decisamente un punto a favore per chi ha buone idee e crede nell’innovazione, soprattutto per quelle giovani imprese che non possono, per mancanza di massa critica o di brevetti esclusivi, accedere da subito ai bandi StartUp.

Noi restiamo a disposizione per ogni chiarimento ma vi invitiamo prima a consultare la nostra pagina dedicata al Microcredito.

menù microcredito

Meetup senza stelle

Il valore e l’esperienza tra i militari si premiano con le stellette. Con 3 diventi generale, un grado tosto. Significa che hai la responsabilità di molti commilitoni. Il MoVimento di Stelle ne ha addirittura cinque ma non fanno grado, il grado è uno solo e si chiama certificazione, e se ce l’hai (come noi) guadagni due cose:

  1. Puoi smettere di usare il nome del MoVimento e quello di Beppe Grillo nelle attività sul territorio, che saranno anche pubblicizzate e riconosciute da ogni portavoce del M5S.
  2. Passi al di sotto (non al di sopra) di ogni cittadino a cui devi il rispetto e lo spirito di servizio come fosse nei posti di lavoro.

I MeetUp che non riconoscono queste semplici regole, lavorano solo con e per gli amici, sono delle associazioni locali senza stelle, potranno essere cialtroni o buoni, attivi in questo o quel campo (ambientalismo, cura del territorio ecc…) oppure dei cacciatori di un ruolo politico. Le stelle si guadagnano sul campo e non è difficile farlo, è solo difficile capirlo se non si è capito già.

Ritirare subito il Bando per il Belvedere

Ad Orvieto il Belvedere è un’area dal notevole potenziale che avevamo attenzionato con una serie di iniziative a cui l’amministrazione ha risposto in modo non proprio entusiasmante.

Ora finalmente c’è un bando di gara per l’assegnazione della nuova gestione, una cosa a cui qui non eravamo più abituati. Abbiamo subito pensato “ben venga l’iniziativa” salvo ricrederci in pochissimi minuti.

Due considerazioni su tutte:

  1. Dal punto di vista politico la base d’asta di 417 euro al mese per un bar ristorante dotato di parcheggio autobus con vista sul più bel panorama cittadino ci sembra ridicola, sarà congrua al valore catastale nominale ma è assolutamente fuori mercato ed è potenzialmente una concorrenza sleale ai privati che investendo nel mattone lo offrono in fitto ai professionisti della ristorazione. Entrambe le categorie di cittadini, meglio precisarlo, pagano fior di tasse e sono la prima accoglienza turistica;  questa nostra cittadina è magnifica anche grazie al loro contributo, per favore portiamo il dovuto rispetto.
  2. La delibera di giunta in forza della quale viene espresso il bando è datata nel futuro, il 3 aprile 2015, un errore puramente formale, ma grave in quanto lede l’accesso alle informazioni del cittadino che volesse andare a pescare la delibera senza usare la macchina del tempo.

bando errato belvedereGi errori formali capitano, ma causano costosi ricorsi quindi chiediamo all’Amministrazione di procedere al ritiro in autotutela del bando e, auspichiamo, prima di riproporlo con questi numeri vogliamo ricordare all’assessore al patrimonio, dott. Gnagnarini, che 417 euro al mese non risanano il bilancio, un eventuale causa milionaria dovuta a problemi successivi al certificato di agibilità di un decennio fa sventolatoci in faccia in risposta alla nostra interrogazione, e non allegato nella documentazione in albo pretorio, invece lo affosserebbero definitivamente a vantaggio di un privato.

Auspichiamo quindi la doverosa cura nel trattare codesta delicata faccenda, e ci rendiamo disponibili in Consiglio a sostenere iniziative non superficiali per la risoluzione del caso, ma prima di tutto dovete ritirare subito quel bando sbagliato.

Pari opportunità: primi confronti

Prevista dallo Statuto cittadino di Orvieto, la Commissione Pari Opportunità, è finalmente riuscita a partire grazia anche alla forte pressione del M5S portata avanti con caparbietà sin dal giorno dell’insediamento di Germani. Siamo stati i primi a porre il tema, e gli unici fino allo scorso novembre quando siamo riusciti a superare le barriere della logica partitica facendo prevalere il tema istituzionale.

L’attivazione di questo strumento democratico, da anni fermo con le 4 frecce, in attesa di una scossa nei temi dei diritti e delle priorità sociali, è arrivata a fine 2014 e ci sono stati già i primi incontri in Consiglio, e con l’Assessore competente, con le prime bozze di un’agenda operativa e la scelta di iniziare il confronto con le realtà associative della nostra Zona Locale.

vittoria-pari-opportunitàTecnicamente la Commissione è paritaria tra maggioranza ed opposizione ed è composta da Pettinacci (Pd), Tardani (Forza Italia), Timperi (PD) e Vergaglia (M5S) ed è il luogo deputato al confronto, a differenza dell’Assessorato alle Pari Opportunità che è l’organismo operativo finale. Come tutte le commissioni avrà poteri specifici e capacità d’iniziativa, farà attività d’ascolto e di decodifica delle esigenze, e riporterà al Consiglio ed agli organi di Giunta i risultati utili e le necessità d’intervento. Tuttavia in questa fase gli uffici lavoreranno tutti assieme per riconnettere quanto negli anni è andato in ordine sparso, con tanti interventi frutto più della buona volontà dei singoli che di una politica vera e propria. Dal 2000, in Europa, vige “La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato” (Carta di Nizza dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, art. 23).

Per rendere vero questo principio sono stati messi a disposizione tanti strumenti democratici, anche al livello comunale, che però stentano ancora ad attivarsi, proprio come è successo qui ad Orvieto. Questi organismi di parità sono strumenti di osservazione, discussione e promozione di politiche di uguaglianza fra i generi (donna – uomo) e come tali vanno necessariamente attivati ed utilizzati.

Il Comune di Orvieto è anche il capofila dei comuni della Zona Sociale 12 in cui era attivo il “Tavolo istituzionale per le Politiche di Genere e le Pari Opportunità” ed il 5 marzo si riparte proprio da quella iniziativa assieme alle tante associazioni impegnate sul territorio, con un pensiero all’avvicinarsi alla ricorrenza dell’otto marzo ed avendo ben chiaro che il governo, al di là delle belle parole, avendo scelto di abolire il ministero alle Pari Opportunità non ritenga prioritari questi temi e che quindi si debba partire dal basso per puntare al raggiungimento di una società etica e giusta.

Temi che in questa città il M5S ha portato all’attenzione immediatamente, sin da primo giorno del nostro insediamento, coinvolgendo tutte le forze rappresentate senza alcuna preclusione, in quello spirito paritario che dovrebbe essere alla radice dell’azione politica sana. Solo così, infatti, si potrà avere un confronto paritario con le associazioni ed i cittadini tutti.

vittoria-pari-opportunità1Tuttavia non dimentichiamo che le Pari Opportunità non si limitano ai generi ma, in qualità di vero e proprio principio giuridico oltre che di civiltà, puntano a permettere liberamente, in assenza di limitazioni o vincoli, alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo indipendentemente (oltre che dal genere) dalla propria religione, convinzioni politiche, raza, etnia, disabilità, età ed orientamento sessuale, ovvero quelle che solitamente sono indicate come diversità e questo è il solco nel quale porteremo il nostro contributo.

In tal senso il M5S proporrà e sosterrà un’agenda d’inclusione delle politiche ugualitarie e di sostegno e la stipula di un patto cittadino contro ogni barriera, a partire da quelle architettoniche fino a quelle culturali.

Noi ci siamo, Voi restate sintonizzati…